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Con propria ordinanza  nr. 57 del 21/11/2018, il Sindaco Giuseppe Galanti, ha approvato l’integrazione del Piano Comunale di Protezione Civile redatto dall’Ufficio di Coordinamento di P.C  del Comune adottato con provvedimento Sindacale n° 370 del 29/09/1999.

         La modifica consiste nell’aggiunta di nuove vie di fuga da dover utilizzare  in casi di  emergenza di Protezione Civile.

         I nuovi percorsi individuati  dal personale competente dell’ufficio comunale di P.C. Sono i seguenti:

  • Viale Martiri della Libertà, nel tratto compreso tra il viale Caduti in Guerra e la S.S. 115;
  • Via Torregrossa, nel tratto compreso tra la via Campobello e la S.S. 115;
  • Via Filippo Re Grillo, nel tratto compreso tra la via Palma e la S.P. 67;
  • Strada Comunale Licata – Camera nel tratto compreso tra il viale Europa e la S.P. 11.

Sono 350 gli episodi di abbandono di rifiuti registrati dalle telecamere piazzate dai carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento: la maggior parte di loro sono privati cittadini ma – almeno 40 di loro – sono titolari di enti e società che gravitano in provincia. Per loro è scattata una denuncia all’autorità giudiziaria.

E’ questo il bilancio della maxi operazione condotta dai militari agrigentini contro il sempre più diffuso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Per gli episodi relativi ad abbandono di rifiuti non pericolosi, è scattata una sanzione amministrativa di 600,00 euro, per un totale complessivo accertato di 210 mila euro di multe, mentre per l’abbandono di rifiuti pericolosi, è scattata la sanzione amministrativa di 1.200 euro, per un totale complessivo accertato di oltre 10.000 euro.

Tra i materiali abbandonati, in particolare, i Carabinieri hanno rinvenuto amianto, solventi chimici ed organici, olii minerali, parti di autoveicoli, prodotti sanitari usati, prodotti per la verniciatura e lattoneria,  pneumatici fuori uso etc. .

I particolari dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.00 odierne presso il Comando Provinciale Carabinieri Agrigento.

La Funzione Pubblica C.G.I.L. di Agrigento in data odierna ha provveduto all’invio di una nota, indirizzata al Commissario Straordinario e alla Segretaria/Direttrice Generale dell’Ente, con la quale lamenta la poca attenzione da parte dei vertici dell’Ente sulla problematica che interessa i circa centotrenta dipendenti con Contratto a Tempo Determinato attualmente in servizio.

 

Il Coordinatore Provinciale Enti Locali, Pietro Aquilino, con la predetta nota lamenta che nonostante la Norma Regionale e Nazionale, attualmente vigente, agevola il percorso della trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato del personale precario attualmente in servizio presso gli enti locali, dopo le ripetute richieste di attivazione delle procedure di “Stabilizzazione”, avanzate, dalla scrivente Organizzazione Sindacale, durante lo svolgimento di precedenti incontri ufficiali, con la parte pubblica e non ultima la nota del 14/11/2018 con la quale è stato chiesto apposito incontro per discutere sull’argomento, non è mai stata avviata alcuna procedura in tal senso;

 

Considerato che, la data ultima utile, per l’attivazione delle predette procedure è il 31/12/2018, la Funzione Pubblica CGIL nell’interesse supremo di tutti i lavoratori coinvolti, invita l’Ente a provvedere immediatamente alla stesura di tutti gli Atti propedeutici all’avvio della procedura di trasformazione dei contratti da Tempo Determinato a Tempo Indeterminato, avvertendo che in mancanza di positivo riscontro entro i termini stabiliti per Legge, dalla ricezione della missiva, l’O.S. si riserva di attivare tutte le forme di lotta opportune per tutelare i diritti dei lavoratori.  

La Uil di Agrigento interviene con Gero Acquisto e Nino Stella dopo che si è perpetrata una grave ingiustizia, tra l’altro illegittima, nei confronti dei 23 operatori dell’igiene ambientale di Lampedusa, licenziati da giorno 16 novembre con modalità che non rispettano nessuna normativa o contratto previsto dalle leggi della repubblica, nella fattispecie la legge regionale 9/2010.

