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Si reca in un bar per fare colazione e dimentica il portafoglio con all’interno carte di credito e ben 1500 euro in contanti. Sono stati momenti di panico quelli vissuti l’altro giorno da un turista residente nel nord Italia ma che sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza proprio ad Agrigento.

Il turista si trovava nel bar “Porta di Ponte” e, dopo aver consumato, si è allontanato verso via Atenea dimenticando però il portafoglio sul bancone. All’interno c’erano 1500 euro in contanti tutte le carte di credito. A notare la scena uno dei proprietari dell’attività che, dai documenti, è riuscito a risalire al proprietario del borsello. Quest’ultimo, dopo pochi minuti, è ritornato al bar in preda al panico convinto orma di aver perso tutto quando invece uno dei titolari stava andando a consegnarlo ai carabinieri.

 

Un carcere nuovo nato già vecchio. Oltre i problemi organizzativi e strutturali che attanagliano la casa circondariale Pasquale Di Lorenzo”di Agrigento piomba lo spettro ben più grande di presunte violenze da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria sui detenuti nel reparto di isolamento e, più in generale, le condizioni di detenzione a cui sono sottoposte le persone. E’ quanto messo nero su bianco in un dossier in seguito alla visita nel carcere di Agrigento effettuata lo scorso 17 agosto da una delegazione del Partito Radicale guidata da Rita Bernardini e dell’Osservatorio carceri delle Camere penali. La Procura di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio ha aperto un fascicolo d’inchiesta al momento contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di violenza privata e omissioni in atto d’ufficio.

Il dossier, inviato anche al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, è intanto divenuto oggetto di una interrogazione parlamentare a risposta scritta depositata mercoledì scorso dal deputato e membro di “Italia Viva” Roberto Giachetti. Il deputato chiede ai ministri Speranza e Bonafede, rispettivamente alla Salute e alla Giustizia,  se siano stati informati di quanto esposto nel dossier e quali provvedimenti intendano adottare per verificarne la fondatezza “anche con l’ausilio delle telecamere – si legge nell’interrogazione – che dovrebbero essere allestite nei reparti e, in particolare, in quelli di isolamento”. La relazione del Partito Radicale ha raccolto le testimonianze dei detenuti, verbalizzando anche le condizioni del carcere, in seguito alla visita dello scorso 17 agosto della delegazione guidata da Rita Bernardini. In particolare si faceva riferimento alla situazione riscontrata nella sezione isolamento relazionata al Dap.

Nella sezione di isolamento molti detenuti denunciano di aver visto, e in alcuni casi di avere subito, comportamenti violenti da parte degli agenti di polizia penitenziaria. Un detenuto che indossa solo un paio di mutande di carta riferisce di essere stato vittima di violenze da parte della polizia penitenziaria. Lo avrebbero lasciato in cella liscia per tre giorni, ha mangiato due viti, da venti giorni le ha dentro nella pancia e ha provato anche ad impiccarsi. Un altro detenuto ancora riferisce che l’avrebbero lasciato, ammanettato, nel passeggio per una giornata e una nottata intera senza mangiare né bere e l’avrebbero preso a schiaffi e pedate. Altri ancora hanno riferito di essere stati testimoni di detenuti ammanettati e “strisciati” per terra.

Le maggiori criticità strutturali riscontate riguardano ad esempio le finestre di molte camere detentive, oltre alle sbarre, alle quali sono applicate reti a maglia stretta che limitano l’ingresso di aria e luce naturale. In molte celle, durante la visita, il blindo della porta è chiuso. I sei piccoli cortili passeggio di cui dispone il reparto sono spazi squallidi, con il wc alla turca, sprovvisti di panchine. Denunce che riguardano anche l’applicazione dell’isolamento. Un detenuto riferisce alla delegazione: “Sono in isolamento da sette mesi. Mi trovo qui perché protesto, vorrei essere trasferito in un carcere della Puglia; qui il blindo della porta è stato chiuso per una settimana; io faccio solo un’ora e mezza d’aria perché nel passeggio non c’è il wc e se torno in cella per andare in bagno poi non mi fanno ritornare al passeggio”. Un altro recluso in evidente stato di agitazione, è ristretto in una cella “liscia”, dotata soltanto di un letto e di un lenzuolo: “Sono arrivato in questo carcere sabato 27 luglio, proveniente dal carcere di Messina; al mio arrivo ho dimenticato di prendere la fornitura, il giorno dopo l’ho fatto presente perché mi serviva la carta igienica, ma mi hanno lasciato senza carta igienica fino al venerdì successivo, e non mi hanno consentito nemmeno di comprarla; sono in cella liscia dal 3 agosto”.

La relazione del Partito Radicale raccoglie testimonianze dure direttamente dal carcere di Agrigento che inevitabilmente però dovranno trovare riscontro. Certamente, a prescindere dalla genuinità delle dichiarazioni, appare innegabile che un problema alla casa circondariale di Agrigento ci sia.

