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E’ stato ammesso al rito abbreviato l’ex direttore delle Poste di Agrigento – S.C. – accusato di essersi appropriato di circa 300 mila euro mediante prelievi effettuati sui libretti giudiziari in custodia a Poste italiane s.p.a..

Il Gup del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto ha, dunque, accolto il rito alternativo chiesto  dalla difesa dell’ex direttore delle Poste di Agrigento.

Il caso, tuttavia, appare singolare poiché le somme di cui si sarebbe appropriato l’imputato, assistito dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, sembrerebbero, così emerge dagli atti di indagine, essere stati interamente destinati al consumo di Gratta e vinci, all’epoca dei fatti venduti anche presso le Poste.

Per tale motivo sono stati anche nominati due consulenti per effettuare perizia psichiatrica sull’imputato e valutare se realmente fosse affetto da ludopatia, condizione questa, che porterebbe ad una incapacità di intendere e di volere al momento del fatto: si tratta della d.ssa Cristina Camilleri, nominato dal Gup, mentre il professore Eugenio Aguglia, direttore del reparto psichiatria del Policlinico di Catania è il perito nominato dalle difese.

Gli esami peritali inizieranno il prossimo 26 novembre mentre per il 26 febbraio sarà escusso proprio il consulente del Tribunale.

Ad Aragona questa mattina intorno alle 10, in via Salvatore Rosa una coppia di signori preoccupati per la loro vicina che non rispondeva alla porta hanno chiamato la locale stazione dei Carabinieri, che sono andati sul posto per verificare la situazione.

Con l’aiuto di un fabbro, i Carabinieri sono riusciti a sfondare la porta e hanno trovato la donna di 88 anni,   riversa a terra, probabilmente a causa di un malore.

Sul posto anche il 118 che ha trasferito la donna in ospedale.

 

 

