Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 633)

Il Comitato Esecutivo del Progetto Civico ATTIVA ha investito la sottoscritta della carica di Coordinatrice provinciale per l’area Est di Agrigento che comprende i comuni di Agrigento, Aragona, Camastra, Campobello di Licata, CanicattÏ, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa, Santa Elisabetta e Sant’Angelo Muxaro.

“Sono contenta di consegnarvi tutta la mia emozione nell’aver sposato questo ambizioso progetto. Lo dichiara la stessa Nuccia Palermo che continua: “In un tempo in cui la politica oscilla tra i due poli del mero opportunismo senza ideali e il cinico sfruttamento della rabbia popolare, sono fiera di partecipare alla costruzione di un progetto la cui missione è quella di fare diventare il futuro un posto meno spaventoso verso cui andare. ATTIVA scommette sulla gente di buona volontà. Donne, uomini, giovani e meno giovani le cui esperienze e idee rappresentano i mattoni per edificare i sogni a cui la politica, finora, non ha saputo, colpevolmente, dare forma.

Attiva è un luogo aperto a tutti e che vuole crescere proprio grazie al contributo di tutti.

Chi aderisce al progetto ATTIVA sa che la nostra terra è fertile e io, come sempre, sarò una lavoratrice instancabile e impaziente di raccogliere i suoi dolcissimi frutti”

Intensa attività della Polizia Stradale di Agrigento con controlli lungo la SS115 di vari veicoli adibiti al trasporto di sostanze alimentari a regime di temperatura controllata. Il primo veicolo, proveniente da Sciacca e diretto ad Acireale, fermato poco dopo la partenza è stato trovato con il gruppo refrigerante guasto, con una temperatura a bordo di 20 gradi centigradi, nonostante i 600 kg di prodotto ittico, trasportato dovessero essere mantenuti ad una temperatura sotto lo zero. La pattuglia operante  di concerto con il personale dell’ASP, intervenuto, disponeva la prosecuzione del viaggio ma con veicolo idoneo. Al conducente del mezzo è stata elevata una sanzione amministrativa per un totale di circa 1500 euro. Il secondo veicolo, proveniente da Porto Empedocle e diretto a San Cataldo, anche questo, fermato poco dopo la partenza, presentava il vano di carico non idoneo alla tipologia di trasporto effettuato (prodotti ittici per un totale di 64 kg) poiché predisposto per una temperatura tra 0 e 12 gradi invece che per una temperatura di -18 gradi. Anche in questo caso, in considerazione della breve distanza percorsa e dello stato della merce trasportata, veniva autorizzato a proseguire il viaggio con un veicolo idoneo. Al conducente venivano irrogate sanzioni amministrative per un totale di circa 1000 euro. Un terzo veicolo, infine, fermato nei pressi di Porto Empedocle, veniva sottoposto a sanzione amministrativa di 1000 euro, poiché il conducente era privo del prescritto attestato di formazione sanitaria per la manipolazione di alimenti prodotti ittici.

Caso di positività al Covid 19 ad Agrigento. L’Asp lo ha comunicato al sindaco, Lillo Firetto, questa mattina, il quale ha prontamente diffuso la novità.  Si tratta di una donna di ritorno da una vacanza in Sardegna, reduce da un soggiorno nella notissima e costosissima Porto Cervo. Come protocollo, si stanno attivando tutte le attività di prevenzione e gli accertamenti del caso sui suoi possibili contatti. La donna accusa alcuni sintomi tipici della malattia e si trova in isolamento domiciliare. “Come già annunciato più volte, continua Firetto, chiedo ai cittadini di continuare a usare tutte le precauzioni per evitare il contagio: mantenere il distanziamento sociale, evitare baci e abbracci, indossare la mascherina, lavare bene e spesso le mani, igienizzarle con il gel prima di entrare nei luoghi pubblici e negli esercizi commerciali. Rispettare queste poche regole significa avere rispetto per le persone più fragili e per gli anziani”.

Continua senza sosta la bonifica del territorio da parte del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, impegnato in particolare sul versante orientale della provincia nella rimozione di enormi quantitativi di rifiuti, compresi quelli speciali e pericolosi. Il personale dell’impresa Mediterranea Servizi di Sbalanca Ignazio, aggiudicataria dell’appalto biennale per la rimozione dei rifiuti, sta infatti eseguendo le complesse operazioni di risanamento ambientale, competenza assegnata alle ex Province dall’art. 160 della Legge Regionale n. 25/1993, integrata dal Decreto Legislativo 152/2006. Gli interventi sono stati effettuati, e sono tuttora in corso di esecuzione, sulle seguenti strade: SP n. 7, n. 10, n. 46, n. 62, n. 63, n. 67, n. 72, SPC n. 55, 66, 69 e 73, SPR n. 64 ed NC Canciana-Rinito nei territori dei comuni di Licata, Campobello di Licata, Ravanusa, Naro e Palma di Montechiaro. Precedentemente erano stati effettuati interventi di bonifica sulle SP n. 1 e n. 68 e sulla NC Esa-Chimento.