Lo testimoniano i continui casi di aggressioni ai danni degli agenti penitenziari, come denunciato ieri in una relazione del sindacato, così come i sempre più ricorrenti risarcimenti dello Stato nei confronti di persone detenute in condizioni di sovraffollamento in violazione dell’art.3 Cedu. A questo si aggiunga che nell’ultime mese oltre cento agenti hanno chiesto il trasferimento in altra sede.

 

E’ stata effettuata l’autopsia sul corpo di Calogero Avenia, il pensionato di 69 anni di Agrigento, trovato cadavere nella sua abitazione di Salita San Giacomo, nel centro storico della Città dei Templi.

L’esame è stato effettuato presso la camera mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio su disposizione della Procura di Agrigento che vuole fugare ogni dubbio circa le cause del decesso.

Al termine delle operazione la salma è stata dissequestrata e restituita alla famiglia che potrà provvedere ai funerali.Al momento nessun indagato, la pista più accreditata è quella della morte per cause naturali.

 

Bestemmia durante l’affidamento alla prova e la misura gli viene aggravata dal magistrato di sorveglianza che lo rispedisce agli arresti domiciliari. Protagonista della vicenda l’agrigentino Gaetano Spataro.

Quest’ultimo era stato condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti e il gip del Tribunale di Agrigento aveva accolto la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Inglima Modica, sostituendo la pena da scontare in regime di detenzione domiciliare con la messa in prova ai servizi sociali.

Ora, per l’uomo, è stata ripristinata la detenzione domiciliare in quanto quest’ultimo avrebbe bestemmiato davanti ai Carabinieri nel corso di un controllo di routine dei Militari dell’Arma.

 

“La formula migliore per sostenere la campagna elettorale per le Amministrative ad Agrigento non è da ricercare o da inventare. La migliore formula è già bene rodata e collaudata, ed è la formula del centrodestra unito, vincitore alle Regionali in Sicilia nel 2017 e alle Politiche del 2018”.

Lillo Pisano

Così afferma il dirigente regionale di Fratelli d’Italia, Lillo Pisano, che aggiunge: “Bisogna bandire da subito trasversalità e alchimie che i cittadini elettori non comprenderebbero, anzi respingerebbero sicuramente. La manifestazione appena trascorsa a Roma a piazza San Giovanni rilancia la coalizione di centrodestra come la formazione politica più apprezzata per coerenza e concretezza tra gli elettori. Allo stesso modo bisogna affrontare l’appuntamento elettorale di Agrigento, e non solo. Riflettendo esattamente nella città di Agrigento la coalizione di centrodestra che sostiene il governo di Nello Musumeci alla Regione. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima, Udc, Cambiamo, moderati e, più ampiamente, le liste civiche espressione del territorio che si posizionano nel solco politico del centrodestra, saranno sicuramente capaci, insieme, di proporre prima un programma amministrativo concreto e realizzabile, e poi le candidature che meglio rappresenteranno tale programma”.

Ad Agrigento oggi domenica 20 ottobre, la sezione agrigentina di Italia Nostra, presieduta da Adele Falcetta, ha organizzato l’evento “Il Fiume dei tesori: a spasso alla foce dell’Akragas, tra cultura e natura”. Si tratta di una passeggiata, con partenza alle 9:45 dal Villaggio Peruzzo verso la spiaggia della Maddalusa, guidata dall’archeologo Luca Zambito, alla scoperta di un sito profondamente legato alla storia della città, la foce del fiume Akragas. L’iniziativa è compresa nel programma nazionale di Italia Nostra “Paesaggi sensibili 2019: paesaggi d’acqua”.

Cinquantasette immigrati, fra cui tre minorenni, sono stati bloccati stanotte, direttamente sulla terraferma, a Lampedusa dai Carabinieri.

I militari dell’Arma hanno sorpreso i migranti, tutti di origine subsahariana, che da Cala Francese si stavano spostando, seguendo le luci, verso il centro dell’isola. A causa dell’oscurita’, non e’ stato possibile ritrovare l’imbarcazione utilizzata per l’approdo.

Tutti i 57 migranti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola

 

I poliziotti della Divisione anticrimine e della Squadra Mobile di Agrigento hanno eseguito un decreto di sequestro a fine di confisca disposto dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo a carico di Antonino Grimaldi, 52 anni, di Cattolica Eraclea, attualmente detenuto per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, e, in particolare, perché avrebbe svolto funzioni di raccordo e collegamento tra Pietro Campo, presunto capomafia di Santa Margherita Belice, e altre famiglie mafiose del territorio agrigentino. I beni sottoposti a sequestro sono ubicati nei Comuni di Cattolica Eraclea e Bivona. Nello specifico si tratta di un fabbricato adibito a magazzino e di due terreni con estensione di circa dieci ettari, di cui uno seminativo e l’altro consistente in un uliveto con circa 4000 piante per un valore di mercato approssimativo di 120mila euro.