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Ancora morte sul lavoro, stavolta a Castrofilippo in circostanze che davvero non ci spieghiamo. A morire un operaio di soli 26 anni di Bagheria. 

Non dimentichiamo i 2 Operai morti a ottobre a  Naro nella Diga, i tanti che si sono infortunati e che oggi sono invalidi, quelli che sono morti in incidenti “in itinere”.

Ormai non passa giorno che non vi sia la notizia di un  Operaio che muore sul lavoro, ormai è uno stillicidio: c’è qualcosa che non va nel sistema dei controlli, non è un caso che il 1° Maggio 2018 ha come tema quello della Sicurezza sul lavoro.

Contro gli infortuni sul lavoro e le morti che, purtroppo, si verificano, occorre fare di più, tutti devono fare di più: sistema imprenditoriale, enti appaltanti, istituzioni addette alla vigilanza.

Occorre far funzionare meglio ed affidare più ruolo agli Enti Bilaterali.

Riteniamo che debba emergere, in tutta la sua gravità,  la situazione delle Istituzioni che sopraintendono alla vigilanza: vogliamo sapere quante persone tra Ispettori del Lavoro, quelli dell’INPS, quelli dell’INAIL e quelli dell’ASP sono attivamente impegnate nel contrasto di questi fenomeni. Non abbiamo numeri aggiornati, ma non crediamo siano granchè cambiati e ogni volta ci rendiamo conto che non c’è proporzione tra addetti e numero di aziende da controllare.

In queste condizioni  è impossibile controllare una Provincia così vasta  e ancora attendiamo i rinforzi che la Regione aveva assicurato dopo i tragici fatti di Mineo!

Diventa non più procrastinabile che il Prefetto convochi il “tavolo” delle Forze Sociali  e delle Autorità Ispettive per capire come fronteggiare questa emergenza e come intensificare le condizioni che impediscano il ripetersi di fatti così tragici.

Alla Famiglia dell’Operaio di Bagheria le condoglianze sentite e l’abbraccio della CGIL di Agrigento unite all’impegno che la CGIL non smetterà nemmeno un giorno di battersi affinche “SI POSSA LAVORARE PER VIVERE E NON PER MORIRE!”.

L’iniziativa, promossa dal comune di Joppolo Giancaxio e dal comune di Raffadali, è giunta ormai alla sua quarta edizione.

In marcia in tanti, da Raffadali a Joppolo, per dire a gran voce NO alla mafia. Tantissimi gli studenti provenienti da tutta la provincia, che con convinzione hanno marciato verso un unico obiettivo.

 Sul palco allestito su Corso Umberto c’è stato poi il considerevole intervento del sindaco di Joppolo Giuseppe Portella e del Prefetto Dario Caputo che hanno ricordato a tutti l’importanza di giornate come questa. Significativa anche la presenza e la preziosa testimonianza del Parroco di Caivano Maurizio Patriciello, simbolo della battaglia condotta nella cosiddetta “terra dei fuochi”.

Erano ben 18 le associazioni e i gruppi di volontariato presenti alla manifestazione: Legambiente, Caritas diocesana Agrigento, Protezione civile Provincia di Agrigento, Agende Rosse, Centro Pio La Torre di Palermo e tante altre ancora.

La manifestazione è stata un gran successo, ha coinvolto anche l’Asp di Agrigento. Infatti l’ambulatorio mobile è stato presente all’evento, invogliando giovani e meno giovani ad una maggiore prevenzione sulla salute.

Il nostro Istituto ha partecipato con le classi 2C-2A-1A-3D accompagnati dai docenti Erika Danile, Lucia Spagnolo e Antonino Manno. Emozionati i giovani studenti hanno partecipato con dedizione ed entusiasmo a tutte le attività proposte dalle varie associazioni.

” Siamo entusiasti di essere qui a rappresentare il nostro istituto data la motivazione – sostiene Giorgio Bongiorno della classe 3D – la Sicilia è una terra maledettamente bella ma disgraziata… Siamo stanchi di dover vivere con la nostalgia di un’Italia che non abbiamo neanche conosciuto. Vogliamo ancora credere nel cambiamento.”

 “E’ stata un’occasione importante e significativa – dichiara le prof.ssa Lucia Spagnolo – per promuovere nel campo i diritti di cittadinanza sostenuti nelle aule scolastiche , i progetti e la cultura della legalità contro il dominio mafioso del territorio. Perché i ragazzi non dimentichino mai che tacere è obbedire, partecipare è vivere”.

