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Le leggere scosse sismiche che da qualche giorno si registrano nella Valle del Belice hanno indotto il governo Musumeci ad accendere i riflettori su ventuno di quei Comuni, ricadenti tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Dopo un incontro con il capo della Protezione civile della Regione, Salvo Cocina, il governatore ha disposto l’invio di tecnici specializzati dell’amministrazione regionale per verificare lo stato di aggiornamento dei Piani comunali di Protezione civile, l’organizzazione del volontariato e le verifiche di agibilità degli edifici pubblici strategici.
«Si tratta solo di una doverosa misura preventiva – ha assicurato il presidente della Regione Siciliana – che sarà peraltro estesa anche al resto del territorio dell’Isola, giudicato dagli esperti a rischio sismico. All’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – ha aggiunto Musumeci – chiederemo un apporto specialistico e l’apprestamento di una rete mobile di monitoraggio, nel quadro dell’Accordo recentemente stipulato tra l’Istituto e il mio governo».
Dal canto suo, il capo della Protezione civile siciliana, nominato lo scorso mese, ha anticipato la volontà della Regione di «riattivare il sistema regionale che deve vedere pienamente coinvolti i 390 Centri dell’Isola, le amministrazioni pubbliche e le associazioni di volontariato, queste ultime fondamentali nelle attività di prevenzione e gestione dell’emergenza. Da parte del governo Musumeci – ha concluso Salvo Cocina – è stata assicurata la massima collaborazione a quei Comuni che non hanno ancora potuto, per carenza di tecnici, provvedere a dotarsi di un Piano di Protezione civile».

“Si cerca di far passare da troppe parti il messaggio che lo Stato ha vinto, ma ho dubbi sempre più forti sulla reale volontà di combattere la guerra al sistema mafioso per vincere su tutti i fronti e per debellarlo definitivamente”. Lo ha detto il consigliere del Csm Nino Di Matteo, ad Agrigento, nel corso dell’incontro organizzato nel trentesimo anniversario dell’omicidio di Rosario Livatino. “Soffochiamo sul nascere ogni pericoloso rischio di ritorno al passato” – ha aggiunto Di Matteo. Il magistrato, proseguendo il ragionamento sulla crisi di credibilità della magistratura, afferma: “Ci ritroviamo in un contesto di opacità che credevamo appartenesse al passato, adesso non ci resta che reagire con orgoglio per restituire credibilità. Quello che e’ emerso nelle ultime inchieste – ha aggiunto – avremmo dovuto avere il coraggio di denunciarlo anche prima senza ipocrisie. Purtroppo tutti assistiamo a un collateralismo politico per cui certe indagini si fanno o non si fanno a seconda delle reazioni politiche che possono avere”.

È stata diramata nella mattinata di oggi, 19 settembre, una lettera (testo integrale in allegato) dell’Arcivescovo con la quale il Card. Montenegro informa l’Arcidiocesi di Agrigento sui “fatti di Petralia Sottana” e sulle indicazioni emanate a riguardo dalla competente autorità ecclesiastica, ossia il Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante.
I “fatti” sono collegati a presunte apparizioni, locuzioni interiori e sogni dell’Arcangelo Michele, che un laico di Palermo — Salvatore Valenti — sostiene di avere già da qualche anno. In particolare riguardano incontri col Valenti e pellegrinaggi non autorizzati in una chiesa del comune di Petralia Sottana. La preoccupazione dell’Arcivescovo — come lui stesso spiega nella sua lettera — è dovuta al fatto che «anche nella nostra Arcidiocesi il fenomeno sta riscuotendo un certo interesse e da alcune nostre parrocchie sono partiti pellegrinaggi alla volta di Petralia Sottana per incontrare il sedicente veggente e assistere alle presunte apparizioni». Per contrastare tale fenomeno — che, secondo il giudizio dell’Ordinario del luogo e in conformità con le disposizioni della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, «non constat de supernaturalitate» — il Vescovo di Cefalù negli ultimi tre anni ha pubblicato tre note, nelle quali vieta l’organizzazione di pellegrinaggi e l’erezione di edicole votive per il culto pubblico.
Riprendendo queste disposizioni e invitando i fedeli dell’Arcidiocesi ad attenervisi, Mons. Montenegro conclude esortando «ad accogliere e a osservare queste indicazioni come atto di fedeltà al Magistero della Chiesa, al fine di integrare le espressioni personali e comunitarie della devozione popolare in un autentico cammino di fede, vissuto all’insegna della comunione ecclesiale»

