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Momenti di panico a pochi metri dal Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento. Un’automobile in transito – forse a causa di un cortocircuito – ha preso fuoco improvvisamente. 

Le persone a bordo, fortunatamente, hanno capito in tempo che la situazione stava per aggravarsi e hanno lasciato l’abitacolo. 

Sul posto i Vigili del Fuoco, impegnati a spegnare il rogo, e le forze dell’ordine che hanno dovuto deviare il traffico. 

– Fonte Grandangolo

Nuovo appuntamento per discutere di tematiche ambientali e di raccolta differenziata, questo pomeriggio a Canicattì. A partire dalle 17 infatti, a Palazzo Stella in via Cavallotti, si terrà un incontro organizzato dall’amministrazione comunale e dalle imprese dell’Ati, Sea, Iseda ed Ecoin insieme al Club Fidapa e al Club delle mamme. L’appuntamento di oggi, segue di pochi giorni il seminario informativo svoltosi sabato scorso con gli studenti dei licei cittadini al palazzetto dello sport cittadino.

All’indomani del caso della nave Ong, la proposta dell’Associazione “Noi Albergatori” tramite il suo presidente Giuseppe Rosano, di dare alloggio ed offrire lavoro immediato ai 47 migranti pur di farli sbarcare, ha suscitato profonda “indignazione” ma soprattutto tanta “rabbia” tra le miglia di disoccupati siracusani, siciliani ed italiani privi di lavoro e costretti a rimanere in uno stato di perenne disoccupazione o peggio di trasferirsi all’estero per trovare un’occupazione.

Il Presidente della Consulta Civica Damiano De Simone, si è attivato nel raccogliere 47 curriculum vitae di giovani disoccupati ed ha inviato una lettera al Presidente Rosano dell’Associazione Noi Albergatori, alla quale non ha ricevuto alcuna risposta.

Nonostante il mancato seguito, il Presidente De Simone, si è armato di buona volontà ed ha nuovamente inviato un’altra lettera:  “Gentile Sig. Rosano, con vero rammarico, noto indifferenza verso la disapprovazione manifestata nella recente lettera inviataLe dal sottoscritto circa la proposta poco delicata nei confronti dei tanti disoccupati residenti di assunzione esclusiva agli immigrati della Sea Watch, presso le strutture alberghiere da Lei rappresentate a Siracusa.”

“Mi sono assunto la responsabilità di raccogliere ben 47 curriculum vitae di naufraghi economici siracusani – afferma il Presidente di Consulta Civica – ormai disoccupati per status quo, tra cui un giovane nigeriano ed un giovane senegalese entrambi con regolare permesso di soggiorno, titolari tutti dei medesimi diritti umani e comunitari. E non è stata cosa difficile vista la crisi occupazionale preesistente e persistente a Siracusa cui Lei ne è, per ovvie ragioni, a conoscenza e responsabile al contempo, se considerate le allucinanti proposte avanzate e diffuse alla stampa nazionale, motivo di imbarazzo e indignazione collettiva”.

“Nei prossimi giorni gradirei incontrarla pubblicamente – prosegue De Simone – perché si proceda ad un costruttivo e produttivo confronto con lo scopo di consumare la maxi consegna a mano dei curricula, cui sono certo seguirà la formazione e conseguente regolare assunzione nella rete delle strutture alberghiere in vista della prossima stagione estiva. Un incontro che mi attendo entro questa settimana presso la sede legale dell’Associazione “Noi Albergatori Siracusa”, occasione in cui sarà Sua spontanea iniziativa rivolgere le pubbliche scuse ai Siracusani residenti e sparsi nel mondo, chiarendo che si tratta di un popolo aperto all’accoglienza e rispettoso dei valori e dei diritti umani, da sempre degni ed umili lavoratori.”

De Simone conclude con una provocazione: “ Mi permetta di consigliarLe, visto il ruolo di rilevanza che ricopre nell’ambito della categoria degli imprenditori, che il buonsenso e la logica della proporzionalità nelle iniziative sociali, per chi si esibisce pubblicamente, soprattutto quando in ballo ci sono i diritti primari fondativi di una società civile come il lavoro, ahimè nella nostra “ricca” provincia ancor oggi assente, e quel poco sotto pagato, sono la premessa di una società che si vuole condurre verso una condizione di self control, e non di conflitto con se stessa. Figuriamoci nei riguardi dell’integrazione etnica, da sempre ritenuta una grande ricchezza culturale. Pertanto, chi scrive e parla nella pubblica piazza è sempre responsabile del sentimento generale e degli effetti che esso produce. Ciò per intendere, e concludo, che la prossima volta sarebbe auspicabile essere più sensibili verso coloro ai quali ogni giorno si chiede di accogliere il prossimo, appunto perché lo possano davvero accogliere con serenità ed amore, che tanto si millanta quanto sembra non se ne vogliano creare i presupposti. In attesa di positiva risposta, auguro buon inizio settimana.”

