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Oggi, martedì 15 maggio, in occasione del 72esimo anniversario dello Statuto Siciliano, è Agrigento la sede di celebrazione dell’evento. Così ha deciso il governo Musumeci, che alle ore 19 sarà nella Valle dei Templi, nell’area del tempio della Concordia, in riunione di giunta. Nello Musumeci interverrà sul tema dell’Autonomia Siciliana. Poi, alle ore 20, ancora nell’area del tempio della Concordia, si esibirà in concerto l’Orchestra Sinfonica Siciliana.

In proposito interviene la consigliere comunale di Agrigento, di Diventerà Bellissima, Rita Monella, che afferma: “Esprimo grande soddisfazione per la scelta del Presidente Nello Musumeci di festeggiare la sua prima festa dell’Autonomia siciliana proprio nella città di Agrigento e, in particolare, nella meravigliosa Valle dei Templi. Si tratta di un segno tangibile del concreto interesse del nostro presidente verso tutti gli enti locali, e soprattutto verso la nostra città e i suoi preziosi ed inestimabili tesori greco – romani. In occasione dell’anniversario dello Stato, come dice il Presidente Musumeci, bisogna costituire un grande ‘Cantiere Sicilia’ per ridare coraggio alle imprese, futuro ai giovani, diritti ai più deboli e speranza ai rassegnati. Pertanto, è necessario ritrovare un rinnovato orgoglio dei Siciliani e avviare un percorso politico-istituzionale con il prossimo Governo nazionale, per ridare dignità alla nostra Isola”.

Da domani, mercoledì 16 maggio, sarà attiva, anche ad Agrigento, YouPol, la nuova App della Polizia di Stato, scaricabile direttamente sullo smartphone da Apple Store e Play Store. Si tratta di una funzione che consente di inviare segnalazioni alla sala operativa della Questura, anche anonimamente, se si è testimoni e se si è a conoscenza di episodi di bullismo o di traffico di stupefacenti. La Polizia di Stato con YouPol intende soprattutto sensibilizzare gli adolescenti contro il consumo della droga e ogni forma di violenza.
L’iniziativa sarà presentata alla stampa domani, mercoledì 16 maggio, ad Agrigento, all’Istituto scolastico “Nicolò Gallo”, alle ore 10.

Ad Agrigento i Carabinieri hanno compiuto dei controlli in alcuni panifici e ristoranti, e hanno denunciato tre esercenti per alimenti scaduti da anni, cibi non tracciati o mal conservati, e per il mancato rispetto delle basilari norme di igiene. Sono state sequestrate oltre 3 tonnellate di prodotti alimentari scaduti o in cattivo stato di conservazione, più di 100 litri di bevande, e sono state elevate sanzioni per circa 12 mila euro. In un panificio, in particolare, sono stati scoperti prodotti non tracciati e serviti oltre la data di scadenza. E sarebbero stati venduti come freschi dei biscotti che in realtà sono stati comprati a livello industriale e poi tolti dalle loro confezioni originarie. E poi, in un ristorante etnico sono stati scoperti molti prodotti di provenienza incerta e serviti oltre due anni dopo la naturale data di scadenza. In questo caso sono state elevate sanzioni per quasi 9 mila euro ed è scattato il sequestro di circa due quintali di alimenti e oltre 70 litri di bevande e liquidi. Infine, in una rosticceria sono stati scoperti prodotti privi di rintracciabilità e scaduti. Sono state elevate quindi sanzioni amministrative per un importo di 3.000 euro circa e sono stati sequestrati oltre un quintale di alimenti vari.