“Il lavoro degli operatori ecologici di Agrigento, è un lavoro faticoso che merita rispetto e collaborazione da parte di tutti, a partire da singoli cittadini che, prove documentali alla mano, non fanno nulla per migliorare la qualità del servizio stesso”. Lo chiarisce l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi intervenendo a margine delle recenti dichiarazioni dell’assessore all’ambiente del Comune Nello Hamel che si è detto pronto “ad intervenire verso gli operatori inadempienti”.
“I nostri lavoratori – aggiunge Alongi – non sono inadempienti, svolgono il lavoro sotto la pioggia e sotto il sole cocente per tenere pulita al meglio la città. Non sono loro che rompono i mastelli, come paventato nelle scorse settimane e non sono neanche loro che ogni mattina, ad ogni angolo di strada e di marciapiede, lasciano ogni genere di rifiuti che gli operatori ecologici non possono e non devono raccogliere”.
Questa mattina ad esempio, giorno di raccolta della plastica, lungo tantissime strade, come riportato dal report fotografico effettuato, sono state abbandonate quantità importanti di umido e indifferenziato. Rifiuti che vengono poi sparpagliati anche a causa della massiccia presenza di animali randagi che completano l’opera.
“Gli operatori ecologici – aggiunge Alongi – non hanno modo di effettuare anche lo spazzamento perchè la raccolta porta a porta assorbe tantissimo tempo. Loro devono raccogliere il rifiuto previsto per il giorno fissato accertandosi che sia conforme alle normative. Se poi i soliti incivili lasciano per strada qualsiasi tipo di spazzatura, in barba a controlli e sanzioni, non può diventare questo un problema dei lavoratori e nemmeno può essere motivo di accuse nei confronti degli operatori ecologici stessi. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Se ci sono lavoratori che sbagliano, che ci vengano segnalati e noi interverremo ma non ci pare assolutamente corretto sparare sul mucchio e far passare il messaggio che il problema siano gli operatori ecologici e non gli incivili che fanno come gli pare”.
Dall’amministratore delegato di Iseda, infine, parole di plauso per il lavoro degli operatori ecologici anche in virtù del carico di lavoro che affrontano quotidianamente. “A chi se la prende con questi lavoratori – conclude Giancarlo Alongi – ricordiamo che proprio loro stanno sopperendo con abnegazione e spirito di servizio, alla riduzione del personale che è stata effettuata dall’amministrazione comunale che ha sensibilmente diminuito il numero degli operatori ecologici che si sono visti e aumentato il carico di lavoro. Non vogliamo essere premiati per quello che facciamo perchè è nostro dovere e per questo veniamo pagati, ma nemmeno possiamo accettare di essere causa della massiccia presenza di animali randagi che completano l’opera.
“Gli operatori ecologici – aggiunge Alongi – non hanno modo di effettuare anche lo spazzamento perchè la raccolta porta a porta assorbe tantissimo tempo. Loro devono raccogliere il rifiuto previsto per il giorno fissato accertandosi che sia conforme alle normative. Se poi i soliti incivili lasciano per strada qualsiasi tipo di spazzatura, in barba a controlli e sanzioni, non può diventare questo un problema dei lavoratori e nemmeno può essere motivo di accuse nei confronti degli operatori ecologici stessi. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Se ci sono lavoratori che sbagliano, che ci vengano segnalati e noi interverremo ma non ci pare assolutamente corretto sparare sul mucchio e far passare il messaggio che il problema siano gli operatori ecologici e non gli incivili che fanno come gli pare”.
Dall’amministratore delegato di Iseda, infine, parole di plauso per il lavoro degli operatori ecologici anche in virtù del carico di lavoro che affrontano quotidianamente. “A chi se la prende con questi lavoratori – conclude Giancarlo Alongi – ricordiamo che proprio loro stanno sopperendo con abnegazione e spirito di servizio, alla riduzione del personale che è stata effettuata dall’amministrazione comunale che ha sensibilmente diminuito il numero degli operatori ecologici che si sono visti e aumentato il carico di lavoro. Non vogliamo essere premiati per quello che facciamo perchè è nostro dovere e per questo veniamo pagati, ma nemmeno possiamo accettare di essere causa della massiccia presenza di animali randagi che completano l’opera.
“Gli operatori ecologici – aggiunge Alongi – non hanno modo di effettuare anche lo spazzamento perchè la raccolta porta a porta assorbe tantissimo tempo. Loro devono raccogliere il rifiuto previsto per il giorno fissato accertandosi che sia conforme alle normative. Se poi i soliti incivili lasciano per strada qualsiasi tipo di spazzatura, in barba a controlli e sanzioni, non può diventare questo un problema dei lavoratori e nemmeno può essere motivo di accuse nei confronti degli operatori ecologici stessi. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Se ci sono lavoratori che sbagliano, che ci vengano segnalati e noi interverremo ma non ci pare assolutamente corretto sparare sul mucchio e far passare il messaggio che il problema siano gli operatori ecologici e non gli incivili che fanno come gli pare”.
Dall’amministratore delegato di Iseda, infine, parole di plauso per il lavoro degli operatori ecologici anche in virtù del carico di lavoro che affrontano quotidianamente. “A chi se la prende con questi lavoratori – conclude Giancarlo Alongi – ricordiamo che proprio loro stanno sopperendo con abnegazione e spirito di servizio, alla riduzione del personale che è stata effettuata dall’amministrazione comunale che ha sensibilmente diminuito il numero degli operatori ecologici che si sono visti e aumentato il carico di lavoro. Non vogliamo essere premiati per quello che facciamo perchè è nostro dovere e per questo veniamo pagati, ma nemmeno possiamo accettare di essere sempre più spesso accusati di non effettuare il servizio per come si deve”. 

Nella serata tra sabato e domenica un incendio, la cui origine è ancora al vaglio degli inquirenti, ha bruciato tavoli e sedie posizionati all’esterno di un noto ristorante dietro p.zza Cavour, a Favara.

Sulla vicenda stanno indagano i carabinieri della locale Tenenza: dubbi sulla natura dell’incendio anche se, con il passare delle ore, aumenta sensibilmente la possibilità che sia doloso.

Sono stati gli stessi proprietari del ristorante ad accorgersi del rogo e spegnere le fiamme.

Niente da fare: gli accertamenti irripetibili da effettuarsi stamani nei locali della sezione regionale di Polizia scientifica riguardanti, soprattutto, Gerlando Russotto e quanto a lui sequestrato, verranno effettuati in altra data, ancora da individuare e che verrà comunicata mediante rituale notifica.

L’impedimento certificato (doveva partecipare all’udienza preliminare del processo “Montagna” per assistere un cliente, dell’avvocato) Totò Virgone ha fatto saltare il calendario dei lavori. Verrà fissata un’altra data.

