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I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato ai domiciliari un giovane di 24 anni che è entrato nell’abitazione di una coppia di Favara, lui di 33 anni e lei di 27, e l’ha aggredita violentemente senza apparente motivo. L’aggressore ha sfondato la porta di ingresso con calci e pugni, e si è scagliato contro le vittime malmenandole anche con l’utilizzo di un grosso cacciavite. La coppia, grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri di Favara, non ha subito lesioni gravi ed è stata trasportata all’ospedale di Agrigento. La prognosi è di 5 giorni. L’arrestato risponderà all’autorità giudiziaria di lesioni personali aggravate, violazione di domicilio e minaccia aggravata.

A Menfi, in via dei Pioppi, il conducente di un’automobile Fiat Panda ha investito accidentalmente un infermiere di 53 anni di Menfi, impegnato a correre per allenarsi con un gruppo di amici. L’uomo è stato trasportato all’ospedale di Sciacca da un’autoambulanza del 118. Versa in prognosi riservata a causa di diversi traumi. L’automobile, condotta da un dipendente di 31 anni della società cooperativa di vigilanza di Menfi “onlus Walden”, anche lui di Menfi, è stata sequestrata. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Menfi che hanno informato la Procura della Repubblica di Sciacca che valuterà la posizione giudiziaria del conducente dell’auto.

Ad Agrigento, a San Leone, la notte tra sabato e domenica, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, dispiegate massicciamente nella zona, ha sventato un principio di rissa fra adolescenti ubriachi nel piazzale dell’ex eliporto di San Leone, poi una zuffa fra due giovani al porticciolo, e poi un altro principio di rissa fra due gruppi sul lungomare. I rissanti si sono dileguati all’arrivo dei tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La Cisl Fns (Federazione nazionale sicurezza) Vigili del fuoco di Agrigento, tramite il coordinatore territoriale di Agrigento, Diego Motisi, interviene sulla situazione di carenza di organico ai Comandi di Agrigento, di Caltanissetta e di Enna. Motisi afferma: “Tali carenze di personale mettono in crisi il sistema di soccorso. Le squadre sono ridotte ai minimi termini e lavorano spesso con 4 unità anzichè con 5, e ciò mette a repentaglio la salute degli stessi operatori. Incombe la mancanza di risorse adeguate per richiami di personale in straordinario e Vigili Discontinui, e ciò che fa veramente rabbia è che quest’anno la Regione Siciliana non ha stanziato fondi e dunque non ha firmato nessuna convenzione con i Vigili del fuoco per contrastare gli incendi boschivi, però, paradossalmente continua a spendere soldi, e comprare mezzi dotati di moduli per spegnimento incendi, da dare, tramite la Protezione Civile, ai Comuni, che non hanno personale abilitato allo spegnimento. Ci rivolgiamo ai sindaci e ai prefetti affinchè riportino il nostro grido di allarme tramite la politica e le istituzioni superiori, allo scopo di sanare le carenze in organico dei comandi di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, stanziando fondi sufficienti per richiami di personale ordinario e discontinuo. La Fns Cisl Vigili del fuoco da tempo ed in maniera preventiva aveva rappresentato il quadro che oggi viviamo con moltissime richieste di intervento. Siamo solo all’inizio della stagione degli incendi e siamo in difficoltà, complice anche una non programmata pianificazione della Direzione Regionale Sicilia Vigili del fuoco”.

Il Genio Civile di Agrigento, diretto del presidente dell’Ordine degli Architetti, Rino La Mendola, ha firmato il relativo contratto con l’impresa aggiudicataria e ha avviato i lavori di manutenzione di diverse strade provinciali per il collegamento dei Comuni di Burgio, Calamonaci, Lucca Sicula e Villafranca Sicula alla strada statale 115. Le opere saranno eseguite dal Genio Civile, in collaborazione istituzionale con la Provincia di Agrigento e l’assessorato regionale alle Infrastrutture, retto da Marco Falcone. I fondi europei a disposizione ammontano a poco più di un milione di euro. Lo stesso Rino La Mendola commenta: “Siamo lieti di continuare ad offrire il nostro contributo per ridurre quel ritardo infrastrutturale che, negli ultimi decenni, ha progressivamente isolato la provincia di Agrigento, tarpando le ali al suo sviluppo socio-economico. Nel corso degli ultimi 15 mesi abbiamo sbloccato ben 28 cantieri relativi ad infrastrutture importanti per il nostro territorio e, seguendo le direttive del Dirigente Generale del Dipartimento Salvatore Lizzio, abbiamo avviato un monitoraggio sulla sicurezza dei ponti senza precedenti nella storia ed abbiamo progettato ed eseguito, in tempi estremamente ridotti, la pavimentazione delle strade agrigentine attraversate dal giro di Italia”.

