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Nella più totale disorganizzazione, la Sea-Iseda ricorre al solito gioco delle tre carte. Incontra con urgenza il sindaco di Favara al quale fa presente che il Comune  è in arretrato di qualche fattura e che ATI non può pagare i lavoratori. (non fa parte del contratto?) Suggerisce al Sindaco un “escamotage”: scrivere al Prefetto per chiedere la precettazione di tutti i lavoratori. Per precettazione s’intende quel provvedimento amministrativo, emesso dalla competente autorità, che impone il termine di uno sciopero per motivi di ordine pubblico. Il buon senso e l’esperienza della Dottoressa  Maria Rita COCCIUFA, Prefetto di Agrigento, boccia energicamente l’ennesima trovata ingegnosa, messa in atto con abilità e astuzia, da ATI. La risposta è chiara:  l’astensione dal lavoro di questi (“poveri cristi” aggiungo)  è dovuta al mancato pagamento delle spettanze retribuite dei lavoratori, non sussistono i presupposti per procedere alla richiesta di precettazione. Ripercorro nella mia mente la saggezza del precedente Prefetto Dott. Dario Caputo nell’affrontare la stessa situazione con grande sensibilità. Le inadempienze da parte dell’ATI ISEDA sono sotto gli occhi di tutti. Tassa rifiuti più cara d’Italia, disorganizzazione dei servizi. A nostro avviso, va rivisto immediatamente l’appalto milionario dell’ATI, in ogni suo punto. Revocando se il caso, l’affidamento. Dopo l’acqua la spazzatura; gli agrigentini, i favaresi,  non possono piangere l’ennesima “catastrofe”

Sono stati i carabinieri dei Nas di Palermo che hanno denunciato a piede libero il titolare di un chiosco sito lungo il viale delle Dune a San Leone. Ieri, nel corso di un controllo, i militari coadiuvati dai colleghi di Agrigento, dopo avere effettuato una serie di accertamenti ed hanno riscontrato irregolarità nelle bombole di ossigeno gassoso scadute.

L’accusa per il titolare del chiosco è la detenzione per la somministrazione di medicinali guasti o imperfetti.

 

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” ha appena pubblicato il sondaggio relativo non solo all’apprezzamento dell’attività dei presidenti di Regione in Italia, ma anche dei sindaci. I cittadini sondati, a fine 2020, hanno risposto alla domanda se sarebbero disposti a confermare con il proprio voto il sindaco in carica. In Sicilia il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, è 39esimo nella classifica nazionale, e sarebbe votato dal 56% dei concittadini, dunque con un meno 4% rispetto al 60% della vittoria al ballottaggio nell’ottobre 2020. Ultimo è il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, al 105esimo posto, con un gradimento del 30%, e Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, al 102esimo posto con un gradimento del 39%. Poi, il sindaco di Messina, Cateno De Luca, si attesta al 22esimo posto per gradimento. Al 36esimo posto è il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, il sindaco di Enna, Maurizio Di Pietro, al posto 45, il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, al posto 70, e poi al posto 81 il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, e quello di Siracusa, Francesco Italia.

A Favara dallo scorso 29 giugno prosegue ad oltranza, con gravi ripercussioni di igiene ambientale, lo sciopero dei netturbini a causa del mancato pagamento delle spettanze. La sindaca Anna Alba si è rivolta al prefetto affinchè sia valutata l’ipotesi della precettazione. Il prefetto, Maria Rita Cocciufa, così come in precedenza la Commissione nazionale di garanzia, ha risposto picche e ha così spiegato il perché: “Si ribadisce nuovamente che, atteso che l’astensione è dovuta al mancato pagamento delle spettanze retributive ai lavoratori, non sussistono i presupposti per procedere alla richiesta di precettazione, come già chiarito in altre analoghe occasioni. Si invita il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ad adottare con immediatezza gli interventi necessari ad evitare che il perdurare dei rifiuti nelle strade possa determinare danni alla salute dei cittadini”.

Sono in stato di agitazione i lavoratori della Girgenti Acque e della società Hydortecne. Si tratta di oltre 300 dipendenti preoccupati sia dalla dichiarazione di fallimento delle due società, sia dalla crisi finanziaria che le attanaglia a seguito delle pretese creditizie della curatela fallimentare non soddisfabili dall’attuale liquidità di cassa, e, inoltre, anche dei ritardi dell’Ati a costituire la nuova società pubblica di gestione del servizio idrico. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil intervengono nel merito e affermano: “Sono oggi in gioco la continuazione del servizio idrico integrato e 300 posti di lavoro. Di fronte a questo scenario apocalittico siamo preoccupati anche dai risvolti di ordine pubblico che si possono generare nel corpo della società provinciale già fortemente provata dall’arretratezza e spesso inesistenza di servizi importanti. Per questo i lavoratori sono già in stato di agitazione e a breve si riuniranno per valutare quali iniziative intraprendere, ma la linea della protesta sembra quella prevalente”.

A Palermo, al palazzo di giustizia, in Corte d’Appello, la Procura Generale, tramite Rita Fulantelli, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado, a 6 anni e 6 mesi di reclusione, a carico dell’imprenditore di Racalmuto, Calogero Romano, 61 anni, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la Dda di Palermo, Romano avrebbe intrattenuto rapporti d’affari con gli ex capimafia di Racalmuto, Maurizio Di Gati e Ignazio Gagliardo, che è stato dipendente dello stesso Romano, oggi pentiti e che lo accusano, e poi sarebbe stato in contatto con il già capo di Cosa nostra, Giuseppe Falsone.