L’accertamento scientifico disposto dai pubblici ministeri di Palermo, Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra, tutti della Direzione distrettuale antimafia di Palermo si inquadra nell’inchiesta riguardante il tentato omicidio di Carmelo Nicotra, 36 anni, avvenuto il 23 maggio del 2017, in via Torino, a Favara e che vede indagato proprio Gerlando Russotto al quale, grazie alla soffiata dell’ex cognato, Mario Rizzo viene accusato di possesso illegale di armi e munizioni e su queste armi saranno comparati i reperti acquisiti per verificarne l’eventuale utilizzo nell’agguato. Immediatamente dopo sono stati anche indagati i favaresi Francesco Di Benedetto, 28 anni, e Michelangelo Bellavia, 30 anni, tutti legati ad un altro favarese, forse il personaggio di maggior peso del sodalizio, ossia Calogero Bellavia, 27 anni, perché il primo è il fidanzato della sorella di quest’ultimo mentre il secondo è suo dipendente nella ditta di vendita al dettaglio di bibite e bevande in genere.

Sempre per il mancato omicidio di Nicotra sono indagati anche lo zio di Calogero Bellavia, Antonio, 47 anni; Carmelo Vardaro, 39 anni e Calogero Ferraro, 39 anni, fratello di un altro indagato fuoriuscito tragicamente dall’inchiesta perché assassinato, ovverosia Emanuele Ferraro, trucidato a colpi di armi da fuco nelle vicinanze di casa.

A Palermo oggi era presente l’avvocato Franco Mirabile dello studio Neri e Pennica che assiste sia gli ultimi due indagati che Calogero Bellavia. Mirabile ha subito messo in chiaro che i prelievi salivari effettuati recentemente dalla Squadra mobile di Agrigento su Michelangelo Bellavia sono da ritenersi nulli perché effettuati in assenza del difensore.

E’ accaduto a Canicattì, nell’agrigentino, dove è finito in manette un 37enne. L’uomo era entrato in una nota tabaccheria del centro di Canicattì armato di coltello e completamente incappucciato.

Dopo aver quindi minacciato il cassiere, ha arraffato tutte le banconote presenti all’interno del registratore di cassa, dileguandosi a piedi indisturbato. Il gestore della tabaccheria non si è però perso d’animo ed ha dato subito l’allarme al “112”.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì sono giunti velocemente sul posto, in piazza IV Novembre, con due gazzelle ed hanno immediatamente ascoltato alcuni passanti, effettuando un minuzioso sopralluogo sulla scena del crimine. Grazie alle testimonianze raccolte ed alla visione delle telecamere a circuito chiuso dell’esercizio commerciale, i militari hanno realizzato un identikit dell’autore del fatto, attivando subito le ricerche del fuggitivo con un piano di posti di blocco in vari angoli della città.

Dopo circa 20 minuti, proprio durante uno di questi posti di blocco, è incappato al controllo un soggetto che era vestito esattamente come descritto nell’identikit. A quel punto i militari di pattuglia si sono insospettiti ed hanno deciso di far scattare un’immediata perquisizione. Dalle tasche del giubbino dell’individuo, è subito saltato fuori il bottino esatto dei soldi contanti che erano stati asportati dalla cassa della tabaccheria, circa 1150 euro.

Così, in una mezz’ora di frenetiche ricerche, i Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno chiuso il cerchio delle indagini e risolto il caso, stringendo le manette ai polsi di un 37 enne del luogo con l’accusa di rapina a mano armata ed evasione.

Infatti, nel corso delle procedure di identificazione, è anche emerso che l’uomo in questione, Vincenzo Tiranno, era evaso dalla propria abitazione dove si trovava già agli arresti domiciliari. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 37 enne è stato subito trasferito in carcere.

