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Continuano gli incendi a Siculiana, dove le fiamme nelle ultime ore hanno divorato 14 ettari di macchia mediterranea in contrada Monteschirosa. In rogo appiccato in più punti  e che potrebbe essere di origine dolosa, è stato domato dall’azione sinergica tra Corpo Forestale, vigili del Fuoco e con l’ausilio di due Canadair.  Sul posto sono intervenuti anche carabinieri della stazione di Siculiana, che hanno avviato le indagini

 

 

La polizia di Trapani sta eseguendo un’operazione contro alcune bande specializzate nell’assalto alle postazioni Atm di banche e uffici postali con l’uso di escavatori attive nelle province di Trapani e Catania.
Oltre un centinaio di poliziotti della squadre mobili delle due città, coordinati Servizio centrale operativo, e del Commissariato di Marsala, stanno dando esecuzione a un provvedimenti cautelare nei confronti di 18 indagati.

I reati ipotizzati dalla Procura di Marsala sono, a vario titolo, associazione a delinquere, furto, danneggiamento aggravato e simulazione di reato. In corso anche numerose perquisizioni con l’ausilio di unità cinofile dei reparti Prevenzione crimine e di un elicottero del reparto Volo di Palermo.

Il Tribunale di Catania, nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Apate” contro un fiorente business di scommesse clandestine, ha emesso 14 misure cautelari, su 65 indagati complessivamente, e ha disposto il sequestro di 38 agenzie di scommesse e di beni per 30 milioni di euro. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Direzione investigativa antimafia. Molti tra gli indagati sarebbero affiliati o contigui ai clan mafiosi catanesi dei Santapaola, dei Cappello e dei Bonaccorsi-Carateddi. In carcere è stato ristretto Antonio Padovani, ritenuto il promotore e organizzatore delle scommesse d’azzardo in Sicilia. Altri 12 indagati sono detenuti ai domiciliari. E ad un altro è stato imposto l’obbligo di dimora. Le agenzie sono state sequestrate, oltre che a Catania, anche tra le province di Agrigento, Messina, Siracusa ed Enna, con i relativi patrimoni aziendali, tra beni mobili e immobili, conti correnti e rapporti finanziari per un valore di oltre 30 milioni di euro. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, truffa aggravata a danno dello Stato, e intestazione fittizia di beni.

Il prossimo 3 giugno, lunedì, inizia la campagna antincendio in Sicilia, e nel frattempo è stata già avviata la “campagna di incendio” ad opera di ignoti piromani. A Siculiana, infatti, si ritiene certa l’origine dolosa delle fiamme, che sarebbero state appiccate in più punti, e che hanno bruciato 14 ettari di macchia mediterranea in contrada Monteschirosa. Sul posto, oltre a Forestale e Carabinieri, hanno lavorato anche due canadair.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha convalidato l’arresto ad opera dei Carabinieri di Gaetano Ragaccio, 57 anni, di Castrofilippo, indagato di tentato omicidio per essersi scagliato contro due parenti a colpi di carabina ad aria compressa e di averne ferito uno gravemente ad un braccio con un coltello. La giudice Turco ha però derubricato il reato di tentato omicidio in lesioni personali, ed ha imposto a Ragaccio la misura cautelare del divieto di dimora nei Comuni della provincia di Agrigento. Ragaccio è difeso dall’avvocato Calogero Sferrazza.

Nel 2012, il Sig. P.G, piccolo imprenditore agricolo, aveva richiesto ed ottenuto un contributo quale premio di primo insediamento a valere sulle misure del PSR Sicilia 2007/2013.

Sennonché, a seguito di un’istanza formulata dall’Ispettorato Provinciale Agricoltura, veniva resa nei suoi confronti una informativa interdittiva antimafia per asserita permeabilità mafiosa dell’attività agricola dallo stesso condotta, con conseguente immediata revoca del provvedimento di concessione del premio di primo insediamento già concesso.

Avverso il predetto provvedimento interdittivo, l’imprenditore proponeva un primo ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Sicilia Palermo, attualmente pendente.

Nelle more dell’instaurato giudizio, inoltre, il Sig. P.G, anche in ragione del lungo lasso di tempo (6 anni) intercorso dall’adozione del primo provvedimento, e mosso evidentemente dall’intento di affrancarsi dal pesante “marchio” di contiguità mafiosa inopinatamente impressogli, aveva inoltrato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 95, comma 5 del d.lgs 150/2011, un’istanza di aggiornamento dell’ informativa.

Tuttavia, in riscontro alla suddetta richiesta di aggiornamento, veniva riconfermato, con le medesime argomentazioni, il giudizio di contiguità mafiosa già reso nei confronti del sig. P.G nell’anno 2013, senza accertare, oltre al resto, l’esistenza e l’attualità delle circostanze fattuali allora accertate.

Il sig. P.G. si è visto, pertanto, costretto a proporre un nuovo ricorso innanzi al Tar Sicilia Palermo, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, di tale ulteriore provvedimento interdittivo.

