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Da ieri tutti i cittadini – ma anche enti locali, stakeholders e imprese – sono invitati a rispondere alla campagna lanciata da Ance nazionale per lo sblocco delle infrastrutture e a inviare all’indirizzo email info@sbloccacantieri.it segnalazioni, foto e video che denunciano situazioni di grave disagio e di danno allo sviluppo economico provocate dal mancato utilizzo di finanziamenti per l’avvio di cantieri o per il completamento di opere pubbliche”. Lo dice Ance Sicilia in una nota. “Saranno inserite sul sito www.sbloccacantieri.it attivo già da oggi – prosegue – che l’Ance inoltrerà alle istituzioni nazionali e regionali per sollecitare provvedimenti straordinari di semplificazione delle norme e delle procedure, atti a risolvere l’eccezionale emergenza in atto, quella di un “Paese da codice rosso”.
   

Il presidente Capobianco: “Se ne va un amico e un professionista che ci ha insegnato tanto”

 

“Questa notte ci ha lasciato un grande amico prima ancora che un professionista esemplare. Antonio M. Orazi è stato un uomo raro, di una gentilezza e una cultura enormi, sempre disponibile e dedito al lavoro in maniera instancabile”. Parole del presidente nazionale di Conflavoro PMI, Roberto Capobianco, che ricorda Antonio M. Orazi a poche ore dalla sua scomparsa improvvisa.

“Un sindacalista d’impresa con oltre 40 anni di esperienza nel campo associativo, un mestiere che svolgeva con passione vera, un mestiere che a lui deve molto. Un professionista di altri tempi che, senza alcuna superbia nonostante la lunga carriera alle spalle, decise di collaborare con Conflavoro PMI quando la nostra associazione datoriale era ancora molto giovane e alle prime armi. Ne è diventato immediatamente una colonna portante – sottolinea Roberto Capobianco – e i suoi insegnamenti non smetteranno di accompagnarci”.

“Ricordo che abbracciò fin da subito il nostro modo di stare vicino alle imprese. Era entusiasta di essersi rimesso in gioco e di contribuire a un modello di associazionismo nuovo in cui si trovava perfettamente a suo agio. Eppure, dopo aver raggiunto le più grandi soddisfazioni lavorative, avrebbe potuto godersi il meritato riposo. E invece no. Perché Antonio Orazi è stato anche e soprattutto un infaticabile uomo che aveva sempre bisogno di stare in movimento, alla perenne ricerca di stimoli nuovi”.

“La sua scomparsa mi lascia un vuoto che non riesco a esprimere a parole, è un’enorme perdita umana e professionale. Io personalmente e tutta Conflavoro PMI – conclude Roberto Capobianco – lo ricorderemo soprattutto come un signore distinto e pieno di umiltà, sempre in compagnia della sua inseparabile cagnolina Lilli. Un amico che forse non sorrideva spesso, ma quando lo faceva era in grado di trasmetterti un’energia e un senso di tranquillità speciali. Grazie di tutto, Antonio, ci mancherai moltissimo”.

 

 

 

 

 

 

Dopo la scoperta delle minacce di morte


Solidarietà dell’Ucsi Sicilia al collega Paolo Borrometi
l’Ucsi Sicilia Unione Cattolica Stampa Italiana apprese le gravi minacce, fatte da un gruppo malavitoso di Pachino al collega giornalista Paolo Borrometi, direttore del giornale online “La Spia” e collaboratore dell’Agenzia Agi, si associa al coro unanime della solidarietà umana e professionale.
Il presidente dell’Ucsi Sicilia Domenico Interdonato, ha dichiarato: “I giornalisti cattolici di Sicilia sostengono e sono solidali con il collega Borrometi, inoltre esprimono un sentito ringraziamento alle forze di Polizia, che con la loro costante presenza sul territorio siciliano riescono a prevenire e reprimere. Infine formulano un accorato appello alle istituzioni e ai cittadini, perché si operi insieme per un giornalismo libero, in uno Stato libero. Negli ultimi cinquant’anni i giornalisti in Italia e in Sicilia in particolare, hanno pagato un conto salatissimo, che non siamo più disposti a pagare”. La solidarietà a Paolo Borrometi è stata manifestata anche dai due consiglieri nazionali Ucsi Gaetano Rizzo e Salvatore Di Salvo, che è anche presidente della sezione Ucsi Siracusa.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova aggressione al personale sanitario di un ospedale a Palermo. Il medico di turno nel reparto di chirurgia dell’ospedale Villa Sofia, Giuseppe Polizzotti, è stato colpito con un casco dal familiare di un paziente che era ricoverato in osservazione. Il parente del malato ha aggredito prima verbalmente il medico poi lo colpito alla schiena con il casco. Il paziente ricoverato era in attesa di essere trasferito in chirurgia. Sul posto è intervenuta la polizia che ha identificato l’aggressore; il medico si riserva di presentare denuncia nei confronti dell’aggressore. Sabato scorso si era verificata un’altra violenta aggressione all’ospedale dei Bambini. I medici hanno tentato un’operazione disperata per salvare un bimbo nato con un tumore. I genitori erano a conoscenza della delicatezza dell’intervento, nonostante tutto il padre dopo avere appreso che il figlio era morto ha picchiato quattro medici; uno dei quali è stato medicato al pronto soccorso per un trauma cranico.

