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Dopo l’incidente, per cause ancora da accertare, che ha provocato l’affondamento lunedì scorso di un peschereccio a Porto Empedocle, al molo Crispi, adesso un altro incidente è accaduto nel porto di Licata dove il peschereccio “Odissea” ha urtato contro la banchina, l’impatto ha provocato una falla, ed è colato a picco. La causa del sinistro sarebbe stata un guasto tecnico che ha bloccato il cambio.

Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha firmato il provvedimento disponendo il “carcere duro” nei confronti di Antonio Massimino, 51 anni, considerato il boss di Agrigento. 

Antonio Massimino, già coinvolto e condannato nell’operazione antimafia San Calogero, è stato nuovamente arrestato nel febbraio scorso dopo esser stato sorpreso in casa con armi e munizioni oltre ad essere la figura principale dell’inchiesta della Dia “Kerkent”.

La decisione viene dopo una serie di pareri ed elementi investigativi in cui emergerebbe la capacità di Massimino di continuare a dialogare e impartire ordine dal carcere. Attualmente si trova a Terni.

La sezione giurisdizionale di appello della Corte dei conti ha confermato la sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex sindaco di Porto Empedocle (Ag), attuale primo cittadino di Agrigento, Calogero Firetto e dell’ex responsabile dei servizi finanziari Salvatore Alesci, ai quali si contestava un danno erariale di circa 3 milioni di euro per avere utilizzato in maniera indebita alcuni fondi: anticipazioni di liquidità – ottenute dalla Cassa Depositi e Prestiti nell’anno 2014 – per far fronte a spese correnti del Comune di Porto Empedocle contravvenendo all’obbligo legale della destinazione dei fondi ricevuti.
Quei soldi, stando all’accusa, sarebbero stati utilizzati per finalità diverse rispetto a quelle previste. La tesi, già bocciata, nell’ottobre dell’anno scorso nel processo di primo grado, è stata ribadita dalla sezione giurisdizionale di appello che, inoltre, ha pure escluso qualsiasi responsabilità fra le condotte di Firetto e Alesci e la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Porto Empedocle formalizzata dal Consiglio il 12 ottobre del 2016.
“Due anni di contestazioni paradossali su un ipotetico danno erariale, sforamento del patto di stabilità, con suggestivi titoli di stampa ‘bilanci gonfiati’, ‘drogavano i bilanci’. Ci sarebbe molto da dire. Lascio invece parlare le sentenze che sono chiare, nette!”, ha commentato Firetto. 

Fonte ANSA

Nella giornata di ieri si sono concluse le operazioni a tutela dell’ambiente marino e di messa in sicurezza del motopesca “Maria Lorena” che lunedi’ e’ affondato nel porto di Porto Empedocle.

L’incidente e’ avvenuto accanto al molo Crispi per cause ancora da accertare. In seguito all’affondamento dell’imbarcazione si e’ verificata una fuoriuscita di combustibile. E’ stata creata una cornice di panne assorbenti che ha circoscritto l’intera imbarcazione delimitando l’area oggetto di interesse.

Sono intervenuti i militari appartenenti al 3 Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina che con l’installazione di alcuni cunei hanno sigillato ermeticamente le fuoriuscite di materiale inquinante.

Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch, andava arrestata perché “i titoli di reato consentivano l’arresto, esisteva lo stato di flagranza e venivano rispettati i termini di legge”. Non solo. Nel provvedimento del gip che ha scarcerato la giovane capitana “si rileva il vizio di violazione di legge e la mancanza di motivazione, in quanto l’ordinanza impugnata non ha valutato correttamente i presupposti della misura pre-cautelare adottata nelle forme con le quali è chiamata a farlo, procedendo all’erronea non convalida dell’arresto in questione”.

Parole dure, quelle usate dai magistrati della Procura di Agrigento nel ricorso per Cassazione alla scarcerazione della capitana tedesca, che di recente ha lasciato l’Italia per tornate in Germania. Lo scorso 29 giugno Carola Rackete era stata arrestata per resistenza e violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione, dopo avere disobbedito agli ordini della Guardia di Finanza di attraccare al porto di Lampedusa. Dopo tre giorni il Gip di Agrigento Alessandra Vella aveva deciso la scarcerazione della giovane donna. Una decisione duramente criticata anche dal vicepremier Matteo Salvini che sui social l’aveva attaccata. Il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio nel ricorso per Cassazione, di cui è in possesso l’Adnkronos, non risparmia le critiche sul provvedimento del gip.

