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Il commissario dell’Azienda Sanitaria provinciale di Trapani, Giovanni Bavetta, ha emanato oggi la delibera che dà il via libera a mobilità e concorso pubblico per 105 posti a tempo indeterminato di dirigente medico di anestesia e rianimazione nelle aziende sanitarie provinciali e ospedaliere della Sicilia occidentale.

Questo in attuazione di una direttiva dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, emanata lo scorso 6 luglio e indirizzata ai vertici delle Asp, delle Aziende ospedaliere e universitarie, in cui l’Asp di Trapani veniva individuata come capofila per gestire le procedure selettive per il bacino della Sicilia occidentale, mentre l’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania quelle per la Sicilia orientale.

L’avviso pubblico interesserà contestualmente le procedure di mobilità volontaria, che copriranno in via preliminare i posti disponibili. La procedura concorsuale pubblica sarà infatti espletata per i posti rimasti vacanti, completata la mobilità di bacino

Questa la ripartizione posti della dirigenza medica – disciplina anestesia e rianimazione, nelle diverse aziende:

n. 5 posti ASP di Agrigento

n. 9 posti ASP di Caltanissetta

n. 23 posti ASP di Palermo

n. 29 posti ASP di Trapani

n. 4 posti AO Villa Sofia Cervello Palermo

n. 16 ARNAS Civico Palermo

n. 19 posti AOU Policlinico Palermo

Per la mobilità verrà effettuata una graduatoria unica di bacino, formulata per titoli per esigenze di celerità. La contestuale procedura concorsuale avverrà per titoli ed esami.

L’avviso pubblico sarà pubblicato nella GURS di venerdì 27 luglio, così come indicato dall’assessore, e successivamente nella GURI.

Le domande dovranno essere inviate all’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, via Mazzini n. 1 – Trapani. tramite posta elettronica certificata.

Il termine per la presentazione delle domande di ammissione scadrà il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Continuano le proteste dei lavoratori postali siciliani. Di Maio annuncia convocazione. 

Non si ferma la battaglia dei lavoratori siciliani part time e precari di poste italiane. Sono state settimane di dure proteste. Centinaia le cancellazioni pervenute ai sindacati di categoria, rei di aver sottoscritto un accordo troppo penalizzante per i lavoratori Siciliani, i quali hanno anche deciso di astenersi dall’erogazione delle prestazioni straordinarie, mettendo così in serie difficoltà organizzative numerosi uffici dell’isola costretti ad aprire con pochissimi dipendenti. La loro richiesta di  aiuto però è arrivata a Roma. Dalla segreteria del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, hanno infatti comunicato ufficialmente che il Ministro e Vicepremier, venuto a conoscenza della vicenda ha manifestato la volontà di convocare in tempi brevi una rappresentanza del comitato ‘#FullTimeSubito per i lavoratori postali Siciliani’ e di procedere poi alla convocazione di un tavolo tecnico con azienda e sindacati per affrontare la questione. Qualcosa sembra muoversi anche a Palermo, da fonti interne a Palazzo d’Orleans si apprende che anche il Presidente Musumeci avrebbe manifestato attenzione per la vicenda e che potrebbe a breve convocare un vertice regionale. “Abbiamo costituito questo comitato perchè animati da grande speranza e da tanta voglia di riscatto, con l’obiettivo di portare avanti una battaglia di giustizia contro un accordo scellerato approvato da azienda e sindacati nazionali di categoria” questo quanto si legge in una nota diffusa dal comitato. “La comunicazione ufficiale che ci è giunta dal Ministero ci fa ben sperare e ci fa capire che avevamo ragione. Ed anche a Palermo registriamo l’interesse e la disponibilità da parte delle istituzioni. Tutto questo a testimonianza della bontà della nostra battaglia di dignità. Nell’attesa di una convocazione ufficiale le nostre proteste però non si fermeranno. È l’unico modo per dimostrare che l’accordo sulle politiche attive siglato il 13 giugno va rivisto perché troppo penalizzante per la Sicilia. A giorni lanceremo anche una raccolta firme” conclude la nota “con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica perché la nostra diventi la battaglia di tutti i Siciliani, colleghi e clienti.”

