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Contrada Petrusa invasa dalle fiamme. Oggi pomeriggio è scoppiato un incendio le cui fiamme hanno perfino lambito la adiacente casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo”.

Sul posto, scattato l’allarme, si sono recati gli uomini del corpo forestale. Il forte vento di questo primo pomeriggio sta rendendo le operazioni di spegnimento assai difficoltose.

L’incendio ha interessato tutto il vallone Petrusa. Le fiamme sono riuscite ad oltrepassare il perimetro del carcere, ma non ha interessato la struttura detentiva. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Ad intervenire anche i Canadair.

La nave quarantena ”Gnv Azzurra’, con 350 immigrati a bordo, ha lasciato nella notte la rada di Lampedusa per raggiungere il porto di Augusta (Siarcusa). Nei giorni scorsi la nave avrebbe dovuto raggiungere prima Porto Empedocle e poi Trapani, ma ieri sera è arrivata l’indicazione di raggiungere Augusta. Secondo quanto apprende l’Adnkronos,la nave sta andando ad Augusta per fare rifornimento di carburante. Poi dovrebbe fare ritorno a Lampedusa, quando il tempo migliorerà, per proseguire con il trasbordo dei migranti ospiti dell’hotspot dove ci sono ancora 900 migranti su una capienza di 95 persone. Successivamente la nave raggiungerà il porto di Trapani, come era previsto in un primo momento.

Tanto basta, comunque, per far si che l’hotspot lampedusano è di nuovo al collasso. E in previsione ci sono tanti altri sbarchi.

(Adnkronos)

In data 05 agosto 2020 personale della Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di R. B. di Ribera (AG)  classe 50,  in esecuzione  all’Ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma in data 04.08.2020, condannato per omissione di versamenti previdenziali e assistenziali, danneggiamento, frode informatica, corruzione e per reati concernenti la legge fallimentare.

Gli uomini del Commissariato di Sciacca associavano l’uomo presso la Casa Circondariale di Agrigento a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel comunica che è stato ripristinato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ingombranti. Tale attività era stata interrotta a causa della chiusura della discarica di conferimento e finalmente si è riusciti a trovare senza alcun costo aggiuntivo un nuovo sito dove potere portare i residui degli ingombranti dopo la lavorazione. Questa soluzione non avrà alcun costo aggiuntivo per il Comune di Agrigento. I cittadini potranno portare i rifiuti ingombranti presso l’isola ecologica di piazzale Ugo La Malfa con le modalità e nelle quantità previste e potranno anche prenotarsi per il ritiro a domicilio per il quale, tenuto conto del periodo di fermo, potrebbe esserci un prolungamento dell’attesa. Ancora una volta attraverso l’impegno dei dipendenti del settore e della ditta incaricata, si è superato un problema di grande rilevanza per numerosi utenti.

Un attacco violento da parte di Matteo Salvini arriva in questi giorni alla Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

“ Italia Viva ha più voti che dignità”, urla “il capitano”, arrabbiato forse per il voto favorevole all’autorizzazione a procedere di Italia Viva in parlamento, quel voto che anche noi avremmo dato favorevole, perché condividiamo ogni singola parola di quanto detto dal nostro leader Matteo Renzi in Senato. 

Italia Viva nasce per le grandi battaglie, quelle battaglie che “il capitano” non avrà mai il coraggio di combattere. 

Come non ricordare, parlando di grandi battaglie, la legge sul caporalato e la sanatoria dei migranti irregolari, che ha portato avanti con tenacia e coraggio la Ministra Bellanova che, infischiandosene dei consensi, ha messo in atto una straordinaria misura di civiltà, al fine di far “emergere” la forza lavoro sommersa di questo paese per poterla consegnare, una volta per tutte alla legalità, restituendo dignità alle vittime di questo sistema paramafioso. 

Quella dignità che Matteo Salvini dice mancare ad Italia Viva, quella stessa dignità che Italia Viva ha restituito agli ultimi di questo paese, a chi probabilmente non vota nemmeno, quella stessa dignità che forse lui non ha mai avuto. 

Siamo convinti che la buona politica non deve fare solo ciò che porta consensi, ma deve occuparsi di ciò che va fatto e Italia Viva ha mostrato chiaramente la cifra della sua diversità.

“Il capitano” sempre troppo preoccupato del problema immigrazione, di cui ha fatto il proprio cavallo di battaglia, ma mai preoccupato del problema emigrazione, di giovani e non, più grande e insidioso di quanto si possa immaginare, soprattutto perché pericolosamente silenzioso. 

