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A distanza di un mese esatto dall’annuncio della sua installazione, risulta ancora non attivo il tunnel di sanificazione installato dall’Asp di Agrigento all’ospedale “San Giovanni di Dio”.

A denunciarlo è il segretario generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Salvatore Parello che ha inoltrato una richiesta di chiarimenti ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale e alla direzione generale della Seus.

“Solo l’annuncio dell’installazione di questo imprescindibile presidio – scrive Parello – ha spinto i lavoratori a continuare a tollerare le attuali condizioni che, giova ricordarlo, li vedono ancora costretti a fare le sanificazioni, per di più in piena terza ondata e con il rischio della maggiore contagiosità della varianti in circolazione, in condizioni che nulla hanno a che fare con ciò che prescrive il protocollo sanitario di prevenzione. Il sindacato – continua – ha più volte segnalato la gravità della situazione la quale, oltre che a rappresentare un reale vulnus nel sistema di prevenzione di eventuali contagi da Covid, manifesta un mancanza di rispetto per la dignità dei lavoratori che rappresentiamo. Tale situazione è divenuta più paradossale in ragione del fatto che gli stessi lavoratori – prosegue Parello – vedendo installato il nuovo presidio, non riescono a comprendere perché devono ancora esporsi al rischio del contagio, cambiarsi e sanificare in un luogo che, come ribadito, manca dei requisiti di sicurezza previsti”.

La Cisl Fp, quindi, chiede all’Azienda di “mettere in funzione in tempi brevi il nuovo presidio per la sanificazione in oggetto e comunicarci in tempi brevi le ragioni che ne ostacolino la messa in servizio. In caso contrario saremo costretti ad intraprendere forme di protesta e tutelare nelle sedi opportune il diritto alla salute dei lavoratori e, quindi, dei cittadini”.

A Licata i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 61 anni, inseguito da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Tribunale del Riesame di Palermo. Lui è stato coinvolto in un’attività investigativa condotta dai Carabinieri di Licata nello scorso anno, nel cui ambito è emerso quale personaggio di spicco nella gestione di una piazza di spaccio di sostanze stupefacenti, in cui sono stati utilizzati anche soggetti minorenni con compiti di vedetta, incaricati di rilevare l’eventuale presenza di Forze dell’Ordine nel quartiere.

Nonostante le numerose segnalazioni al Comune di Porto Empedocle degli ultimi mesi circa la grave situazione in cui versava la Via sant’Onofrio  (strada di fronte al bar La Sosta che collega la SS.115 a contrada Pero) nessuno ha ancora provveduto all’eliminazione della spazzatura indifferenziata.

La mancanza di interventi al fine di evitare il perdurare dei comportamenti incivili dei cittadini che abitano nella zona o di passaggio ha aggravato la situazione in quanto a territorio interessato e tipologia dei rifiuti. Le foto rendono chiara la situazione che adesso rischia di creare anche problemi di salute per chi si trova a passare da quelle parti o per chi abita nelle vicinanze.

Si spera adesso che le autorità preposte e la ditte specializzate alla raccolta differenziata prendano atto del problema onde risolvere una volta per tutte tale situazione.

 

Ad Agrigento, a San Leone, ogniqualvolta piove scoppiano le fogne. L’associazione ambientalista MareAmico ha documentato in foto e video quanto accaduto ieri in occasione del violento temporale che si è abbattuto, e il coordinatore, Claudio Lombardo, afferma: “E’ bastato solo qualche minuto di pioggia per far scoppiare le fogne a San Leone, ed un quantitativo enorme di acque nere sono finite in mare. In tutte le città del mondo le condotte fognarie sono sigillate, per evitare che quando piove le acque piovane vi finiscano dentro. Invece ad Agrigento, per colpa di un numero imprecisato di by-pass, le acque piovane si riversano dentro le fognature facendole scoppiare”…

Un docente di 47 anni, residente in provincia di Agrigento, in servizio temporaneo a Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, è indagato per truffa a danno dello Stato e certificazioni false. Lui si è assentato 769 giorni in tre anni scolastici, giustificando le assenze con certificati medici e congedi parentali firmati da un medico di base di Agrigento. L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza che ha scoperto, inoltre, che l’insegnante, durante i periodi di assenza, ha prestato consulenze aziendali. Il docente è stato segnalato alla Corte dei Conti per un presunto danno all’erario di 110mila euro.