 Gli studenti hanno marciato per la legalità per ben 4 Km.

A Porto Empedocle, durante un’attività di controllo, gli agenti del Commissariato Frontiera, diretti dal vice questore aggiunto Cesare Castelli, hanno sanzionato il gestore di un bar del centro del paesino marinaro.
Secondo quanto accertato dai poliziotti quest’ultimo avrebbe permesso agli avventori di utilizzare le slot machine anche oltre l’orario consentito dalla legge che fissa il termine di fruizione entro la mezzanotte.
Per l’uomo sono scattate due sanzioni per complessive 2.064 euro

La dea bendata bacia Caltanissetta e lo fa regalando una pioggia di milioni di euro
Più di 130 milioni sono stati vinti in una ricevitoria di via Vitaliano Brancati, ad un passo dal Liceo Scientifico e non molto distante dal Tribunale

Un fortunato giocatore infatti ha realizzato il 6 al Superenalotto conquistando per la precisione ben 130.195.242,12 euro. E parlare al singolare non è un caso. Secondo il titolare della ricevitoria, Fabrizio Sunseri, a conquistare il montepremi sarebbe stato un unico cliente: a farlo pensare l’esiguità della giocata. Secondo i primi calcoli il fortunato avrebbe “puntato” 7 euro.

Escluso quindi il sistema e soprattutto la vendita del tagliando vincente attraverso più quote.

“Non so chi possa essere il vincitore – afferma  Fabrizio Sunseri, titolare del punto vendita Totocalcio Superenalotto Edicola Totip Tris, una ricevitoria situata in via Vitaliano Brancati 15 – oltre alla clientela fissa qui vengono tantissimi clienti di passaggio. Penso ad esempio ai tanti operai del cantiere per il raddoppio della Caltanissetta – Agrigento”.
E si è fatto festa a Caltanissetta per la vincita record, ovvero il 6 da 130.215.989,08 euro. Nell’edicola-punto vendita Totocalcio Superenalotto Edicola Totip Tris Uno (Codice Ba2019) di via Vitaliano Brancati 15 sono arrivati i proprietari Fabrizio Sunseri e la moglie Sabrina Savarino, con la figlia Alessia. Sono state aperte le bottiglie di spumante e sono cominciati i brindisi, mentre curiosi e abitanti della zona continuano ad arrivare nella ricevitoria.

I carabinieri stanno indagando su una rapina compiuta da tre persone ai danni di una anziana di Naro. 

Il fatto si è verificato in una abitazione di contrada Mintina, tra Naro e Camastra, dove vive la pensionata.

Sono entrati dentro casa in tre, dicevamo, incappucciati e armati di una spranga e, dopo aver picchiato senza scrupoli la donna, si sono fatti consegnare tutti gli oggetti in oro e i soldi  presenti in casa. Da quantificare l’ammontare del bottino.

L’anziana è stata ricoverata sotto shock all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove i medici le hanno riscontrato diversi traumi al viso e contusioni guaribili in una decina di giorni.

Sul luogo della rapina sono intervenuti i carabinieri che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini.

Il fatto è accaduto domenica scorsa, di notte, ma solo ora è trapelata la notizia. I Militari dell’Arma stanno lavorando nel massimo riserbo.

 

  “Anche quest’anno in Sicilia si ripete un film già visto: nuove assunzioni centellinate e con gravissime ripercussioni soprattutto per la nostra regione. Riteniamo indispensabile richiamare l’attenzione, oltre che del Miur, soprattutto del governo regionale su un problema che riguarda non solo studenti e insegnanti, ma lo sviluppo e il futuro della nostra regione, che non può essere attenzionato solo a parole. Ci attendiamo fatti concreti”. Lo dicono Graziamaria Pistorino, Francesca Bellia e Claudio Parasporo, rispettivamente segretari di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola della Sicilia, a seguito dell’incontro con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Sicilia, Maria Luisa Altomonte.

“Se è vero che si registra, ancora una volta, un consistente calo demografico della popolazione scolastica siciliana – aggiungono – non si giustificano queste scelte di politica scolastica mirate al risparmio, a discapito soprattutto della qualità dell’offerta formativa di una regione, come quella siciliana, che vanta record, purtroppo in negativo, di tassi di dispersione scolastica, di aule sovraffollate e di edifici scolastici non idonei ai parametri di sicurezza sanciti dalla legge”.

