Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 639)

Il campione bergamasco di ciclismo, Felice Gimondi, è morto in Sicilia. Gimondi, prossimo a compiere 77 anni, è stato colto da un malore durante il bagno a mare, a Recanati, frazione di Giardini Naxos, dove è stato in vacanza con la sua famiglia. Vani si sono rivelati i tentativi di soccorrerlo. La Guardia Costiera di Giardini ha avviato gli accertamenti su quanto accaduto. L’ex campione italiano di ciclismo, sofferente di cuore, secondo i soccorritori sarebbe morto per un infarto. Felice Gimondi è stato uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri, ovvero il Giro d’Italia (per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976), il Tour de France (nel 1965) e Vuelta a Espana (nel 1968).

Meritorio intervento salvavita ad opera di uno scout agrigentino. Si tratta di Emanuele Montalbano, capo scout e responsabile di Zona Agesci di Agrigento. Ad Agrigento, a San Leone, al lungomare, Montalbano è intento a passeggiare con la famiglia. Si accorge di un ragazzo in difficoltà in mare che tenta di raggiungere gli scogli. Lo scout non esita un solo attimo. Si dirige verso gli scogli, si tuffa in mare e conduce a riva il ragazzo di 16 anni di Raffadali ormai privo di sensi. Emanuele Montalbano esegue prontamente le manovre cardio/respiratorie che hanno rianimato il ragazzo, poi trasportato d’urgenza in ospedale dagli operatori del 118 e successivamente trasferito a Palermo per la rianimazione completa. La presidente della Zona Agesci di Agrigento, Mara Adile, commenta: “E’ importante segnalare come lo scoutismo non è soltanto un valore astratto, ma uno stile di vita che è insito nella vita di tutti i giorni di ogni Capo Scout. L’abnegazione, il servizio, l’aiutare il prossimo, insieme alla preparazione e alle competenze tecniche nell’intervenire in situazioni di emergenza, è sicuramente un valore aggiunto che da merito agli scout della nostra Zona Agesci di Agrigento”.

La ong spagnola Open Arms denuncia lo stato di emergenza sanitaria a bordo della nave ancorata a Lampedusa. Il medico responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, l’ex presidente dell’Assemblea Regionale, Francesco Cascio, replica: “Nessuna patologia ho riscontrato nei migranti sbarcati, tranne una otite”. Più nel dettaglio, la ong ha dichiarato: “La situazione a bordo di Open Arms è drammatica e ingestibile tale da mettere in pericolo imminente la vita delle persone a bordo. Le condizioni di salute psicofisica dei migranti si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio. Da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Si tratta di persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia con torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”. E il medico in servizio a Lampedusa, Francesco Cascio, ha affermato: “Dei 13 naufraghi fatti sbarcare dalla Open Arms solo uno aveva una otite, gli altri non avevano alcuna patologia come abbiamo accertato in banchina. Infatti, sono stati tutti condotti nell’hotspot. C’è qualcosa che non funziona: eppure dalla relazione dello staff Cisom (il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) risulta che a bordo ci sarebbero persone con diverse patologie, tra cui 20 casi di scabbia. Cisom segnala anche un uomo con artrite settica del ginocchio sviluppata dopo la rimozione di sei colpi di pistola in Libia, una donna con ustioni da carburante e un uomo con ferite da arma da fuoco ma entrambi in remissione. E ancora: una donna soffre di crisi epilettiche, ma è trattata e stabile, e un uomo una cisti pilonidale infetta. Diversi migranti presentano infezioni della cute verosimilmente di origine stafilococcica”.

