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Il Dipartimento Regionale della Prorezione Civile ha emanato un nuovo bollettimo metei per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico “giallo” per la provincia di Agrigento. Il dipartimento  fa  sapere che si prevede il persistere delle precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale. Sui settori centro-orientale della Sicilia. La fenomeni già potrà localmente assumere anche carattere di persistenza. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, forti raffiche di vento. Localmente le cumulare di precipitazioni potranno risultare abbondanti.

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Ad Agrigento tre immigrati dalla Tunisia, tutti minorenni di 15 anni, armati di coltello, hanno aggredito tre ragazzini minorenni di Agrigento al Viale della Vittoria, sorpresi a passeggiare nei pressi della Villa Bonfiglio. I tre tunisini, tra spintoni e minacce, hanno rapinato i tre dei telefoni cellulari e dei soldi in tasca. Le grida hanno indotto alcuni passanti a telefonare al 112. I Carabinieri sono subito intervenuti, hanno raccolto la descrizione dei tre malviventi, e li hanno rintracciati all’interno di una comunità di accoglienza per minori, dove sono ospitati. Ai tre è stato sequestrato il coltello a serramanico utilizzato per minacciare. Soldi e telefoni cellulari sono stati restituiti ai tre malcapitati. I tunisini sono stati denunciati a piede libero alla Procura per i minorenni di Palermo.

Come pubblicato giovedì scorso 24 ottobre, tramite una intervista al Videogiornale di Teleacras, l’assessore comunale alle Politiche sociali di Agrigento, Gerlando Riolo, tra l’altro ha affermato che in quasi 5 anni di legislatura sono stati movimentati e distribuiti circa 2 milioni di euro a favore di famiglie e persone con difficoltà economiche, non sotto forma di contributi diretti ma attraverso bonus spesa, bonus idrici, bonus energia, contributi per ragazze madri e poi con turni di servizio civico e cantieri di servizi.

L’intervista

Novità in arrivo per Agrigento,  il card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento,  ha disposto nuovi avvicendamenti pastorali nelle parrocchie dell’Arcidiocesi ecco le novità:

Arcuri Gianluca

Parroco dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie Maria SS. del Rosario – S. Antonio Abate di Castrofilippo

 Bellavia Rosario

Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie S. Venera – San Rocco – B.M.V. del Monte Carmelo di Grotte

 Costanza Giuseppe

Parroco dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie, Maria SS. Annunziata – S. Francesco d’Assisi – S. Agostino di Naro

 Cusumano Calogero Giuseppe

– Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie, Antonio di Padova – B.M.V. del Carmelo – B.M.V. del Transito di Favara

 – Vicario Parrocchiale della Parrocchia B.M.V. dell’Itria di Favara

 Gattuso Giovanni

Vicario Parrocchiale della Parrocchia S. Gregorio di Agrigento (Cannatello)

 Giarraputo Antonino

Cappellano dell’Ospedale “S. Giacomo d’Altopasso” di Licata

Principato Stefano

Collaboratore del Centro per l’Evangelizzazione della Curia Arcivescovile

Tshipuita Mfuamba Arthur

Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie, Maria SS. del Rosario – Sacra Famiglia – Maria SS. degli Angeli di Palma di Montechiaro.

A denunciare l’accaduto, agli agenti della Polizia, è stata la stessa donna che si è vista svanire il denaro in poco tempo dalla sua carta PostePay.

Da una prima ricostruzione dei fatti la donna è stata vittima prima del furto dei dati della sua carta, poi del denaro in esso contenuta. Da un tracciamento dell’attività furtiva si è evinto che la “carta” è stata utilizzata per alcuni acquisti nel nord America.

