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Novità in arrivo per Agrigento,  il card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento,  ha disposto nuovi avvicendamenti pastorali nelle parrocchie dell’Arcidiocesi ecco le novità:

Arcuri Gianluca

Parroco dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie Maria SS. del Rosario – S. Antonio Abate di Castrofilippo

 Bellavia Rosario

Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie S. Venera – San Rocco – B.M.V. del Monte Carmelo di Grotte

 Costanza Giuseppe

Parroco dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie, Maria SS. Annunziata – S. Francesco d’Assisi – S. Agostino di Naro

 Cusumano Calogero Giuseppe

– Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie, Antonio di Padova – B.M.V. del Carmelo – B.M.V. del Transito di Favara

 – Vicario Parrocchiale della Parrocchia B.M.V. dell’Itria di Favara

 Gattuso Giovanni

Vicario Parrocchiale della Parrocchia S. Gregorio di Agrigento (Cannatello)

 Giarraputo Antonino

Cappellano dell’Ospedale “S. Giacomo d’Altopasso” di Licata

Principato Stefano

Collaboratore del Centro per l’Evangelizzazione della Curia Arcivescovile

Tshipuita Mfuamba Arthur

Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale comprendente le Parrocchie, Maria SS. del Rosario – Sacra Famiglia – Maria SS. degli Angeli di Palma di Montechiaro.

A denunciare l’accaduto, agli agenti della Polizia, è stata la stessa donna che si è vista svanire il denaro in poco tempo dalla sua carta PostePay.

Da una prima ricostruzione dei fatti la donna è stata vittima prima del furto dei dati della sua carta, poi del denaro in esso contenuta. Da un tracciamento dell’attività furtiva si è evinto che la “carta” è stata utilizzata per alcuni acquisti nel nord America.

La consigliere comunale di Agrigento, Giorgia Iacolino, sollecita l’amministrazione comunale a disporre gli interventi di competenza nel merito della gestione della casa di riposo per anziani Villa Betania. La stessa Iacolino spiega: “Sono trascorsi quasi 8 mesi dal 12 marzo quando il consiglio comunale ha approvato la mozione, di cui sono stata prima firmataria, che impegna l’amministrazione comunale a compiere i lavori necessari per risolvere i problemi strutturali dell’immobile di Villa Betania, ed a riconoscere le quote sociali che spettano a tale ente morale. Finora nulla è stato compiuto, e gli ospiti di Villa Betania continuano ad essere accolti in altre strutture o nelle famiglie di origine. Confidiamo in uno scatto di orgoglio del sindaco di Agrigento per rimediare, seppur tardivamente, all’ingiusto danno inferto ai lavoratori ed agli ospiti di Villa Betania, restituendole la vitalità e l’efficienza richieste dal consiglio comunale”.

La società V.B. s.r.l, con sede in Licata, nel dicembre 2001 otteneva, nell’ambito del Patto territoriale del Golfo, la concessione in via provvisoria di un contributo in conto impianti pari ad euro 2.559.095,58.

Nel corso del 2018, a distanza di ben dieci anni dalla realizzazione dell’investimento, il Ministero dello Sviluppo Economico disponeva la revoca delle agevolazioni concesse ed il recupero delle somme già erogate per un importo complessivo di € 4.165.053,09 comprensivo di interessi ed oneri di accertamento, sulla base di presunte irregolarità contrattuali.

La V.B. s.r.l., dunque, proponeva un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, per l’annullamento, previa sospensione, del detto provvedimento di revoca totale del contributo erogato.

In particolare, gli Avv.ti Rubino ed Alfieri, deducevano l’illegittimità del provvedimento di revoca per “violazione delle norme e dei principi in materia di definizione dei procedimenti amministrativi” nonché per “difetto assoluto di presupposto e di istruttoria”, avendo l’Amministrazione adottato il provvedimento di revoca a seguito di un’attività istruttoria avviata e conclusa oltre ogni tempistica ragionevole – dopo ben 10 anni dalla presentazione del conto finale da parte del soggetto beneficiario – ed in violazione della disciplina in materia di controllo della rendicontazione dei beneficiari del finanziamento. I legali della società, d’altra parte, censuravano l’erroneo calcolo degli interessi maturati sulle somme oggetto di recupero, effettuato senza tener conto della “buona fede” con la quale la società ha percepito il contributo concessole, confidando nel buon esito del finanziamento in ragione dell’avvenuta realizzazione dell’intervento in conformità a quanto previsto nel progetto finanziato.

Il T.A.R. Sicilia-Palermo, accogliendo parzialmente il ricorso della società ricorrente, dichiarava l’illegittimità del provvedimento di revoca per la parte relativa all’erronea quantificazione degli interessi maturati sulle somme oggetto di recupero da parte dell’Amministrazione; interessi dovuti, come affermato dal Collegio giudicante, ex art. 2033 cod.civ., ultimo comma, solamente a far data dalla domanda di restituzione dell’indebito – e non già dalla data della prima erogazione del finanziamento – quando, come nel caso di specie, la percezione delle somme sia avvenuta con affidamento e buona fede.