“E’ un vulnus che va ripreso con tempestività, non si può agire in questo modo e licenziare il personale in servizio con modalità  non previsti dai contratti collettivi di lavoro.

Abbiamo già chiesto un incontro urgente al Prefetto, all’Assessorato regionale e al dipartimento per la reintegra degli stessi lavoratori, è chiaro che azioneremo tutti gli strumenti di garanzia previsti dall’ordinamento giuridico per il rientro degli stessi operatori in servizio.

Abbiamo riscontrato, dopo l’incontro alla Srr di Agrigento dove si era discusso alla presenza del Sindaco di Lampedusa, l’Ati e le organizzazioni sindacali sul mantenimento e la garanzia dei livelli occupazionali, dopo che l’amministrazione comunale ha presentato un computo metrico diverso da quello aggiudicato, con una riduzione di personale pari a 8 unità che avevamo già denunciato, oltre a circa 4 mesi e mezzo di stipendi pregressi, un cambio di passo assolutamente ingiustificato, illegittimo e inaccettabile.

A seguito di una prima ordinanza sindacale contingibile e urgente, la stessa amministrazione ordinava al nuovo raggruppamento di imprese aggiudicatarie del nuovo appalto di effettuare il servizio con sole 5 unità  ,mentre nella seconda ordinanza della stessa natura aumentava il numero dei lavoratori a 7 unità.

Ebbene da giorno 16 novembre sono stati licenziati i 23 operatori ecologici in servizio nel cantiere di Lampedusa e contestualmente le imprese hanno assunto 7 operatori ex novo, un’azione ingiustificata e chiaramente illegittima che abbiamo subito contestato nelle sedi opportune.

Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di impugnare i licenziamenti perché illegittimi e cercare di tutelare i lavoratori a oggi licenziati.

In attesa di sviluppi, con un contratto che l’amministrazione comunale deve ancora firmare per la gestione dei rifiuti a quel “nuovo” Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalle stesse tre ditte uscenti associate ad altre tre, ed in attesta di sapere se e quanti tra i lavoratori oggi licenziati verranno assunti successivamente, a Lampedusa si registra una depressione occupazionale di sensibile peso.In estrema  sintesi potrebbe sembrare che gli operatori ecologici sono stati licenziati perché non si accollavano in assoluto silenzio di non ricevere il salario. I lavoratori licenziati hanno ricevuto altra e nuova rassicurazione da parte del Comune che verranno certamente riassunti con il nuovo raggruppamento di imprese per il nuovo contratto. Intanto, sull’isola ci sono cinque loro colleghi che svolgeranno il servizio di raccolta rifiuti al loro posto. Di Lampedusa quindi si può fare tutto,nel silenzio assoluto delle autorità,pronte e presenti solo nei momenti “solenni” delle foto con i “potenti” l’arrivo del Papa,le promesse di Berlusconi:  un casinò, un campo da golf, una scuola, un ospedale,moratoria fiscale.Per non parlare dei leader internazionali di destra di centro di sinistra. Vescovi ed Eminenze.                  

Allo spegnersi delle luci  i giornalisti si imbarcano velocemente sul primo volo per il nord,le Eminenze ritornano nelle loro cattedrali,i politici nei loro salotti.Alle prime luci dell’alba, ritorna il grigiore di un’isola dove il lavoro è un “fatto secondario”, dove ognuno si occupa delle proprie cose,dove permane la disperazione di onesti lavoratori operatori ecologici.

E’ finito ufficialmente oggi, il periodo di “tolleranza” che era stato concesso ai cittadini agrigentini che ormai dai primi di marzo, effettuano la raccolta differenziata.

Da questa mattina infatti, gli operatori ecologici, hanno iniziato a non raccogliere i rifiuti conferiti in maniera non conforme. In sostanza, devono essere seguite tutte le indicazioni contenute nelle brouchure informative date agli utenti al momento della consegna dei mastelli. La spazzatura deve essere esposta negli orari fissati nei mastelli del colore assegnato al tipo di rifiuto, giallo per la plastica, verde per il vetro, marrone per l’organico, grigio per il secco residuo e blu per carta e cartone. Fondamentale anche come i rifiuti vengono messi nei mastelli e cioè in sacchetti della giusta tipologia, plastica per la plastica, biocompostabile per l’organico, di carta per carta e cartone (per cui si può lasciare anche il rifiuto sfuso nel mastello blu) mentre il vetro deve essere lasciato assolutamente sfuso dentro il mastello verde.