Provvisorio ma già preoccupante il quantitativo di amianto messo in sicurezza e rimosso per essere avviato ai centri di stoccaggio autorizzati: in questa tornata ne sono stati rimosse già oltre 15 tonnellate, che vanno ad aggiungersi ai quantitativi del primo intervento. Rimossi anche oltre 1.000 kg di guaine bituminose oltre ad altre tipologie di rifiuti non pericolosi (rsu, imballaggi, ecc.).

Oltre alle aree adiacenti le strade provinciali elencate è stata bonificata anche una vasta area forestale nel territorio di Ravanusa ed è stato richiesto ed ottenuto dall’autorità giudiziaria il dissequestro di alcune discariche abusive precedentemente individuate dalle forze dell’ordine e dal personale stradale del Libero Consorzio di Agrigento in modo da procedere nei prossimi giorni alla loro bonifica.

Ultimate le operazioni nel comparto est si procederà alla bonifica delle strade provinciali e delle aree adiacenti nei comparti centro-nord ed ovest. Lo staff tecnico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento impegnato in queste operazioni è composto dal dr. Giovanni Alletto (RUP e Direzione dei Lavori) e dai geometri Antonio Sciarratta (assistente ai lavori) e Armando Spaziani (contabilità).

Nuovo colpo di scena nel giallo di Caronia: proprio quando si pensava che una nuova prova, cioè la scoperta di una lesione sul parabrezza dell’automobile, potesse risolvere il caso di Viviana Parisi e Gioele Mondello, ecco arrivare le dichiarazioni di Daniele Mondello, marito della dj morta e papà del bambino, a rimettere in discussione lo scenario ipotizzato.

Come riporta ‘Ansa’, Daniele Mondello, tramite il suo legale Pietro Venuti, ha precisato che “il parabrezza dell’auto di Viviana era già lesionato, prima del 3 agosto scorso” in quanto “si era rotto durante un sinistro precedente a quella data”.

La lesione nel parabrezza, al vaglio della Polizia Scientifica, poteva essere messa in relazione all’incidente stradale che la donna ha avuto il giorno della scomparsa e collegata a un impatto di Giole che non sarebbe stato legato al seggiolino di sicurezza, avvalorando così ulteriormente la tesi che il piccolo sia rimasto ferito nell’auto durante l’incidente.

(Virgilio-ANSA)

Oltre a fare chiarezza e occorre anche tutelare anche l’ambiente. La Guardia costiera di Lampedusa ha diffidato il comandante del peschereccio “Valeria III”: “Si proceda al recupero della barca per evitare sversamenti in mare”. Non sarà semplice, né tantomeno sarà un’operazione da poter realizzare nel giro di qualche ora, ma il peschereccio “Valeria III” non deve inquinare e deve ritornare a galla. Anche perché dovrà essere sottoposto ad accertamenti tecnici per stabilire cosa abbia determinato, ad un miglio e mezzo da Capo Ponente, il naufragio che è costato la vita a Giovanni Bono, pescatore di 59 anni. Ieri, a Lampedusa, è stata giornata di lutto cittadino, con tanto di bandiere – quelle del Municipio – a mezz’asta. Sulla tragedia, la Procura della Repubblica di Agrigento – con a capo il procuratore Luigi Patronaggio – ha aperto un fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti per le ipotesi di reato di naufragio ed omicidio colposo. Oltre agli accertamenti tecnici sul peschereccio – sull’isola si parla di una falla apertasi all’improvviso nello scafo -, la Procura ha disposto l’esame esterno della salma del pescatore cinquantanovenne.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento hanno dato esecuzione a n. 10 decreti di sequestro preventivo di altrettante discariche abusive di rifiuti speciali, occupanti un’area di oltre 20.000 mq, site nel comune di Sciacca.

I provvedimenti di sequestro sono stati adottati dall’Ufficio del G.i.p. Del Tribunale di Sciacca (Dott. Antonino Cucinella) su richiesta della Procura della Repubblica di Sciacca (Dott. Michele Marrone – Sost. Proc.) che ha eseguito la Compagnia della Guardia di Finanza di Sciacca.

Le discariche abusive sono state individuate dai militari operanti, che hanno individuato le predette discariche dislocate in varie zone del territorio comunale (c.da Tabasi, c.da Timpi Russi, c.da Bordea e c.da Santa Maria) sulle quali erano stati sversati ingenti quantitativi di rifiuti speciali costituiti principalmente da sfabbricidi derivanti dall’attività edile, in mancanza delle prescritte autorizzazioni.

