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“Il Regno Unito ha lanciato l’allarme su una nuova forma di Covid che sarebbe il risultato di una mutazione del virus. Come Governo abbiamo il dovere di proteggere gli italiani, per questa ragione, dopo aver avvisato il Governo inglese, con il ministero della Salute stiamo per firmare il provvedimento per sospendere i voli con la Gran Bretagna.
La nostra priorità è tutelare l’Italia e i nostri connazionali”. Così, in un post su Facebook, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Sono le prime ore di approfondimento, quello che sappiamo è che il virus è più veloce nel propagarsi e non sembra fare maggiori danni, ma è chiaro che produce più contagiati. Sembrerebbe che i vaccini in fase terminale possano funzionare egualmente su questa variante, ma sono informazioni che dobbiamo rendere più solide”, ha detto da parte sua Così Roberto Speranza, ministro della Salute, ospite a ‘Mezz’ora in più” su Rai3.

Ieri, Konsumer Italia ha voluto premiare 4 volontari dell’associazione per essersi particolarmente distinti nella difesa dei diritti dei consumatori.

La premiazione ha interessato anche la regione Sicilia, nella persona del nostro vice Presidente regionale e coordinatore di Agrigento, l’avv. Giuseppe Di Miceli.
“Per noi è un grande riconoscimento – dichiara il Presidente regionale di Konsumer in Sicilia, l’avv. Giancarlo Pocorobba – perché è il giusto riconoscimento ad un gruppo che ha saputo, in soli 4 anni, diventare punto di riferimento non soltanto a livello regionale ma anche nazionale. La Sicilia, per Konsumer, si conferma una regione all’avanguardia: questo premio, che segue la personale elezione dello scorso anno a vicepresidente nazionale, ci ripaga di ogni sacrificio, dando ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che siamo sulla strada giusta. Complimenti al nostro amico avv. Di Miceli, che con la consegna da parte del Presidente Nazionale, Fabrizio Premuti, della medaglia al merito “SOLO I MIGLIORI OSANO”, da lustro ad una realtà che, in poco tempo, ha saputo costruirsi una solida reputazione”.

La CGIL Agrigentina coglie con soddisfazione il provvedimento di rotazione dei direttori della sanità agrigentina con le disposizioni notificate  in questi giorni ai diretti interessati.

Il commissario Zappia ha saputo così dare un vero segnale di cambiamento consentendo con la rotazione di portare un nuovo punto di vista direzionale nelle varie realtà.

E’ il segretario generale Alfonso Buscemi a intervenire nel merito il quale dichiara “La CGIL nel passato  è stata talvolta critica con le gestioni delle varie unità ospedaliere e territoriali denunciando sia ai  manager pro tempore che all’opinione pubblica le carenze di volta in volta evidenziate, pertanto questo provvedimento peraltro, fortemente voluto dal legislatore e dall’organo di controllo Agenzia Nazionale Anti Corruzione al fine di prevenire incrostazioni nella pubblica amministrazione, consentirà nella nostra realtà, anche, una nuova visione con nuovi approcci per la soluzione di annosi problemi. Uno su tutti ricordiamo il grave ritardo con la quale le commissioni invalidi civili visitano i pazienti; nel distretto di Agrigento il ritardo supera i 18 mesi. E’ inaudito questo ritardo che crea gravissimi problemi non solo di natura economica ma anche perché di fatto si nega il diritto dei familiari di potere  assistere i propri cari ammalati gravemente. Nel mese di ottobre ci era stato detto che a gennaio si sarebbe abbattuto questo ritardo purtroppo, alla data odierna, al contrario si allungano i tempi. Vogliamo ben sperare che anche questo provvedimento dia un nuovo impulso per trovare la soluzione.

Non vorremmo però, trovarci anche questa volta, come accaduto in altre occasioni del passato, ad un procedura che possa subire inspiegabili ritardi o che possa essere addirittura revocata.