Il risultato è stato che in diverse zone della città, i cittadini hanno ritrovato i rifiuti non conformi, esattamente dove li avevano lasciati. Purtroppo, fino al pomeriggio, è stato preso atto, che in molti non avevano riportato in casa carta e cartone e in alcuni casi anche umido, lasciando il tutto davanti ai portoni, sui marciapiedi o addirittura lungo le strade di accesso.

“Questa decisione – spiegano dalle imprese – è stata presa sia perchè sono ormai passati quasi 9 mesi dall’avvio del porta a porta, sia perchè il Comune ci ricorda spesso e volentieri di non fare deroghe ed eccezioni per chi non differenzia nella maniera più corretta. Lanciamo un appello a tutti gli agrigentini ad attenersi a quelle che sono le norme per una giusta raccolta differenziata lasciando la spazzatura dentro i mastelli negli orari fissati dai regolamenti comunali, con i sacchetti appropriati e senza mischiare i rifiuti in nessun modo”.  Già questo pomeriggio l’Iseda ha provveduto ad inviare a tutti gli uffici competenti del Comune, le segnalazioni di tutti gli indirizzi dove sono stati rinvenuti e non raccolti, rifiuti non conformi.

Intanto questa mattina, i sindacati di categoria degli operatori ecologici di Cgil, Cisl e Uil, hanno revocato le due ore di assemblea precedentemente indette.

Il gruppo dirigente, i lavoratori ed i collaboratori di Girgenti Acque S.p.A. manifestano la propria solidarietà nei confronti del Presidente Marco Campione che ha sempre dimostrato – anche nel difficile momento che lo ha portato alla scelta di rassegnare le proprie dimissioni – grande rispetto nei confronti delle regole e delle Istituzioni.

E’ doveroso rivendicare l’integrità morale e professionale di Marco Campione e di tutti coloro che incessantemente hanno prestato e continuano a prestare quotidianamente, con abnegazione, professionalità e trasparenza, la loro opera nello svolgimento di un servizio pubblico essenziale a favore della collettività.

L’esperienza e la competenza, acquisite e sviluppate in questi anni di gestione dal personale della  Società (ognuno con la propria funzione), non devono essere vanificate in quanto costituiscono un patrimonio professionale indispensabile per la gestione del servizio idrico integrato a beneficio della collettività della Provincia di Agrigento.

 

Le difficoltà economiche con le quali la Regione Siciliana deve combattere quotidianamente non consentono alle Province e alle Città Metropolitane il normale esercizio delle loro funzioni basilari, determinando una situazione di predissesto, che purtroppo, senza un adeguato sostegno obbligherà a dichiararne il dissesto. Tali Istituzioni non sono in grado di approvare i bilanci per l’impossibilità di assicurarne il pareggio finanziario.

 

Tra le cause principali della grave situazione finanziaria si registrano: la drastica riduzione o, in alcuni casi, l’azzeramento dei trasferimenti statali; il prelievo forzoso operato dallo Stato attraverso il contributo di finanza pubblica e, in particolare, nell’incremento annuale per il periodo 2015-2017 previsto dai commi 418 e 419 dell’art. 1 della legge di stabilità n. 190/2014 (a carico di tutti gli enti area vasta: 1 miliardo di euro per il 2015, 2 per il 2016 e 3 per il 2017).

 

Ho inviato una lettera al Ministro Salvini, con la quale il Governo Regionale ha chiesto a quello nazionale e al Parlamento lo sforzo di farsi carico nella finanziaria dei bisogni dei territori e di restituire alle Città Metropolitane e alle Province la possibilità di assolvere i compiti istituzionali loro assegnati. Dal punto di vista finanziario occorre intervenire sul prelievo forzoso, che ha comportato un danno per gli Enti, in quanto ha sottratto risorse provenienti dalla propria potestà, determinando l’impossibilità di una programmazione annuale e pluriennale”. Cosi dichiara l’Assessore Regionale autonomie locali e della funzione pubblica, on. Bernardette Grasso.