Con le difese spiegate in giudizio, gli avv.ti Rubino e Alfieri hanno dedotto la grave carenza di istruttoria e di motivazione inficiante il provvedimento interdittivo, essendo stato acriticamente confermato, con analoghe argomentazioni, il precedente giudizio di contiguità mafiosa, con grave ed irreparabile pregiudizio per la vita sociale ed economica di una ditta individuale estranea, invece, agli interessi della criminalità organizzata.

I difensori Rubino e Alfieri hanno, inoltre, dimostrato e documentato l’infondatezza di tutte le presunte cointeressenze e/o compartecipazioni attribuite al proprio assistito in società asseritamente attinte da informative interdittive, comprovando in tal modo la superficialità e l’inadeguatezza dell’istruttoria.

La prima sezione del Tar Sicilia Palermo, Presidente dott. Calogero Ferlisi, Relatore dott. Sebastiano Zafarana, ritenuta sussistente la dedotta carenza d’istruttoria e di motivazione, dopo aver accolto la domanda cautelare formulata dal ricorrente, ha accolto nel merito il ricorso proposto dall’imprenditore agricolo, con conseguente annullamento del provvedimento interdittivo impugnato.

Condividendo le censure sollevate dagli Avv.ti Rubino e Alfieri e rilevata, altresì, l’assenza di qualsivoglia riferimento specifico alla persona del ricorrente incensurato, alla sua condotta di vita e ad eventuali frequentazioni controindicate, i Giudici amministrativi hanno così rilevato, in definitiva, l’assenza di “elementi sintomatici, concordanti e univoci, adeguati a sorreggere, sotto il profilo istruttorio e motivazionale, il giudizio prognostico circa la possibile condizionalità dell’impresa da parte dell’associazione mafiosa”.

Per effetto di tale pronuncia, il Sig. P.G potrà, pertanto, richiedere la restituzione del contributo revocato dall’Assessorato regionale agricoltura a seguito dell’illegittimo provvedimento annullato.

Il Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 8 mesi di reclusione ciascuno Gerlando Romano, 22 anni, di Agrigento, e Vincenzo Cappello, 27 anni, di Porto Empedocle. E’ stata assolta, per “tenuità del fatto”, Martina Moneta, 20 anni, nata ad Augusta ma residente ad Agrigento. Lo scorso 20 agosto Cappello è stato arrestato dai Carabinieri dopo avere ricevuto da un corriere postale un pacco con dentro 5 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno, ordinati tramite internet e provenienti dall’Olanda. Il precedente 17 agosto, Romano e Moneta sono stati sorpresi in possesso di una pianta di marijuana alta circa un metro, ad inizio fioritura, 72,3 grammi di hashish, divisi in 24 bustine in cellophane, e una stecchetta di 1,5 grammi ancora di hashish. I tre imputati sono difesi dagli avvocati Davide Casà e Serena Gramaglia.

Il 5 febbraio del 2019 i Carabinieri hanno arrestato Antonio Massimino, 51 anni, di Agrigento, e suo nipote Gerlando Massimino, 26 anni. I militari sono irrotti nella villa di Antonio Massimino, nelle campagne del Villaggio Mosè, e, nel corso di una minuziosa perquisizione domiciliare, hanno scoperto e sequestrato una pistola semiautomatica calibro 7,65, con matricola abrasa, caricatore completo di 6 cartucce inserito e pronta all’uso. E poi circa 200 cartucce di vario calibro, e 2 penne pistola calibro 6,35, dello stesso genere delle penne pistola di James Bond nei film sullo 007. E poi un rilevatore di frequenze. Il tutto è stato rinvenuto in un sacco nero, coperto da un cumulo di foglie secche, abbandonato nei pressi dell’abitazione. Il 23 gennaio del 2020 è stata emessa la sentenza di primo grado a carico dei due Massimino, imputati di detenzione illegale di armi da fuoco clandestine e ricettazione. Il Tribunale di Agrigento ha condannato Antonio Massimino a 7 anni e 4 mesi di reclusione, e Gerlando Massimino a 4 anni e 5 mesi. Adesso invece la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 7 anni e 4 mesi a carico di Antonio Messina, non riconoscendo però il reato di ricettazione, ed ha assolto, “perché non ha commesso il fatto”, Gerlando Massimino. I due Massimino sono difesi dall’avvocato Salvatore Pennica.

Stefano Paternò non sapeva di avere contratto il Covid19 e ne sarebbe rimasto infetto svariati giorni prima della somministrazione del vaccino AstraZeneca. Senza saperlo, come assicura il Procuratore di Siracusa Sabrina Gambino sulla scorta delle relazione dei periti che hanno eseguito l’autopsia sul militare di 43 anni deceduto il 9 marzo scorso, avrebbe sviluppato una barriera immunitaria.

A quanto pare, prima di farsi inoculare la dose non sarebbe stato sottoposto ad alcun test molecolare, che avrebbe potuto svelare il contagio. “Nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, recepite dal ministero della salute, non era necessario effettuare prima della vaccinazione uno screening sierologico per rilevare l’eventuale presenza di anticorpi e quindi sapere di avere contratto il virus senza esserne a conoscenza” scrive l’agenzia Ansa. In sostanza, nel periodo in cui Paternò stava per sottoporsi al vaccino, quel protocollo dell’Oms non c’era.