Dell’Italia non ci si può fidare. E’ come uscire in mare e non sapere come finirà. Certe mancanze, certe azioni, portano alla morte delle persone. Il bene e la vita delle persone devono essere sempre messe al centro”. Lo afferma Riccardo Gatti, comandante dell’Astral e capo missione di Open Arms all’ANSA. “In mare le persone devono essere soccorse e devono essere messe al più presto in un porto sicuro – aggiunge Gatti – Ma questo non avviene in Italia”.
    “La presa che fanno i messaggi che parlano delle ong accostandole a parole come ‘business’ o ‘trafficanti’, è purtroppo forte ed è una strategia che è stata costruita lentamente – aggiunge – Ma la gente continua a morire in mare – continua – e grida ‘No Libia’. Eppure qui abbiamo il salame sugli occhi, evidentemente ci sono interessi”.

Fise Assoambiente. L’imprenditore agrigentino Giancarlo Alongi confermato nel Consiglio direttivo nazionale

 

L’imprenditore agrigentino Giancarlo Alongi, è stato riconfermato, per il prossimo biennio, componente del Consiglio Direttivo nazionale, nel settore Servizi Rifiuti Urbani di FISE Assoambiente, l’Associazione Imprese Servizi Ambientali.
Alongi, attuale amministratore delegato di Iseda, azienda capofila del raggruppamento temporaneo di imprese del comparto rifiuti, è stato rieletto questo pomeriggio al termine dell’Assemblea nazionale di Fise Assoambiente in corso a Roma.
Nel corso della stessa assemblea, è stato eletto anche il nuovo presidente nazionale di Fise Assoambiente. Si tratta di Chicco Testa, tra i fondatori di Legambiente nazionale, deputato nazionale dal 1987 al 1994, dirigente industriale e giornalista.
Nei mesi scorsi, Fise Assoambiente, aveva scelto Agrigento e la Valle dei Templi, come scenario dell’iniziativa “Let’s clean Europe”, nell’ambito del progetto a favore della raccolta differenziata.“L’idea portante dell’Associazione in questo particolare momento di difficoltà del comparto rifiuti – spiega Alongi – è quella di riuscire a promuovere ogni iniziativa necessaria, non solo a dare soluzione alle diverse problematiche ambientali che riguardano il territorio, ma anche a garantire l’apertura del mercato dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e del riciclo delle raccolte differenziate, con l’avvio al recupero energetico delle frazioni non riciclabili”.

Ad Agrigento, a Fontanelle, tanti sacchi di rifiuti indifferenziati sono stati accatastati innanzi all’isola ecologica. Così è stato per alcune settimane, finchè non si è formata un’ampia e capiente discarica abusiva colma di rifiuti. Poi è stato appiccato il fuoco. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno domato l’incendio. Adesso si è in attesa che le imprese impegnate nel servizio di nettezza urbana bonifichino la zona, anche perché i rifiuti bruciati in tal modo sono tossici e nocivi. Appena sarà bonificata l’area, si inizierà di nuovo ad accatastare rifiuti di ogni genere innanzi all’isola ecologica. Così come accade innanzi all’isola ecologica di piazzale La Malfa. Del resto, “si tratta dell’economia circolare del riciclo!”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Gerlando Gibilaro, si è rivolto al segretario del Comune, Iacono, al sindaco Firetto, al presidente del consiglio comunale, agli assessori e dirigenti preposti, e ha chiesto provvedimenti urgenti per l’adozione del Regolamento per la raccolta differenziata in città. Gibilaro afferma: “Non è più tollerabile che ad Agrigento sia ancora praticata la raccolta differenziata in mancanza di un Regolamento aderente ai riferimenti normativi vigenti comunitari, nazionali, regionali e di settore. Le gravi criticità ambientali incombenti sulla città rischiano di compromettere la salubrità di intere zone, determinando nocumento alla salute dei cittadini, e provocando, per incapacità gestionale, un serio peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie”.