I pm parlano di una “conclusione contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata”. Secondo i pm, il gip nella sua ordinanza del 2 luglio “avrebbe dovuto verificare se rispetto alla condotta contestata” alla comandante “il dovere di soccorso invocato potesse avere efficacia scriminante”. Il gip, per la Procura, “si è limitato ad affermare tout court che legittimamente Carola Rackete avesse agito poiché spinta dal dovere di soccorrere i migranti. L’impostazione offerta dl gip – scrivono i pm – sembra banalizzare gli interessi giuridici coinvolti nella vicenda e non appare condivisibile la valutazione semplicistica offerta dal giudicante”. Per la Procura la scarcerazione “è errata in ragione della tipologia di controllo che egli è chiamato ad effettuare in sede di valutazione di legittimità dell’arresto in flagranza operato dalla Polizia giudiziaria”.Nel corpo motivazionale dell’ordinanza impugnata – dice la Procura – il Giudice ha ritenuto di non convalidare l’arresto, senza però nulla argomentare né sulla ragionevolezza dello stesso né sulla manifesta configurabilità della causa di giustificazione invocata, giungendo ad emettere un provvedimento di non convalida di arresto del tutto assente di motivazione sul punto”.

La Procura torna anche sul punto della motovedetta della Guardia di Finanza con cui c’è stato un contatto sulla banchina. La questione è se l’imbarcazione si possa considerare ‘nave da guerra’ o no. Secondo il gip Vella non è una nave da guerra. Diversa l’interpretazione della Procura di Agrigento.

“Nel caso di specie – scrive il Procuratore di Agrigento – la motovedetta V808 della Gdf è iscritta nel naviglio militare dello Stato, reca le insegne militari e del Corpo di appartenenza, il comandante è un maresciallo ordinario della Gdf e riveste lo status militare al pari di tutti gli appartenenti al corpo, è armata con dispositivi di armamenti individuali e di reparto di tipo militare”. Ecco perché “si ritiene, contrariamente a quanto affermato dal gip, che la motovedetta si da qualificare come nave da guerra”. 

Al Comune di Agrigento si è riunita la Commissione consiliare d’indagine sui debiti fuori bilancio per l’elezione del Presidente e del Vice. La Commissione ha eletto il Presidente nella persona del consigliere comunale Pasquale Spataro. Lo stesso Spataro afferma: “Ringrazio i componenti della commissione che mi hanno affidato la guida dell’organo consiliare. Si tratta di un onore ma, soprattutto, di un grande onere in ragione delle grandi aspettative che si ripongono sui lavori di questa commissione, malgrado i tempi siano assai stretti, appena due mesi dall’insediamento. Con la mia guida la commissione non punterà il dito nei confronti di nessuno, ma si aprirà un’indagine rigorosa in ordine alle ragioni che alimentano l’istituto dei debiti fuori bilancio. L’obiettivo primario sarà quello di confrontarsi con gli uffici ed individuare delle valide soluzioni che possano produrre la contrazione dei debiti fuori bilancio al fine di evitare pericolosi squilibri di bilancio, ed investire i risparmi di spesa nella manutenzione straordinaria del manto stradale comunale anziché pagare migliaia di euro di spese legali. Si potrebbe ipotizzare un ufficio di conciliazione costituito da diverse unità degli uffici comunali, con il chiaro intento di prevenire contenziosi ed arrivare a possibili transazioni con i cittadini, previa una valutazione oggettiva dei fatti contestati. Le considerazioni diverse da quelle fin qui fatte risultano stucchevoli e frutto dell’incapacità di confrontarsi in un clima sereno per il raggiungimento di un interesse comune e collettivo. Anche queste persone avranno le risposte che la città chiede a gran voce, ma senza strillare, ponendo invece l’attenzione sul merito delle questioni, sullo studio analitico dei problemi e sull’individuazione di soluzioni compatibili con il tessuto normativo, regolamentare e contabile”.