 

Oltre sei secoli di carcere (637 anni) sono stati richiesti, al termine di una requisitoria sostenuta in aula dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia “spalmata” in tre tronconi, nei confronti delle 52 persone coinvolte nella maxi operazione antimafia “Montagna” che – all’alba del 22 gennaio – disarticolò le cosche mafiose che compongono appunto il mandamento della Montagna. 

Nell’aula bunker del carcere Ucciardone i magistrati della Dda – il procuratore aggiunto Paolo Guido con i sostituti Alessia Sinatra, Geri Ferrara e Claudio Camilleri – hanno illustrato l’atto di accusa chiedendo le pene più alte per coloro i quali sono considerati i promotori: i capi delle famiglie mafiose che compongono il mandamento della Montagna al cui vertice ci sarebbe stato Francesco Fragapane (per lui la richiesta di 20 anni di carcere). 

Uno dei pilastri dell’accusa è rappresentato dalle dichiarazioni di Giuseppe Quaranta che, subito dopo il suo arresto, ha deciso di collaborare con la giustizia (per lui oggi l’accusa chiede 8 anni con tutte le riduzioni per la collaborazione). 

Dei 58 imputati solo in sei hanno scelto il rito ordinario e sono l’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella di 54 anni; Domenico Lombardo, 26 anni di Favara, Salvatore Montalbano, 26 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini; Antonio Scorsone, 53 anni, di Favara.

L’inchiesta Montagna colloca territorialmente le cosche che agiscono nei comuni ricadenti la zona montana agrigentina ossia Santa Elisabetta, Bivona, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Alessandria della Rocca, Casteltermini e Raffadali. Geograficamente il territorio è questo e dentro vi operano le famiglie locali delle quali la pubblica accusa ha fornito elementi strutturali e attività. L’intero gruppo dei comuni compongono il mandamento mafioso della Montagna non solo geograficamente –  come illustrato dall’accusa – ma anche quantitativamente vista la mole di atti compiuti dai Carabinieri  del Reparto operativo di Agrigento che questa inchiesta hanno coltivato e sviluppato.

Il collegio della difesa è composto dagli avvocati Angela Porcello, Giuseppe Barba, Antonino Gaziano, Giovanni Castronovo, Riccardo Pinella, Antonino Mormino, Giovanni Vaccaro, Raffaele Bonsignore, Tanja Castronovo, Salvatore Salvago, Salvatore Virgone, Salvatore Manganello, Alba Nicotra, Giuseppe Sodano e Graziella Vella.

Di seguito tutte le richieste di condanna:

• Adolfo Albanese = 10 anni e 8 mesi

• Giuseppe Blando = 11 anni

• Vincenzo Cipolla = 15 anni

• Antonio Domenico Cordaro = 6 anni + 30 mila € multa

• Carmelo Battaglia = 4 anni e 5mila euro di multa

• Franco D’Ugo = 4 anni e 5 mila euro di multa

• Giacomo Di Dio = 11 anni 

• Santo Di Dio= 10 anni e 6 mesi

• Salvatore Di Gangi = 20 anni 

• Angelo Di Giovanni= 15 anni 

• Stefano Di Maria = 9 anni 

• Vincenzo Dolce = 3 anni 

• Francesco Maria Drago = 3 anni e mille euro di multa

• Pasquale Fanara = 20 anni 

• Daniele Fragapane = 12 anni 

• Francesco Fragapane= 20 anni 

• Raffaele Fragapane = 11 anni 

• Giovanni Guttuso = 20 anni 

• Alessandro Geraci = 3 anni

• Angelo Giambrone = 12 anni

• Francesco Giordano = 14 anni 

• Salvatore La Greca = 14 anni

• Viviana La Mendola = 3 anni

• Raffaele La Rosa = 18 anni

• Roberto Lampasona = 11 anni

• Antonio Licata = 12 anni

• Calogero Limblici = 14 anni

• Calogero Maglio = 12 anni

• Vincenzo Mangiapane (cl.54) = 10 anni e 6 mesi

• Vincenzo Mangiapane (cl.55) = 20 anni 

• Vincenzo Mangiapane (cl. 71) = 12 anni

• Domenico Maniscalco = 14 anni

• Antonio Maranto = 14 anni

• Pietro Paolo Masaracchia = 4 anni e 5 mila euro di multa

• Giuseppe Nugara = 20 anni

• Salvatore Pellittieri = 8 anni e 8 mila euro di multa

• Concetto Errigo = 4 anni e 5 mila euro di multa

• Vincenzo Pilliterri = 9 anni

• Luigi Pullara = 20 anni

• Calogero Quaranta = 10 anni

• Massimo Spoto = 18 anni

• Giuseppe Luciano Spoto = 20 anni

• Vincenzo Spoto = 15 anni

• Gerlando Valenti = 15 anni

• Stefano Valenti = 20 anni

• Giuseppe Valenti = 3 anni

• Giuseppe Vella = 18 anni

• Salvatore Vitello = 3 anni

• Antonino Vizzì = 20 anni

• Salvatore Puma = 12 anni

• Giuseppe Quaranta = 8 anni (con riduzione per collaborazione)

• Pietro Stefano Reina = 6 anni

• Nazarena Traina = 3 anni

• Calogero Sedita = 11 anni

• Viviana La Mendola = 3 anni

 

Tragico incidente all’altezza Torre di Gaffe, sulla statale 115, nel tratto compreso tra Palma di Montechiaro e Licata.