I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento hanno arrestato un uomo di 43 anni, Gerry Scopelliti di Palma di Montechiaro pluripregiudicato, già destinatario di due sentenze di condanna emesse dal Tribunale di sorveglianza di Agrigento e Roma. Lui, irreperibile dal giugno del 2020, è stato bloccato a un controllo stradale. I suoi documenti di riconoscimento hanno insospettito i poliziotti, e, a seguito di altri accertamenti, sono risultati falsi. Inoltre è stato riscontrato che su di lui gravano due condanne. E’ stato condotto in Questura. Con un cane antidroga è stata perquisita la sua automobile, una Fiat 500, e nell’intercapedine di uno sportello è stato rinvenuto e sequestrato un chilo di marijuana.

Ad Agrigento, lungo la strada statale 115, tra il Villaggio Mosè e il bivio per Naro, un lestofante ha tentato la truffa dello specchiato. Lui ha rallentato, un’auto l’ha sorpassato, lui ha sterzato e ha urtato l’auto, e poi, mostrando i danni allo specchietto retrovisore, ha preteso 50 euro. La vittima è rientrata in automobile col pretesto di recuperare i documenti, e, approfittando della distrazione di lui, ha telefonato al 112. I poliziotti della Volanti hanno denunciato il truffatore, un uomo di 30 anni di Castrofilippo, al quale, inoltre, la Questura ha imposto il foglio di via da Agrigento per i prossimi 3 anni.

In una intervista apparsa su prontobolletta.it viene messa a dura realtà la situazione del pagamento delle bollette idriche nella città di Agrigento. Ecco cosa è scaturito fuori.

L’acqua è uno dei beni principali per una nazione e lo diventerà sempre più nei prossimi anni. I cambiamenti climatici degli ultimi decenni stanno infatti incrementando il problema della siccità e l’Italia ha già iniziato a fare i conti con la scarsità d’acqua.

In questo articolo andiamo ad analizzare l’utilizzo dell’acqua nelle diverse regioni e province italiane con una particolare attenzione per la provincia di Agrigento.

Qual è la situazione dell’Acqua in Italia?

Nel 2020 il consumo di acqua in Italia è stato di 9.5 miliardi di metri cubi, un ammontare davvero elevato se si pensa che equivale a quasi 450 litri giornalieri pro capite. Siamo al primo posto nell’Unione Europea per prelievo di acqua e questo è dovuto principalmente alla ancora troppo alta dispersione delle reti idriche che sfiora il 50%. Questo significa che per ogni litro utilizzato c’è un ulteriore litro che viene sprecato a causa delle reti di distribuzione.

Molte regioni però stanno correndo ai ripari e il risparmio di acqua negli ultimi tre anni è stato il più alto di sempre. In Italia tra il 2017 e il 2020 è stato risparmiato circa il 2,3% di acqua potabile con la regione Liguria prima della classe con una riduzione nell’utilizzo della componente potabile di quasi il 9%. A seguire troviamo Calabria (-8,00%), Friuli Venezia Giulia (-6,86%), Veneto (-4,33%), Basilicata (-4,03%) e Puglia (-3,86%). In settima posizione troviamo invece il Lazio che, nonostante gli ingenti investimenti nelle reti idriche della regione ancora non riesce a diminuire la forte dispersione di acqua, che nelle province di Frosinone e Latina è rispettivamente del 77,8% e 70,3%, le due province peggiori per dispersione d’acqua.

Nelle ultime posizioni per risparmio invece troviamo Emilia Romagna (+1,59%), Trentino Alto Adige (+2,18%) e Umbria (+7,79%) che hanno incrementato notevolmente l’utilizzo di acqua potabile dal 2017.

