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A seguito del disastroso naufragio di migranti a Lampedusa il 3 ottobre del 2013, la Procura di Palermo ha intrapreso un’inchiesta sfociata poi nell’operazione cosiddetta “Glauco”, che ha sgominato una rete criminale che avrebbe gestito la tratta di esseri umani dall’Africa verso Lampedusa, pagando tra 1500 e 2000 dollari, e poi da Lampedusa verso il nord Europa. Ebbene, adesso, a Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Annalisa Tesoriere, al termine del processo con rito abbreviato, ha riconosciuto colpevoli di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina 16 imputati, e li ha condannati a pene fino a 10 anni di carcere per oltre 120 anni di reclusione complessivi.

Celebrati i primi due matrimoni tra i ruderi del terremoto di Montevago. Rinato due anni fa, grazie a un progetto di restaurazione che lo ha portato al suo antico splendore, il Baglio Ingoglia, dopo aver ospitato diversi eventi culturali, diventa adesso location anche per le nozze. Ieri si sono sposati Cristian Donato e Aurora Giambalvo, oggi Giuseppe Tumminello e Valentina Barbera.

“Siamo molto contenti – ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – di aver ospitato i primi due matrimoni nel Baglio Ingoglia. A due anni dall’inaugurazione del vecchio baglio non possiamo che esprimere soddisfazione per le numerose iniziative culturali che al suo interno sono state organizzate. Non ci aspettavamo che la struttura venisse richiesta anche per dei matrimoni, ma così è stato e siamo molto felici di aver concesso questa opportunità ai giovani sposini che l’hanno scelta per coronare il loro sogno d’amore. Segno evidente che, insieme all’amministrazione comunale, anche i cittadini credono che la rinascita di Montevago possa passare anche dal recupero, dalla valorizzazione e dal riutilizzo a fini culturali e turistici dei luoghi del vecchio centro distrutto dal sisma del ’68. Stiamo guardando questi luoghi con gli occhi dell’amore. Un messaggio significativo che arriva mentre proseguono le celebrazioni del 50° anniversario del terremoto del Belìce”.

Antica residenza del Cavaliere Calogero Ingoglia che la ereditò dal padre, la costruzione fu realizzata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, subendo nel tempo diversi ampliamenti e ristrutturazioni. Si trova tra i ruderi della vecchia Montevago, vicino alla vecchia chiesa Madre, e nel 1962 fu utilizzato come set cinematografico per alcune scene del film “La smania addosso” del regista Marcello Andrei con un cast composto da attori di fama internazionale: Gérard Blain, Annette Stroyberg, Vittorio Gassman, Lando Buzzanca, Gino Cervi per citare alcuni nomi. Nel 1968 la struttura fu danneggiata dal terremoto, nel 2016, dopo la ristrutturazione, è tornata al suo antico splendore. “Il Baglio Ingoglia – si legge nei pannelli descrittivi – si presenta costituito da tutti gli elementi tradizionalmente appartenenti alla tipologia costruttiva a cui è iscritto: si riconoscono il cortile centrale, che era anche giardino ed orto, come le stanze di rappresentanza, che erano il salottino e le camere da letto”.  


EMERGENZA SANGUE. ANCISICILIA E AVIS FANNO UN APPELLO AI SINDACI SICILIANI PER INCENTIVARE LE DONAZIONI

AnciSicilia ed AVIS lanciano un appello ai sindaci finalizzato ad incentivare la cultura della donazione in tutti i comuni siciliani, soprattutto nel periodo estivo, quando l’emergenza sangue diventa insostenibile. L’iniziativa è frutto dell’accordo, sottoscritto lo scorso anno, con il quale le due Associazioni si sono impegnate a favorire lo sviluppo di azioni volte alla crescita della cultura della donazione, in particolare tra i ragazzi, quale atto di partecipazione alla vita sociale ed educazione alla solidarietà.
“Donare il sangue significa condividere una parte di sé non solo a parole, ma con azioni concrete – dichiarano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia– e la solidarietà è, a nostro avviso, un elemento cardine del vivere civile, dell’essere cittadini.
“Chiediamo a tutti gli amministratori siciliani – continuano Orlando e Alvano – di adoperarsi in una proficua campagna di sensibilizzazione, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione e informazione, per incentivare la donazione di sangue, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui, fisiologicamente, si registra una notevole battuta d’arresto”.

“L’invito per tutti i donatori é di recarsi nelle sedi Avis di appartenenza poichè le scorte e la disponibilità di sangue e dei suoi emocomponenti, sono già finite” – dichiara Salvatore Mandarà, presidente di Avis Sicilia-
“E’ importante ricordare che tutte le componenti del sangue sono necessarie per curare e aiutare pazienti con diverse necessità: negli interventi chirurgici e ortopedici, nella cura delle ustioni e delle emorragie, nei trapianti di organi e tessuti, nella cura di malattie gravi come tumori, leucemie, anemie croniche- continua Mandarà – e che dal plasma si possono ottenere dei veri e propri farmaci per la cura dell’emofilia, le immunoglobuline (come quelle anti tetano) e l’albumina, usate in alcune patologie del fegato e dei reni”.