Auspichiamo quindi – conclude Buscemi – che il provvedimento sia operativo nel più breve tempo possibile per poterci confrontare nell’interesse della comunità Agrigentina con i nuovi direttori.                             

In Sicilia nelle ultime 24 ore, i nuovi positivi sono 792 su 7.109 i tamponi eseguiti. I decessi sono 24 che in totale raggiungono 2155.

Il numero complessivo nell’Isola raggiunge 33883 positivi, mentre i guariti raggiungono quota 728.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo in Sicilia: Catania detiene ancora il più alto numero di casi positivi, 209, Palermo 271, Messina 89, Ragusa 47, Trapani 3, Siracusa 68, Agrigento 7, Caltanissetta 85 ed Enna 13.

Nuova ondata di maltempo e nuovi danni in varie zone della provincia. Le intense precipitazioni registrate in queste ore hanno infatti costretto i vigili del fuoco a diversi interventi finalizzati ad evitare rischi per l’incolumità pubblica per situazioni di potenziale pericolo connesse a crolli.
In particolare gli uomini del comando provinciale sono al lavoro in via delle Fonti a Favara, dove si è registrato un distacco con conseguente crollo di un pezzo di cornicione. Non è chiaro se il fatto abbia o meno provocato danni.

Massima allerta anche a Porto Empedocle, dove i vigili del fuoco sono intervenuti in via 4 novembre per un muro crollato in un fabbricato fatiscente.

 
 
 

E sono due. Una nuova ordinanza di arresti domiciliari, questa volta in aggravamento della precedente misura, è stata firmata e già notificata – dai poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento – al gambiano ventottenne che era stato già arrestato, nei giorni scorsi, perché trovato in possesso di hashish, marijuana e cocaina.

L’uomo, dopo la convalida dell’arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, era stato già posto agli arresti domiciliari. Nelle ultime ore però è arrivato un nuovo provvedimento che aggrava la misura alla quale precedentemente, cioè prima dell’arresto per droga, era sottoposto. I poliziotti delle Volanti hanno notificato il provvedimento immediatamente. Il ventottenne, visto i due ordini, resterà dunque ai domiciliari per un po’.

 
 

La direttiva è stata data, e presentata all’inizio del mese, dall’assessore comunale Gianni Tuttolomondo. Adesso gli spazi riservati alla sosta dei veicoli, con esposto l’apposito tagliando, per i diversamente abili sono realtà.

Ecco dove sono stati realizzati gli stalli di sosta per le categorie protette: 1 posto in discesa Porto Empedocle, altezza ingresso istituto comprensivo Don Bosco; un posto piazzale Aldo Moro, altezza Unicredit; un posto in piazza Sinatra, di fronte al belvedere; uno in via La Malfa, lato ufficio postale; uno in piazza Vittorio Emanuele, altezza lato Prefettura; un altro sempre nella stessa piazza, altezza scalinata ufficio postale. Ed ancora: un posto al Quadrivio Spinasanta, lato chiesa Sacro Cuore di Gesà; uno in via Acrone, lato uffici ex Enel; due in via Atenea, all’altezza del civico 76; altri due sempre nella stessa via, all’altezza uffici comunali di piazza Gallo; uno in via Belvedere, fronte chiesa Santa Maria della Pietà a Giardina Gallotti; un altro sempre nella stessa via, all’altezza del civico 99 ed ancora uno al civico 191 bis, altezza ufficio postale di Giardina Gallotti e uno, sempre nello stesso rione, in via Catania. Un altro posto è stato predisposto in via Cesare Battisti, 21; due al viale Della Vittoria, altezza scuola Lauricella e un altro di fronte l’ufficio postale; uno in via Demetra, lato chiesa Beata Maria Vergine; uno in via Duomo, all’altezza della cattedrale e un altro al civico 150, altezza scalinata centrale del Duomo. E poi, uno in via Peruzzo, di fronte alla chiesa San Pio X, un altro di fronte al panificio; uno in via Giovanni XXIII, fronte scalinata ex ospedale; uno in via Manzoni, nel piazzale della chiesa Beata Maria Vergine della Divina Provvidenza; 1 in via Panoramica dei Templi, lato fontana Bonamorone, 1 in via Ragazzi del ’99, di fronte stazione bus; 1 in via San Francesco, di fronte chiesa Immacolata e 1 in viale Viareggio, di fronte la chiesa di San Leone.