Sono 98 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, nelle ultime 24 ore. Di questi solo uno e’ un migrante. Sono stati 4.344 i tamponi fatti, su un totale di 429.143 da inizio emergenza, come si evince dal bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Il totale delle persone attualmente positive in regione arriva a 2.232 (+75), mentre non ci sono stati decessi con il numero delle vittime complessive che rimane a 296. I casi totali da inizio pandemia, invece, passano a 5.846. Le persone al momento ricoverate con sintomi, in Sicilia, sono 191, di cui 13 in terapia intensiva, mentre sono 2.028 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 3.318 (+23).

Dei nuovi casi registrati, 21 sono nella provincia di Catania, 9 a Trapani, 48 a Palermo, 9 a Messina, 2 a Siracusa, 3 a Ragusa, 2 a Enna, 4 ad Agrigento.

Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, si è recato a Racalmuto per ricordare lo scrittore Leonardo Sciascia. Dopo una visita alla statua che raffigura l’autore, assieme al sindaco Vincenzo Maniglia, si rechera’ alla Fondazione Sciascia per inaugurare la mostra dedicata all’autore de “Il giorno della civetta” in occasione delle manifestazioni per il centesimo anniversario della nascita dello scrittore racalmutese. Successivamente, Fico si è recato al Palazzo di Giustizia di Agrigento per partecipare all’iniziativa organizzata per il trentesimo anniversario dall’omicidio del giudice Rosario Livatino.

Tre nuove persone di Sciacca sono risultate positive al coronavirus. A darne notizia questa mattina è stato il sindaco Francesca Valenti. Si tratta di una famiglia che già si trovava in isolamento.

Sale così a 21 il numero degli attuali positivi in città, un numero che si avvicina al record negativo di 23 dello scorso mese di aprile.

Sciacca è la città con il più alto numero di contagi in provincia di Agrigento.

Alla fine ha vinto la lunga malattia con la quale, fino a stanotte, ha dovuto lottare. All’età di 80 anni si è spento Diego Planeta, storico presidente delle Cantine Settesoli di Menfi e protagonista della viticoltura siciliana. Precursore della cultura del vino, è stato il primo a lanciarla nella Trinacria più di 40 anni fa.

E’ stato il fondatore del marchio Planeta, che esporta vini in tutto il mondo e da anni riceve premi per la qualità e dal 1960 curava l’amministrazione delle aziende della famiglia.

Dal 1973 al 2011 è stato Presidente di “Cantine Settesoli”, per molti anni la più grande cantina in Italia per capacità di produzione e presente nel mercato mondiale e dal 1985 al 1992 è stato Presidente dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino.

Tre sbarchi di migranti a Lampedusa e uno a Linosa, con complessivi, 80 tunisini, fra stanotte e stamattina. Sei tunisini fra cui un minore, stanotte, sono stati bloccati dopo un che erano approdati a Cala Pisana. Una motovedetta della Guardia costiera ha, nel frattempo, intercettato nelle acque antistanti a Lampedusa un’imbarcazione con 54 tunisini fra cui 5 minori. I carabinieri, a Linosa, hanno invece bloccato 9 tunisini, di cui 5 sedicenti minorenni. Il gruppetto, già all’alba, è stato trasferito, con una motovedetta della Guardia di finanza, a Lampedusa. Nuovo sbarco autonomo poi, in mattinata, sull’arenile della Guitgia di Lampedusa dove sono giunti 11 tunisini.

Salvatore Borsellino, consigliere comunale di Agrigento e ricandidato con la lista Uniti per la città a sostegno del candidato Sindaco Francesco Miccichè, è partito in campagna elettorale con la convinzione di poter dare un contributo sempre maggiore ai cittadini per cambiare i cinque anni deludenti del Sindaco Firetto.