Romano, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Nino Caleca, è stato in primo grado condannato a risarcire l’ex Provincia di Agrigento e la Regione Siciliana che si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Daniela Posante e l’Avvocatura di Stato. Prossima udienza il 30 ottobre per le arringhe difensive.

Il vice presidente del Codacons Giuseppe Di Rosa solleva alcune questioni relativamente alla trasparenza tra amministrazione e cittadini. Scrive una nota al sindaco e chiede:

“Cosa ne pensi se illustrate la questione PLURIPIANO alla città rendendo conto ai cittadini dello stato di fatto del rapporto con la Ditta che lo gestisce ? (chiamasi trasparenza)

  • Hanno pagato ?
  • Cosa ?
  • Quando?
  • Adesso stanno rispettando il contratto ed il relativo capitolato d’oneri?
  • Allo stato attuale quale sarebbe la situazione finanziaria nel rapporto ente/azienda ?

Sai Franco, abbiamo aspettato fino ad oggi, ma perché dobbiamo per forza scrivere noi per avere quella trasparenza sbandierata in campagna elettorale ?”

Le lezioni del prossimo anno scolastico in Sicilia cominceranno giovedi 16 settembre e si concluderanno il 10 giugno 2022. E’ stato firmato dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Roberto Lagalla, il decreto che fissa il calendario scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado operanti in Sicilia per l’anno 2021/2022. Mentre con un successivo provvedimento sarà modulato il calendario didattico delle attività formative in obbligo scolastico (IeFP), erogate dalle istituzioni formative accreditate. Un altro anno in cui bisognerà fare i conti con l’evoluzione dell’emergenza pandemica.

Il governo Musumeci sta già lavorando per garantire un anno di normalità a tutti gli studenti e al personale scolastico. “Nei prossimi giorni, insieme all’Ufficio scolastico regionale – dichiara l’assessore Lagalla – convocheremo una riunione per stabilire le modalità del rientro a scuola in presenza. Lavoreremo, coerentemente con quanto verrà stabilito dal Comitato tecnico scientifico nazionale, per garantire agli studenti un inizio d’anno in piena sicurezza”. Nelle scuole i giorni di attività didattica saranno 207, oppure 206 se la festa del Santo Patrono locale ricade durante l’anno scolastico. Per le scuole dell’infanzia il termine delle attività educative è fissato al 30 giugno 2022.

Le vacanze di Natale saranno dal 23 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022; quelle di Pasqua dal 14 aprile al 19 aprile 2022. Le istituzioni scolastiche possono stabilire la ulteriore sospensione delle lezioni, per un massimo di tre giorni. La ricorrenza del 15 maggio, festa dell’Autonomia Siciliana, sarà dedicata a specifici momenti di aggregazione scolastica per lo studio dello Statuto della Regione Siciliana e per l’approfondimento di tematiche connesse all’autonomia, alla storia e all’identità regionale.

Sono 144 i nuovi positivi al Covid registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 14.127 tamponi processati, con una incidenza che risale poco sopra l’1%.La Regione oggi torna in testa nella classifica dei nuovi contagi giornalieri. Le vittime sono 4 e portano il totale dei morti a 5.985.  Negli ospedali i ricoverati sono 155, due in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive, invece, salgono anche oggi e adesso sono 18.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Caltanissetta 46; Catania 22; Trapani 21; Agrigento 16; Palermo 13; Ragusa 9; Messina 9; Siracusa 6; Enna 2.

L’emergenza si aggrava ulteriormente con la discarica Traina che chiude i cancelli al Comune di Favara. Prima i soldi e poi si scarica, così questa mattina è stato detto agli addetti del trasporto per i servizi essenziali.

E dalla Prefettura arriva l’altra doccia fredda per l’amministrazione comunale in risposta alla richiesta di quest’ultima di precettare i lavoratori.

“Atteso che – si legge nella nota a firma del Prefetto di Agrigento- l’astensione è dovuta al mancato pagamento delle spettanze retribuite dei lavoratori, non sussistono i presupposti per procedere alla richiesta di precettazione”

I netturbini non pagati scioperano, allo stesso modo le discariche chiudono i cancelli, mentre l’amministrazione comunale non ha soldi: chi salverà i favaresi? I rifiuti sotto il sole dell’estate che invadono la città sono un gravissimo rischio per la salute pubblica, mettendo da parte l’altrettanto grave offesa alla dignità dei cittadini.

L’amministrazione comunale ha dimostrato di non essere in grado, per mancanza di liquidità, a risolvere la problematica; a questo punto resterebbero due strade da percorrere, la prima: abbandonare Favara o la seconda: dica la Prefettura cosa fare per garantire la salute e l’ordine pubblico.

Si aspetta, si aspettano i 256mila euro del fondo perequativo per rinviare il problema al prossimo mese e fino alla fine del mondo, quando Favara ha cercato coraggiosamente da anni il suo riscatto sociale e la sua ripresa economica invocando la legalità che non si afferma con uno Stato che lascia i cittadini tra i rifiuti per settimane a distanza di pochi mesi.

via siciliaonpress