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In merito alla manifestazione di protesta di questa mattina, organizzata dalla Confcommercio, Cna, albergatori e ristoratori per l’emergenza rifiuti, ed, in particolare alla richiesta di dimissioni fatta dal massimo esponente provinciale della Confcommercio, Francesco Picarella, che ne ha chiesto le dimissioni, il Commissario Straordinario Maria Grazia Brandara non ci sta alle accuse ricevute, e così replica:
<<Premesso che stamattina non sono stato presente in Comune in quanto impegnata ad Agrigento, in una riunione tecnico-operativa con i responsabili della Srr e dell’Apea, per mettere a punto le modalità di intervento per l’avvio del servizio di raccolta differenziata, che è la soluzione del problema, oltre all’affidamento della gara al soggetto che dovrà gestire il servizio Rsu di Licata per i prossimo sette anni, gara che verrà aggiudicata dall’UREGA, presumibilmente tra ottobre e novembre prossimo – sono le testuali parole del Commissario – e nell’assicurare che fino ad oggi ho fatto tutto quanto è nei poteri della sottoscritta e nelle possibilità finanziarie del Comune, respingo le accuse lanciatemi e le richieste di dimissioni a mio carico. Così come tengo a sottolineare che allorquando ho affermato che la situazione oggi è migliore rispetto al passato, il passato a cui mi riferisco è quello recente dei giorni scorsi. Approfitto, per dire che, avendo ottenuta la possibilità di andare a scaricare anche a Lentini, nel giro di tre – quattro giorni, la situazione tornerà normale. Di ciò ringrazio il dirigente regionale Cocina, che ha autorizzato la nostra richiesta di ricorso anche ad altra discarica per superare l’emergenza.
Nonostante l’impegno profuso, e ritenendo di non avermi nulla da rimproverare, chiedo ugualmente scusa ai miei concittadini, per i disagi registrati, ed invito, chiunque, prima di lanciare accuse a destra o a manca, o di giudicare senza conoscere, senza informarsi, a mettere da parte la demagogia a a remare tutti assieme per il bene di questa splendida città.
Infine, – conclude il Commissario Straordinario – informo che sarà mia cura, nel più breve tempo possibile, raccogliere tutti gli elementi necessari a fare chiarezza sulle ragioni che, nel tempo, hanno portato all’attuale situazione >>.

Raffica di furti, negli ultimi giorni, ad Agrigento. Ladri sono entrati in azione in tre episodi diversi. “Visitate” tre abitazioni di proprietà, rispettivamente, di un pensionato, che era appena uscito per fare la spesa e di due impiegato.

Dei tre fatti si stanno occupando i Carabinieri di Agrigento e la Polizia. In sopralluogo sarebbero state trovate tracce di sangue in vari punti dell’abitazione. Forse uno dei malviventi si è procurato una ferita dopo aver spaccato la finestra attraverso cui è entrato in casa.

Indagini sono in corso.

Iniziata la requisitoria del pubblico ministero, Antonella Pandolfi, che rappresenta l’accusa nei confronti di 12 imputati, tra i quali quattro hanno chiesto il rito abbreviato.

Si tratta di un direttore dei lavori Giovanni Francesco Barraco, 57 anni, e di un dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali Antonino Terrana,60 anni.

A chiedere il giudizio abbreviato anche Gaetano Caristia, 72 anni, presidente della Co.Ma.Er.,  e Sebastiano Comparato, 83 anni, legale rappresentante e socio maggioritario della stessa società.

Tutti gli altri non hanno chiesto riti alternativi.

L’udienza precedente era saltata per la raucedine che aveva colpito il pm che ieri, nella sua arringa ha affermato: “Imputati da condannare o da rinviare a giudizio” perchè, in sostanza, già da tempo prima della realizzazione del complesso, nell’area “vigeva un vincolo che non consentiva di realizzare nulla”.

Il pool che indaga sulla presunta rete affaristica che sarebbe stata allestita attorno a Girgenti Acque, il gestore idrico dell’Agrigentino, sta esaminando l’affidamento dei lavori per il rifacimento della rete idrica di Agrigento, opere da 31 milioni e mezzo di euro, proprio alla Girgenti Acque.

 I pm Salvatore Vella, Paola Vetro e Alessandra Russo, coordinati dal procuratore Luigi Patronaggio, stanno esaminando la convenzione, firmata nel 2008 dall’allora presidente della Provincia Vincenzo Fontana, che è indagato insieme ad altre 73 persone fra politici a tutti i livelli, vertici di Girgenti Acque e professionisti.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Agrigento Lillo Firetto e l’assessore comunale competente Nello Hamel avevano reso noto che l’Ati aveva concluso l’iter del progetto di rifacimento della rete idrica e che si attendeva soltanto il decreto della Regione.

Gli amministratori presumevano che i cantieri avrebbero potuto essere aperti entro tre mesi.

I carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato, su ordine della Procura della Repubblica di Marsala, un gruppo criminale dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla Tunisia alla Sicilia: in oltre un anno di indagini, con pedinamenti e servizi di osservazione, i militari agrigentini sono riusciti a ricostruire e documentare le fasi organizzative ed esecutive delle traversate attuate con potenti motoscafi che, dalle spiagge di Al Huwariyah in Tunisia (punto più vicino alle coste italiane), raggiungevano il litorale trapanese (in particolare Marsala o Mazara del Vallo), percorrendo in media circa 100 miglia marine.

 
In manette finiscono, dunque, quattro tunisini. Il ruolo di coordinamento delle operazioni veniva svolto da un italiano,  il quale spesso si recava personalmente in Tunisia, imbarcandosi dal porto di Palermo o direttamente dall’aeroporto del capoluogo siciliano, allo scopo di poter meglio gestire l’organizzazione dei viaggi e prendere accordi diretti con i tunisini compiacenti del posto. Sull’imbarcazione, per ogni traversata, venivano complessivamente trasportate dalle 12 alle 15 persone, oltre a circa 1600 stecche di sigarette, che, una volta smerciate al dettaglio, avrebbero fruttato circa 50 mila euro. Ancora più lucrosa l’attività di favoreggiamento dell’illecito ingresso di migranti sul territorio nazionale: ogni viaggiatore pagava all’organizzazione, per arrivare in Italia, dai 4 ai 5000 euro. Dunque, ciascun viaggio, poteva generare complessivamente profitti anche fino a 75.000 euro. Nel corso dell’operazione, i Carabinieri hanno anche sequestrato due fuoristrada utilizzati dall’organizzazione quali mezzi d’appoggio per il trasbordo dei tabacchi lavorati esteri.

Le indagini, avviate dai Carabinieri della Compagnia di Sciacca nel mese di Gennaio 2017 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Marsala, presero spunto dalla denuncia di furto di un gommone, poi risultata infondata, fatta proprio da uno dei componenti dell’organizzazione presso la Stazione Carabinieri di Menfi. Sin dai primi accertamenti era infatti emerso il sospetto che il natante fosse stato invece utilizzato per una delle traversate.

Il blitz, ordinato dalla Procura della Repubblica di Marsala , con il nome in codice “Caronte”, è stato portato a termine all’alba di oggi da circa 70 Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento tra Menfi, Sambuca di Sicilia, Marsala, Santa Margherita di Belice e Cesena .

Domani alle ore 10,oo saranno consegnati i primi documenti dei partiti politici all’Archivio Storico dei Partiti Politici e Movimenti Sindacali che ha sede a Canicattì in Corso Umberto.

Infatti, il socialista on. Giovanni Palillo, Libertino Sorce, che fu un funzionario della Democrazia Cristiana e Nardino Di Stefano del Movimento Sociale Italiano saranno i primi a mettere a disposizione degli studiosi i documenti in loro possesso per la ricostruzione storica della vita politica agrigentina durante il Novecento appena trascorso.

A ricevere i documenti saranno Enzo Di Natali, Giovanni Salvaggio, Salvatore Vaiana, Enrico Quattrocchi, Enzo Sardo e Giovanni Tesè, che sono i fondatori della lodevole iniziativa, nata per recuperare e salvaguardare il patrimonio dei documenti i quali saranno catalogati e bene conservati nonché una opportunità per fare ulteriori convegni e approfondimenti.

Nelle prossime settimane, anche altri leader politici, già contattati metteranno a disposizione tutto quanto possiedono per lo studio della storia politica: discorsi, fac simili elettorali, tessere elettorali, manifesti, fotografie, lettere.

“Se il Presidente Musumeci vuole il mio sostegno, e credo quello di tanti altri parlamentari in Assemblea, deve fare una scelta netta di rottura col passato, semplicemente attenendosi al programma che il centro destra ha sottoposto agli elettori.

Il banco di prova sarà per lui la gestione delle partecipate e lo stop a quello che non può che essere definito come un tentativo di assalto alla diligenza, per altro già piuttosto ammaccata e traballante.”

Cateno De Luca, deputato regionale di Sicilia Vera, accompagna con queste parole la presentazione all’ARS di una mozione proprio sul tema delle aziende partecipate e degli enti controllati, riferito in particolare ai tentativi di queste ultime settimane di far transitare nel bacino dei lavoratori tutelati anche tutti quelli che sono stati assunti dal 2010 “in piena ed evidente violazione della legge e della trasparenza”.

De Luca non ha partecipato all’ultima conferenza dei Capigruppo “in attesa di conoscere il contenuto della finanziaria.”

De Luca ricorda che a partire dal 2007, sotto il Governo Lombardo, è stata avviata una regolamentazione del settore ed un riordino delle partecipazioni, introducendo anche, con legge del 2010 il blocco delle assunzioni nelle partecipate ed importanti obblighi relativi alla trasparenza.

“Tutta quella normativa – ricorda De Luca – nasceva dal fatto che era ormai evidente che il bilancio regionale era viziato da oltre 5 miliardi di debiti delle partecipate e che era ormai irrimandabile mettere un punto fermo, anche rispetto alla mancanza di responsabilità della dirigenza.”

