Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 62)

34 nuovi casi di positività nel bollettino dell’Asp, ma c’è anche un decesso non ancora contabilizzato.

In degenza ordinaria/subintensiva ci sono 15 (-1) agrigentini. Di questi, 11 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 4 in un ospedale fuori provincia. Sono 6 (+1) i pazienti in Terapia intensiva sempre al presidio ospedaliero riberese.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento: 31 (-5); Aragona: 4 (+1); Burgio: 3 (stabile); Camastra 8 (-6); Cammarata: 8 (+4); Campobello di Licata: 2 (+1); Canicattì: 76 (+5); Casteltermini: 14 (stabile); Cattolica Eraclea: 1 (stabile); Comitini: 4 (stabile); Favara: 16 (stabile); Grotte: 17 (stabile); Licata: 67 (stabile); Menfi: 5 (+4); Naro: 70 (+3); Palma di Montechiaro: 2 (stabile); Porto Empedocle: 5 (-1); Racalmuto: 5 (stabile); Raffadali: 58 (+3); Ravanusa: 5 (stabile); Realmonte: 9 (stabile); Ribera: 13 (+3); San Giovanni Gemini: 11 (+6); Santa Elisabetta: 1 (stabile); Santa Margherita di Belice: 1 (stabile); Sciacca: 22 (-3).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Castrofilippo, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Montallegro, Montevago, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Siculiana, Sambuca di Sicilia, Sant’Angelo Muxaro, Villafranca Sicula.

Sono 8 (dato stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

La Fortitudo basket Agrigento insegue la sesta vittoria consecutiva. Domenica prossima, 28 novembre, alle ore 18, al PalaMoncada, a Porto Empedocle, i biancazzurri giocheranno contro Sant’Antimo, reduce da una vittoria casalinga contro Avellino e dopo aver collezionato quattro vittorie e quattro sconfitte. In proposito, l’allenatore della Fortitudo, Michele Catalani, commenta: “Incontreremo a mio avviso una delle migliori squadre del nostro girone, con un gruppo di livello assoluto e giocatori di grande esperienza. Vogliamo dimostrarci all’altezza, continuando nel nostro percorso di crescita. Sant’Antimo è una squadra talentuosa, il cui inizio di campionato non è stato forse in linea con le aspettative, ma che adesso sta trovando i giusti equilibri, giocando una pallacanestro offensiva di grande qualità. Sarà una partita difficile in cui dovremo gestire il ritmo per non farli correre innescando i loro tiratori, cosa che sanno fare benissimo. Dovremo essere bravi a mettergli un po’ di sabbia negli ingranaggi e ad attaccarli nei loro punti deboli, costringendoli a difendere”.

È il centro storico della memoria e delle ferite sociali quello a cui guida Beniamino Biondi nell’antico quartiere del Rabato, un luogo quasi abbandonato dopo la frana del 1966. Attraverso vicoli e scalinate, con il racconto dell’Ipogeo dell’Acqua Amara e di Terravecchia, tracciando i pregi dell’urbanistica popolare e le condizioni sociali delle vecchie famiglie, fino al cuore del Rabato, si snoda un percorso di antichi giardini tra gli anfratti stretti e sinuosi dei vicoli. È l’immagine della decadenza e delle speranze: desolazione, le macerie e i resti della frana che ha distrutto cortili ed evacuato un intero quartiere, ridotto a un fantasma della memoria tradita, ma che sogna di rinascere, grazie a una nuova lettura e un nuovo apprezzamento da parte del popolo agrigentino. Raccontare i luoghi, per comprendere la storia del “sacco di Agrigento” e delle deviazioni storiche di un pezzo di città estranea al tempo presente.

