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I Carabinieri della stazione di Grotte hanno raccolto la denuncia di una donna di 42 anni contro il compagno, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Lui dallo scorso febbraio l’avrebbe più volte picchiata, e da ultimo ha schiaffeggiato la figlia della donna, una ragazza di 19 anni. Lui, un operaio di 37 anni, si è altrettanto recato dai Carabinieri e ha denunciato la compagna e la figlia per lesioni personali e minacce. I Carabinieri sono impegnati a risolvere il rebus. Nelle loro mani vi è il referto medico mostrato dalla ragazza che ha subito un trauma facciale. Lui invece ne ha mostrato un altro per escoriazioni guaribili in 10 giorni.

Ad Agrigento, in contrada “Fondacazzo”, in prossimità di Villaseta e Monserrato, la Polizia Municipale (e non è la prima volta) ha sequestrato l’area adibita a isola ecologica e trasformata, invece, in perenne discarica. Il provvedimento si è reso necessario anche perché nella zona sono “fioriti” (tra virgolette) anche rifiuti speciali, e dunque tossici e pericolosi per la salute e l’ambiente.

Lo scorso 23 settembre il pubblico ministero, Cecilia Baravelli, a conclusione della requisitoria ha proposto la condanna all’ergastolo, con 3 mesi di isolamento, a carico della romena Dana Mihaela Nicoleta Chita, 26 anni, imputata di avere ucciso, la notte tra l’11 e il 12 luglio del 2020, il pensionato di Palma di Montechiaro, Michelangelo Marchese, 89 anni. Adesso la Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Wilma Mazzara, ha inflitto alla donna 23 anni di reclusione. L’anziano l’aveva assunta come badante e le aveva anche promesso che l’avrebbe sposata cosicché lei ereditasse i suoi beni. La donna, e altri complici non identificati, lo avrebbero immobilizzato con del nastro adesivo, e poi strangolato, per rapinarlo di pochi soldi e di un’automobile.

Attualmente al Centro d’accoglienza di Lampedusa, in contrada Imbriacola, sono ospiti 179 migranti. Nell’arco di 24 ore sono stati 6 gli sbarchi che hanno condotto nell’isola 175 persone. Provengono da Costa d’Avorio, Camerun, Mali e Guinea. A bordo anche donne e minori. La Prefettura di Agrigento ha disposto i primi trasferimenti con il traghetto di linea. Nel frattempo a Lampedusa iniziano le manifestazioni di commemorazione del naufragio a ridosso della costa che il 3 ottobre del 2013 ha provocato la morte di 368 profughi dall’Eritrea.

La Procura dei minori di Catania ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, l’amico di Luca Centofanti, 14 anni, vittima del tragico incidente stradale avvenuto nella serata di mercoledì tra via Lazio e via Algeri, alle porte del rione della Mazzarrona. Entrambi sono stati in sella ad uno scooter, ma a guidare non è stato Luca Centofanti. Spetterà agli agenti della Polizia municipale ricostruire quanto accaduto. Si è ancora alla ricerca di un’automobile che potrebbe avere avuto un ruolo nella morte del 14enne. In un primo momento è emersa l’ipotesi di un’auto pirata. Sull’asfalto, però, non vi sarebbero tracce tali da paventare uno scontro tra un’auto ed il ciclomotore. Gli indagati ritengono che l’auto potrebbe aver affiancato, sfiorato o al massimo tagliato la strada allo scooter. Luca Centofanti, seduto dietro all’amico, è stato sbalzato dalla sella e cadendo ha sbattuto la testa.

La Corte di Assise d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza di condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione a carico di Piero Chiara, 24 anni, imputato dell’omicidio preter-intenzionale di Salvatore Terrasi, avvenuto nel lungomare di Campofelice di Roccella durante una lite per un parcheggio, davanti al Roxy Bar, il 15 settembre del 2018. Quel giorno Chiara stava parcheggiando con l’auto e Terrasi, con la moto, gli avrebbe soffiato il posto. Ne è nata una violenta lite culminata con un pugno che provocò la caduta di Terrasi e il coma. L’uomo morì quasi un mese dopo, l’11 ottobre. I giudici hanno confermato anche la condanna a risarcire i familiari di Terrasi, difesi dagli avvocati Salvatore Pirrone e Fabio Trombetta, che affermano: “Nessuno potrà restituire a loro il calore e l’affetto del povero Salvatore, ma adesso abbiamo avuto una ulteriore conferma che l’impianto accusatorio è fondato. In attesa di leggere le motivazioni, stiamo valutando se chiedere ai giudice civile sin d’ora la quantificazione dei danni subiti dai familiari”. L’avvocato Salvatore Sansone, che difende Piero Chiara, preannuncia ricorso in Cassazione, ritenendo che si sia trattato di legittima difesa o al più di un omicidio colposo e non preter-intenzionale, anche perché, sulla scorta di una consulenza di parte, la morte di Terrasi non sarebbe stata una conseguenza delle complicazioni legate al pugno sferrato dall’imputato, ma sarebbe derivata invece da un’infezione batterica polmonare che la vittima avrebbe contratto in ospedale.