Gli agenti del commissariato di Partinico hanno arrestato Salvatore Vassallo, 51 anni di Altofonte, accusato di coltivazione di droga. Nell’abitazione a Cinisi (Pa) in contrada San Giovanni, i poliziotti hanno trovato 675 piante di marijuana. I controlli sono stati eseguiti con i tecnici Enel che hanno constatato un elevatissimo consumo di energia. Per creare le condizioni ottimali alla vita delle piantine, era stato anche creato un sistema di ventilazione, riscaldamento e illuminazione. I tecnici dell’azienda elettrica hanno trovato due allacci abusivi. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari.
   

 C’è il sospetto di ‘illegittimità’ nelle assunzioni degli 88 ‘portaborse’ contrattualizzati dai singoli deputati all’Assemblea siciliana, grazie a una leggina, che fu approvata quattro anni fa, scattata all’inizio di questa legislatura. A quantificare la somma a disposizione di ogni deputato per i portaborse D6, poco più di 58.500 euro all’anno, è un decreto del 23 novembre dell’anno scorso firmato dall’ex presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, mai portato in Consiglio di presidenza. A sollevare il dubbio è stato il presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti, Maurizio Graffeo, che nel corso dell’adunanza pubblica stamani ha chiesto ai singoli capigruppo dell’Ars se fossero a conoscenza del decreto presidenziale 293/2017 e se fosse mai passato al vaglio del Consiglio di presidenza: tutti hanno risposto di avere appreso dell’esistenza del decreto solo dopo i rilievi mossi proprio dai giudici contabili, qualche giorno fa, che hanno chiesto chiarimenti ai gruppi proprio sulle assunzioni.
   

Il clan catanese dei Cappello, su richiesta del boss siracusano Salvatore Giuliano, “stava per organizzare un’eclatante azione omicidiaria” per “eliminare lo scomodo giornalista” Paolo Borrometi, direttore del sito la spia.it, per le sue inchieste sul territorio. Lo scrive il Gip Giuliana Sammartino nell’ordinanza che ha portato all’arresto di quattro persone per un attentato dinamitardo all’auto dell’avvocato Adriana Quattropani che in qualità di curatore fallimentare stava ponendo i sigilli a una stazione di servizio a Pachino. Borrometi già in passato è stato bersaglio di diverse minacce e intimidazioni mafiose, tanto da essere sottoposto a un servizio di scorta

Obiettivo Paolo Borrometi per alcune sue inchieste sul Siracusano

La Procura di Palermo ha disposto il fermo dei componenti di un’organizzazione criminale che organizzava viaggi di migranti tra la Tunisia e la Sicilia su gommoni velocissimi. A bordo passeggeri disposti a pagare caro in cambio di un trasporto sicuro. Chi approdava riusciva a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine e alle procedure di identificazione: un modo, secondo gli inquirenti, che assicurare tra l’altro l’anonimato a chi arriva in Europa con finalità terroristiche.

L’inchiesta della dda di Palermo ha accertato la presenza, all’interno del gruppo criminale, di estremisti jihadisti che avrebbero manifestato atteggiamenti ostili alla cultura occidentale anche mediante propaganda attuata attraverso falsi profili attivati su piattaforme “social”. 