“Riteniamo assurda ed inaccettabile la mancata trasformazione dei posti di sostegno in organico di diritto – continuano – dettata e ordinata dal Mef, che da anni sembra aver commissariato le scelte del Miur. L’abbandono dei banchi di scuola si combatte con più scuola, che significa più risorse e organici potenziati, classi sicure e non sovraffollate, aumento del tempo scuola, il tutto finalizzato al miglioramento della qualità dell’istruzione e dei processi formativi”. 
“Si sottolinea, infine, che tali scelte strozza-organici – concludono – non solo limiteranno al minimo le speranze di mobilità dei tantissimi docenti siciliani immessi in ruolo al Nord (e proprio sul sostegno i posti disponibili ci sarebbero in abbondanza), ma renderanno una chimera anche la possibilità di assunzione per i precari storici e i vincitori dell’ultimo concorso a cattedra (parcheggiati nelle graduatorie di merito). Figuriamoci del prossimo venturo ed imminente reclutamento attraverso la procedura Fit per abilitati”. 

I carabinieri stanno indagando su una rapina compiuta da tre persone ai danni di una anziana di Naro.

 Sono entrati dentro casa in tre, dicevamo, incappucciati e armati di una spranga e, dopo aver picchiato senza scrupoli la donna, si sono fatti consegnare tutti gli oggetti in oro e i soldi  presenti in casa. Da quantificare l’ammontare del bottino.

L’anziana è stata ricoverata sotto shock all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove i medici le hanno riscontrato diversi traumi al viso e contusioni guaribili in una decina di giorni.

Sul luogo della rapina sono intervenuti i carabinieri che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini.

Il fatto è accaduto domenica scorsa, di notte, ma solo ora è trapelata la notizia. I Militari dell’Arma stanno lavorando nel massimo riserbo

Si è svolta ieri la conclusione del processo a carico di Calogero e Antonio Bellavia, 28 e 45 anni, finiti in carcere, il 13 giugno dello scorso anno, con l’accusa di detenzione e porto illegale di arma clandestina e munizioni e di ricettazione.  I due Bellavia furono arrestati dai carabinieri perché trovati in possesso di una “Taurus” e una “Smith & Wesson” con numero di matricola abraso.

 Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Simona Faga, aveva condanne per entrambi gli imputati a quattro anni e due mesi di reclusione (già ridotta per il rito abbreviato).

I due Bellavia sono stati condannati per il possesso delle due pistole illegali ritrovate, a seguito di un controllo, nella loro auto.

Lo scorso 25 settembre – grazie ad alcuni accertamenti effettuati dai Ris di Messina – è stato possibile ricostruire almeno parzialmente il numero di matricola della Smith&Wesson mentre la Taurus risulterebbe rubata a Carmelo Nicotra nel 2010. Nicotra è la vittima di un agguato avvenuto a Favara lo scorso 23 maggio in cui – pur rimanendo ferito – riuscì a mettersi in salvo. I due Bellavia, per questo episodio, risultano indagati.


Sulla sfiducia al sindaco Lillo Firetto i consiglieri comunali della cosiddetta opposizione giocano a “battaglia navale”. Assistere a certe dichiarazioni, da parte di chi cerca evidentemente scuse per non sostenere la sfiducia in Consiglio comunale, è desolante come desolante è apprendere dalla stampa che chi “attacca” l’opposizione che presenta la sfiducia è la stessa opposizione(così si manifestano ma da 2 anni non attaccano più il sindaco). La verità che i cittadini devono conoscere è che c’è una volontà di bloccare qualsiasi percorso che possa portare allo scioglimento di questa Amministrazione. Anzi, c’è chi, pur fingendo di attaccare il sindaco, è in attesa di poter entrare in Giunta o semplicemente rimane sulla sua poltrona per incassare il gettone di presenza, che è il suo unico introito economico. Poi c’è chi gioca su uno scacchiere molto più ampio e, magari, sta flirtando con il partito(MOVIMENTO) di un singolo consigliere e mira a screditarlo agli occhi del deputato di turno.

Cittadini: i consiglieri comunali che continuano a temporeggiare sul tema della sfiducia stanno giocando con il Nostro futuro, quello dei nostri figli e non hanno intenzione di chiudere questa terribile parentesi per la nostra città, parentesi che parte proprio dall’essere la più costosa e la più inoperosa della storia del comune di Agrigento senza che nessuno batta ciglio……….