Rifiuti abbandonati fuori dal Centro comunale di raccolta quando l’impianto è chiuso, spazzatura lasciata agli angoli di strade e marciapiedi ad ogni ora del giorno e della notte e rifiuti differenziati in maniera difforme. Con questo contesto si confrontano ogni giorno, le ditte dell’Ati, Sea, Iseda ed Ecoin e gli operatori ecologici che si occupano del servizio rifiuti a Canicattì. Una situazione di perenne emergenza che mette le imprese nelle condizioni di dovere operare con interventi e servizi straordinari, con sforzi e risorse economiche ulteriori, per provare a tamponare quanto provocato da chi non sembra volersi attenere alle regole del vivere civile.
Proprio in questa settimana ferragostana, si è ad esempio verificato, che davanti ai cancelli del Centro di Raccolta del Foro Boario, negli orari in cui l’impianto è chiuso, venisse lasciato ogni genere di rifiuti, rifiuti che sono poi stati oggetto di contestazione alle imprese come se i responsabili fossero gli operatori ecologici e non gli incivili.
A fronte di tutto questo, Sea e Iseda continuano nelle operazioni straordinarie di bonifica delle discariche abusive che si formano quotidianamente sia all’interno del centro abitato che nelle piazzole di sosta delle strade di accesso alla città o lungo gli assi viari. Bonifiche che, nella migliore delle ipotesi, durano lo spazio di una notte, Gli uomini e i mezzi delle ditte dell’Aro Canicattì-Camastra, sono ormai praticamente in servizio semi-permanente effettivo per provare a rendere vivibili strade, piazze e cortili dove gli incivili continuano a scaricare ogni tipo di rifiuti a tutte le ore del giorno e della notte.
“’Noi continuiamo a fare il nostro lavoro – ribadisce l’amministratore unico di Sea, Gianni Mirabile – ma ci rendiamo conto ogni giorno, che quello che facciamo viene vanificato da questi episodi di quotidiana inciviltà. Se non si riesce ad attuare una

concreta azione sinergica fra Ati, uffici comunali preposti ai controlli e cittadini, il lavoro di tutti continuerà ad essere vanificato. A Canicattì, ci sono zone più interessate di altre da questo fenomeno che per quanto minimo rispetto alla grandezza del territorio urbano e suburbano, riesce a sporcare la città in maniera indicibile e sotto gli occhi di tutti, fornendo un’immagine falsata di quella che è la partecipazione dei canicattinesi alla raccolta differenziata”.
Le zone più interessate dall’attacco degli incivili della differenziate dove le imprese operano maggiormente, sono le contrade Montagna, Santo Spirito e Santa Marta, le vie Lepanto, Carlo Amato, Pietro Micca, Largo San Quintino, via Toti e Ponticello. Via Pirandello, Solferino, Don Sturzo, via Carducci, via Colombo, Pascoli, Torino, Messina, Medi, Taormina, Medi, via Duca degli Abruzzi e Salita Colonna. Ovviamente non vengono risparmiate le piazzole di sosta delle strade interpoderali e degli scorrimenti veloci che costeggiano Canicattì.
A fronte di questi interventi di bonifica e del normale servizio di porta a porta, da qualche giorno a Canicattì, sono in entrate in azione 3 squadre di operatori ecologici addetti al discerbamento del centro urbano per ridare lustro e vivibilità ad interi quartieri. Al momento, gli interventi di discerbamento e pulizia straordinaria, stanno riguardando la zona di Oltreponte, quella di Borgalino, quella a valle di via Pirandello che si interseca con Viale della Vittoria. Successivamente saranno interessate da questi servizi straordinari anche altre zone e altri quartieri di Canicattì.

L’inchiesta per sequestro di persona aperta nel pomeriggio dalla Procura di Agrigento sul caso Open Arms è a carico di ignoti.

È un atto dovuto dopo i due esposti presentati oggi dai legali della nave della Ong spagnola e dai giuristi democratici.  I legali hanno chiesto di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti di ufficio.

Nei giorni scorsi la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, aveva aperto un primo fascicolo sulla vicenda Open Arms, per favoreggiamento all’immigrazione clandestina a carico di ignoti e uno per abuso di ufficio.