 

 

Sarà eseguito domani 13 luglio, il programmato intervento di disinfestazione negli uffici di alcune delle sedi del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
L’intervento, per consentire la disinfezione, disinfestazione e derattizzazione, sarà effettuato negli Uffici di Agrigento di Via Acrone nella sede ex ENEL, in Via Esseneto ex IPAI, in Via F. Crispi nella sede APEA, al Viale della Vittoria sede dell’Ufficio Tecnico, in Via Demetra negli uffici del Giardino Botanico. Inoltre, resterà chiuso anche il Punto Informativo di Porta Quinta, nella Valle dei Templi.
Gli interventi di disinfestazione saranno eseguiti dal personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Le normali attività di lavoro nelle sedi interessate riprenderanno il luglio a partire dalle ore 8:00.
Tutti gli altri uffici del Libero Consorzio di Agrigento compresa la sede centrale in Piazzale Aldo Moro svolgeranno regolarmente la propria attività lavorativa.
 

“Ad Agrigento le condizioni di degrado in cui versa la Via degli Imperatori, tra San Leone e Cannatello, sono incredibili quanto inenarrabili”. Così afferma, e documenta con delle fotografie, il consigliere comunale, Gerlando Gibilaro, il quale ha presentato una richiesta scritta all’amministrazione comunale affinchè si intervenga a rimedio di cotanto scempio. Gibilaro aggiunge: “Peraltro ormai i sacchi di rifiuti hanno invaso la carreggiata, e i mezzi in transito, soprattutto a due ruote, rischiano di scivolare e di incorrere in gravissimi incidenti stradali”.

Si lavora per migliorare il decoro urbano soprattutto nella zona di San Leone e nella fascia cotiera. Sono partiti i lavori di sistemazione di alcuni marciapiedi di San Leone ed è stata transennata un’area nella zona di piazzale Aster davanti al bar Tropical. Sono state rattoppate buche con interventi di bitumatura in viale Leonardo Sciascia e al Viale della Vittoria e l’Amnministrazione in queste ore, attraverso i propri Uffici, sempre a San Leone, ha provveduto a far effettuare i lavori nei pressi del bar Pisciotto eliminando le transenne che da tempo disturbavano il traffico in quel punto nevralgico del piazzale. L’operazione decoro cittadino proseguirà poi in altre zone della città. 

Il deputato regionale del Partito Democratico, Antonello Cracolici, ritiene che ad Alessandria della Rocca le elezioni amministrative dello scorso 10 giugno, in occasione delle quali si è presentato un solo candidato sindaco che non ha raggiunto il quorum del 50 più 1, siano state annullate sulla base di una norma mai recepita in Sicilia. Cracolici, che in proposito ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore agli Enti Locali, afferma: “Si tratta di una norma nazionale che non è mai stata recepita in Sicilia. L’inserimento degli elettori iscritti all’ Anagrafe Italiani Residenti all’Estero tra quelli aventi diritto al voto, che ha portato all’annullamento delle elezioni amministrative per mancato raggiungimento del quorum del 50% più uno degli aventi diritto, non è infatti supportato da alcuna norma attualmente in vigore nella nostra Regione. Siamo di fronte ad un vuoto normativo che non può essere superato con una ‘interpretazione estensiva’ della norma nazionale. È necessario intervenire chiarendo in via amministrativa l’inapplicabilità della norma nazionale e predisporre una legge che disciplini definitivamente la materia”.

Monito perentorio dalla Regione ai sindaci su raccolta differenziata o spedizione all’estero: “Obbedite o decadrete dalla carica”

In Sicilia vi sono tanti Comuni virtuosi che praticano la raccolta differenziata oltre il 60 se non il 70%. Tuttavia ve ne sono altrettanti che invece sono sotto il 30, e tra essi vi sono città metropolitane, come Palermo. Ciò incide negativamente sulla media regionale. Ecco perché il primo dirigente all’assessorato regionale ai rifiuti, Salvo Cocina, in accordo con il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha spedito una lettera a tutti i sindaci dei Comuni con percentuale di differenziata sotto il 30%: “O entro il 31 luglio firmate accordi con le quattro società che hanno partecipato al bando per il trasferimento dei rifiuti fuori Sicilia, oppure decadi dalla carica tu sindaco e anche la tua giunta”. E il monito, apparentemente perentorio, è rivolto anche al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Secondo la Regione la causa scatenante la perdurante emergenza rifiuti è l’enorme quantità di indifferenziato che in Sicilia ancora si conferisce in discarica. Ecco perché ancora Salvo Cocina, nella stessa lettera ai sindaci scrive: “Dal prossimo primo ottobre ogni Comune non potrà portare nelle discariche più del 70 per cento dei rifiuti prodotti giornalmente”. E dunque, non essendo la matematica una opinione, il restante 30% è da differenziare, e quindi i Comuni che non raggiungono almeno il 30% entro il 31 luglio pagano le società abilitate e inviano i propri rifiuti fuori dalla regione. Esempio: se un Comune pratica il 15% di differenziata, l’altro 15 lo spedisce all’estero, e il 70 lo trasporta in discarica. Attualmente, se tutto ciò già fosse concretizzato, il Comune di Palermo invierebbe fuori Sicilia entro ottobre il 15 per cento dei rifiuti prodotti ogni giorno, e Catania il 21 per cento. E se i sindaci, ostilmente, non si adeguano e non firmano i contratti per la spedizione all’estero? A tale ipotesi, verosimilmente non tanto remota, la Regione ha già preparato la controbattuta, e nella stessa lettera di Cocina si legge: “La mancata trasmissione del contratto o del provvedimento costituisce grave violazione e comporta l’avvio dell’intervento sostitutivo nei confronti dei Comuni e l’attivazione delle procedure di decadenza degli organi comunali”. Tradotto: già ad agosto parecchi sindaci, e compagni in giunta, potrebbero essere rimossi.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras