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A San Leone, come accade spesso, sono scoppiate le fognature e le stesse sono finite per invadere la sede stradale del viale delle dune, affollato di villeggianti provenienti da tutta la provincia.

“Probabilmente, commenta Mareamico, si è ostruita la condotta, per causa dalla scarsa pendenza e per la cronica mancata manutenzione. Viene un dubbio: siamo solo sfortunati o questa rottura domenicale è un sabotaggio, per tornare alla gestione privata? Quanto successo rappresenta un danno di immagine incalcolabile per la città di Agrigento”, ha concluso Mareamico

E’ uscito l’inedito dell’artista Alisia, su tutte le piattaforme digitali. Dopo aver vinto “Area Sanremo Tour Videoclip” ha iniziato un percorso che l’ha portata alla realizzazione di un inedito con il videoclip ” Se te ne vai” con l’etichetta discografica “Riserva Sonora”. Il brano è stato registrato a Torino al “Riverside Studio” con la vocal coach Francesca Ficara e la direzione artistica di Roberto Di Stefano. ” Se te ne vai ” è un brano “fresco” pronto per l’estate.

Alisia interprete versatile sin da piccola mostra interesse per la musica ascoltando i grandi artisti italiani e non, Baglioni, Cocciante, Mia Martini, Giorgia, Queen e tanti altri. Crescendo si ispira principalmente a Beyoncè e Rihanna. Fin dall’inizio partecipa a tanti concorsi canori prima locali e successivamente sul territorio nazionale classificandosi sempre ai primi posti. Ha preso parte a vari Master in varie città italiane con i grandi della musica italiana. Nel 2017 ha partecipato al premio nazionale “Emozioni Live” premio in onore di Lucio Battisti, che si è tenuto al Casino di Sanremo, vincendo la categoria “interprete” il quale premio è stato trasmesso nelle varie reti Mediaset e sul sito del Corriere della Sera.

 

Si allega Link del video clip

Un 79enne favarese nel venerdì della scorsa settimana, il 7 Giugno, avrebbe avuto una lite con un vicino di casa e a seguito di una caduta, causata forse da una spinta,  si è rotto  il femore.

Viene , quindi, portato in ospedale dove avrebbe rifiutato le cure e ieri, aggravatosi, è deceduto al nosocomio.

Proprio nella giornata di ieri, giornata del decesso, i parenti del 79enne hanno sporto denuncia ai carabinieri della Tenenza di Favara. I militari dell’Arma, guidati dal tenente Giovanni Casamassima, si stanno occupando del caso mentre l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della cartella clinica.

Pare che il 79enne, famiglia e parenti compresi, siano di fede testimone di Geova e adesso si sta cercando di capire i motivi del rifiuto di sottoporsi alle cure dei sanitari e si cerca di accertare eventuali collegamenti tra la caduta e il decesso dell’anziano.

 

“Ancora una volta la ‘Siremar’ non ha rispettato il contratto di servizio per il collegamento fra Porto Empedocle, Lampedusa e Linosa: ieri la nave Galaxy è stata sostituita dalla Pietro Novelli, più piccola e con solo 15 cabine. Si è creata tensione fra passeggeri poiché le richieste di cabine erano numerose e molte persone sono state costrette a dormire in pontile. Per un problema di ‘rizzaggio’ i mezzi di trasporto, anche con beni di prima necessità, non sono stati imbarcati determinando pesanti disagi alla nostra comunità”. Lo dice Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, in merito al contratto di servizio fra la Siremar Caronte & Tourist Isole Minori e la Regione Siciliana sulla tratta da/per PortoEmpedocle Lampedusa Linosa in regime di ‘continuità territoriale’.

 “Siamo di fronte a quella che ritengo una ennesima violazione contrattuale – aggiunge – poiché la nave destinata al collegamento fra Porto Empedocle, Lampedusa e Linosa, cioè la Sansovino, è stata dirottata alla tratta fra Napoli e le Eolie. Tutto questo provoca notevoli disagi alle nostra isole, anche in considerazione della stagione turistica già in corso”.

“Se la situazione non sarà riportata al più presto alla normalità, assicurando alla popolazione di Lampedusa e Linosa quanto previsto dall’appalto che la Siremar si è aggiudicata per garantire la ‘continuità territoriale’, ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica e denunzieremo le violazioni contrattuali”.

 

Personale della Polizia di Stato di Sciacca ha deferito all’A.G. un soggetto di Menfi per omissione di soccorso.
Il personale di Polizia veniva portato a conoscenza di un incidente stradale con lesioni verificatosi nel centro abitato del comune di Menfi.
La parte offesa riferiva di aver subito il tamponamento da parte di un altro veicolo il cui conducente si era dato alla fuga. 
La donna, in stato interessante, per l’urto subito si recava in Ospedale ove rimaneva in osservazione per una notte. 
I Poliziotti del Commissariato di Sciacca, acquisita la notizia di reato, effettuavano tutta una serie di accertamenti che portavano ad individuare l’autore del reato.

Vincenzo Bonsignore, il carabiniere di Castelvetrano che sfidò la ‘ndrangneta, ha ricevuto un riconoscimento dal Ministero della Difesa come Sottotenente del ruolo d’onore dell’Arma dei carabinieri significato direttamente all’interessato da parte del capitano dei carabinieri Davide Colangeli.

Proprio un anno fa, lo stesso Bonsignore, aveva ricevuto l’onoreficenza di Commendatore della Repubblica conferitagli da Sergio Mattarella.

Un uomo dedito allo Stato, fedele alla divisa che ha indossato e che oggi sente di indossare ancora aggiunge un altro riconoscimento ai suoi meriti sul campo. Un eccellente uomo è stato per anni comandante delle stazioni di Santa Margerita Belice e Menfi.

Dietro quella divisa un uomo schivo e lontano dei riflettori ma che ha sempre assolto il suo dovere ottenendo la medaglia Mauriziana per il 10 lustri anni di carriera militare e anche la medaglia d’oro al merito del comando generale dell’Arma dei carabinieri.

Nel 1966 ricevette la cittadinanza onoraria dal sindaco di Menfi e dopo poco anche quella di Santa Margherita Belice.

Nei suoi ricordi vivono i difficili tempi vissuti nella stazione di San Luca nella Locride, a Bovalino, dove ha ricevuto minacce di morte e danneggiamenti.

Vincenzo Bonsignore è stato sempre visto come un buon padre di famiglia per la comunità, per il suo impegno e amore per il suo compito che lo ha distinto e inserito tra i più quotati e titolati marescialli d’Italia.

Raccontò, in una trasmissione Rai, allora condotta da Pippo Baudo, il ritrovamento di una statua rubata dalla residenza estiva del Principe di Salina.

Bonsignore, adesso in congedo, si gode la sua città e con il passare degli anni raggiungerà il grado  maggiore nel ruolo d’onore dell’Arma dei carabinieri.

Dopo Ignazio Ribisi, un altro mafioso di spessore, Domenico Pace, 54 anni, rientrerà a Palma di Montechiaro, suo paese d’origine, per poco tempo, così come Ribisi, a seguito di un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza emesso per buona condotta. Domenico Pace è uno dei killer del giudice Rosario Livatino. Sconta l’ergastolo nel carcere di Sulmona in provincia dell’Aquila in Abruzzo. Ha da tempo avviato un percorso di maturazione e di fede. Ogni 21 settembre, giorno dell’omicidio del magistrato canicattinese, invia una corona di fiori al cimitero.

Rosario Livatino