I provvedimenti di fermo, eseguiti dai finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo e della compagnia di Marsala, sono 13 e riguardano persone di nazionalità tunisina, italiana e marocchina. Le Fiamme gialle stanno inoltre eseguendo numerose perquisizioni presso le abitazioni e i luoghi utilizzati dall’organizzazione come basi operative per la gestione dei traffici illeciti. L’associazione, capeggiata da pericolosi pregiudicati tunisini, operava prevalentemente mediante trasporti veloci, per i quali utilizzava gommoni carenati con potenti motori fuoribordo ed esperti scafisti, nel braccio di mare tra la provincia tunisina di Nabeul e quella di Trapani, consentendo agli immigrati di raggiungere, in poco meno di quattro ore di navigazione, le coste italiane. Ogni viaggio, per il quale venivano imbarcate dalle 10 alle 15 persone, con costi tra i 3000 e i 5000 euro a testa, prevedeva anche il trasporto di sigarette di contrabbando, destinate al mercato nero italiano ed in particolare a quello palermitano. Per la conduzione del lucroso traffico, che poteva fruttare complessivamente tra i 30.000 e i 70.000 euro a viaggio, era stata predisposta una efficiente rete organizzativa, che contava sull’operato di elementi tunisini, italiani e marocchini che si occupavano di fornire ai clandestini un vero e proprio servizio “shuttle” dalle spiagge di sbarco sino alle basi logistiche dell’organizzazione, dove, una volta rifocillati e forniti di vestiario, i migranti potevano liberamente raggiungere le destinazioni scelte. L’associazione criminale si occupava anche della ricezione e dello stoccaggio delle sigarette di contrabbando, nonché della loro successiva collocazione presso le reti di vendita che facevano capo ad una donna italiana. La donna era al vertice di una più ampia rete illegale di vendita di prodotti di contrabbando destinati al mercato palermitano.

Lo show del Circo Lidia Togni continua a riscuotere successo nell’agrigentino con la sua città itinerante e le sue meravigliose attrazioni, premiate al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo, tappa a Licata dal 12 al 16 aprile.

 

Il complesso circense si trova in corso Umberto Argentina, in programma due spettacoli al giorno alle 18.00 e alle 21.15, la domenica ore 17.00 e secondo spettacolo alle 19.30; lunedì 16 aprile unico spettacolo ore 18.00.

 

Star della pista, Vinicio Togni Canestrelli, figlio di Lidia e direttore del complesso circense, universalmente riconosciuto come il più esperto e prestigioso addestratore a livello internazionale. Il direttore del complesso circense, vanta della straordinaria giostra equestre, premiata con il Clown d’Argento dalla Principessa Stephanie di Monaco, al Festival del Circo di Montecarlo e con la Medaglia commemorativa della Presidenza della Repubblica Italiana al Festival del Circo d’Italia, Città di Latina. Un’attrazione che mette in risalto la perfetta simbiosi tra uomo e cavallo, con la presenza di ben 30 esemplari di diverse razze: lipizzani austriaci, frisoni olandesi, crioli argentini, palomini lusitani e ponies dello Shetland.

Vinicio Togni, sempre alla ricerca di novità, quest’anno presenta, con grande maestria, animali di bellezza unica come. i leoni bianchi, attrazione premiata al Festival del Circo di Montecarlo e al Festival del Circo d’Italia Città di Latina, dove ha ricevuto il premio del SIAC, il Sindacato degli Addestratori d’Europa.

Domina ancora la pista, il direttore con il numero degli animali esotici: cammelli, dromedari, asinelli della Siria, lama, vatussi, lo yak, l’hungarian grey.

Quello del Circo Lidia Togni è uno show di grandi esclusive, con l’adrenalinica attrazione delle moto nel globo d’acciaio, i motociclisti della troupe “Diavoli Latini” che sfrecciano e si incrociano ad altissima velocità in una piccola sfera d’acciaio; i “Bad Boy” acrobati spericolati alla ruota della morte al ritmo di melodie sudamericane; la troupe “Murcia” funamboli a grande altezza da cardiopalma; gli esilaranti clowns Lele’, Remachin, Viny, Pin Pin e Cornettin; il verticalista Christian Ferney con esibizioni di forza fisica ed abilità; la contorsionista Mayerly che grazie ad un’insolita flessibilità del corpo riesce ad eseguire pose uniche con grande forza ed eleganza; l’antipodista Jennifer Barlay-Brescianini, sinuosa artista che con la sua specialità, volteggiare con i piedi cilindri, palloni… incanta il pubblico.

Ad accompagnare gli spettatori, alla scoperta del mondo magico del circo, quello della pura tradizione di casa Togni, c’è il clown bianco Marcello, una figura di quelle immortalate dal grande regista Federico Fellini nei suoi celebri film.

Uno show entusiasmante, coinvolgente e di estrema qualità che coniuga tradizione ed innovazione, garantito da Vinicio Togni.

 

E’ tornato il CinemaDay, la campagna del ministero dei Beni culturali per incentivare il numero degli spettatori, soprattutto giovani e famiglie. Fino a giovedì 12 aprile, si potrà andare al cinema al prezzo scontato di 3 euro.