Imprenditore empedoclino Giuseppe Burgio 54 anni ex re della grande distribuzione è stato condannato in primo grado alla pena di otto anni di reclusione per reato di bancarotta nell’ambito del processo “discount” . La procura rappresentata dai sostituti procuratori Alessandra Russo e Simona Faga, ne aveva chiesti 12 anni e mezzo. Si chiude così il capitolo relativo al processo scaturito dall’operazione discount, condotta dalla Guardia di Finanza agli ordini del colonnello Fabio Sava, nell’ottobre 2016. L’accusa mossa nei confronti di Burgio, oggi confermata quasi totalmente dalla sentenza di primo grado, è quella di bancarotta fraudolenta con una distribuzione di beni di oltre 50 milioni di euro. Momenti di tensione si sono registrati nel corso delle dichiarazioni spontanee di Burgio in aula, prima della tendenza  letta dal preside Luisa Turco, quando una donna parte civile del processo ha dato del bugiardo l’imprenditore. Quest’ultimo è stato condannato anche al risarcimento del danno nei confronti di oltre 70 persone, difese a vario titolo dagli avvocati Santino Russo, Graziella Vella, Genovese, ammesse come parte civile. L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Agrigento, muove i primi passi fra il 2011 nel 2012. In totale sono quattro le società coinvolte nella bancarotta: la Cda S.p.A., quella di maggior rilievo, la Gestel S.r.l., la Ingross e GSB Srl. Una storia che poggia le sue fondamenta in un contesto sociale economico, come quella di agrigentino, che ha permesso dunque il protrarsi, assumendo dimensioni di tale portata, sostanzialmente per due ragioni: una compiacenza sociale ed una bancaria. È indubbiamente decisivo l’intervento degli istituti bancari, come Unicredit, Per alimentare il tenere ancora in vita un meccanismo del genere. Le indagini che hanno per oggetto Giuseppe Burgio finiscono, inevitabilmente, per contrarsi nell’istituto bancario che per la procura, spiega abilmente, per mezzo di fatto la possibilità al gruppo imprenditoriale continuare propria attività. 

Dieci assunzioni di lavoratori stagionali ad Unicredit in Sicilia.
Urzì (First Cisl): un’inversione di tendenza che fa ben sperare.

 

Si sbloccano le assunzioni ad Unicredit in Sicilia e la First Cisl è moderatamente soddisfatta. Da tempo il Sindacato, nonostante gli esuberi dichiarati dall’azienda, punta il dito sulle carenze di personale della rete che, soprattutto nei mesi estivi, mettono seriamente in difficoltà l’operatività in una Regione, la Sicilia, che in estate vede aumentare in maniera esponenziale la sua popolazione grazie agli afflussi turistici.
“Saranno assunti dieci lavoratori stagionali nell’Isola – dichiara Gabriele Urzì dirigente nazionale First Cisl Unicredit – grazie all’iniziativa aziendale, alle sollecitazioni del management locale e alle continue pressioni esercitate dal sindacato negli ultimi mesi. Non sono certo sufficienti ad affrontare con serenità il periodo estivo – continua Urzì – ma accogliamo positivamente queste assunzioni in quanto rappresentano una importante inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi anni. E’ necessario un turn over di personale, falcidiato dalle adesioni agli esodi a seguito degli accordi sottoscritti negli ultimi anni sui piani industriali, e ci auguriamo che le dieci risorse vengano stabilizzate ed assunte a tempo indeterminato. Per presentare la domanda basta accedere al sito web di UniCredit (www.unicredit.it) e andare alla sezione che prevede l’inserimento della candidatura rivolta alla figura del consulente di filiale (Sicilia)”
Le prime assunzioni avverranno a giugno e i lavoratori avranno un contratto a tempo determinato della durata di tre mesi. I candidati dovranno assicurare un’efficiente attività di consulenza promuovendo la vendita di prodotti e servizi di base della Banca, attraverso le attività di front office, intercettare le opportunità che si presentano e contribuire al raggiungimento degli obiettivi collaborando con il personale presente in filiale. Dovranno inoltre essere in possesso di laurea di I o II livello in materie economiche, matematiche o giuridiche e conoscere la lingua inglese.