 
 

Sedicenne tunisino picchia due poliziotti: agenti in ospedale, migrante denunciato
„Un tunisino sedicenne è stato denunciato, dalla polizia, alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane – uno degli 82 sbarcati nei giorni scorsi alla banchina di Porto Empedocle – ha aggredito due poliziotti: un aggregato alla Questura e uno della sezione Scientifica durante le procedure di pre-identificazione all’interno della tensostruttura della Protezione civile. Il giovane, praticamente come una furia, voleva allontanarsi e non lasciarsi identificare. I due poliziotti sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Al prima sono stati diagnosticati 30 giorni di prognosi per guarire, al secondo invece cinque giorni. Poche ore dopo, durante il trasferimento verso una struttura d’accoglienza anti-Covid di Trapani, una decina di tunisini hanno aggredito l’autista del pullman sul quale erano stati caricati e hanno travolto un carabiniere che – in servizio di vigilanza e scorta – ha provato a fermarli. Dieci, appunto, coloro che sono riusciti a scappare, a gambe levate, facendo perdere ogni traccia per le campagne di Cattolica Eraclea.
I poliziotti della sezione Volanti della Questura hanno formalizzato la denuncia, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo, soltanto nella tarda serata di venerdì, ossia quando tutte le procedure di pre-identificazione e trasferimento erano di fatto concluse. E’ bastato dunque uno sbarco – di 82 persone appunto – per innescare disordini tanto nella tensostruttura della Protezione civile, quanto lungo la statale 115, all’altezza di Cattolica Eraclea, dove il gruppo di fuggiaschi è riuscito a dileguarsi.

 
 

Da Napoli a Licata, ma non soltanto, passando per Palermo. E’ un’associazione a delinquere di tipo gerarchico e piramidale – al cui vertice c’erano due nigeriani – quella che è stata scoperta dalle indagini della Squadra Mobile di Palermo con il coordinamento della Dda che è diretta dal procuratore capo Francesco Lo Voi. Ben 13 i fermi d’indiziato di delitto – emessi appunto dalla Dda – che, all’alba, hanno permesso di neutralizzare una delle principali roccaforti del traffico di sostanze stupefacenti del capoluogo siciliano.

L’operazione di polizia, nata dalle indagini condotta dalla Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca hanno ricostruito come funzionava la presunta organizzazione. “Onwujiobi Joseph Nnoduchiamato OgaJoe, ossia capo, era l’intellettuale del gruppo, colui che si occupava del reperimento degli strumenti propedeutici alla conservazione del sodalizio criminoso nei momenti di fibrillazione, quali l’individuazione dei legali per le difese dei partecipi che fossero stati tratti in arresto, nonché si poneva quale trat-d’union con gli altri membri di vertice, – ha ricostruito la Questura di Palermo – mentre Emmanuel Solomon Gukas, intratteneva l’asse fornitore-acquirente-spacciatore di grossi quantitativi di sostanze stupefacenti, con l’ausilio di diversi soggetti in qualità di corrieri ed ovulatori. Altri membri del gruppo venivano individuati in Odoh  Christopher gestore di un proprio business illegale che si affidava alla struttura ed ai mezzi dell’associazione per garantirsi la disponibilità di sostanza stupefacente da rivendere, anche qualora fosse sprovvisto della liquidità economica necessaria, nonché dei canali di approvvigionamento propri di quest’ultima; in Okaofor John chiamato ‘Big Shark’ che – continua la Questura di Palermo – intratteneva i rapporti con gli “ ovulatori”oltre che essere preposto alla conversazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente; in Irriah Maryche era incaricata alla custodia presso la propria abitazione della droga e dei profitti della sua rivendita, oltre a fungere da corriere . Infine, figuravano – conclude la Questura – Steven Morgane Ewanyaho Collins, pusher delegati alla vendita al minuto ai tossicodipendenti. La compagine si avvaleva altresì dell’opera dell’italiano Scaglione Gioacchino con compiti logistici, fungendo da autista del gruppo disponibile ad accompagnare i membri dei vertice nei luoghi utili alla cura del loro business”.

