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Dai falò nei lidi ai giochi pirotecnici, dai classici barbecue in mezzo alla natura alle visite guidate nelle città d’arte. Non mancano anche sagre di prodotti tipici e rassegne culturali folkloristiche. 

Nella Provincia di Agrigento.

Per la vigilia di Ferragosto, torna nella splendida cornice del Castello Incantato di Sciacca la serata tipica siciliana.

Gli eventi proseguono anche il 16..

Ad Agrigento .. 

“A cena con la storia tra i pistacchi della Valle dei Templi”.

Si tratta di un’esperienza unica nel suo genere del country food sotto le stelle, nell’unico pistacchieto esistente nella zona archeologica della Valle dei Templi. La Terrazza degli Dei ristorante e Villa Athena Farm nella Valle dei Templi. 


Il programma inizia alle 19.45 con pick-up presso piazzale Ugo La Malfa, a cui seguirà presentazione della serata e tour guidato della Valle dei Templi a bordo della navetta. Alle 20.15 trasferimento presso l’unico pistacchieto della Valle di proprietà dell’azienda Villa Athena Farm, con aperitivo e piccola degustazione dei prodotti agricoli della Farm. Alle 20.45 cena conviviale a base di prodotti tipici e della produzione agricola della Farm con accompagnamento musicale e bar.
Adatto a tutti, adulti e bambini (con menu dedicato) .
La speciale cena si svolgerà il 16 agosto e si ripeterà OGNI GIOVEDì. 

Per info e prenotazioni: cell. 320.8144219 –info@laterrazzadeglidei.it.
http://www.laterrazzadeglidei.it/cena-pistacchieto-valle-dei-templi.html @hotelvillaathena #acenaconlastoriatraipistacchidellavalle

 

Due esemplari di squalo sono stati avvistati a pochi metri dalla battigia della spiaggia della Tonnara, a Sciacca, dove si trovavano diversi bagnanti, tra cui molti bambini. L’avvistamento ha generato il panico. Una motovedetta della Guardia costiera ha subito raggiunto la zona. I militari sono riusciti ad agevolare l’allontanamento delle verdesche in acque più sicure. Un motopeschereccio di Sciacca sta tentando di catturarle. Secondo i pescatori sarebbe una specie innocua.

A Licata una famiglia di cinque persone ha creduto che fosse cicoria, o comunque una verdura commestibile, e si è cibata invece di un’erba selvatica velenosa. I cinque sono stati colti da malore, e si sono recati subito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” a Licata. La famiglia, tra cui una bambina di 5 anni, ha subito una grave intossicazione. I medici di Licata hanno contattato l’apposito Centro antiveleni per concordare un protocollo di cura.

A Montallegro, in provincia di Agrigento, un grosso sacco nero ricolmo di spazzatura è stato depositato innanzi all’ingresso dell’abitazione della sindaca, Rina Scalia. La sindaca ha presentato ai Carabinieri una denuncia contro ignoti. A Montallegro la raccolta differenziata porta a porta è di oltre il 70 per cento, nonostante le recenti difficoltà insorte per l’aggiudicazione della gara d’appalto ad una nuova impresa che è subentrata alla precedente.

Nel mese di luglio il consiglio comunale di Agrigento è costato circa 8mila euro, tra riunioni di consiglio e riunioni di commissione. Nel dettaglio 2.730 euro sono costate le sedute del consiglio, e 5.079 euro le sedute di commissione. La consigliere Pierangela Graceffa ha rinunciato al gettone. In tale costo mensile non rientrano i compensi per la presidente del consiglio comunale Catalano e per i consiglieri e assessori Hamel, Riolo e Battaglia, che sono remunerati con un’indennità a parte.

Un museo, quello di Agrigento, sempre di più a livelli  degli standard europei. Che si apre sempre di più ad un pubblico fatto non solo da turisti ma anche ad intenditori del buon teatro e della buona musica. Giovedì 16 Agosto con “ La tragedia di un personaggio” si inaugurerà quella che è la stagione dei musei che ritornano a prendere vita, proprio come nella trama dello spettacolo dove un teatro viene riportato alla luce, insieme ai personaggi che ne hanno calcato la scena, uno spettacolo adatto anche ai più piccoli. Infine, Venerdì 17 Agosto sarà il turno “Nuevo Piazzolla Project” uno spettacolo sul Quinteto nuevo, che rivoluzionò il Tango, per sempre. CoopCulture si conferma attenta a quelle che sono le caratteristiche dei più importanti musei d’Europa, lanciando Agrigento come una tra le città del vecchio continente ad essere all’avanguardia nella gestione di quella che è la nuova visione di Museo, che nel gergo dell’era dei Social Network potremmo chiamare 2.0.

Suscita sgomento il tragico crollo del viadotto Morandi a Genova e induce ad alcune riflessioni. Nell’unirci alla preghiera per le vittime e per i sopravvissuti, è naturale che il pensiero vada al Viadotto Morandi di Agrigento. Il rincorrersi di notizie sugli interventi di consolidamento in corso sul ponte malato di Genova, costruito negli anni Sessanta, impone due considerazioni: la prima riguarda la prudente chiusura al traffico chiesta e ottenuta del viadotto che collega Villaseta ad Agrigento; la seconda concerne l’opportunità del costoso intervento, alla luce di quanto avvenuto in queste ore. Credo che il dramma che Genova sta vivendo renda necessario un momento di riflessione sulla funzione del viadotto di Agrigento rispetto ai rischi connessi alla vetustà della struttura e sulla durata nel tempo di un così complesso

intervento conservativo. Tornano di pressante attualità le valutazioni fatte ai vertici di Anas di riconsiderare le decisioni adottate e di valutare la realizzazione o il potenziamento di percorsi alternativi”
Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto intervendo a proposito del crollo di Genova.. 

