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L’assessore comunale di Agrigento, Gerlando Riolo, del Partito Democratico, interviene a seguito di quanto affermato, e pubblicato ieri, dalla segretaria provinciale del Partito Democratico di Agrigento, Giovanna Iacono, la quale, tra l’altro, ha auspicato un nuovo governo della città di Agrigento frutto delle amministrative del 2020 a fronte dei risultati deludenti dell’attuale amministrazione.
In sintesi Riolo afferma: “Questo modo di fare politica con i comunicati stampa serve solo a provocare ancora più disorientamento e confusione nella gente comune che si chiede chi sia il Partito democratico e a chi risponda. Vorrei ricordare a me stesso e a tutti che il Partito democratico ad Agrigento non ha vissuto una ‘stagione opaca’ ma una stagione nera e buia, e che l’unica fiammella accesa è stata quella della partecipazione alla vita amministrativa della città di Agrigento, con enormi sacrifici e con dati di partenza da fare paura a chiunque si fosse messo nella prospettiva del risanamento. Senza volere addossare colpe a nessuno, a causa del cambiamento nella gestione dei bilanci, che ha coinciso con l’inizio della attuale Amministrazione, abbiamo dovuto registrare uno squilibrio nei bilanci che ci ha costretti a un indispensabile rigore nell’amministrare, che ci ha consentito di portare al riequilibrio dei conti, che sembrava un obiettivo impossibile, senza fare la scelta di comodo della immediata dichiarazione di dissesto, come altri comuni hanno pensato di fare. Ma oggi mi chiedo quale sarebbe questo partito a cui fa riferimento il segretario; e perché il segretario non trova neanche il tempo o la voglia o la dignità di chiedere preventivamente un parere a me Gerlando Riolo, trattandosi di problematiche che investono la Città, dove lei non ha nessun contatto con gli iscritti, che non può e non riesce a coagulare attorno a sé un minimo consenso e dove non esiste gruppo dirigente. Segretario, mi pare che la sua nota sia perfettamente in linea con la gestione passata del partito dove c’era qualcuno che decideva e gli altri eseguivano. Mi dispiace, io non condivido questo modo di fare; che io sappia non c’è stato nessun organismo dirigente che abbia fatto le analisi riportate e dato le indicazioni espresse. Una ultima notazione: perché in questo momento questa uscita pubblica? Si stanno cercando altri equilibri con le altre forze politiche? Stiamo iniziando una campagna di alleanze con gli avversari della attuale Amministrazione? Dovremo assistere a qualche altro papocchio come quello delle primarie di quattro anni fa?”.

Ecco il testo integrale dell’intervento di Riolo:

