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La segreteria provinciale della Cgil, coordinata da Alfonso Buscemi, devolverà in beneficenza a strutture impegnate nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata il risarcimento che il Tribunale riconoscerà alla Cgil in quanto parte civile, tramite l’avvocato Floriana Salamone, al processo antimafia “Halycon” e “Assedio”, che ha interessato Licata e che si è appena concluso con 8 condanne e 3 assoluzioni. Alfonso Buscemi commenta: “Non ci può essere nessun sviluppo del territorio con la criminalità organizzata e le mafie che esercitano il loro potere attraverso il controllo sociale ed economico. Da qui la nostra decisione di aiutare quanti si impegnano in questo versante”.

Ad Agrigento la Commissione consiliare Turismo e Spettacolo, presieduta da Carmelo Cantone, e composta da Alessandro Sollano, Gerlando Piparo e Mario Fontana, ha incontrato i rappresentanti di tutte le compagnie teatrali della città al fine di tracciare un programma estivo di iniziative di intrattenimento, intitolato “Teatro estate”, dal 15 luglio al 15 settembre, nel centro storico. Lo stesso Carmelo Cantone afferma: “Tutti insieme, tra compagnie, attori, registi e Amministrazione comunale desideriamo lavorare ad una programmazione della stagione estiva all’aperto, auspicando che la ripresa in presenza dello spettacolo dal vivo possa essere per tutti i cittadini un’iniezione di fiducia oltre che l’inizio di una ripartenza economica e culturale. Ripartiamo nel massimo rispetto delle norme imposte dall’emergenza sanitaria ancora in corso e torniamo a parlare di teatro e di quanto bene possa portare a tutta la comunità. Siamo certi che l’assessore allo spettacolo Costantino Ciulla si adopererà per non saltare la stagione estiva 2021. La proposta è stata ben accolta dal sindaco Miccichè che, unitamente alla sua Giunta, avrà appunto il compito di trovare i pochi fondi necessari alla realizzazione di questa rassegna che, siamo certi, riuscirà gradita a tutta la popolazione”.

E’ all’asta l’ex Hotel Villa Sikania di Siculiana, da anni adibito a centro di accoglienza per migranti. Sul sito www.astegiudiziarie.it sono pubblicate ordinanza, avviso, perizia e foto di un complesso alberghiero con piscina, un gazebo destinato a sala banchetti con annessi servizi, un’area destinata a parcheggio ed un’area attrezzata a verde. Il prezzo base è 1 milione e 374mila euro. L’offerta minima è 1 milione e 30mila euro.

Trovato senza vita, all’interno di un appartamento al centro di Agrigento,  il corpo di un cinquantenne di Licata. A rinvenire il corpo, i familiari che hanno subito provveduto ad avvisare le forze dell’ordine, che sono tempestivamente giunte sul posto insieme al personale medico e al medico legale.

Presumibilmente l’uomo sarebbe stato colto da un arresto cardiocircolatorio, dovuto – secondo le prime ipotesi – all’assunzione di sostanze stupefacenti, in attesa però di ulteriori approfondimenti del caso. Al momento la salma è stata trasferita all’obitorio di Licata

 

A Sommatino, in provincia di Caltanissetta, i Carabinieri hanno arrestato quattro persone disarticolando un’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di tre italiani, padre e due figli, e un egiziano, che avrebbero spacciato cocaina, marijuana e hashish nel centro del paese, e in particolare nel rione Mola. E “Mola” è stata intitolata l’operazione. Le indagini, coordinate dalla Procura di Caltanissetta, sono state avviate nel febbraio del 2019 e si sono concentrate su Salvatore Chiarelli, 54 anni, che avrebbe coordinato le attività illecite degli altri componenti del gruppo, rendendo a disposizione la propria rete di conoscenze nel narco-traffico e la propria abitazione di campagna per nascondere la droga. Ad occuparsi della vendita al dettaglio della sostanza stupefacente sarebbero stati i suoi figli Fabio e Nicola Chiarelli, di 29 e 26 anni, e l’egiziano Said Chaban Tamraz, di 22 anni.

I Carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno eseguito una misura cautelare di aggravamento detentivo trasferendo un uomo di 28 anni dagli arresti domiciliari al carcere. E ciò perché lui, nonostante la restrizione domiciliare, ha continuato a molestare l’ex compagna, di 21 anni, con telefonate intimidatorie e atti diffamatori tramite web. Lui è stato inizialmente sottoposto al divieto di avvicinamento alla donna, e poi le misure cautelari sono state progressivamente aggravate perché ha proseguito la condotta persecutoria. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rivenuto a casa del 28enne dei bossoli e un tirapugni in ferro.

A Catania i Carabinieri, coordinati dalla locale Procura, hanno scoperto e sgominato una fiorente piazza di spaccio di droga nello storico rione “San Cristoforo”, che avrebbe fatturato circa 10mila euro al giorno. Sono stati arrestati 25 indagati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta è stata intitolata “Piombai”, dal nome della strada teatro del mercato delle sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina e crack. Tra gli indagati vi sono anche la moglie e la cognata del “capo piazza”, che avrebbero gestito i guadagni, occultando il denaro incassato, e talvolta avrebbero affiancato e sostituito gli uomini della famiglia nel controllo e nell’organizzazione delle attività, non curandosi affatto, in alcuni frangenti, della presenza dei figlioletti in tenera età. Le telecamere nascoste hanno documentato una donna intenta a spacciare droga con il figlio in braccio.

I Carabinieri per la Tutela del lavoro di Palermo, in collaborazione con personale dell’Inps, hanno sgominato una presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, tramite, da parte di una cooperativa, false fatture per operazioni inesistenti, falsi rapporti di lavoro con braccianti agricoli e contributi non versati all’Inps. Sono stati denunciati alla Procura di Agrigento 8 indagati, tra cui una donna, tutti di Canicattì. Il danno all’Inps ammonterebbe a circa 300mila euro.

Viene fermato ad un posto di controllo, nelle vicinanze del porto di Porto Empedocle, e alla richiesta di esibire il documento di guida, salta fuori una mannaia per la macellazione. Per un attimo si è temuto che lo volesse utilizzare contro qualcuno. A finire nei guai un 66enne ristoratore di Favara, denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, con l’accusa di porto abusivo di oggetti o strumenti atti ad offendere.

L’uomo alla guida di un’automobile, è stato fermato dai militari dell’Arma della Stazione di Porto Empedocle. Lui ha mostrato subito un certo nervosismo e questo ha insospettito gli uomini in divisa, che hanno deciso di proseguire il controllo con una perquisizione personale, e del veicolo. Evidentemente non senza motivo, visto che improvvisamente è uscita fuori la mannaia.

Pino Cuttaia, chef tra i più apprezzati d’Italia, 2 stelle michelin con il suo “La Madia”, sta già lavorando al menù che firmerà per il nuovo ristorante.

Sarà un format nuovo, in un luogo elegante, con piatti estivi, in cui sarà sempre il suo ingrediente segreto “la memoria” che contribuirà a deliziare il palato, dei tanti, che faranno la fila per sedersi nel suo nuovo ristorante.

Pino Cuttaia ha ricevuto pochi giorni fa un ulteriore prestigioso riconoscimento, è stata, infatti, pubblicata la guida 2021 dell’Espresso e lo chef licatese ha ottenuto “i 5 cappelli”, il massimo riconoscimento per la cucina italiana.