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E’ ora: è scoccata l’ora di un nuovo Sindaco, di un primo cittadino che deve essere scelto liberamente dagli agrigentini e non imposto! Perchè Agrigento non ha bisogno di quanto già provato in passato o di chi si propone come nuovo metodo di amministrare ma ha già dimostrato le proprie mancanze. E quindi basta con chi ha già fatto il sindaco!!! Basta con chi NON vuole farlo davvero!!! Per confrontarsi con 5 anni di duro lavoro bisogna avere passione e freschezza!!! Agrigento ha necessità di una svolta giovane, moderna e che guardi al domani con un atteggiamento diverso rispetto al passato. E per guardare al domani, non ci si può affidare a chi ha già amministrato ieri. Il 4 e 5 ottobre basta davvero una matita: È ORA di una NUOVA AGRIGENTO!

In questi ultimi giorni di campagna elettorale voglio rendere edotto il popolo agrigentino che eleggerà per i prossimi cinque anni il nuovo Sindaco.Mi preme chiarire che la narrazione raccontata in maniera compulsiva da Lillo Firetto è una polpetta avvelenata per i cittadini che va al di là della competizione elettorale,io invece ho un unico interesse:la verità delle cose,lo dice Marco Vullo Presidente della commissione bilancio e Assessore designato nella squadra di Franco Miccichè.

“Mi chiedo se ancora una volta i video-spot e leggendo l’incipit di questa propaganda continua e autocelebrativa da parte dell’attuale Sindaco quanto ci sia di vero. “Agrigento non ha debiti. Ecco come. Riduttivo chiamarlo cambiamento, è una rivoluzione, da ente prossimo al dissesto a ente virtuoso.”

Con queste parole inizia il sogno Firettiano, di un Comune, Agrigento,ormai sulle ali dell’entusiasmo ed esempio per gli altri comuni.Strano che da Presidente della commissione bilancio come tanti colleghi in questi 5 anni non ci siamo accorti di Agrigento comune virtuoso, forse i debiti e le rateizzazioni per il Sindaco Firetto sono crediti e virtuosità?

Vorrei capire unitamente  agli agrigentini come d’incanto Agrigento sia diventato un ente locale virtuoso,nella famosa operazione finanziaria e contabile con l’armonizzazione dei debiti attraverso procedure previste dalla legge si sono spalmati i debiti di circa 40 milioni di euro in trent’anni.

Ogni anno il comune deve accantonare circa un milione e quattrocento mila euro,tagliando servizi essenziali sulle mense scolastische,rette di asili e altri tagli lineari che si riverberano negativamente sul funzionamento e gli aiuti ai meno abbienti.

E questa è una rivoluzione? Se aggiungiamo altri mutui accessi con la Cassa depositi e prestiti circa 33 milioni di euro e altri 20 milioni per pagare fornitori e insoluto degli anni passati, abbiamo un quadro tutt’altro che normalizzato e sereno.

E ancora rimane da recuperare dei debiti di circa 5 milioni con la regione per i vari passaggi tra Ato e Srr con la contestuale riduzione dei trasferimenti finanziari tra regione e comune, conti alla mano si dimostra che i video-spot di Firetto non hanno trasformato il comune in una macchina da guerra.

La fotografia è opposta a quella che descrive l’amministrazione e i cittadini vedono chiaramente in che stato è ridotta la città.

Anche sui precari in carico al Comune,oggi stabilizzati 182 unità,il processo di stabilizzazione che è stato concluso nel dicembre 2019, voglio ricordare che attraverso norme nazionali e regionali,già ben 160 comuni hanno portato a termine questo iter prima di Agrigento, che è stata determinante l’opposizione che ha rinunciato a presentare emendamenti e per senso di responsabilità in sede di approvazione di bilancio consuntivo il 30 dicembre in seconda convocazione non ha fatto venir meno il numero legale.

Come non si capisce come mai gli ultimi tre Asu in carico all’ente sono stati lasciati nel limbo?

E’ giusto che gli agrigentini prima di votare sappiano bene che l’operazione verità non può essere raccontata senza contradditorio e trasformando un comune rabberciato e con debiti per circa 100 milioni di euro, nella nuova Dubai.

Questo film ormai è stato sgamato e gli agrigentini hanno la consapevolezza di vedere la città così com’è e non in una sala tridimensionale in un mondo fiabesco che oggi purtroppo non esiste e va veramente cambiato dalle fondamenta.”