E’ già attivo il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade provinciali ed ex consortili di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e limitrofe ad aree boscate, un’attività avviata da diversi anni in estate dall’Ufficio Provinciale di Protezione Civile in  sinergia con le istituzioni competenti in prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. L’Ufficio di Protezione Civile, sotto la guida del funzionario responsabile dr. Marzio Tuttolomondo, ha attivato tre associazioni di volontariato, iscritte nel registro di Protezione Civile e coordinate dallo stesso Ufficio, con due volontari per ciascuna postazione dinamica a garantire, per otto ore giornaliere (dalle ore 12.00 alle ore 20.00),  la vigilanza e l’avvistamento dei focolai di incendio in seguito all’emissione del bollettino di allerta incendi “alta” del Centro Funzionale della Regione Siciliana.

Il servizio, la cui attivazione è stata comunicata alla Prefettura, al Comando dei Vigili del Fuoco, all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile ed ai Sindaci dei Comuni interessati. si concluderà il 31 agosto prossimo.

Le associazioni coinvolte sono:  I Falchi di Palma di Montechiaro (territori di Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Ravanusa e Camastra), Sicilia Soccorso di San Giovanni Gemini (Cammarata e S.Stefano di Quisquina) e Vigili del Fuoco in congedo di Sciacca (Sambuca di Sicilia, S. Margherita Belice e Montevago).

L’attività di vigilanza è invece effettuata direttamente dal personale del Libero Consorzio sulle strade provinciali nei Comuni di Grotte, Racalmuto, Casteltermini, Calamonaci, Lucca Sicula, Ribera, Cattolica Eraclea, Siculiana e Montallegro.

    

L’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Aragona, Stefania Di Giacomo Pepe, rende partecipe la cittadinanza dell’iniziativa “UNA SPIAGGIA PER TUTTI” promossa dal Rotary Club Agrigento, nella persona del suo presidente Tommaso Scribani. L’assessore Di Giacomo afferma: “L’iniziativa “Una spiaggia per tutti” mi è stata comunicata dall’Avvocato Fabrizio Caltagirone, fresco di nomina quale Presidente Rotary Club Aragona Colli Sicani, al quale va il mio augurio di un Anno Rotariano ricco di soddisfazioni e successi così come l’uscente Avvocato Vincenzo Mula, che ringrazio per il grande lavoro profuso e per la grande collaborazione avuta con la nostra Amministrazione Comunale, presieduta dal Sindaco Giuseppe Pendolino”. Si tratta senza dubbio di un’iniziativa lodevole, volta a garantire alle persone con disabilità la possibilità di fruire di una spiaggia libera in località San Leone. Grazie a questa iniziativa, le persone con disabiltà avranno la possibilità, non solo di poter frequentare la spiaggia, ma di poter godere di una attività natatoria a mare con un’assistenza specializzata grazie all’accordo con la Federazione Italiana Nuoto Paraolimpico e di usufruire di tutti i servizi messi a disposizione del lido balneare Holiday Park. Il Rotary Club Agrigento e l’Associazione delle famiglie disabili Nuove Ali di Agrigento sono gli esclusivi finanziatori del progetto. Il Presidente del Club Tommaso Scribani afferma: “I nostri concittadini con disabilità a causa della loro condizione non devono vedere limitata la possibilità di disporre in piena autonomia e libertà del loro tempo libero e del loro diritto allo svolgimento delle attività ludiche e ricreative. Questa iniziativa si prefigge di garantire ai disabili la possibilità di trascorrere a titolo gratuito le giornate a mare in pieno relax e di svolgere attività ricreative con un servizio svolto da tecnici indicati dalla Federazione. Verranno forniti gratuitamente, oltre l’assistenza specializzata, anche ombrelloni e sdraio riservati alle famiglie dei soggetti disabili. La speciale sedia a rotelle “Jobs” permetterà ai soggetti fruitori del servizio di entrare direttamente in acqua comodamente seduti. La finalità di tale progetto è quella di migliorare la fruibilità, l’autonomia, l’integrazione e la partecipazione sociale dei soggetti con disabilità, nonché quella di migliorare sia il benessere bio-psico-sociale che l’autostima”.

Ad Agrigento al Monastero Santo Spirito oggi una giornata multi-disciplinare di studi intitolata “Architettura e ambiente costruito”. Partecipano, tra gli altri, diversi docenti molti dei quali saranno impegnati il prossimo anno accademico 2019/2020 ad Agrigento nel nuovo Corso di laurea in Architettura e ambiente costruito. L’iscrizione alla prova di ammissione al Corso di laurea in Architettura e ambiente costruito con sede ad Agrigento scade domani giovedì 25 luglio. Il bando è scaricabile dal sito internet Unipa, dell’Università di Palermo.