La nota stampa del segretario provinciale del PD Giovanna Iacono mi lascia non poche perplessità nella forma e nella sostanza. Mi ricorda nella forma gli attacchi personali che alcuni personaggi del PD hanno cominciato a fare già dall’inizio della avventura dell’Amministrazione Firetto, a prescindere dai risultati e dagli obiettivi da perseguire. Nella sostanza il metodo è sempre quello padronale di chi ritiene di avere il possesso del partito e di dovere estromettere chi si pone fuori da questa rotta, a meno che non si venga coinvolti nella governance della Città.
Questo modo di fare politica con i comunicati stampa serve solo a provocare ancora più disorientamento e confusione nella gente comune che si chiede chi sia il Partito democratico e a chi risponda.
La nota stampa fa una elencazione di possibili cambiamenti nella linea politica del Partito, conseguente alla affermazione come Segretario Zingaretti, facendo riferimento a percentuali di voto ad Agrigento e nell’agrigentino, che tutti capiamo bene come si sia arrivati a raggiungere, ma soprattutto che sono di Zingaretti e di nessun altro.
Vorrei ricordare a me stesso e a tutti che il Partito democratico ad Agrigento non ha vissuto una “stagione opaca” ma una stagione nera e buia e che l’unica fiammella accesa è stata quella della partecipazione alla vita amministrativa della Città, con enormi sacrifici e con dati di partenza da fare paura a chiunque si fosse messo nella prospettiva del risanamento. Senza volere addossare colpe a nessuno, a causa del cambiamento nella gestione dei bilanci, che ha coinciso con l’inizio della attuale Amministrazione, abbiamo dovuto registrare uno squilibrio nei bilanci che ci ha costretti a un indispensabile rigore nell’amministrare, che ci ha consentito di portare al riequilibrio dei conti, che sembrava un obiettivo impossibile, senza fare la scelta di comodo della immediata dichiarazione di dissesto, come altri comuni hanno pensato di fare.
Vorrei ricordare che mentre il sottoscritto partecipava a questo immane sforzo amministrativo quello che è completamente mancato è stato l’apporto, in termini di elaborazione politica, di analisi delle problematiche, di organizzazione del consenso, da parte di quella porzione territorialmente vicina del Partito, che ha avuto solo il pensiero fisso al ricambio nella Giunta o all’abbandono della Giunta stessa. E’ stato chiesto di riunire i due Circoli e di fare un segretario unico, cosa che abbiamo fatto; da allora è maturata quella che viene definita dal segretario una “stagione opaca”, fatta di completa assenza e di fatti e di parole.
Vorrei ricordare che nonostante tutto ciò il PD ha continuato ad amministrare la Città, assumendosi il sottoscritto la responsabilità di tutte le azioni amministrative, perché democraticamente eletto nella lista del Partito Democratico, da un certo momento in poi unico rappresentante in Consiglio comunale e in Giunta, quindi legittimato ad assumere decisioni e azioni amministrative, secondo i programmi e le indicazioni del PD, senza che mai alcuno, a livello locale, abbia voluto supportarlo in questo.
Ma oggi mi chiedo quale sarebbe questo partito a cui fa riferimento il segretario; e perché il segretario non trova neanche il tempo o la voglia o la dignità di chiedere preventivamente un parere al sottoscritto, trattandosi di problematiche che investono la Città, dove lei non ha nessun contatto con gli iscritti, che non può e non riesce a coagulare attorno a sé un minimo consenso e dove non esiste gruppo dirigente.
Segretario, mi pare che questa nota sia perfettamente in linea con la gestione passata del partito dove c’era qualcuno che decideva e gli altri eseguivano. Mi dispiace, io non condivido questo modo di fare; che io sappia non c’è stato nessun organismo dirigente che abbia fatto le analisi riportate e dato le indicazioni espresse.
Ci sarebbero tante altre interessanti osservazioni da fare, per esempio su quelle che vengono individuate come priorità e che guarda caso coincidono con quello di cui si è occupata la attuale Giunta e spesso io personalmente; mi riservo di fare un ragionamento più compiuto nelle sedi opportune.
Una ultima notazione: perché in questo momento questa uscita pubblica? Si stanno cercando altri equilibri con le altre forze politiche? Stiamo iniziando una campagna di alleanze con gli avversari della attuale Amministrazione? Dovremo assistere a qualche altro papocchio come quello delle primarie di quattro anni fa?

L’Assessore PD
Dott. Gerlando Riolo

L’Assemblea regionale siciliana taglia le pensioni d’oro degli ex dipendenti. Il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, annuncia: “Il consiglio di presidenza dell’Assemblea, con voto unanime, ha deciso di recepire la legge nazionale che, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e le aziende private, prevede dal primo gennaio 2019, e per la durata di 5 anni, la riduzione dei trattamenti pensionistici diretti superiori ai 100mila euro lordi l’anno. Gli importi sono ridotti così:: -15% per le pensioni da 100 a 130 mila euro; -25% per quelle da 130 a 200 mila euro; -30% per le pensioni da 200 a 350 mila euro; -35% per quelle da 350 a 500 mila euro; -40% per le pensioni superiori a 500 mila euro. La riduzione delle pensioni non riguarderà gli ex dipendenti dispensati dal servizio per motivi di salute. I risparmi della spesa pensionistica, derivanti dall’applicazione della norma, saranno accantonati in un apposito fondo istituito nel bilancio dell’Ars”.

 

In Sicilia in estate i musei saranno visitabili anche nei giorni festivi. Il Cobas – Codir annuncia che all’assessorato regionale ai Beni Culturali è stato firmato l’accordo sindacale che consente il superamento dei limiti contrattuali previsti per le festività. I dirigenti sindacali Michele D’Amico e Simone Romano spiegano: “L’accordo sindacale odierno è anche la continuazione di un percorso iniziato lo scorso anno insieme all’assessore Sebastiano Tusa. Si è pervenuti al migliore accordo possibile compatibilmente con le risorse disponibili. Adesso chiediamo al Presidente della Regione Siciliana, nella qualità di Presidente e di assessore regionale ai Beni Culturali, di avviare un’immediata stagione di confronto per rilanciare investimenti e ammodernamento dell’amministrazione tendente a qualificare, in termini di immagine, l’intero sistema dei beni culturali siciliani e la qualità delle condizioni lavorative di tutto il personale”.