A questo punto, la società V.B. s.r.l, sempre difesa dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, adiva il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, al fine di ottenere, in riforma parziale della suddetta sentenza resa dal T.A.R. Sicilia-Palermo, l’annullamento dell’impugnato provvedimento di revoca delle agevolazioni concesse alla società e del conseguente provvedimento di recupero delle somme già erogate.

Il C.G.A., accogliendo l’istanza cautelare presentata dagli Avv.ti Rubino ed Alfieri, ha sospeso l’esecutività della sentenza impugnata fino all’udienza di merito.

Pertanto, in attesa della definizione del giudizio di merito, la V.B. s.r.l. non dovrà restituire l’ingente somma del contributo (circa 4 milioni di euro) già erogata e di cui è stato disposto il recupero da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Proseguono serrati controlli del territorio da parte dei Carabinieri di Agrigento. Le pattuglie dell’Arma hanno vigilato durante tutta la settimana su ogni obiettivo sensibile della città. Scuole, esercizi commerciali, e luoghi della movida, sono stati controllati dai Carabinieri in varie fasce orarie, anche in orario notturno. Il bilancio dei controlli è stato positivo. Oltre 80 sono stati i veicoli controllati. Ecco alcuni degli esiti: a Porto Empedocle denunciato un uomo di 35 anni alla guida della sua automobile, già sottoposta a sequestro amministrativo e adesso ancora sotto sequestro, sprovvisto della patente perchè revocata. A Montallegro denunciato un uomo di 35 anni originario di Ribera perché sorpreso alla guida del suo scooter in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di oltre 20 centimetri. Segnalati alla Prefettura due uomini di 26 anni ciascuno per consumo personale di hashish a bordo di un’auto in sosta nei pressi della via Atenea ad Agrigento. A San Leone è scattata una sanzione amministrativa di 5mila euro, per somministrazione di alimenti e bevande senza autorizzazione, nei confronti del titolare di uno dei cinque esercizi commerciali controllati dai Carabinieri.

In Sicilia più emigrati che residenti. Secondo l’ultimo rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, sono ben 768mila, più di Palermo che ha 660mila residenti, i siciliani che abitano all’estero e sono iscritti all’Aire, l’Anagrafe italiani residenti all’estero. E si tratta del 14,5 per cento dei 5 milioni e 300mila italiani che risiedono in Europa e nel mondo. Dunque, la Sicilia ha tale primato tra le regioni italiane. I siciliani all’estero sono aumentati di 12.127 unità, e il 38 per cento dei residenti emigrati sono bambini e giovani dagli 0 ai 35 anni. Implacabile lo spopolamento dei Comuni, soprattutto i piccoli. Palermo e Catania, con 32.500 e 21.200 cittadini all’estero sono ai primi due posti. E poi ad Acquaviva Platani, in provincia di Caltanissetta, sono rimasti 928 residenti e quelli all’estero sono poco meno di 2.450, il 264 per cento. E poi Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, con 2450 residenti all’estero contro il 1.291 attuali. E poi sono più gli emigrati che gli attuali residenti a Limina, Pettineo, Santa Elisabetta, Villarosa Tripi, Mirabella Imbaccari, Sutera, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Bompensiere, Montedoro, San Biagio Platani, Lercara Friddi, Delia e Valguarnera Caropepe. Se poi si considera la provincia con più partenze il primato spetta ad Agrigento, con 156mila residenti fuggiti. L’allocazione preferita dai siciliani è stabilmente la Germania che ha accolto 240mila emigrati, seguita dal Belgio 99mila e dall’Argentina 92mila.

Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha diramata l’avviso n.19298 per il rischio meteo-idrogeologico. L‘Allerta è gialla per la giornata di domani, nella si prevede il persistere delle precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale. Sui settori centro-orientali della Sicilia la fenomenologia potrà localmente assumere anche carattere di persistenza. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, forti raffiche di vento. Localmente le cumulate di precipitazioni potranno risultare abbondanti.

Ad Agrigento l’ondata di maltempo ha provocato danni soprattutto al Villaggio Mosè. In particolare, in via Biagio De Luca 17, un’abitazione è stata allagata, con gravi danni e pericoli, perché l’acqua ha invaso e reso non più funzionanti i contatori dell’energia elettrica. In via De Luca accade che tutta l’acqua di via Cannatello si riversa su di essa. Il problema è noto e documentato all’Ufficio tecnico comunale da ben 7 anni. Lo stesso Ufficio tecnico ha compiuto dei sopralluoghi ma non ha mai risolto il grave inconveniente che si ripete ogni qualvolta piova a dirotto.

L’intervista a Maria Dalli Cardillo, residente in via Biagio De Luca 17