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Elena Ferraro si dimette dalla carica di consigliere di amministrazione dell’Airgest spa, due ore prima della visita del presidente della Regione Musumeci allo scalo trapanese.

La Ferraro è stata fortemente voluta dal Presidente della Regione nel cda della società da circa nove mesi ed è stata colei che ha gestito i rapporti tra il territorio, la società di gestione dell’aeroporto “Vincenzo Florio” e la Regione. 

Giungono a sorpresa tali dimissioni proprio a due ore dalla visita del presidente Musumeci presso lo scalo di Birgi.

“Macchina burocratica regionale inefficiente e inefficace che ha azzerato il rapporto di fiducia con l’ente Regione. Un rapporto creato in nove mesi di lavoro svolto con totale dedizione e spirito di servizio nell’esclusivo interesse del territorio”. Queste momentaneamente le uniche parole della Ferraro a commento delle sue dimissioni.

Se c’erano tanti cittadini con buona volontà e buona intenzione per fare la raccolta differenziata adesso ce ne sono molti di più esasperati da presunte regole che si modificano quotidianamente e a seconda di chi le enunci.

Tra gradazioni di sporco ammesse per piatti di plastica e scatole per la pizza, tra sacchi trasparenti o neri. Tra incivili veri e persone che si sono trovate il sacco nero lasciato dietro la porta senza una ragione ma praticamente additate come quelli che non fanno bene la differenziata, abbiamo passato il segno.

Per la privacy il sacco trasparente non è il massimo e si legge in tante enunciazioni del garante.

Così come non è il caso di mettere il proprio nome sul contenitore, come stabilito da regole comunali. I rifiuti sono personali, indicano chi siamo e cosa facciamo. Indicano il nostro stato di salute, le nostre abitudini, ci si può trovare persino la nostra busta paga.

Non ne possiamo più. Sta diventando un incubo. Ci tocca rincorrere il netturbino con una relazione tecnica accurata su come abbiamo differenziato i nostri rifiuti, lasciati sul posto dopo una scrollatura o un’occhiata al sacco scuro.

Un pensiero va anche a chi, vivendo su scale e cortili deve fare centinaia di metri per riportarsi a casa i pesanti sacchi “rifiutati”. Se deve essere porta a porta lo sia per tutti, oppure si organizzi la raccolta stradale dove non si reputa possibile raggiungere le abitazioni.

La misura è colma. Servono determinazioni serie, chiare e soprattutto razionali, che tengano conto dei diritti dei cittadini. Serve quel regolamento comunale per la differenziata che, nonostante le mille promesse, non è ancora su carta.

Nell’udienza di convalida, aveva dichiarato  di essere stato in in spiaggia ma di aver “filmato” solamente le due ragazze, respingendo ogni accusa di violenza sessuale. Bacau avrebbe anche ammesso di aver colpito con un calcio una delle due giovani.

Sono state proprio le ragazze, una volta esser riuscite a sfuggire al tentativo di adescamento, a chiamare le forze dell’ordine e raccontare per filo e per segno quanto accaduto. Sono così scattate le manette, al termine di un’attenta e approfondita attività di indagine cominciata il fine settimana scorso, ai polsi del 39enne romeno che attualmente si trova in carcere.

Il fattaccio, così come raccontato dalle due giovani vittime, avviene in una spiaggia del litorale di Sciacca, nel fine settimana, intorno alle tre del mattino: le ragazze sono state avvicinate da un uomo dall’accento straniero il quale, con una torcia in mano, esclamava più volte “polizia, polizia”, fingendosi appartenente alle forze dell’ordine.

L’uomo subito dopo, approfittando della scarsa illuminazione e dell’assenza di eventuali testimoni, si è abbassato i pantaloni e prendendo per la testa una delle due ragazze, ha cercato di baciarla. Nonostante le richieste di aiuto da parte delle due, vista l’ora, in quel momento, nessuno si è accorto di quanto stava accadendo. Mentre l’uomo continuava a trattenere una ragazza, l’altra cercava in tutti i modi  di liberare la propria amica.

Conferma le accuse in Tribunale nel processo che vede  Vasile Bacau, 39 anni, originario della Romania,  accusato  di tentata violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di due giovani di 18 e 19 anni in una spiaggia di Sciacca. Lei è una delle due ragazze vittime della presunto tentativo che, ieri, davanti ai giudici ha confermato quanto dichiarato nell’immediatezza dei fatti.