 

A seguito di un esposto presentato da Legambiente nel 2013, ed a conclusione delle indagini, la Magistratura ha disposto il sequestro, eseguito dai Carabinieri, a Realmonte di un’area di circa 15 ettari e due manufatti, allo stato grezzo, in località Fondo Pergole – Torre di Monterosso, di proprietà della società “Agriper srl”. Otto persone sono indagate per, a vario titolo, abusivismo edilizio in zona vincolata e lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio, distruzione ed alterazione di bellezze naturali e di luoghi di particolare pregio storico e paesaggistico. Tra gli indagati vi sono un funzionario del Comune di Realmonte e due funzionari degli Uffici dei Beni Culturali di Agrigento. I funzionari avrebbero rilasciato le autorizzazioni edilizie e paesaggistiche, in contrasto con il vincolo di non edificabilità assoluta.

 

Dunque, è stato respinto il ricorso presentato da alcuni migranti a bordo della Sea Watch alla Corte europea dei diritti umani al fine di ottenere l’autorizzazione allo sbarco in Italia. In proposito è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha commentato: “Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”. La Corte europea ha comunque raccomandato all’Italia di continuare a fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone a bordo della nave in situazione di vulnerabilità a causa dell’età o dello stato di salute. La nave batte bandiera olandese ed è condotta da una organizzazione non governativa tedesca, e da Olanda e Germania, nonostante i solleciti da parte del governo italiano, non è giunta alcuna disponibilità ad accogliere i migranti a bordo.

 

A largo di Porto Empedocle un marittimo è scomparso.

Non si hanno piu’ notizie del motorista che era a bordo di un mercantile inglese diretto a Barcellona.

Scattato l’allarme lanciato dal comandante che ha avvisato la sala operativa della guardia costiera di Palermo, subito sono iniziate le ricerche; in campo una motovedetta della Capitaneria di Porto Empedocle, e un aereo, un Atr 42 dell’Aeronautica militare.

A coordinare le ricerche la Guardia Costiera di Palermo.

E’ tutto pronto a Comitini per festeggiare il 160° anniversario della Breccia della città. Il 3 luglio prossimo, in mattinata alle ore 9 visita accompagnata del sito storico archeologico Pietra di Calathansuderj (la collina del tricolore) ed alle 10 la scopertura della lapide commemorativa visto che proprio qui fu issato il primo vessillo tricolore dell’Italia Unità. Furono alcuni patrioti di Comitini, ma anche di Grotte, Aragona, Castrofilippo, Canicattì, gli autori di quel gesto che racchiude la voglia di unità della penisola. Dalle 14 alle 20 sarà possibile l’annullo filatelico a cura delle Poste italiane all’interno del Palazzo Bellacera. Alle ore 18 avrà inizio la cerimonia vera e propria con l’arrivo delle autorità civili e militari della provincia di Agrigento e del Presidente della Regione, Musumeci che ha assicurato la sua presenza. Accolti dal padrone di casa, il sindaco Nino Contino che tanto continua a spendersi per la sua comunità. Alle 18.15 avverrà l’alzabandiera in piazza Bellacera e alle 18,30 la cerimonia commemorativa degli eventi risorgimentali del 3 luglio 1859 che hanno consentito a Comitini, nel dicembre dello scorso anno, di essere nominata Città direttamente dal presidente della Repubblica Mattarella. Alle 19,30, la serata continuerà con la consegna del Premio “Bellacera” al comitinese dell’anno e alle 19,30 visita al palazzo storico ed agli annessi musei. Alla fine è previsto il taglio di una maxi torta.

Ma ci saranno tanti momenti di spettacolo visto che sono previste le esibizioni della Banda musicale del Corpo della Forestale, del Coro Santa Cecilia di Agrigento e altri artisti.

“Grazie al governo nazionale anche l’Ars dovrà applicare il taglio alle pensioni d’oro per il personale in quiescenza. Abbiamo appena approvato quella che sarà una bella sforbiciata fino al 40% alle pensioni che vanno dai 100 mila ai 500 mila euro l’anno. I siciliani risparmieranno 4,3 milioni di euro ogni anno a partire dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2023. La prima battaglia è vinta. Adesso continuiamo con il taglio ai vitalizi degli ex onorevoli”.