La sua precedente mancata apparizione si era rivelata un vero e proprio giallo. In un primo momento era stato previsto che avrebbe testimoniato di presenza, poi in videocollegamento. Ma in tanti, presenti nell’aula bunker del Pagliarelli, lo avevano visto in una saletta riservata nei pressi dell’ingresso, con la porta aperta, alle spalle di alcuni agenti col distintivo al collo. L’avvocato Salvatore Pennica, difensore del boss Ciro Tornatore, morto nei mesi scorsi, principale bersaglio delle accuse di Quaranta, aveva sollevato il caso. “Lo abbiamo visto in tanti – aveva detto ai giudici – e non vedo perchè non debba venire in aula a testimoniare”. Poi la sospensione strategica, probabilmente per farlo allontanare, e il rinvio “per motivi tecnici e di sicurezza”: adesso è tutto pronto.

 

Ad Agrigento un disoccupato di 42 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia per aver picchiato la compagna di trent’anni al culmine di una lite.E ‘successo nella notte fra sabato e domenica quando la donna si è recata nella caserma del villaggio Mosé ed ha raccontato tutto ai militari dell’arma dopo aver raccolto la testimonianza della 30enne hanno accompagnato la stessa pronto soccorso San Giovanni di Dio

La Sicilia non ha raggiunto la media del 35% di differenziata indicata da Musumeci. Dal primo giugno i rifiuti all’estero. E pagano i Comuni meno virtuosi.

L’estate è prossima. Le discariche sono altrettanto prossime alla saturazione. E il governo regionale medita il trasporto dei rifiuti all’estero. Così scriviamo almeno dal 2013 in poi. Anche adesso, nel maggio del 2018, è allo stesso modo, a testimonianza che, come si toscaneggia a Palermo: “gira, vota e furria, siemu sempri cca”. Però oggi vi è una differenza rispetto al passato, una novità: trasportare i rifiuti fuori dallo stretto di Messina costa, e tanto, ma il conto lo pagheranno solo i Comuni non virtuosi nella raccolta differenziata. Ovviamente i Comuni in senso lato: la maggiore spesa sarà addebitata ai cittadini del Comune non virtuoso, quindi nelle loro bollette della Tari, la tassa sui rifiuti. Nel febbraio scorso, il presidente della Regione ha invocato e ottenuto da Roma poteri speciali per gestire l’emergenza rifiuti in Sicilia. Nello Musumeci ha incontrato il presidente del Consiglio a Roma, e Paolo Gentiloni gentilmente glieli ha concessi. Musumeci ha intrapreso la battaglia contro la differenziata a percentuali dello zero virgola e le discariche al collasso, nell’ambito di un sistema di gestione che nel corso dell’ultimo decennio non ha mai incoraggiato la differenziata foraggiando nel contempo le discariche private e alimentando il presunto business privato dei rifiuti, a danno delle casse pubbliche e delle tasche dei cittadini. Ma come lo zero virgola, se vi sono tanti Comuni che differenziano oltre il 65 e il 70%? Sì, ma influisce poco perché le percentuali di non differenziata sono altrettanto elevate, e quindi poi, calcolando la media, il risultato si attesta sul 20%. Ed ecco perché il dipartimento Acque e Rifiuti della Regione ha deciso di pubblicare il bando per l’invio dei rifiuti fuori dalla Sicilia. Prima della pubblicazione, con un’ordinanza dello scorso 8 marzo, Musumeci ha indicato la media almeno del 35% entro il 31 maggio come la soglia minima di differenziata da raggiungere per scongiurare la spedizione all’estero. Oltre due mesi dopo nulla è mutato, il 35% come media è ancora una chimera, e quindi si procederà a impacchettare i rifiuti e a caricarli o sui camion o sulle navi. Però, ripetiamo il però: dal prossimo primo giugno nelle discariche potrà essere conferito soltanto fino al 70 per cento dell’indifferenziato. I Comuni con maggiori quantità di indifferenziato dovranno inviarle all’estero affidandosi all’impresa che la Regione sceglierà col bando per il quale è stato già emesso l’avviso esplorativo. Tecnicamente, in burocratese: “gli oneri saranno a carico della tassa di smaltimento dei rifiuti localmente applicata”. Tradotto: pagano i cittadini dei Comuni meno differenzianti con bollette Tari più elevate. Quanto? Calcolate che trasportare fuori confine una sola tonnellata di rifiuti già trattati, secco e umido, costa almeno 200 euro.