Le richieste al Governo Nazionale riguardano anche interventi in materia di: incremento annuale dello stanziamento a regime da parte dello Stato a favore di tutte le Città Metropolitane e delle Province della Regione Sicilia; di assegnazione straordinaria di fondi e risorse per la manutenzione della viabilità provinciale e la sicurezza dei ponti,viadotti e gallerie di competenza delle Città Metropolitane e delle Province siciliane; di assegnazione di risorse straordinarie per la manutenzione, gestione e messa in sicurezza delle scuole superiori aumentando lo stanziamento di 1,5 miliardi insufficienti per tutto il territorio nazionale; lo snellimento delle procedure di utilizzazione dei fondi comunitari e nazionali attraverso l’assegnazione diretta ai singoli enti titolari delle opere pubbliche; il potenziamento delle strutture tecniche, concedendo agli enti locali la possibilità di assumere figure specialistiche anche in deroga ai divieti di assunzione;

 

In finanziaria, ci sono emendamenti presentati dal Gruppo di Forza Italia che necessitano di essere approvati. Ho anche presentato una norma sulla rc auto. È fondamentale però che si istituisca un tavolo tecnico – conclude l’Assessore Grasso – nel quale il Governo nazionale prenda atto della situazione in cui versa la Sicilia e risponda alle nostre istanze. Auspico che si faccia carico dei bisogni territoriali per evitare il progressivo isolamento delle aree interne, l’inesorabile deteriorarsi del patrimonio pubblico locale,il consolidarsi della distanza tra cittadini ed istituzioni locali, l’indebolimento del tessuto economico e produttivo che in assenza di investimenti pubblici non potrà che aggravare la situazione di crisi finanziaria”.

E’ morto ad Agrigento l’ingegnere Domenico Rubino, stimato professionista, di umanità e carattere apprezzati e da sempre riconosciuti, padre dell’avvocato amministrativista Girolamo “Gigi” Rubino. I funerali oggi lunedì 26 novembre ad Agrigento, nella chiesa di San Vito (Santissimo Crocifisso), ore 15:30. A Gigi, alle famiglie Rubino e Terrazzino, sentite condoglianze da parte dello staff e degli editori di Sicilia24h.

Le stradine strette e solitarie si intrecciano in un dedalo infinito di cortili e vicoli, inerpicandosi su per il colle della piccola frazione agrigentina, precisamente Giardina Gallotti, una località di poche case ove di giorno, come se il tempo si fosse fermato, dalle finestre delle cucine poste al piano terra si sente ancora un intenso profumo di sugo di pomodoro e basilico misto a quello di una frittura che sfrigola allegra sui fornelli.

Si trova una trattoria dall’atmosfera unica, rustica ed elegante. La cucina è rigorosamente tipica del territorio, attenta alle stagioni. Un locale accogliente a denominazione di origine siciliana: a darvi il benvenuto Mimmo, ai fornelli invece Angela, la moglie, che sa consigliare un percorso gustoso fra rivisitazione e tradizione.

“Da Mimmo” non si trova solo un’ottima cucina ma vi è anche una prelibatissima pizzeria dall’impasto soffice a lievitazione naturale con condimenti sempre freschi e di ottima qualità.

Le pietanze proposte “da Mimmo” riescono a solleticare anche i palati più esigenti trasportandoli, con il loro connubio di sapori, in una dimensione surreale che riesce a soddisfare ogni tipo di piacere.

La caponata risulta essere una vera goduria, che contiene tutta la freschezza della nostra terra. Il “maccu di favi” vi farà fare un salto nel passato proprio come se fosse la vostra nonna a cucinare e poi non possono mancare i sapori e le prelibatezze di una volta come la trippa, la cotenna e le lumache e ancora primi e secondi piatti in grado di farvi assaporare con semplicità gusti e sapori ormai scordati

Le portate sono molto abbondanti dai prezzi contenuti.

Per info e prenotazioni 0922 410186

In allegato alcune foto