Il fascicolo è  stato inviato alla Procura di Roma per competenza. Adesso un altro fascicolo per sequestro di persona.

Nelle prossime ore i magistrati che coordinano l’inchiesta decideranno i prossimi passi.

A Joppolo Giancaxio si è conclusa con successo di pubblico e di partecipazione la 12esima edizione del premio nazionale “Sipario d’Oro”, prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno alle eccellenze del territorio in diversi ambiti. La registrazione integrale della serata è in onda su Teleacras oggi venerdì 16 agosto alle ore 15, e poi domani sabato e poi domenica alle ore 21.

Una coppia di poveri genitori vessata da anni dal figlio alcolista quasi quarantenne ieri mattina ha dovuto subire altra violenza, quando ha deciso di alzare le mani sulla madre.

Immediato l’intervento dei carabinieri della locale Tenenza che hanno sedato la lite familiare.

È stato disposto l’allontanamento d’urgenza dalla casa per il familiare violento.
Il fenomeno delle violenze in famiglia tanto da richiedere l’intervento dei militari dell’Arma è in costante aumento.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, rivolge un plauso alle forze dell’ordine, alla polizia municipale, ed alle squadre impegnate nella pulizia straordinaria delle spiagge, a lavoro in occasione del Ferragosto. Firetto aggiunge: “La pulizia e un servizio d’ordine eccellente sono stati prima, durante e dopo la festività. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in queste ore di festa per garantire il servizio d’ordine, il rispetto dei luoghi in centro città e al mare. Complessivamente si è registrato un atteggiamento collaborativo da parte dei cittadini, che, come già in altre circostanze, hanno dimostrato di voler costruire i presupposti di una comunità matura e responsabile. Grazie anche a loro. L’organizzazione complessiva è riuscita a neutralizzare alcuni sporadici atti di inciviltà, anche sulla battigia e in modo particolare a Cannatello. Rispetto alle cronache di altre città possiamo dirci più che soddisfatti”.

Emergono altri nuovi particolari circa la rocambolesca rapina portata a segno nel pomeriggio dell’altro ieri alla banca Bpr del viale Leonardo Sciascia, nel popoloso quartiere del Villaggio Mosè di Agrigento.

i filmati in possesso degli investigatori sembra che l’azione dei malviventi sarebbe durata in tutto meno di un minuto.

I rapinatori sembra fossero due, armati di taglierino e con indosso delle parrucche, che sono riusciti, nella loro azione fulminea, quasi indisturbatamente, a sottrarre oltre 165 mila euro in contanti per poi dileguarsi.

I delinquenti, forse anche in possesso di una pistola giocattolo, avrebbero atteso che i vigilantes che hanno consegnato la somma si allontanassero per sferrare il colpo.

I soldi erano stati “scaricati” in banca appena venti minuti prima della rapina il che lascerebbe pensare che i malviventi sapessero più cose di quanto ci si possa aspettare. Così come la scelta di andare ad aprire alcune cassette di sicurezza non facendo caso ad altre in cui in egual misura erano contenuti soldi.

I rapinatori, pare dal forte accento siciliano, una volta messo segno il colpo, sarebbero scappati a bordo di una Bmw di colore grigio. I carabinieri della Compagnia di Agrigento stanno cercando di restringere il cerchio intorno ai due malviventi e raccogliere quante più informazioni utili.

 

Sarebbe un malfunzionamento dell’impianto elettrico che alimentava un forno di un panificio, la causa di un incendio che ha danneggiato i locali dello stesso esercizio commerciale e destata tanta paura in viale della Vittoria, a Canicattì.

Le fiamme hanno annerito alcune pareti, ma soprattutto, hanno causato una fuoriuscita di fumo che ha allarmato i residenti.

Il fatto si è verificato ieri mattina in un centralissimo panificio del paese agrigentino. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno prima messo in sicurezza l’area, poi hanno provveduto allo spegnimento delle fiamme e alla verifica dei danni.