Il cadavere di un giovane ghanese trentenne è stato trovato nel boschetto sottostante il tribunale di Agrigento ieri di pomeriggio. Il ragazzo lavorava in una ditta della zona industriale di Agrigento, con regolare permesso di soggiorno e documenti in regola. Era scomparso da qualche settimana, la famiglia, che risiede in Veneto aveva incaricato un legale per avviare la denuncia, e la successiva ricerca. Il prossimo giovedì sarà fatta l’autopsia disposta dal pubblico ministero Paola Vetro Cecilia Baravelli e dall’aggiunto Salvatore Vella. La Procura della Repubblica indaga per l’omicidio. 

 

«Gli scarichi a mare e la presenza del vermocane sulle spiagge, potrebbe non essere casuale». A mettere in correlazione i preoccupanti livelli di inquinamentodel mare – la scorsa settimana sono diversi i punti interessati della costa ionica destinatari di ordinanza di non balneabilità – e l’animale marino che al nome comune poco grazioso unisce un aspetto poco attraente e, soprattutto, un pericoloso effetto urticante per chi vi entra in contatto, è Andrea Cosentino, biologo e ricercatore dell’Università di Messina. L’interesse attorno l’anellide della classe dei Policheti negli ultimi anni torna al centro della cronaca, specialmente durante la stagione estiva. Quest’anno il caso più eclatante si è registrato a Recanati, frazione di Giardini Naxos, dove alcuni villeggianti hanno minacciato di fare le valigie e partire davanti all’impossibilità di fare il bagno in mezzo ai reflui non depurati e al rischio di mettere un piede su uno dei vermi.

«Affermare che i vermocani non c’entrino con le condizioni dell’acqua non è corretto – spiega Cosentino -. Si tratta di animali che fungono da spazzini del mare, che vengono attratti da carcasse e da qualsiasi forma di materiale organico in decomposizione, di cui si cibano. L’elevata concentrazione di escherichia coli, in tal senso, potrebbe fungere da calamita per l’elevata concentrazione vicino alla riva». Di sicuro c’è un fatto: rispetto al passato, oggi è molto più facile imbattersi in esemplari di vermocane. «Personalmente ne ho visti lungo tutta la costa che va da Ognina, a Catania, a Taormina. Ma altri avvistamenti sono avvenuti sia nel Ragusano, nella zona di Sampieri, e a Linosa – va avanti il biologo marino -. Le cause di questo fenomeno vanno rintracciate in qualcosa che va oltre l’inquinamento, perché ci troviamo davanti a un cambiamento di abitudini da parte di un animale che è sempre stato considerato notturno». In tal senso più che parlare di un aumento degli esemplari presenti nel mar Ionio è più corretto dire che è più facile avvistarli. «Il vermocane tradizionalmente si muove, si ciba e si riproduce di notte. Da qualche tempo, invece, le stesse attività le compie anche e soprattutto di giorno», aggiunge Cosentino. Chiedersi il perché è naturale. «Le spiegazioni possibili sono tante, tra esse c’è l’aumento della temperatura dell’acqua che causa una crescita della dispersione dell’ossigeno, il che – spiega il ricercatore – potrebbe spingere i vermocani a risparmiare energia di notte, quando la vegetazione non fa la fotosintesiper rimandare alle ore del giorno le proprie attività».

Di fronte a questi cambiamenti – a primavera inoltrata lo stesso Cosentino ha assistito a un gruppo di vermocani che si stava riproducendo a Stazzo, frazione marinara di Acireale – è necessario che le persone sappiano come comportarsi nel caso in cui ci si ritrovasse vicino un esemplare. «Così come per le meduse bisogna cercare di evitare il contatto – chiarisce il biologo -. Non parliamo di un animale aggressivo, ma possiede delle setole sottilissime che entrano nella pelle e si spezzano facilmente rilasciando una tossina che crea un forte effetto urticante». Rispetto alle meduse, i vermocani restano pericolosi anche da morti: «Per circa due giorni dal decesso la tossina resta attiva e questo significa che bisogna fare attenzione a non toccarli anche se li si trova immobili sulla spiaggia, dove magari arrivano in seguita a improvvise mareggiate». 

Quest’ultimo aspetto tira in ballo la necessità da parte delle amministrazioni di intervenire per evitare rischi per la salute dei bagnanti. La competenza è dei Comuni, almeno nell’immediatezza. «Fino a questa mattina non abbiamo ricevuto segnalazioni da parte dei sindaci – commenta Gaetano Sirna, direttore dell’Asp di Messina -. In prima battuta sono i Comuni che devono occuparsi del demanio marittimo. Comunicandoci la presenza di fenomeni che potrebbero rendere necessario un interessamento del nostro personale. Ma questo finora non è accaduto». Un contributo a ridosso delle zone portuali potrebbe essere dato dai pescatori. «Il consiglio per loro è di non lavare le reti a poca distanza dalla costa – conclude Cosentino – poiché i resti di pesce attirano i vermi, che si avvicinano alla zona in cui la gente fa il bagno».