Dunque, Paternò, a sua insaputa, avrebbe sviluppato degli anticorpi, che sarebbero aumentati, in modo abnorme, dopo l’inoculazione del farmaco.  “Questa risposta immunitaria – dice il Procuratore di Siracusa Sabrina Gambino- insieme a quella indotta dal vaccino ha provocato una reazione infiammatoria violenta e abnorme che ha provocato lo stress respiratorio. Paternò, che non sapeva di avere il Covid19, aveva valori tre volte superiori al normale”.

Dalla relazione dei periti, emerge anche che le cause del decesso sono riconducibili “all’arresto irreversibile delle funzioni vitali, consecutivo a sindrome da distress respiratorio acuto”, inoltre “sussiste correlazione eziologica tra il decesso e la somministrazione del vaccino avente codice lotto fiala ABV2856 intervenuta presso l’ospedale militare di Augusta in data 8 marzo 2021”.

Non sono ravvisabili condotte omissive e o commissive in capo al personale sanitario/parasanitario che a vario titolo ha gestito le problematiche inerenti alla vicenda clinica di Paternò”, si legge nella relazione firmata dai quattro consulenti, Giuseppe Ragazzi, Nunziata Barbera, Marco Marietta e Carmelo Iacobello.

Prende il via la seconda fase di SeeSicily, il Piano di promozione turistica della Regione Siciliana. Da oggi, tutti i turisti che decideranno di organizzare la propria vacanza in Sicilia potranno usufruire dei voucher gratuiti messi a disposizione dal progetto. Basterà cliccare sulla pagina www.visitsicily.info/seesicily e contattare uno dei 350 operatori convenzionati, fra agenzie di viaggio e tour operator elencati sul sito, per poter ricevere una notte gratis in più ogni due pernottamenti acquistati; inoltre, nel pacchetto SeeSicily sono incluse a titolo gratuito servizi aggiuntivi come escursioni, immersioni, servizi di guida o di accompagnamento, ingressi gratuiti nei “luoghi della cultura” e, da ottobre, sconti sui voli.

«Adesso  – afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – siamo pronti per rilanciare il turismo grazie a questo progetto che, finalmente, diventa pienamente operativo. Per promuovere la Sicilia, però, è necessario intervenire anche sui costi delle tariffe aree da e per l’isola. Questo vale sia per i turisti sia per i siciliani, per i quali avevamo avanzato al ministero dei Trasporti la richiesta di istituire le tariffe sociali. Aspettiamo ancora una risposta».

Soddisfazione viene espressa anche dall’assessore al Turismo, sport e spettacolo, Manlio Messina:  «Con un investimento di 75 milioni di euro puntiamo a rilanciare il settore turistico, dopo un anno reso molto difficile dall’emergenza sanitaria. A oggi la Regione ha acquistato quasi 200mila posti letto, più di 70mila servizi di escursione e 10mila servizi di guida e immersioni. Grazie alla riapertura delle procedure contiamo di arrivare a 400 mila posti letto disponibili».

«La piattaforma SeeSicily – aggiunge l’assessore all’Economia Gaetano Armao – ha visto il supporto dell’Arit, autorità regionale per l’innovazione tecnologica, che sta affrontando la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione per cui il governo regionale ha già impegnato 288 milioni di euro».

L’intervento SeeSicily prevede, inoltre, una campagna di comunicazione che andrà in onda sulle più importanti televisioni italiane, coprendo inoltre le maggiori testate nazionali e internazionali, i social e il web. Con Itaca, l’agenzia di Milano che ha supportato la Regione nella costruzione del Piano di comunicazione, sono stati girati i video promozionali in location evocative e rappresentative delle bellezze siciliane. Inoltre, testimonial tutti siciliani (Eleonora Abbagnato, i cantanti Colapesce e Dimartino, l’attrice Nicole Grimaudo e la ginnasta Carlotta Ferlito) inviteranno i turisti a venire in Sicilia.

«Questo è uno dei primi progetti che mi da’ forza e carica per andare avanti, mi riporta nella mia città, nella mia terra. Dopo questo anno difficile di pandemia questa è una ripartenza per i giovani che hanno bisogno di rivedere bellezza, arte e cultura», ha sottolineato l’etoile Eleonora Abbagnato.

Simona Pisanello, ceo di Itaca Comunicazione, si è occupata della realizzazione della campagna di comunicazione che partirà dal 6 giugno. «Passione, calore e creatività – spiega Pisanello – sono gli elementi della campagna, che gioca sulla semplice assonanza tra il nome del progetto “SeeSicily” e il claim “Sì Sicily”. Un concetto immediato, anche per un pubblico straniero, declinato su tutte le meraviglie dell’Isola: la natura, la cultura, l’arte e i sapori. Ringrazio la Regione Siciliana per questa opportunità, i miei collaboratori dei team strategico, creativo e digital, e i partner Red Carpet e Sulla Luna, il maestro Massimo Patti che ha composto il brano “Taratantellata”, Giovanni Apprendi e i Palermo Art Ensemble che l’hanno eseguito».