A Catania i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 63 anni per violenza sessuale aggravata su una bambina di 11 anni. L’indagato è un parente dei genitori della vittima al quale la ragazzina è stata affidata con fiducia. Gli abusi, avvenuti in un paese della provincia di Catania, sarebbero iniziati nel novembre del 2020. La piccola ha tardato a parlarne con la madre per la vergogna provata ed il timore di non essere ritenuta credibile. La madre ha invece subito presentato denuncia ai Carabinieri. L’audizione della bambina ha consentito l’acquisizione di ulteriori elementi investigativi da parte dei Carabinieri, poi sfociati nella richiesta di arresto da parte della Procura, accordata dal giudice per indagini preliminari del Tribunale.

 

A Licata, lo scorso 26 gennaio, i Carabinieri della locale Compagnia, capitanati da Francesco Lucarelli, hanno arrestato tre indagati di avere sequestrato, picchiato e umiliato, nella propria abitazione o in strada, delle persone disabili. Si tratta di Antonio Casaccio, 26 anni, ritenuto il capo del gruppo, Gianluca Sortino, 23 anni, e Angelo Marco Sortino, 36 anni. Poi, successivamente, il 24 aprile, sono stati arrestati anche due minorenni, presunti complici delle sevizie. Quanto accaduto è stato filmato dai responsabili con i telefoni cellulari, e diffuso in rete, sui social network, con titoli di derisione. Stanchi delle vessazioni e dei pestaggi, sono state le stesse vittime a denunciare quanto accaduto, ed anche il padre di uno dei disabili ha raccontato agli investigatori quanto subito dal figlio. Ebbene adesso sono emersi ulteriori sviluppi investigativi allorchè il gruppo criminale avrebbe tentato di pagare il silenzio di una vittima. In particolare, sono state eseguite quattro misure cautelari, di cui tre in carcere, a carico dello stesso presunto gruppo di torturatori licatesi. Le misure, richieste dalla Procura di Agrigento che ha coordinato le indagini, sono state emesse dal Tribunale perché, grazie anche ad un’attenta analisi dei telefoni cellulari in uso ai responsabili, sono stati scoperti nuovi episodi di violenza contro un’ulteriore vittima, ed un tentativo, tramite minacce e aggressioni, di pagare una delle vittime affinchè ritrattasse le sue dichiarazioni ai giudici. Uno degli indagati, agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, dopo avere ottenuto un’autorizzazione dall’Autorità’ Giudiziaria per una visita medica, si è recato dalla vittima per minacciarla e costringerla a ritrattare le denunce.

Grande paura ieri sera sul volo Catania-Roma della compagnia Bulgarian Air Charter, con 42 passeggeri a bordo, dei quali 34 poliziotti e otto migranti.

Pochi minuti dopo il decollo l’aereo è tornato indietro per un’avaria al motore. Diverse squadre dei vigili del fuoco hanno spento l’incendio. Gli agenti dovevano accompagnare nella capitale i migranti sbarcati nei giorni scorsi sulle coste siciliane.

«Quanto accaduto sul volo Catania-Roma è di una gravità inaudita – dice Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia. Se non fosse stato per il provvidenziale intervento del pilota, oggi avremmo contato 42 vittime. Un episodio che denota la scarsissima attenzione nei confronti degli uomini e le donne delle forze dell’ordine, mandati a combattere una guerra con le scarpe di cartone”.

Per Conestà “ci sono stati politici che hanno abusato dei voli di Stato, altri utilizzati per sagre di paese e poi i poliziotti vengono mandati a fare gli accompagnamenti a bordo di rottami. Se il pilota non fosse riuscito nella sua azione, chi avrebbe avuto la responsabilità di 42 vite? Dopo la giusta dose di vergogna si pensi a impiegare un volo di Stato per i poliziotti in missione”.

Nelle ultime 24 ore si registrano in Sicilia 111 nuovi casi di positività al coronavirus a fronte di 4520 tamponi processati. Tale circostanza fa risalire di non poco il tasso di positività che si porta al 2,4% rispetto allo 0,8% registrato nella giornata di ieri. Un solo decesso che porta il totale complessivo dei mori in Sicilia a 5965.

Questi i dati registrati nei Comuni capoluogo: Palermo 5, Messina 3, Catania 3, Caltanissetta 29, Ragusa 3, Agrigento 20, Trapani 11 ed Enna 0.