A Siracusa, nell’ambito di un’inchiesta avviata nel dicembre 2021, i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni nei confronti di 24 indagati tra cui 8 (due titolari d’azienda e sei cosiddetti “caporali”) ritenuti responsabili, a vario titolo, in concorso tra loro di sfruttamento del lavoro ai danni di 27 lavoratori in nero, 16 dei quali percepiscono indebitamente anche il reddito di cittadinanza. Una società di Francofonte, in provincia, avrebbe affidato all’esterno le proprie attività attraverso sei “caporali”, ai quali sarebbero stati consegnati sacchi contenenti vari oggetti da assemblare, in particolare, componenti in plastica per sistemi di irrigazione. Agli stessi “caporali” sarebbe stato assegnato il compito di reperire a Francofonte manovalanza a basso costo che effettuasse in nero (a casa) con turni di lavoro massacranti e senza alcun requisito di sicurezza, tale assemblaggio. Nelle abitazioni dei lavoratori in nero sono state trovate attrezzature, pinze, spray di vernice, quaderni e agendine riportanti scrupolosamente i turni di lavoro giornaliero, anche festivo e notturno, per non meno di 10 ore al giorno, a fronte di una paga tra i 100 e 200 euro al mese.

Sono 108 i Comuni siciliani con meno di 10mila abitanti interessati al finanziamento dei cantieri di lavoro per i disoccupati, e che hanno risposto all’avviso del Dipartimento regionale del Lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative dello scorso 23 agosto. Scaduti i termini fissati, il 27 settembre è stato pubblicato l’elenco provvisorio, a fronte di eventuali ricorsi, delle istanze ricevute. L’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, commenta: “Prosegue l’azione della Regione e dell’assessorato del Lavoro nell’impegno quotidiano a favore dei disoccupati e di tutti i lavoratori. Anche in questa fase di transizione l’Amministrazione non si ferma, consegnando al nuovo governo regionale una struttura in attività“. I cantieri di lavoro sono stati finanziati con 5 milioni di euro dalla Regione Siciliana, con la legge regionale numero 16 del 10 agosto 2022, ovvero le variazioni di bilancio. I finanziamenti saranno concessi “a sportello”, in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze e nella misura di un cantiere per ogni Comune. Ecco l’elenco provvisorio dei Comuni che hanno presentato la manifestazione di interesse.

Il giorno di Capodanno del 2014, all’interno di una Comunità a Naro, successivamente ma non – secondo i magistrati – a causa di una caduta, è morto un disabile psichico di 48 anni, Salvatore Milana. L’uomo, come già accertato nel corso di un giudizio penale, è stato vittima di maltrattamenti e violenti pestaggi da parte di Ali Yusuf, 34 anni, originario di Mogadiscio, operatore della Comunità, al quale sono stati inflitti con sentenza definitiva 2 anni e 6 mesi di reclusione. I fratelli di Salvatore Milana si sono rivolti, tramite l’avvocato Antonino Catania, alla Procura di Agrigento affinchè fossero perseguiti anche due medici dell’ospedale di Canicattì e alcuni operatori sanitari della stessa Comunità che, secondo i familiari, avrebbero potuto evitare quanto accaduto se avessero mantenuto un comportamento meno superficiale. Ebbene, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha archiviato l’inchiesta ritenendo non ricorrente un nesso di causalità tra quanto opposto e la morte di Milana il quale, come emerso da un’apposita consulenza medico-legale, sarebbe deceduto per una patologia genetica del sangue che non si sarebbe potuta curare e risolvere adeguatamente.

La Guardia di Finanza di Siracusa ha sorpreso tre lavoratori impiegati in nero, su quattro presenti, in un ristorante a Noto. Si tratta di due minori di 17 anni, e di una persona beneficiaria del reddito di cittadinanza intenti a svolgere attività lavorativa in assenza di qualsiasi rapporto di lavoro. Il titolare è stato sanzionato con 43mila e 200 euro di multa. E’ stata richiesta all’Ispettorato territoriale del lavoro la sospensione dell’attività imprenditoriale in quanto l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria è superiore al 10 per cento del totale dei presenti nel ristorante. L’illecita percezione del reddito di cittadinanza è stata segnalata alla Procura di Siracusa e all’Inps.