“La fondatezza di quella norma – prosegue De Luca – è testimoniata dal fatto che il Governo Crocetta non l’ha mai rispettata, favorendo comportamenti illeciti da parte della Dirigenza degli enti controllati ed arrivando poi addirittura a proporre la cancellazione della legge del 2010, come avvenuto con la finanziaria di agosto 2017.”

“Purtroppo oggi i segnali che arrivano dal Presidente Musumeci mi sembrano troppo in continuità con quello di Crocetta, con la Giunta che manda in Assemblea una proposta di Bilancio consolidato che ignora i dati di oltre cento enti controllati con bilanci da oltre un miliardo di euro e che propone sanatorie generalizzate rispetto al personale assunto illegittimamente dalle partecipate.”

Con la sua Mozione, De Luca, chiede di impegnare il Governo al rispetto immediato di quanto era già stato deciso rispetto ai dipendenti delle partecipante, avviando finalmente ad un lavoro produttivo quello che era in servizio nel 2009 o che è stato assunto dopo a seguito di sentenze del Giudice del Lavoro.

“L’ho già detto ieri – conclude De Luca – e non posso che ribadirlo: se Musumeci vuole il mio sostegno faccia una chiara scelta: a fianco dei siciliani e per la legalità, facendo propri questi concetti basilari di giustizia sociale. L’alternativa è che la prossima finanziaria sia come un Vietnam.”

Al Comune di Agrigento la conferenza dei capigruppo ha approvato all’unanimità la richiesta di convocare una seduta straordinaria del consiglio comunale, subito dopo Pasqua, avente all’ordine del giorno l’attuale condizione e il futuro del Consorzio universitario di Agrigento. Saranno invitati ad intervenire il presidente del Consorzio universitario, Pietro Busetta, il Rettore dell’Ateneo di Palermo, Fabrizio Micari, oltre ai componenti dei rispettivi Consigli di amministrazione, e l’assessore regionale all’Istruzione e formazione, Roberto Lagalla.

“Ad ognuno il diritto alla tutela”. Con questo slogan il 24 marzo prossimo l’Inca, insieme alla Cgil, sarà in oltre 150 piazze delle principali regioni, a partire dalle ore 10, per far emergere l’intensa attività di assistenza individuale, che ogni anno assicura a milioni di cittadini e cittadine, su materie previdenziali e socio assistenziali.
L’esperienza, già realizzata più volte, vedrà il coinvolgimento di tutti gli operatori e le operatrici del Patronato della Cgil che, utilizzando anch luffici mobili, offriranno i loro servizi nelle piazze per dare tutte le informazioni necessarie sulle prestazioni di welfare, pensioni, previdenza, infortuni, malattie professionali, permessi e congedi per maternità/paternità, invalidità civile, politiche migratorie e tanto altro ancora. Materie sulle quali il legislatore, soprattutto negli ultimi anni intervenendo ripetutamente, ha modificato nel profondo le modalità di riconoscimento.
Lo scopo dell’iniziativa è non solo di diffondere la conoscenza dei diritti ed estendere le opportunità affinché ad ognuno sia data la possibilità di esercitarli, ma anche quello di far conoscere come il Patronato abbia riorganizzato la propria struttura per rispondere in modo più aderente alla realtà ai bisogni vecchi e nuovi di tutela.
Per l’Inca, la giornata della tutela sarà anche un’occasione utile per sottolineare, ancora una volta, come il prezioso ruolo sociale del Patronato di intermediazione tra il cittadino e le Pubbliche amministrazioni sia un patrimonio irrinunciabile per dare risposte alla crescente domanda di assistenza.
Parteciperanno a questa giornata della tutela i dirigenti dell’Inca e della Cgil, a sottolineare lo stretto legame tra l’attività di tutela individuale del Patronato e quella collettiva, esercitata dal sindacato. Massimo Raso, segretario generale della Cgil Agrigento, insieme a Franco Virone, Direttore Inca, saranno nei 3 momenti “agrigentini” che si svolgeranno a LICATA (il 22 Mercato), ad AGRIGENTO (il 23 Mercato) e a SCIACCA Sabato 24 nella Piazza Gerardo Noceto.
Alla iniziativa di Sciacca parteciperanno anche Franco Colletti, Coordinatore CGIL Zona Sciacca.

 

La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha rinviato a giudizio i 29 indagati del secondo troncone nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Demetra”, che ipotizza un business sui falsi infortuni sul lavoro, tramite la complicità di medici e affaristi, per truffare l’Inail e l’Inps. Per alcuni presunti episodi di reato, che si ipotizza siano stati commessi entro il 21 settembre 2010, è stata dichiarata la prescrizione. L’indagine dei Carabinieri, che il 28 giugno 2013 provocò sette arresti, ha già partorito 13 condanne in abbreviato e 2 patteggiamenti. Il secondo filone delle indagini è appena approdato in aula.