“L’aver fissato il voto al prossimo 22 gennaio 2022 è senz’altro una buona notizia anche se piuttosto che un’elezione di secondo grado, unica possibile a normativa statale vigente, riteniamo più appropriata e confacente a Enti così nodali come i Liberi Conzorzi e le Città Metropolitane l’elezione diretta dei propri rappresentanti”.
A dichiararlo, l’on Giusi Savarino, portavoce di #DiventeràBellissima, a seguito della diffusione della data per le prossime elezioni nelle ex Province della Regione Siciliana.
“È proprio in quest’ottica – prosegue l’onorevole – che in ARS il nostro gruppo #DiventeràBellissima è firmatario di un disegno di legge voto che vuole abbandonare l’elezione di secondo grado e così restituire il potere di scelta ai cittadini.
Nessuno dimentica di come nel recente passato la sinistra abbia svilito in diretta tv, in una nota trasmissione televisiva condotta da Giletti, l’Istituzione provinciale adducendo frasi fatte più che serie motivazioni e buon senso, creando solo caos.
L’Onorevole conclude: Noi vogliamo restituire dignità alle Province. Vogliamo che Roma ci permetta di ripristinare il voto diretto, perché siamo convinti che sia possibile tagliare i costi della politica senza per questo privare i cittadini della legittima rappresentanza democratica”.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Catania oggi ha sospeso altri 10 medici che rifiutano la vaccinazione anti-COVID. La procedura segue quella intrapresa poche settimane fa, quando l’OMCeO era stato costretto ad adottare la stessa disposizione nei confronti di 4 camici bianchi della nostra provincia.

«A questo provvedimento, di certo poco piacevole – ha dichiarato il presidente dell’Ordine etneo Igo La Mantia – si aggiunge però una buona notizia: la revoca di sospensione di due medici iscritti al nostro Ordine che hanno deciso di intraprendere il percorso della vaccinazione. Ancora non si riesce a comprendere perché alcuni colleghi si ostinino a voler proseguire la strada NO-vax, insensibili ai progressi della scienza e alla situazione emergenziale che continua purtroppo a progredire». Le procedure adottate dall’Ordine etneo si sommano a quelle già disposte nel resto d’Italia. La Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che riceve via via il flusso dagli Ordini provinciali, ha reso noto i dati aggiornati. Su 106 totali, sono 84 gli Ordini che hanno comunicato almeno una sospensione. Sospensioni che, sinora, sono state 2365, delle quali 598 revocate per avvenuta vaccinazione. Rimangono sospesi, attualmente, 1767 professionisti su 468000 iscritti agli albi dei medici e degli odontoiatri.

Tutto questo, contemporaneamente al consueto aggiornamento quotidiano fornito dal bollettino del Ministero della Salute, che evidenzia un ulteriore aumento dei contagi da Covid in Sicilia. Nell’Isola, infatti, nelle ultime 24 ore sono state diagnosticate 655 infezioni da SARS-CoV-2 (a fronte di 28.753 tamponi processati dal sistema sanitario regionale) e sono state comunicate purtroppo altre 5 vittime del Covid. Ieri i nuovi casi erano stati 690 (su 26.385 tamponi) e le vittime 6. La Sicilia è all’ottavo posto in Italia per incremento dei nuovi casi dopo Lombardia (2.302), Veneto (2.066), Emilia-Romagna (1.307), Lazio (1.276), Campania (1.110), Friuli-Venezia Giulia (845) e Piemonte (780).

Con bando ritualmente pubblicato, il Comune di Roma indiceva un concorso pubblico per il conferimento di 1050 posti in diversi profili professionali, tra cui 250 per il ruolo di Istruttore Amministrativo.

La sig.ra L. P., giornalista cinquantenne siciliana, partecipava alla menzionata procedura concorsuale per il profilo di Istruttore amministrativo, svolgendo, nel luglio di quest’anno, la prova unica del predetto concorso, consistente in un test a risposta multipla.

Il giorno stesso dello svolgimento del questionario, l’Ente organizzatore della procedura concorsuale (il Formez PA) comunicava alla sig.ra L. P. l’esito negativo della prova, avendo la stessa ottenuto un punteggio (pt. 20,85) che non le consentiva, per l’errore relativo ad una sola domanda, di raggiungere il minimo prefissato (pt. 21) al fine di vedersi inserita tra gli idonei alla prova e, di conseguenza, nella relativa graduatoria concorsuale.

A questo punto, la sig.ra L.P., dapprima, segnalava all’Ente organizzatore l’estraneità di una domanda (la n. 21) rispetto alle materie indicate dal bando di concorso e, successivamente, presentava rituale richiesta di accesso agli atti al fine di conoscere (anche) i provvedimenti presupposti alla formulazione ed alla convalida della suddetta domanda n. 21.