Per il Gattopardo niente celebrazioni di carattere nazionale? Ci pensa Agrigento.
E’ novembre e sessant’anni fa, in questo mese, fu pubblicato per la prima volta il romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La Feltrinelli, che da oltre mezzo secolo con passione cura la gestione dei diritti del Gattopardo in tutto il mondo e lo valorizza in ogni forma come uno dei capolavori della letteratura internazionale, non ha ritenuto di programmare un momento celebrativo per una delle opere più significative del Novecento. Il 20 novembre, peraltro, cade anche un altro anniversario, il 29° della morte di Leonardo Sciascia. Sono due momenti che non possono passare sotto silenzio in un territorio come quello di Agrigento che esprime cultura attraverso i suoi monumenti, la sua storia, i suoi personaggi.
Agrigento sente di dover supplire in qualche modo all’assenza o alla carenza di iniziative in tutto il Paese per queste particolari ricorrenze.
Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ha voluto nella sua città un evento  dedicato alla Letteratura dal carattere non puramente celebrativo: si tratterà infatti di un’occasione di approfondimento sulle tematiche del Gattopardo, sulle vicende legate alla tormentata  e complessa stesura del manoscritto e alla postuma pubblicazione, così come all’attualità del romanzo, oggi rivalutato soprattutto all’estero.
“In un’epoca come quella che stiamo attraversando, il sessantesimo dalla pubblicazione del romanzo e il ventinovesimo della morte di Leonardo Sciascia che ricorre proprio il 20 novembre, non sono mera occasione celebrativa – sostiene il sindaco Firetto – . Il profondo valore dei nostri Autori è riconosciuto nel mondo e per noi è un dovere e un onore serbarne e valorizzarne la grandezza.
 La manifestazione di Agrigento e la sua risonanza abbinate alla notorietà del Gattopardo a livello internazionale offriranno una vetrina inedita per la promozione della città, della Valle e dei suoi tesori. Un ulteriore tassello a costi decisamente contenuti nella necessaria mappa della promozione turistico culturale della Valle dei Templi di Agrigento”.
 L’iniziativa si svolgerà al Teatro Pirandello, il 20 novembre, e gli ospiti che, hanno già confermato la disponibilità sono il regista Roberto Andò, Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, oltreché musicologo e tra i massimi studiosi del teatro dell’Opera e dell’evoluzione del melodramma nel teatro contemporaneo, Salvatore Silvano Nigro, filologo, critico letterario, italianista e francesista italiano, oltre che docente di letteratura italiana, e Salvatore Ferlita, professore associato di Letteratura italiana contemporanea e critico letterario.  Saranno interpretati alcuni brani dell’opera dei due autori, e in particolare sarà possibile apprezzare l’attore Sebastiano Lo Monaco, direttore artistico del Teatro Luigi Pirandello. A condurre sarà Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera e presidente della Strada degli Scrittori. Sarà anche l’occasione per proiettare alcune immagini significative e dialoghi con autori altrettanto famosi nel mondo, come lo scrittore Andrea Camilleri. Centralità sarà data al capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che com’è noto, fu pubblicato nel 1958 da Feltrinelli, un anno dopo la morte dell’autore, deceduto poco tempo dopo aver ricevuto il rifiuto di Elio Vittorini, che ritenne l’opera inadatta alla Collana da lui curata. Il Gattopardo divenne in breve tempo un classico intramontabile. L’attenzione sarà concentrata su un romanzo raffinato che più che narrazione di fatti, più che romanzo storico, è oggi considerato un romanzo di narrazione di sentimenti, di drammi umani, di traumi, di passioni e delusioni. Fondamentale sarà la presenza di Gioacchino Lanza Tomasi che rievocherà quel viaggio intrapreso con il Principe con la sua Topolino, nella Sicilia del tempo, nei luoghi più familiari che ispirarono fortemente il romanzo, come la Valle dei Templi passaggio obbligato da Santa Margherita di Belice e Palma di Montechiaro.

Girgenti Acque S.p.A. comunica che i Rapporti di Prova, dei campioni d’acqua prelevati in data 09/11/2018 presso i seguenti punti rete forniti a mezzo del Partitore Idrico di Aragona:

  • Punto di carico autobotte (Aragona): POTABILE;
  • Arrivo serbatoio comunale di Comitini: POTABILE;
  • Arrivo serbatoio comunale di Comitini: POTABILE;
  • Arrivo al partitore di Aragona: POTABILE;
  • Uscita dal partitore di Aragona: POTABILE;
  • Arrivo serbatoio Cartesio di Favara: POTABILE;
  • Uscita serbatoio Cartesio di Favara: POTABILE;
  • Arrivo serbatoio Madonna della Rocca di Agrigento: POTABILE;
  • Uscita serbatoio Madonna della Rocca di Agrigento: POTABILE;

hanno evidenziato parametri conformi al D. Lgs. 31/01 e ss.mm.ii.

Inoltre, in attesa di conoscere le determinazioni in merito da parte delle Autorità competenti, si comunica che in data 10/11/2018, il Gestore ha provveduto ad effettuare nuovi campionamenti che confermano la potabilità dell’acqua distribuita, nello specifico:

  • Arrivo serbatoio comunale di Comitini: POTABILE;
  • Uscita serbatoio comunale di Comitini: POTABILE;
  • Punto rete via Apollo 11 n. 10 (matricola 37138) comune di Comitini: POTABILE;
  • Arrivo al partitore di Aragona: POTABILE;
  • Uscita dal partitore di Aragona: POTABILE.