Una donazione di 400 mila euro complessivi per i comuni di Palermo, Agrigento, Enna e Trapani per il sostegno a persone e famiglie in difficoltà a causa del Covid-19. Li ha stanziati la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale che opera in diversi campi assistenziali e di promozione socio-culturale in Italia e all’estero nel bacino del Mediterraneo. «La Fondazione, su mio preciso impulso e di concerto con le istituzioni locali, con questa iniziativa ha voluto garantire un sostegno primario per la casa a singoli e famiglie in difficoltà, nell’auspicio di poter in parte mitigare gli effetti devastanti che l’emergenza economica, conseguente alla crisi sanitaria, sta avendo sulla nostra società. Un atto doveroso da parte di quel privato sociale, da sempre attento alle esigenze della povera gente, che la Fondazione fattivamente rappresenta», ha dichiarato il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale Prof. Emmanuele Emanuele. A Palermo, le somme saranno gestite dall’Assessorato alla cittadinanza solidale, che li destinerà alle attività di supporto alle persone fragili organizzate con la Caritas e con altri enti del privato sociale e del volontariato.Il Sindaco Leoluca Orlando ha affermato che “ancora una volta si conferma l’amore del prof. Emanuele per la sua città natale, di cui è Ambasciatore delle Culture, nella condivisione di un “nuovo umanesimo” rispettoso della dimensione comunitaria e della dignità della persona,
di ogni persona a partire dalle fasce più deboli.”

Sono attualmente 37 i positivi al Covid  Sciacca. Ieri erano 34 a cui bisogna aggiungere i tre casi odierni, di cui uno è stato oggetto di un nostro articolo stamattina. Complessivamente, dalla fine di agosto ad oggi i contagiati sono 38, di cui un decesso. Si tratta della donna ricoverata in rianimazione a Sciacca, deceduta domenica. Non risultano ancora guariti.

I tre casi di oggi riguardano un sessantenne e due trentenni, di cui un medico. I medici contagiati risultano due, ma a quanto pare ci sarebbe un terzo medico tra i nuovi casi.

Sono 163 i nuovi positivi al coronavirus in Sicilia registrati nelle ultime 24 ore. Salgono cosi’ a 2787 i contagiati, restano 309 i ricoverati in ospedale, ma salgono a 16 quelli in terapia intensiva e 293 in regime di ricovero ordinario; 2.478 in isolamento domiciliare. I tamponi eseguiti sono stati 6.115. Anche oggi si registra una nuova vittima che porta il totale a 310.

I guariti sono 118. Sul fronte della distribuzione territoriale a Palermo i nuovi positivi sono 92 e di questi 2 sono migranti ospiti a Lampedusa e 1 appartiene al cluster della Missione Speranza e Carita’ di Biagio Conte. Seguono Catania e Siracusa ciascuna delle quali con 24 casi, 12 sono i nuovi positivi a Trapani, 5 a Messina, 4 a Caltanissetta, uno ciascuno ad Agrigento e Ragusa.

Prosegue l’attività di controllo del corpo di Polizia Provinciale per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti pericolosi e non, in prossimità di luoghi maggiormente a rischio nelle aree e strade di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Il Corpo della Polizia Provinciale ha provveduto ad istallare, fino al 12 ottobre 2020, una telecamera mobile e due cartelli informativi su una strada provinciale per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono o del deposito dei rifiuti. Le immagini con i trasgressori sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia.

I cartelli informativi istallati sono stati realizzati secondo i criteri previsti dalla legge in materia di protezione dei dati personali e sono stati collocati prima dell’inizio dell’area delle riprese indicando la finalità delle registrazioni.

Il Libero Consorzio nei mesi scorsi aveva monitorato alcuni tratti stradali dove venivano depositasi rilevanti quantitativi di rifiuti, riprendendo alcuni soggetti ai quali è stata notificata una sanzione di 600 euro.

L’Ente per meglio contrastare l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio di sua competenza utilizza un sistema di video sorveglianza e 5 foto-camere, nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

Abbiamo assistito alla nomina dell’assessore ai Lavori Pubblici, persona per bene e preparata, mentre la città aveva gli occhi puntati da un’altra parte. Una città preoccupata e in subbuglio anche da certe dirette Social spesso inappropriate riguardante situazione epidemiologica da covid-19.
Una nomina agli sgoccioli del mandato di questo esecutivo, sarà perché era semplicemente vergognoso concludere la legislatura senza un Assessore ai Lavori Pubblici ?come si suol dire è stata lanciata la solita ciambella di salvataggio per salvare la faccia e/o la poltrona.
 Dato il benvenuto in Consiglio Comunale al nuovo Assessore Arch. Cutaia augurando un buon lavoro anche se ormai mancano pochi, di certo questo Assessore non può fare miracoli in un settore ampio, molto strategico e determinante per la ripresa economica della città.
In considerazione di questa nomina si chiede che venga riattivato il cantiere per la realizzazione del Porticciolo Turistico, lavori che procedono lentamente e addirittura interrotti. Il Porticciolo turistico sarebbe il Fiore all’occhiello della Città Marinara ma anche punto di slancio per ripartire, dare nuovo volto ad una zona attualmente sommersa da materiale ferroso per la futura realizzazione di codesto Porticciolo. Pongo un Solo obiettivo al neo Assessore, riattivare i lavori per la realizzazione di questa opera che ormai si sente tanto parlare da quasi 5 anni a questa parte senza risultato alcuno. Tutto ciò farebbe sperare tutti i concittadini Empedoclini a guardare con positività al futuro.