 

AR Teleacras 

Sindaci, amministratori e dirigenti medici della provincia hanno preso parte oggi pomeriggio, su iniziativa del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, all’incontro periodico, previsto dalla Conferenza dei Sindaci, per la definizione del Piano di rimodulazione della Rete provinciale ospedaliera ad opera della Regione Siciliana. All’incontro era presente il Presidente della Commissione legislativa parlamentare alla salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo e la Dirigente dell’Assessorato Regionale alla Sanità, Lucia Lisacchi. Ad aprire gli interventi è stato il Commissario dell’Asp 1 di Agrigento, Gervasio Venuti che ha relazionato sulla situazione complessiva in relazione alle funzioni ospedaliere e distrettuali del territorio. Presenti in sala i sindaci di: Sciacca, Francesca Valenti; Favara, Anna Alba; Siculiana, Leonardo Lauricella; Caltabellotta, Pippo Segreto; Raffadali, Silvio Cuffaro; Naro, Lillo Cremona; Castrofilippo, Lillo Sferlazza e il Commissario al Comune di Licata, Maria Grazia Brandara. Altri Comuni erano rappresentati da vice sindaci come nel caso di Palma di Montechiaro, Maria Blunda; Ribera, Nicola Inglese; Cammarata, Giuseppe Bastillo e Campobello di Licata, Ennio Ciotta che ha preso la parola anche in qualità di responsabile del Reparto di Cardiologia dell’ospedale di Sciacca. Presenti ancora gli assessori di diversi altri Comuni dell’agrigentino come Canicattì, Menfi e Cattolica Eraclea oltre a primari e dirigenti medici dei vari presidi ospedalieri della provincia. Nei numerosi interventi sono state evidenziate le criticità dei vari territori in materia di sanità e funzionamento di ospedali e guardie mediche ma sono state avanzate anche numerose proposte. “L’incontro di oggi  – ha dichiarato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – è stato un utile confronto sulle condizioni funzionali dei presidi ospedalieri della provincia in vista del nuovo Piano di Rete ospedaliera regionale come l’efficientamento dei pronto soccorso dell’agrigentino, come pure il necessario rafforzamento dei posti letto in alcuni reparti ospedalieri della provincia. Consegneremo all’Assessorato Regionale – ha concluso il sindaco di Agrigento, Firetto – una bozza con le richieste di modifica”. 

“Lillo in un mese ha coperto in volo una distanza superiore a 700 chilometri spingendosi oltre i 2000 metri di altitudine, frequentando i territori delle province di Caltanissetta, Catania, Enna, Palermo e Agrigento. È un ‘giovane’ molto attivo, come dimostrato dalla sua capacità di spostamento e dalla perlustrazione di un vasto territorio”. Lo afferma Massimiliano Di Vittorio (Ecologia Applicata Italia), che da anni monitora e studia la popolazione delle aquile di Bonelli in Sicilia. Lillo appartiene a questa specie di rapaci e il 22 marzo scorso è tornato a volare, libero, nei cieli della Sicilia: a causa delle lesioni traumatiche procurate da un bracconiere, aveva trascorso 18 mesi, tra interventi chirurgici e cure riabilitative, inizialmente nel centro di recupero Cts di Cattolica Eraclea (Ag) e poi nel centro regionale di Recupero Fauna Selvatica Lipu di Ficuzza (Pa), dopo essere stata recuperata a Licata dagli attivisti del Wwf, alla fine di settembre 2016.