A rimanere coinvolti nell’incidente sono state un’autovettura ed una moto. Ad avere la peggio è stato il conducente della moto, un cittadino ucraino di 46 anni, che è finito sul selciato, privo di sensi. Sul posto, non appena è scattato l’allarme, si sono precipitati le forze dello’ordine e gli operatori del 118.

L’uomo è stato trasportato in ospedale, ma al pronto soccorso è giunto cadavere ed i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Illeso il conducente dell’auto, un abruzzese ancora in stato di choc.

Non si sanno ancora le cause dell’incidente, indaga la Polizia

– Fonte Grandangolo

Resta nella morsa del maltempo la Sicilia. La Protezione civile regionale ha comunicato un livello di criticità moderata per rischio idrogeologico e idraulico per temporali per i Comuni delle zone di allerta A (versante tirrenico) e I (versante ionico) e un livello di allerta arancione e fase operativa di preallarme. Sino alle 24 di domani si segnala il persistere di precipitazioni intense a prevalente carattere temporalesco di rovescio o temporale specie sui settori settentrionali e orientali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità locali, grandinate e forti raffiche di vento. I venti saranno da forti a burrasca dai quadranti settentrionali con raffiche di burrasca forte. Mareggiate lungo le coste esposte.

Il Comune di Sciacca aderisce al progetto “plastic free”. Il sindaco Francesca Valenti, l’assessore alla Gestione dei Rifiuti Carmelo Brunetto e l’assessore all’Ambiente Mario Tulone hanno firmato oggi un’ordinanza che ha l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica che gravi danni, negli anni, ha prodotto all’ecosistema. Col provvedimento, l’Amministrazione comunale si impegna a rendere Sciacca “Comune plastic free”, ovvero libero dalla plastica, prefissandosi diversi obiettivi tra cui: ridurre ulteriormente la produzione dei rifiuti; rendere più economico lo smaltimento dei rifiuti, aumentando la quota di rifiuti destinati verso forme di conferimento differenziate e meno costose; diminuire il ricorso a materie prime non rinnovabili, quali le bioplastiche.

A partire dall’1 aprile 2019 – ordina il provvedimento – gli esercenti le attività commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande, non potranno distribuire ai clienti sacchetti da asporto monouso in materiale non biodegradabile. È consentito fino al 31 marzo l’utilizzo delle eventuali scorte giacenti nei propri magazzini.

A partire dal 1° gennaio 2020, i titolari che esercitano le attività della ristorazione e gli esercizi di generi alimentari e ogni centro vendita di stoviglie per alimentari, dovranno esercitare agli acquirenti esclusivamente la vendita, la distribuzione, l’utilizzo e il consumo di materiale monouso del tipo biodegradabile e/o compostabile (posate, piatti, bicchieri, cannucce ecc.). È consentito, limitatamente ai successivi 30 giorni di entrata in vigore dell’ordinanza, la progressiva eliminazione delle eventuali scorte di materiale monouso non biodegradabile e/o compostabile.   

In occasione di feste pubbliche e sagre, i commercianti, i privati, le associazione, i comitati, gli enti, potranno distribuire al pubblico esclusivamente materiale monouso del tipo biodegradabile e/o compostabile.

L’ordinanza fa obbligo a tutti i residenti e o visitatori di utilizzare esclusivamente “materiale monouso” del tipo biodegradabile e/o compostabile (sacchetti da asporto, posate, piatti, bicchieri, coppe, coppette, ciotole, ciotoline, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, bastoncini cotonati, cotton fioc).  

Al consiglio comunale di Sciacca, comunicandolo formalmente al presidente del consiglio, Pasquale Montalbano, il consigliere comunale Silvio Caracappa, eletto con Forza Italia, ha aderito al movimento politico “Pensiero Libero”, costituito ad Agrigento lo scorso 23 dicembre. Lo stesso Caracappa commenta : “Pensiero Libero si propone di esprimere un’idea di Sicilia moderna e competitiva dove trovino spazio progettualità di cultura, turismo, infrastrutture, sanità, agricoltura, pesca e sostegno alle giovani imprese, e che come riferimento politico ha l’onorevole Salvatore Iacolino”.