Il risparmio di acqua nella regione Sicilia

Andando a confrontare il consumo di acqua nella regione Sicilia, questo è diminuito rispetto al 2014, ed è diminuito nuovamente tra il 2017 e il 2020. Se confrontassimo il consumo di acqua nel 2014 con quello nel 2017, notiamo che per la regione Sicilia questo è diminuito, con una percentuale del -4,27%. È interessante osservare anche come la variazione del consumo di acqua tra il 2014 e il 2020 nella regione Sicilia sia sopra la media nazionale di -5,71% mentre per quanto riguarda la variazione del consumo tra il 2017 e il 2020 la regione Sicilia si trova sotto la media nazionale di -2,32%. In particolare, se si volesse stilare una classifica delle regioni italiane più risparmiatrici di acqua nell’arco temporale 2017-2020, la regione Sicilia ricoprirebbe la 12º posizione con una percentuale del risparmio di -1,81%.

Come sta andando il risparmio di acqua nella provincia di Agrigento?

Osserviamo più nello specifico la variazione del consumo di acqua per le singole province. Se si considerasse il periodo di tempo tra il 2014 e il 2017, per la provincia di Agrigento il consumo di acqua è diminuito, con una percentuale di variazione del -4,87%. Tra il 2014 e il 2020, ultimo anno di rilevazione dell’Istat, il consumo di acqua potabile di Agrigento è diminuito. Prendendo invece a riferimento l’arco temporale 2017-2020, il consumo di acqua per la provincia è ancora diminuito. In particolare, la variazione di consumo tra il 2014 e il 2020 per la provincia di Agrigento si trova sopra la media nazionale di -5,71% e per quanto riguarda la variazione tra il 2017 e il 2020, la provincia di Agrigento è di nuovo sopra la media del paese che ha fatto registrare un decremento del -2,32% a livello nazionale. Inoltre, facendo una classifica delle province che hanno risparmiato più acqua tra il 2017 e il 2020, la provincia di Agrigento occupa la 20º posizione con una percentuale del risparmio di -8,39%.

Le possibili soluzioni alla carenza d’acqua

L’acqua è un bene che troppo spesso diamo per scontato ma l’oro blu sta iniziando a diventare sempre più prezioso. È di pochi mesi fa la notizia che sulla borsa americana verranno lanciati degli strumenti finanziari proprio sull’andamento del prezzo dell’acqua.

Gli investimenti nella Penisola sono aumentati del 17% rispetto al 2017 e continueranno a crescere nei prossimi anni, cercando di arginare gli effetti del cambiamento climatico, così come si sta già facendo nel mercato dell’energia.

Un’ ulteriore speranza viene dal Recovery Plan che contiene al suo interno tutta una serie di investimenti per riuscire a risolvere il problema delle reti idriche in Italia, specialmente al sud. La penisola sembra infatti essere divisa in due diverse realtà, con il mezzogiorno che soffre di una elevatissima dispersione. Proprio la perdita dell’acqua prima del suo effettivo utilizzo rischia, nei prossimi anni, di mettere in ginocchio tutto il settore primario del meridione con l’agricoltura e l’allevamento principali utilizzatori di acqua.

La risoluzione del problema non è semplice da trovare poiché gli effetti del cambiamento climatico, che influiscono sulla siccità e sugli incendi, sono ancora incerti. Bisognerà mettere in campo nuove politiche per scongiurare lo spreco di acqua sia a livello nazionale sia nella quotidianità di ognuno di noi.

Regione Riduzione utilizzo acqua 2017/2020
Liguria -8,91%
Calabria -8,00%
Friuli Venezia Giulia -6,86%
Veneto -4,33%
Basilicata -4,03%
Puglia -3,86%
Lazio -3,74%
Sardegna -3,66%
Marche -3,55%
Toscana -3,46%
Lombardia -1,82%
Sicilia -1,81%
Piemonte -1,43%
Valle d’Aosta 0,08%
Abruzzo 0,22%
Campania 0,30%
Molise 0,76%
Emilia Romagna 1,59%
Trentino Alto Adige 2,18%
Umbria 7,79%

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/risparmio-acqua-italia/