Ci chiediamo quando si occuperà di tutti quei giovani costretti a fuggire, quei giovani senza un futuro di cui nessuno si preoccupa, quei giovani a cui solo Matteo Renzi sembra rivolgere uno sguardo. 

Ci chiediamo se Matteo Salvini, mentre portava avanti la sua tanto desiderata “quota100”, ha mai rivolto uno sguardo ai giovani, ci chiediamo se ha mai pensato loro prima di porre in essere il peggiore intervento che sia mai stato fatto sul sistema pensionistico. Matteo Salvini, mentre fingeva di star attuando il tanto desiderato superamento della Fornero, commetteva quanto di peggio si potesse commettere nei confronti di noi giovani. Una costosa finestra pensionistica  che ha come unica vittima i giovani, con un futuro ancora più incerto e una pensione sempre più lontana.  

Ex Ministro Salvini, è certo che sia Italia Viva a non avere dignità? È certo di volere “prima gli Italiani”? Ma prima di chi, prima di che cosa? 

Il populismo e il Sovranismo sono il peggiore male di questo paese, occorre prenderne consapevolezza per poterli combattere davvero, solo così potremo intraprendere la via che ci porterà finalmente a quella  grande rivoluzione dei valori che è l’unica cosa che noi veramente auspichiamo per la salvezza di questo paese!

La battaglia contro il COVID19 non è ancora vinta e non è questo il momento di abbassare la guardia. Mentre resta alta l’attenzione sui dati nazionali relativi ai contagi e si richiama la popolazione a comportamenti responsabili, è questo il momento di fare il punto sull’esito della campagna #DIAMOCIUNAMANO lanciata da Caritas Diocesana Agrigento per l’acquisto di attrezzature sanitarie da destinare agli Ospedali di Agrigento e Sciacca, presidî territoriali COVID. La Scelta di fondo è stata quella di acquistare, con i contributi raccolti, esclusivamente attrezzature e non presidi monouso. In tal modo si è voluto garantire ai Reparti di terapia intensiva dei due nosocomi attrezzature utili per il futuro, al fine di agevolare il prezioso e difficile lavoro del personale sanitario in prima linea e, ovviamente, migliorare le condizioni di degenza per i ricoverati.

La Campagna, a cui hanno generosamente aderito 175 donatori, fra parrocchie, aziende e privati del territorio agrigentino, ha raccolto 53.310,00 €, a cui Caritas Diocesana Agrigento ha aggiunto altri 30.000,00 €, per un totale di 83.310,00 €. 

“Questa somma ha consentito – dice di direttore di Caritas Diocesana Valerio Landri –  l’acquisto di attrezzature richieste espressamente dai Reparti di terapia intensiva dei due Ospedali: n.6 Monitor Multi-parametrici (€ 27.000), n. 3 Video-laringoscopi (€ 40.629), n.2 Optiflow (€ 9.168), n.1 Elettrocardiografo (€ 2.700), n.1 Barella per unità di emergenza (€ 3.580).

La nostra gente – conclude –  ha dato prova di grande generosità. Ringraziamo tutti i donatori per essersi fidati di noi e del nostro giudizio nell’investimento delle somme raccolte. Il loro contributo è un segno di vicinanza e sostegno per quanti – personale medico e parametrico dei reparti di terapia intensiva degli Ospedali di Agrigento e Sciacca – svolgono un servizio prezioso per la collettività”.

Operatori ecologici al lavoro da questa mattina all’alba per ripulire la città e le frazioni dai rifiuti accumulatisi ieri per l’impossibilità di ultimare il servizio a causa delle restrizioni imposte sui quantitativi di rifiuti organici trasportabili alla centrale di trasferenza di Lercara.

Il Comune di Agrigento infatti, con una disposizione di ieri mercoledì 5 agosto, ha  autorizzato le imprese Iseda, Sea e Seap,  in via temporanea e solo per la giornata di oggi, giovedì 6 agosto, alla raccolta della frazione umida non raccolta ieri con una miscelazione con il secco residuo in calendario per oggi sul territorio agrigentino.

Nella disposizione di servizio inviata alle ditte del raggruppamento di imprese, si spiega che “la decisione è stata presa dopo aver valutato i problemi igienico sanitari conseguenti alla mancata raccolta dell’umido per potere normalizzare la raccolta in attesa di eventuali soluzioni da parte della Regione Siciliana ma anche di altre soluzioni che l’amministrazione comunale e l’assessorato all’ambiente stanno valutando per superare la fase di criticità che si protrarrà probabilmente anche per il mese di settembre”.