L’aggressore, disturbato dalla reazione delle due ragazze, non riuscendo a tenerle più a bada, alla fine ha deciso di allontanarsi, sferrando però un calcio al mento ad una delle due giovani.

Le due ragazze, subito dopo, contattavano telefonicamente il “112”, descrivendo quanto accaduto alla Centrale operativa dei Carabinieri. Dopo qualche minuto sono giunte sul luogo due pattuglie dell’Arma, che hanno ascoltato le giovani vittime, tracciando subito un primo identikit dell’aggressore.

Le ricerche dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca  sono scattate immediatamente e si sono protratte per tutta la notte, fino a mattina inoltrata. Grazie alle indicazioni fornite dalle vittime ed all’attività info-investigativa sviluppata, i Carabinieri hanno concentrato i loro sospetti su un Vasile Bacau noto per dimorare in una casa diroccata non molto lontano dal luogo ove era avvenuta l’aggressione.

I militari, dopo aver circondato l’abitazione, hanno subito fatto irruzione all’interno, sorprendendo l’uomo, il quale veniva successivamente condotto in caserma in quanto era molto somigliante all’identikit realizzato dagli investigatori.

Sono accusati di aver provocato un incendio nel bosco della Valle dei Templi nel tentativo di estrarre il rame da dei cavi.

L’accusa ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di due giovani di Agrigento, Salvatore Camilleri, 21 anni, già noto alle forze dell’ordine, e Jonathan Paino, 27 anni.

L’udienza doveva tenersi nella giornata di ieri presso il palazzo di giustizia di via Mazzini, ma per un difetto di notifica tutto è stato rinviato al prossimo 7 febbraio.

Per i due agrigentini l’accusa è di incendio e ricettazione per il fatto che è avvenuto nel luglio dello scorso anno. Paino, sempre in quell’occasione, rimase ustionato al viso e alle braccia dalle fiamme di cui aveva perso il controllo. Per le ferite riportate quest’ultimo fu trasportato al centro Grandi ustionati di Palermo.

Il gip del Tribunale deciderà nelle prossime ore.

In data 29/11/2018 nella sala riunione del Comando si è svolta una partecipata assemblea sindacale del personale della Polizia Locale di Agrigento. E’ intervenuto l’Assessore delegato, Prof. Massimo Muglia  in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.

I Dirigenti sindacali e gli intervenuti hanno evidenziato le problematiche che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione a seguito del mancato riscontro da parte dell’Amministrazione riguardo: la fornitura del vestiario, il pagamento delle spettanze arretrate (straordinario, progetto “Nike”, aumento contrattuale ecc.) e il Fondo Regionale per il miglioramento dell’efficienza dei servizi della Polizia Locale ai sensi dell’art. 13 della L.R. N°17/90.

L’Assessore Muglia ha affermato che le lamentele  risultano legittime e da subito si attiverà per dare un’adeguata risposta al personale di cui ha riconosciuto la professionalità e serietà.

In attesa che dalle parole si passi ai fatti in tempi brevi,  le OO.SS. hanno riferito all’Assessore che in mancanza di un riscontro immediato, chiaro ed inequivocabile da parte dell’Amministrazione Comunale, si attiveranno le procedure di conciliazione davanti il Prefetto di Agrigento.

Un cadavere è stato rinvenuto ad Agrigento in un’abitazione di Via Nicone nei pressi della banca d’Italia e vicino al cuore del centro città.

L’ipotesi del suicidio è stata, poi, confermata dai carabinieri.

Il cadavere è di Angelo Carlino, 67 anni ed ex dipendente comunale.  Sull’uomo sono evidenti diverse ferite da taglio ma quelle che più destano attenzione sono i tagli ai polsi, motivo per cui si pensa al suicidio.

Il corpo è stato trovato dai vigili del fuoco e dai carabinieri che erano stati allertati da un vicino di casa che non riusciva più ad avere contatti. Dopo aver fatto irruzione nell’abitazione e aver verificato le condizioni con un medico e i militari della Scientifica, attraverso le indagini, si è appurato che l’uomo si è suicidato per sconosciuti motivi.