In mancanza di qualsivoglia riscontro concreto ai predetti atti, la sig.ra L.P., proponeva ricorso davanti al TAR Lazio, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Gatto, per l’annullamento (previa sospensione) dell’elenco dei candidati risultati idonei alla prova, nella parte in cui non vi risultava inclusa la ricorrente.

In particolare, gli Avvocati Rubino e Gatto sostenevano l’illegittimità dell’esclusione della sig.ra L.P., in quanto, come accennato, una delle domande sottoposte dall’Amministrazione, la n. 21, risultava estranea alle materie indicate dal bando, riguardando un segmento del diritto penale (relativo ai delitti contro la fede pubblica) non ricompreso – come, ad esempio, i reati contro la Pubblica Amministrazione – tra le materie oggetto di prova.

Secondo quanto sostenuto dai legali della sig.ra L.P., dunque, l’Amministrazione non avrebbe potuto sottoporre ai candidati la suddetta domanda in quanto inerente al reato del c.d. “falso nummario” (di cui all’art. 453 c.p.), che fuoriesce dallo studio del diritto penale (dei reati contro la Pubblica Amministrazione) richiesto per il concorso in questione.

Con ordinanza, il TAR Roma, condividendo le tesi degli Avvocati Rubino e Gatto, ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla sig.ra L. P., ordinando al Comune di Roma di riesaminare, nel termine di trenta giorni, l’elaborato della signora L. P., alla luce dell’accertata estraneità della domanda n. 21.

Per effetto della suddetta pronuncia, il Comune di Roma dovrà, dunque, includere la sig.ra L.P. nell’elenco dei candidati risultati idonei al concorso per istruttore Amministrativo del comune di Roma.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto due condanne ad altrettanti imputati di essere parte di una banda che avrebbe commesso una ventina di furti in abitazioni, in particolare villette, tra Agrigento e immediati dintorni. Sono stati condannati a 7 anni e 3 mesi di carcere Lasio Radosavljevic, alias Lasio Lucan, dell’ex Jugoslavia, 35 anni, e a 3 anni e 6 mesi di reclusione Lasio Rac, 59 anni, serbo. Altri tre imputati non hanno scelto riti alternativi e saranno giudicati in ordinario. Si tratta dei romeni Daniel Lucan, 30 anni, Ciprian Lucan, 38 anni, e poi Sasa Radosavljevic, 24 anni, dell’ex Jugoslavia, tutti residenti ad Agrigento. Sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere, e furti in abitazioni in concorso.

“Dopo tutte le sollecitazioni fatte per il miglioramento dell’offerta sanitaria a Sciacca, apprendo con soddisfazione che il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento Mario Zappia ha avviato gli atti propedeutici necessari per l’attivazione dell’Hospice. L’apertura di un ambulatorio di cure palliative all’ospedale Giovanni Paolo II garantirà un miglioramento dei servizi nel Distretto sanitario di Sciacca e contribuirà a ridurre gli accessi al Pronto soccorso, dove si spera al più presto possa arrivare altro personale medico e sanitario”.

Lo scrive in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars  Margherita La Rocca Ruvolo.

Un soprintendente della Polizia penitenziaria, in servizio nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento e prossimo alla pensione, è stato soccorso in ospedale, al “San Giovanni di Dio”. E’ stato aggredito e picchiato violentemente da un detenuto italiano di 30 anni. Gli sono stati diagnosticati traumi e ferite con prognosi di 10 giorni. Il detenuto avrebbe chiesto il permesso per effettuare una telefonata. La richiesta è stata accordata, ma lui, anziché telefonare, ha indugiato. Il soprintendente lo ha richiamato e lui gli si è scagliato contro. Condanna e solidarietà da parte delle organizzazioni sindacali di categoria.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì, coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio, e dal sostituto procuratore Giulia Sbocchia, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a tre indagati che avrebbero perpetrato una maxi truffa a danno di circa 160 persone, raggirate per ottenere un posto di lavoro nell’ambito della costruzione di una fantomatica base militare della Difesa, dietro il pagamento di una tangente “mascherata” da un contributo spese. I tre avrebbero utilizzato abusivamente nomi, simboli e carta intestata del Ministero della Difesa, distribuendo finanche falsi tesserini identificativi. Le indagini proseguono per identificare altri eventuali complici e vittime della truffa.