In questa fase infatti, i problemi sono legati alle limitazioni dati alle imprese dagli impianti di conferimento delle quantità che è possibile scaricare che fino al 31 luglio era di 70 tonnellate mentre la raccolta bisettimanale di biodegradabili è pari a circa 150 tonnellate e che lo staccaggio di questi rifiuti non può superare i limiti di tempo previsti per legge.

La Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento giudica “destituita di ogni fondamento le considerazioni diffuse a mezzo stampa dal sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, poiché l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento è del tutto estranea alla gestione dei migranti in atto degenti presso l’ospedale ‘Sant’Elia’ di Caltanissetta, risultati positivi al Covid-19 o in attesa di tampone. E’ necessario precisare che, per i migranti in parola, non è mai stato chiesto alcun intervento sanitario  (dalla sorveglianza all’esecuzione dei tamponi) all’ASP di Agrigento. Si invita pertanto il sindaco Gambino a documentarsi adeguatamente prima di individuare presunte responsabilità relative ad una gestione errata o approssimativa impropriamente addebitate all’ASP di Agrigento”.

I  carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato un 51enne e la moglie 46enne, ritenuti responsabili di coltivazione di sostanze stupefacenti: in campagna, nelle pertinenze della loro abitazione, i militari hanno trovato una vera e propria piantagione con più di 50 piante, accuratamente nascosta tra rigogliosi alberi di olivo. Tutto quanto per il costante e attento controllo del territorio da parte dei carabinieri, dopo il sequestro di una piantagione di marjuana alcune settimana fa, ha portato un altro brillante risultato. Nelle campagne di Ravanusa, all’interno di un fondo agricolo coltivato ad alberi di olivo, i militari hanno notato qualcosa di anomalo, meritevole di un approfondimento.

I due coniugi proprietari del terreno, un 51enne e una 46enne, entrambi di Ravanusa, all’ arrivo dei militari, non hanno potuto far nulla per distogliere l’attenzione da quell’appezzamento di terreno, ben nascosto tra gli olivi.

L’accurata perquisizione, estesa a tutta l’area, ha consentito infatti ai militari di scoprire una vera e propria piantagione di cannabis: più di 50 piante già cresciute e pronte per la raccolta.
I carabinieri hanno estirpato e sequestrato tutte le piante. Dopo le analisi di laboratorio per capire il principio attivo dello stupefacente, queste verranno distrutte. In tutto, si tratta di circa 10 chili di stupefacente che, sulla piazza, avrebbe fruttato oltre dieci mila euro. Informata la Procura della Repubblica di Agrigento, marito e moglie sono stati arrestati con l’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti. I carabinieri estenderanno a tutta la campagna circostante i controlli per scovare altre piantagioni illegali.

“Il Presidente Musumeci ha il ruolo e le funzioni che gli consentono di trovare le soluzioni. Risposte certe e immediate. L’unico che può farlo. Gli ho parlato e ho chiesto un suo intervento energico e definitivo ribadendo che non possiamo continuare in questo modo. Mi auguro peraltro che la magistratura possa far luce sulle responsabilità di una situazione gravemente inaccettabile che mette in ginocchio i Comuni e che mortifica gli sforzi compiuti nell’attuazione del corretto conferimento e della differenziazione dei rifiuti.  La situazione si ripete da diversi anni. Da un lato ci viene imposto l’obbligo di andare avanti con la raccolta differenziata e di raggiungere certe percentuali,  e noi siamo già tra i Comuni virtuosi al 74 per cento; dall’altro, ci viene impedito di conferire negli impianti. I costi che risparmiamo li spendiamo per cercare impianti disponibili a centinaia di chilometri. Ancor più grave è che tale situazione di blocco si ripeta in piena estate e durante la stagione turistica, momento di ossigeno di questa difficile ripartenza economica e ancora in piena emergenza Covid 19. La Regione di prassi continua a bloccare le discariche disponibili, costringendoci a conferire a centinaia di chilometri di distanza.  E ora, in pieno agosto, obbliga a una riduzione del quantitativo da conferire nella stazione di trasferenza, proprio mentre la discarica di Siculiana è stata posta sotto sequestro dalla magistratura. Credo che tutto ciò sia inammissibile”.