 

Avrebbe fatto delle pressioni nei confronti del titolare della ditta del servizio di raccolta rifiuti al fine di ottenere la promessa della stipula di un contratto da 65 mila euro annui  a favore di un istituto di vigilanza compiacente del palermitano.

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno arrestato – con l’accusa di tentativo di indebita induzione a dare o promettere somme di denaro – l’ex assessore con delega all’Urbanistica, all’Edilizia Pubblica e Privata, ai Rifiuti e al Servizio Idrico Integrato del Comune di Naro Franco Lisinicchia.

Velate minacce di provvedimenti sanzionatori, a fronte di generiche e fantomatiche mancanze nell’assolvimento del servizio di raccolta, nonchè allusioni a possibili danneggiamenti dei mastelli destinati alla raccolta differenziata. Queste le armi utilizzate per ottenere la firma del contratto.

I particolari dell’operazione, verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne, presso la sede della Procura della Repubblica di Agrigento.

Nasce a Milano il 23 dicembre 1982,ma cresce a Canicattì ed è il nostro vice-direttore di Sicilia24h.it.

Muove i suoi primi passi verso una grande carriera iniziando a collaborare presso alcune tv locali siciliane. Prosegue i suoi studi iscrivendosi alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università ”La Sapienza” di Roma nel corso di Laurea in Editoria, Comunicazione multimediale e giornalismo, laureandosi con una tesi sulla comunicazione della Guardia Svizzera Pontificia in occasione dei 500 anni del corpo.

Dopo la Laurea, all’Università IULM di Milano, frequenta il Master biennale in Giornalismo.

Giornalista professionista, è vaticanista del Gruppo Mediaset, dove lavora dal 2008. Cura, sul sito web di Tgcom24, il blog Stanze Vaticane e conduce, ogni domenica, un’omonima rubrica sul canale all-news di Mediaset.

Nel 2010, passa a NewsMediaset, testata Mediaset che fornisce servizi giornalistici ai telegiornali del gruppo. Segue per i tg il primo scandalo Vatileaks, le dimissioni di Papa Benedetto XVI e il conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco. Con Mario Giordano collabora alla stesura dei volumi editi da Mondadori Sanguisughe (nel 2011), Spudorati (nel

2012) e Tutti a casa (nel 2013).

Nel 2014, diventa amministratore e conduttore della rubrica di TGcom24 Stanze Vaticane e realizza per Mediaset, il documentario “Il Sorriso di Karol””, in occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II .

Nel 2015, realizza la prima intervista televisiva in Italia a monsignor Krzysztof Charamsa, alcuni giorni dopo il coming-out del vescovo gay dipendente del Vaticano.

Nel luglio 2016 per il programma di Canale 5, “Top Secret”, realizza un’intervista esclusiva all’attentatore turco Mehmet Ali Ağca, durante la quale l’ex lupo grigio annuncia di voler diventare sacerdote.

È stato collaboratore del settimanale L’Espresso e della rivista “Magazine” del Corriere della Sera.

Dal 2007 collabora con il mensile di cinema Ciak, curando la rubrica “Storie di locandine”. Dal 2009 collabora anche con il settimanale Panorama, occupandosi principalmente di Vaticano.

Dal marzo 2013, ha avviato una collaborazione, sempre per i temi vaticani, con il quotidiano Il Giornale.

Per Il Giornale e per il settimanale Panorama nell’agosto 2013 si occupa della nomina pontificia della pr Francesca Immacolata Chaouqui, rendendo pubblici alcuni tweet compromettenti apparsi sul profilo della donna. Articoli che finiranno al centro delle polemiche, fino all’arresto e alla condanna del tribunale vaticano, nel 2016, della giovane pr calabrese, nell’ambito del processo sul secondo scandalo Vatileaks.

Lo stesso Marchese Ragona, per quegli articoli, finirà al centro delle cronache, dopo l’inchiesta a carico di Chaouqui della Procura di Roma (inchiesta successivamente archiviata) per presunta induzione alla concussione.