A darne notizia sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, componenti del Consiglio di Presidenza all’Ars Giancarlo Cancelleri, Salvatore Siragusa e Stefano Zito a proposito della delibera n.16 appena approvata in Assemblea regionale Siciliana e che prevede il contributo di solidarietà sul trattamento pensionistico corrisposto al personale in quiescenza. “Abbiamo dato una bella sforbiciata ai privilegi dei burocrati di questo palazzo – spiegano Cancelleri, Siragusa e Zito – dall’ex segretario generale, il cui stipendio è sempre stato il ‘quarto segreto di Fatima’, alle varie cariche apicali di questo palazzo. Siamo riusciti a tagliare anche del 40 percento le loro pensioni, con un provvedimento che ci consentirà un risparmio di oltre 20 milioni di euro nei prossimi 5 anni. Il taglio è proporzionato agli importi delle varie pensioni.

Per i trattamenti che vanno dai 100 mila ai 130 mila euro l’anno, il taglio sarà del 15% per arrivare al 40% per chi percepisce una pensione che supera i 500 mila euro l’anno. Si tratta di un provvedimento di equità e giustizia sociale, dato che il lavoratore medio siciliano, se ha la fortuna di arrivare alla pensione, una cifra del genere non la vedrà mai nemmeno con il binocolo. Adesso la battaglia continua per i vitalizi degli ex onorevoli, siamo convinti che entro luglio vinceremo anche questa battaglia” – concludono i deputati.

Apprendiamo dalla stampa che i vandali che di fatto hanno agito in via Celauro, distruggendo parte dell’arredo urbano, sarebbero dei ragazzi di nazionalità spagnola in ferie ad Agrigento.

Nei giorni scorsi, come sempre, il primo cittadino  ha colto l’occasione per offendere gli Agrigentini.

Così come altre volte, però, gli Agrigentini non c’entravano nulla.

“Noi gridiamo da sempre che gli Agrigentini, quelli veri, amano Agrigento” e la dimostrazione è che hanno da sempre tutelato il loro patrimonio.

Sindaco, non sarebbe opportuno che lei, chieda scusa a chi ha più volte apostrofato in malo modo?

Non sarebbe opportuno che tragga insegnamento dal fatto che, purtroppo per lei e per i denigratori degli Agrigentini, anche questa volta siamo solamente vittime e le cause vanno cercate altrove?

Perché offendere da subito gli agrigentini che l’hanno pure eletta?

“I lavoratori, in provincia di Agrigento, continuano ad essere super penalizzati. La situazione, negli ultimi tempi si è aggravata ulteriormente”.

Lo denunciano il segretario provinciale della Uil, Gero Acquisto e Roberto Migliara dell’ufficio vertenze dello stesso sindacato, che mettono in risalto una situazione drammatica dal punto di vista occupazionale. 

“Malgrado siamo cambiati, anche radicalmente, i contratti a livello legislativo, nell’Agrigentino non ce ne siamo proprio accorti. Continua ad esserci, ed è ormai un fenomeno sempre più dilagante, un utilizzo improprio dei contratti di lavoro, anomali e anche illegittimità, difficile che non ci siano anche degli illeciti veri e propri, tanto che il numero delle denunce è cresciuto in modo esagerato. Non si rispettano gli orari di lavoro, forze lavorative che sono costretti a sopportare minacce e, quindi operano in ambienti molto complicati, altri ancora subiscono mobbing ed in alcune circostanze sono costretti anche a riconsegnare al datore di lavoro parte dello stipendio che figura in busta paga. Per non parlare poi del Tfr che non viene mai concesso al lavoratore dopo il licenziamento. Ecco perché il nostro ufficio vertenze risulta sempre essere oberato di lavoro, dispiace constatare che la donna continua ad essere un soggetto debole, lo dimostrano le vessazioni che subiscono quando sono in gravidanza. Non c’è una categoria in particolare dove si registrano tutti questi soprusi, ormai, nessuna categoria è immune”.

Per Gero Acquisto le armi da mettere in campo per, quantomeno, frenare questo triste fenomeno ci sono.

 “Occorre – continua il segretario – un’azione sinergica di tutti gli organi di controllo e ispettivi, per punire severamente chi opera contro le regole. Ci sono tanti datori di lavoro onesti, ma purtroppo, ce ne sono tanti altri disonesti che non hanno rispetto per chi li fa crescere. La situazione economica che sta vivendo la nostra provincia non è delle migliori, ma questa non deve rappresentare una sorta di attenuante per quei datori di lavoro che calpestano i diritti principali dei loro operai. Noi siamo a disposizione di tutte le istituzioni che con forza devono ristabilire la legalità”.