I militari, nel corso delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Sciacca individuavano, altresì, un laghetto artificiale, oggi del tutto sommerso dai rifiuti.

L’attività odierna si inquadra all’interno di una più ampia e costante azione di controllo economico del territorio a tutela dell’ambiente e dell’economia legale realizzata dalla Guardia di Finanza, poiché l’illecito sversamento di rifiuti in siti non autorizzati oltre a deturpare gravemente il territorio provocando irreparabili contaminazioni del sottosuolo con gravi conseguenze per la salute pubblica, costituisce una pratica di concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici che correttamente sostengono gli oneri relativi al regolare smaltimento dei rifiuti nelle discariche autorizzate.

L’operazione fa seguito ad analoghe attività svolte nei mesi precedenti dalle Fiamme Gialle, che hanno sottoposto a sequestro ulteriori nr. 03 aree adibite a discariche abusive di oltre 10.000 mq, denunciando all’A.G. i relativi responsabili.

“Esprimo la mia più convinta e sincera solidarietà nei confronti del Presidente Musumeci, nei confronti della Sicilia e dei siciliani. Abbiamo perso un’altra grande occasione perché l’ordinanza che ha fatto il Presidente della Regione Siciliana è stata sospesa poco fa dal Tar di Palermo, a seguito dell’impugnativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Noi non siamo quelli che gioiscono di fronte a questi torti. È vero che sono stato lasciato solo il 5 aprile scorso, quando ho fatto la mia ordinanza per adottare il database ‘Si passa a condizione’. Sono stato lasciato solo quando il 23 marzo ho occupato lo Stretto di Messina. Sono stato lasciato solo quando il 18 luglio scorso ho emesso l’ordinanza per la chiusura dell’hotspot di Bisconte a Messina. Nessuna parola di solidarietà è stata espressa dal Presidente della Regione Siciliana. Ma io sono di un’altra pasta rispetto a lui, pertanto gli invio la mia piena solidarietà, anche se questa ordinanza non doveva essere fatta adesso, ma oltre due mesi, quando avevo chiesto a Musumeci di intervenire per evitare che la situazione degenerasse”. Lo afferma il sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Questa ordinanza – continua il Primo cittadino – fatta adesso è purtroppo apparsa a tutti come un manifesto, probabilmente richiesta non solo dal cerchio magico del Presidente Musumeci – che continua a fargli commettere errori – ma anche da qualche leader di partito, che in questo momento sta cavalcando l‘onda per le elezioni che a breve coinvolgeranno le altre regioni. ITar ha sottolineato un passaggio importante, ovvero l’elemento che io avevo sollevato come grave errore di tale ordinanza regionale: non aver preventivamente svolto un’istruttoria per creare gli effettivi presupposti che giustificassero l’emissione dell’ordinanza stessa”.

Ora – conclude il Sindaco Peloritano – è il momento che il Presidente Musumeci metta da parte quelli che sono gli atteggiamenti e gli atti manifesto. È il momento di amministrare la Sicilia. Abbiamo tanti problemi: quello dei migranti è uno dei tanti, di lieve entità rispetto al degrado economico siciliano, rispetto ai fondi europei bloccati, rispetto a un piano dei rifiuti che non esiste e sta mettendo in difficoltà tutti i sindaci. Presidente Musumeci, approfitti di questa occasione per aprire al territorio e ascoltare anche i sindaci che vivono sul territorio medesimo. Le dico pubblicamente che io da sindaco sono al suo fianco, però deve scendere dal piedistallo in cui si è arroccato e amministrare insieme a noi la Sicilia. È stato eletto per questo”.

Sono 50 i nuovi casi di contagio da Covid 19 in Sicilia, nessuno dei quali tra migranti. Agrigento e provincia non sono contemplati in questo “bollettino”. Il Ministero della Salute comunica che i ricoverati con sintomi sono 62, mentre resta ancora stabile il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (10). Anche in isolamento restano sempre 947 persone per un totale di 1019 attuali positivi per un totale di casi, dall’inizio della pandemia, di 4.174.  Sono stati eseguiti 4.072 tamponi che portano il totale a quasi 337.800. Resta fermo a 286 il totale delle vittime dell’epidemia nell’isola, senza nessun nuovo decesso nell’ultima settimana. Per quanto riguarda le province, a Palermo si registrano 17 nuovi positivi, quindi 16 a Catania, 7 di questi sono provenienti da paesi esteri, 7 a Messina, di questi cinque sono tornati dalla Sardegna, 3 a Ragusa, di questi due di ritorno da Malta e 7 a Siracusa.