Nel dicembre 2017 ha realizzato per il settimanale Panorama un’intervista esclusiva in carcere a Gaetano Puzzangaro, uno dei quattro killer mafiosi del magistrato canicattinese Rosario Livatino e proprio in quell’intervista Puzzangaro ha dichiarato: “Oggi mi farei ammazzare piuttosto che rifare ciò che ho fatto, ho testimoniato per la causa di beatificazione di Livatino perché era doveroso, ma il mio più grande rammarico è non aver avuto il coraggio di chiedere scusa ai suoi genitori quando erano vivi. Oggi lo prego ogni domenica a Messa, la mia è una seconda conversione, un pentimento interiore”.

Negli anni ha ricevuto molti prestigiosi premi che hanno ancor di più marcando la sua professionalità nella storia.

Fabio Marchese Ragona, ha già scritto due opere ovvero “Potere Vaticano. La diplomazia segreta di Papa Francesco” e “Tutti gli uomini di Francesco”

Domani, 29 Novembre,  arriva in libreria “Il caso Marcinkus – il banchiere di Dio e la lotta di Bergoglio alle finanze maledette”.

Un libro-inchiesta che ha realizzato dopo un anno di incontri, studi, ricerche all’interno dell’archivio personale di Giulio Andreotti e contatti con ex spie dell’Est infiltrate nei sacri palazzi. Alla storia su Marcinkus, Calvi e Sindona, si aggiungono nuovi importanti elementi fino ad oggi sconosciuti. E poi un clamoroso retroscena sul tentativo (bloccato) di Papa Francesco di riformare lo IOR.

Il libro è disponibile anche su Amazon e verrà presentato Sabato alle ore 17.30 presso la Libreria Open di Milano.

 

 

Il Coordinatore del Distretto Socio Sanitario D5, la cui competenza territoriale è estesa ai Comun i di Licata e Palma di Montechiaro, Angela Silvana Burgio, comunica che sono stati riaperti i termini per la presentazione delle richieste per i nuovi soggetti affetti da disabilità gravissima.

Ciò grazie a quanto disposto da un decreto della regione siciliana del 13 novembre u.s., in base al quale per l’anno 2019 le istanze devono essere presentate entro il 31 dicembre 2018, e sono fatte salve le domande presentate a partire del primo novembre 2018.

I familiari dei diretti interessati, o loro rappresentanti legali possono presentare istanza al PUA competente per territorio di residenza che a Licata che è sito in contrada Cannavecchia all’interno del plesso ospedaliero, mentre a  Palma di Montechiaro presso il Poliambulatorio ubicato in via Tenente Palma, 2; oppure è anche possibile presentare le istanze,  gli uffici del Distretto socio sanitario ubicati in via Marianello snc o dei Servizi Sociali del Comune di Palma di Montechiaro di via Madonie, 20.

Sospeso lo sciopero ad oltranza degli operatori ecologici di Porto Empedocle. Al termine dell’incontro di questa mattina in Prefettura ad Agrigento tra l’amministrazione comunale empedoclina, la Realmarina e il sindacato Cisl, è stato trovato un accordo che permetterà la ripresa del servizio fermo da lunedì mattina. I lavoratori, com’è noto, erano entrati in sciopero per protestare contro i ritardi nei pagamenti dei loro stipendi, ritardi causati dal mancato pagamento di fatture arretrate per servizi resi da parte del Comune alle ditte che hanno in appalto il servizio e che, di conseguenza, non sono stati messi nelle condizioni di mantenere una continuità nel pagamento degli stipendi ai lavoratori stessi.

Questi i termini dell’accordo: l’amministrazione comunale, spiegando che verosimilmente entro il 7 dicembre le casse del Comune introiteranno somme certe da parte del Ministero dell’Interno e della Regione, si è impegnata a disporre il pagamento in favore della Realmarina delle fatture relative ai mesi di parile e maggio 2018 affinchè le ditte possano versare contestualmente ai propri dipendenti, le retribuzioni di settembre ed ottobre 2018. La Realmarina dal canto suo, ha dichiarato che, al ricevimento di pagamenti di queste due fatture, provvederà immediatamente a corrispondere ai lavoratori, le retribuzioni di settembre ed ottobre 2018.Inoltre, la Realmarina, si è dichiarata disponibile ad effettuare prestazioni richieste per il ripristino delle normali condizioni igienico sanitarie nel più breve tempo possibile. Infine la Fit Cisl, preso atto del proficuo risultato ottenuto al tavolo prefettizio, ha deciso di tenere aperta la vertenza fino al pagamento di quanto concordato.