Ad Agrigento, nel locale “Quattroventi”, in contrada Maddalusa, si è svolto il convegno “Dalla mafia alle mafie, l’agenda della mafia che si rinnova. Conversazioni su un fenomeno senza volti e confini”, organizzato dal presidente della sezione agrigentina dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati, Giuseppe Miceli, e dalla segretaria dell’Anm di Agrigento, Simona Faga. E’ intervenuta la testimone di giustizia Piera Aiello, oggi deputata del Movimento 5 Stelle, che ha raccontato la sua storia, insieme al Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ed al giornalista e scrittore Attilio Bolzoni. Ha moderato l’incontro la giornalista dell’Adnkronos, Elvira Terranova, Il marito di Piera Aiello, originaria di Partanna, Nicolò Atria, figlio del boss Vito Atria, fu ucciso il 24 giugno del 1991 innanzi alla moglie. E Piera Aiello decise subito di denunciare i due assassini del marito. La donna iniziò a collaborare, con la cognata Rita Atria, confidandosi al giudice Paolo Borsellino. La cognata, dopo la strage di via D’Amelio, si suicidò per la disperazione.

AnciSicilia: “Definito un quadro chiaro sulle risorse destinate agli enti locali”

“Dalla Conferenza Regione-Autonomie locali è emerso un quadro chiaro su tutti i trasferimenti destinati ai comuni per l’anno 2018 sia in termini di spesa corrente sia per investimenti”.
Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia a margine della Conferenza Regione-Autonomie locali, riunitasi stamattina, per trattare dei criteri di riparto dei 340 milioni dell’assegnazione regionale di parte corrente destinata ai comuni, per l’anno 2018, (art. 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. e s.m.i.); dei 15 milioni residui relativi alla spesa corrente 2017; dei 115 milioni destinati a spese di investimento residuo 2018; dei fondi del Piano di Azione e Coesione (PAC 2014/2020) destinato ai comuni (ai sensi del comma 22, art. 7, legge regionale n. 3/2016 e comma 7, art. 21, legge regionale n. 8/2018).
La legge di stabilità 2018, approvata dall’Ars lo scorso 30 aprile, ha previsto una oggettiva semplificazione dei criteri di riparto fissando come parametri di riferimento quello della popolazione e quello della spesa storica: oltre ai 340 milioni per la spesa corrente, ai 115 milioni destinati a spese di investimento, risultano anche 23 milioni riservati ai comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti (norma inserita a seguito di una richiesta di AnciSicilia come misura compensativa della penalizzazione subita, in sede di riparto delle risorse per il 2017) e 115 milioni di euro di risorse per investimenti per 2016 a valere sui Fondi PAC (comma 22, art. 7, L. r. 3/2016);
“Si definisce così- aggiungono Orlando e Alvano – un prospetto esaustivo che, nonostante le mille difficoltà e nonostante la permanenza di insufficienze finanziarie comunali, darà qualche certezza in più a tutti quei comuni che non hanno ultimato il bilancio di previsione 2018. Successivamente, in sede di approvazione della Legge di Stabilità 2018, saranno definiti i criteri di riparto di oltre 40 milioni di euro di riserve per il 2018”.
“Abbiamo, infine, rappresentato – ha concluso il presidente Orlando – la situazione di criticità degli enti di area vasta per i quali si rende necessario uno specifico tavolo anche per concordare il necessario coinvolgimento del governo nazionale”.
All’incontro erano presenti, tra gli altri: Luca Cannata, vice presidente vicario dell’AnciSicilia e sindaco di Avola, Salvo Pogliese, sindaco di Catania, Cateno De Luca, sindaco di Messina e Filippo Dolce, sindaco di Aliminusa.

 

 

Altra affermazione a livello nazionale del Gruppo dirigente di Confcommercio Agrigento. Alfonso Valenza, presidente provinciale di Federabbigliamento Agrigento, è stato eletto Componente Permanente del Collegio dei Probiviri delle Federazione Moda Italia. Un riconoscimento per l’impegno e la professionalità dimostrata nel suo modo di proporsi e mettersi al servizio delle categorie associate.

Un’assemblea molto partecipata in cui si sono discussi anche alcuni temi del settore Abbigliamento e Tessili.
Tra le altre cose, si è ribadita la contrarietà alla liberalizzazione dei saldi, l’esigenza di controlli mirati, l’esigenza di rafforzare il contrasto alla “contraffazione”, anche quella on-line e l’obbligo di chiusura per 12 festività annuali (di cui 6 con deroga).