La consigliere comunale di Agrigento, Giorgia Iacolino, sollecita l’amministrazione comunale a disporre gli interventi di competenza nel merito della gestione della casa di riposo per anziani Villa Betania. La stessa Iacolino spiega: “Sono trascorsi quasi 8 mesi dal 12 marzo quando il consiglio comunale ha approvato la mozione, di cui sono stata prima firmataria, che impegna l’amministrazione comunale a compiere i lavori necessari per risolvere i problemi strutturali dell’immobile di Villa Betania, ed a riconoscere le quote sociali che spettano a tale ente morale. Finora nulla è stato compiuto, e gli ospiti di Villa Betania continuano ad essere accolti in altre strutture o nelle famiglie di origine. Confidiamo in uno scatto di orgoglio del sindaco di Agrigento per rimediare, seppur tardivamente, all’ingiusto danno inferto ai lavoratori ed agli ospiti di Villa Betania, restituendole la vitalità e l’efficienza richieste dal consiglio comunale”.

La società V.B. s.r.l, con sede in Licata, nel dicembre 2001 otteneva, nell’ambito del Patto territoriale del Golfo, la concessione in via provvisoria di un contributo in conto impianti pari ad euro 2.559.095,58.

Nel corso del 2018, a distanza di ben dieci anni dalla realizzazione dell’investimento, il Ministero dello Sviluppo Economico disponeva la revoca delle agevolazioni concesse ed il recupero delle somme già erogate per un importo complessivo di € 4.165.053,09 comprensivo di interessi ed oneri di accertamento, sulla base di presunte irregolarità contrattuali.

La V.B. s.r.l., dunque, proponeva un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, per l’annullamento, previa sospensione, del detto provvedimento di revoca totale del contributo erogato.

In particolare, gli Avv.ti Rubino ed Alfieri, deducevano l’illegittimità del provvedimento di revoca per “violazione delle norme e dei principi in materia di definizione dei procedimenti amministrativi” nonché per “difetto assoluto di presupposto e di istruttoria”, avendo l’Amministrazione adottato il provvedimento di revoca a seguito di un’attività istruttoria avviata e conclusa oltre ogni tempistica ragionevole – dopo ben 10 anni dalla presentazione del conto finale da parte del soggetto beneficiario – ed in violazione della disciplina in materia di controllo della rendicontazione dei beneficiari del finanziamento. I legali della società, d’altra parte, censuravano l’erroneo calcolo degli interessi maturati sulle somme oggetto di recupero, effettuato senza tener conto della “buona fede” con la quale la società ha percepito il contributo concessole, confidando nel buon esito del finanziamento in ragione dell’avvenuta realizzazione dell’intervento in conformità a quanto previsto nel progetto finanziato.

Il T.A.R. Sicilia-Palermo, accogliendo parzialmente il ricorso della società ricorrente, dichiarava l’illegittimità del provvedimento di revoca per la parte relativa all’erronea quantificazione degli interessi maturati sulle somme oggetto di recupero da parte dell’Amministrazione; interessi dovuti, come affermato dal Collegio giudicante, ex art. 2033 cod.civ., ultimo comma, solamente a far data dalla domanda di restituzione dell’indebito – e non già dalla data della prima erogazione del finanziamento – quando, come nel caso di specie, la percezione delle somme sia avvenuta con affidamento e buona fede.

A questo punto, la società V.B. s.r.l, sempre difesa dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, adiva il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, al fine di ottenere, in riforma parziale della suddetta sentenza resa dal T.A.R. Sicilia-Palermo, l’annullamento dell’impugnato provvedimento di revoca delle agevolazioni concesse alla società e del conseguente provvedimento di recupero delle somme già erogate.

Il C.G.A., accogliendo l’istanza cautelare presentata dagli Avv.ti Rubino ed Alfieri, ha sospeso l’esecutività della sentenza impugnata fino all’udienza di merito.

Pertanto, in attesa della definizione del giudizio di merito, la V.B. s.r.l. non dovrà restituire l’ingente somma del contributo (circa 4 milioni di euro) già erogata e di cui è stato disposto il recupero da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.