“Ringrazio i tanti amici che hanno fortemente voluto la mia ricandidatura con entusiasmo e vicinanza. Se c’è tanta voglia di fare dopo un lustro che ha visto grazie a una politica amministrativa inconcludente da parte dell’amministrazione uscente, lo si deve a un costante lavoro da parte mia e del mio gruppo nel solo interesse degli agrigentini.

Oggi i cittadini agrigentini hanno la grande occasione di poter dire basta alla chiusura politica attuata dalla squadra di Firetto.

Io assieme al progetto del Dott. Francesco Miccichè siamo pronti a governare questa città senza spocchia e con le idee chiare. Se questo comune ha speso lo 0.007% dei fondi del Fesr 2014/2020 è un dato reale e tangibile di come non abbia funzionato la squadra di governo.

E in cinque anni pur da consigliere di opposizione come Presidente delle attività produttive ho lavorato alacremente per portare a termine qualcosa di concreto per i miei cittadini.

Se oggi ad Agrigento ci sono 22 licenze taxi in più lo si deve alla commissione che ho presieduto con la creazione del bando e l’assegnazione di questi posti di lavoro.

Adesso è il momento veramente di cambiare rotta, Miccichè è un professionista che ha sempre lavorato e amato la sua città, abbiamo costituito in primis una squadra di uomini e donne determinati e ci proponiamo in questa competizione come alternativa e vera forza di governo.

Sono certo che gli agrigentini sceglieranno bene e saranno finalmente protagonisti di una stagione diversa dove tutti saranno indispensabili per dare un apporto a questo progetto. E  la città non sarà più abbandonata e ammantata solo di orpelli e di video sui social autoreferenziali,gli agrigentini alla fiction ribatteranno con la concretezza e con la politica che risponda ai veri bisogni del popolo”.

Un libro che insegni ai più piccoli, con un linguaggio semplice e diretto, la cultura della legalità attraverso la figura del giudice Rosario Livatino, “martire della giustizia e indirettamente della fede”.

È l’obiettivo della casa editrice “Il pozzo di Giacobbe” che, per la collana “Piccoli Semi”, ha appena pubblicato un volume dedicato al magistrato canicattinese, a trent’anni dall’uccisione in un agguato mafioso.

Il libro, attraverso testi e fumetti, vuole stimolare i bambini dai 5 agli 8 anni a scoprire e mettere a frutto i semi luminosi custoditi nella vita di quest’uomo per il quale è in corso il processo di beatificazione.

I testi sono stati curati dalla giornalista agrigentina Marilisa Della Monica, coordinatrice di redazione del settimanale diocesano L’Amico del Popolo di Agrigento e collaboratrice del quotidiano Avvenire, mentre le illustrazioni sono state realizzate da Francesca Carabelli.

«Ho accolto con gioia e impegno la sfida lanciatami dall’editore Di Girolamo – dice Marilisa Della Monica -. Credo che raccontando ai bambini la vita del giudice Livatino, quella meno conosciuta, l’infanzia, il periodo della scuola e l’adolescenza, sia possibile farlo intendere come un esempio “più facile” da seguire. Rosario Livatino era ed è stato un ragazzo come tutti gli altri, con gli amori giovanili, le paure, le insicurezze, i sogni e le passioni che tutti noi abbiamo provato nella nostra vita. Il suo essere speciale è racchiuso nel suo essere stato un uomo come tanti, ma con la capacità di mettere in pratica, nell’esercizio del suo lavoro, nelle relazioni del vivere quotidiano, il Vangelo. Rosario Livatino è stato testimone credibile del suo essere credente semplicemente con la coerenza in quello che credeva. Mi piacerebbe – conclude Della Monica – che i bambini, dopo avere letto questo libro, riuscissero a comprendere come la via per la santità, alla quale siamo tutti chiamati, è semplice da seguire e l’esempio di Rosario Livatino può essere la giusta guida per tentare di raggiungerla. Fare in modo che tutto ciò venisse spiegato con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile ad un pubblico di lettori in erba è stata un’impresa davvero ardua. Speriamo di esserci riusciti».

“Rosario Livatino”, collana “Piccoli Semi”, 24 pagine, illustrato, editore “Il pozzo di Giacobbe”, prezzo €3,90, argomento Santi, Agiografia, diffusione San Paolo.