Le indagini di polizia giudiziaria, curate dagli investigatori della sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” della squadra Mobile si avviavano  a fine aprile 2020 e venivano svolte sia con metodi d’investigazione tradizionale, quali osservazione, pedinamenti, sia avvalendosi d’intercettazione telefoniche ed ambientali , supportate da video-riprese che consentivano di documentare un traffico di droga del tipo “cocaina” ed “eroina” che giungeva a Palermo prevalentemente  dalla provincia di Napoli, per poi essere smistata , oltre che sulla locale piazza di spaccio, anche nei comuni di Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Licata, “dove – scrive la Questura – incaricati alla commercializzazione al dettaglio erano rispettivamente gli italiani Casano Leonardo e Barbera Antonino, la connazionale Edidhala Precious detta ‘Cindy'” .

Il sodalizio criminoso era punto di rifornimento di una ramificata rete di spaccio locale e extra-provinciale anche per la “concorrenzialità” dei prezzi praticati nonché per la possibilità di far giungere importanti quantitativi di sostanza stupefacente,  nonostante le misure restrittive sugli spostamenti previste dalle norme volte al contrasto della diffusione del Covid-19. Per il trasporto, infatti, il gruppo si avvaleva di corrieri, la gran parte dei quali viaggiavano a bordo di pullman di linea o tramite treno, i quali nascondevano la sostanza stupefacente in confezioni di bagnoschiuma precedentemente svuotate, fra gli indumenti, all’interno di parti intime o ingerite, previo confezionamento in ovuli, anche 50 alla volta. A loro volta i pusher occultavano le dosi in bocca per consegnarle ai clienti, che raggiungevano tramite mezzi elettrici o biciclette in punti d’incontro concentrati prevalentemente nel centro storico, in particolare fra le vie del quartiere rionale di “Ballarò” e della Stazione centrale – via Oreto. Per ordinare o trasportare i quantitativi di sostanza stupefacente era stato coniato un vero e proprio glossario, con l’utilizzo di parole “in codice”.

La droga sequestrata, tutta di purissima qualità, aveva un valore all’ingrosso di circa 100.000,00 euro che sulle piazze di spaccio avrebbe reso sino a 300.000 euro a seconda della percentuale di sostanza con cui sarebbe stata tagliata. I provvedimenti restrittivi della libertà personale sono stati eseguiti in varie parti del Sud Italia, da Palermo sino a Castel Volturno, con l’ausilio di personale delle Squadre Mobili di Napoli e Trapani ed i destinatari associati nelle case di reclusione di competenza territoriale.

 
 
 

Gli attuali soggetti positivi a Ribera sono 25. La cifra è stata comunicata dall’Asp di Agrigento al sindaco Matteo Ruvolo. “I soggetti interessati si trovano in isolamento fiduciario presso il proprio domicilio, eccetto due che si trovano ricoverati presso l’ospedale di Sciacca”, aggiunge il sindaco.

Le autorità competenti stanno applicando i dovuti protocolli sugli eventuali contatti con altri individui avuti dai soggetti contagiati al fine di limitare il contagio tra la popolazione.
Matteo Ruvolo inviata i cittadini “ad un maggiore senso di responsabilità e si ribadisce quindi di evitare gli assembramenti nei pressi di scuole, uffici postali, banche e altri uffici”.

Invita i titolari di attività commerciali a vigilare su eventuali assembramenti all’interno e all’esterno dei propri locali. Ovviamente, il sindaco invita a indossare la mascherina a rispettare il distanziamento fisico e l’igiene costante delle mani.