“Il partito Vox Italia con una nota a mezzo stampa tende a precisare e risponde ad alcune dichiarazioni uscite in alcuni giornali e siti web, che il partito non è ne pro Vax, nè negazionista sul tema che riguarda il Covid 19. Non neghiamo l’esistenza del virus, che viene strumentalizzato a livello politico, nè che non si debba usare la mascherina dove serve. Ribadiamo il concetto del vaccino che non deve essere obbligatorio ma facoltativo per chi vuole farlo, il partito non è contro i vaccini tanto è vero che il Prof. Diego Fusaro che ha una figlia di un anno ha vaccinato la bimba dai vari vaccini obbligatori per legge. Restiamo a disposizione per chiarimenti con chi vuole avere delucidazioni in merito e diffidiamo ancora con chi vuole mettere in cattiva luce il partito”.
Si precisa il tutto con una nota di Vox Italia.

Oggi, 29 settembre, la Questura di Agrigento ha celebrato la ricorrenza di S. Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, con una cerimonia religiosa che,  a causa delle restrizioni dettate per il contenimento del Covid -19, si è svolta  in maniera contenuta ed in sobrietà alle 09.30 presso la Basilica di San Francesco, officiata da S.E. il Vescovo coadiutore  di Agrigento Mons. Alessandro Damiano.

Al termine della celebrazione il Questore, dr.ssa Rosa Maria Iraci, ha rivolto un caloroso  apprezzamento agli uomini e alle donne in divisa che nel corso dell’anno, sebbene le innumerevoli criticità, hanno contribuito a garantire la sicurezza dei cittadini;  infine, un ricordo è andato ai tanti colleghi della Polizia di Stato,  ai caduti e vittime del dovere che nel corso dell’anno hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, anche per causa Covid.

Ha salutato con affetto le Autorità intervenute, ha rivolto parole di viva riconoscenza, al Vescovo celebrante ed alle Autorità civili e militari, ai rappresentanti dell’ A.N.P.S, per aver voluto condividere con la Polizia di Stato un importante momento della tradizionale celebrazione in onore di San Michele.

Un anno esatto. È questo il tempo trascorso da quando i Giovani imprenditori siciliani hanno sottoscritto un “patto generazionale” con il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Giancarlo Cancelleri, e con il governatore Nello Musumeci. Trecentosessantacinque giorni durante i quali il mondo è cambiato. La crisi pandemica ha stravolto anche il tessuto economico sovrapponendosi, in Sicilia, a una pesante recessione già in atto, che nel corso di un decennio ha già portato 200mila ragazzi a fare le valigie. Ed ecco che i Giovani imprenditori tornano a far sentire la propria voce, organizzando un incontro dal titolo “Trasformazioni: uscire dal labirinto rompendo gli schemi”. L’appuntamento è per sabato 3 ottobre, alle 10, presso l’impianto “Empedocle” di Ecoface, nella Zona industriale di Agrigento.

“Si tratterà – spiega il presidente regionale degli imprenditori under 40, Gero La Rocca – di un importante momento di confronto che servirà a fare il punto su quanto fatto, ma soprattutto su quello che c’è da fare. La crisi causata dal Covid ha, infatti, messo ancor più in evidenza l’urgenza di alcune ‘trasformazioni’ non più rinviabili, a partire da quel modello di Sicilia che finora ha dato risultati evidentemente fallimentari e che richiede interventi decisi in particolare su quattro cardini: burocrazia, digitalizzazione, investimenti, infrastrutture. Occorre operare una metamorfosi, conservando ciò che ha valore, ma liberandoci delle zavorre arrugginite, anche perché nel contesto del Recovery Plan sentiamo di essere al nostro ultimo appello. Siamo a un grande bivio: o ne veniamo fuori tutti insieme o andremo alla deriva”.

È per questo che i Giovani imprenditori hanno chiamato al confronto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, oltre ai firmatari del patto generazionale, Cancelleri e Musumeci.

“Siamo consapevoli – aggiunge La Rocca – di rappresentare una categoria che ha e avrà la responsabilità e il dovere di crederci, investendo in una regione che ha bisogno del sostegno delle Istituzioni, ma anche di una grande stagione di investimenti. Per ritrovare la fiducia e rilanciare la nostra economia crediamo sia importante confrontarci con chi ci rappresenta, chiedendo di valorizzare i giovani che hanno già scelto di fare impresa qui e anche chi sogna di investire in questa regione. Ma per fare qualsiasi progetto deve essere chiaro che occorre intervenire innanzitutto sulla Pubblica amministrazione, eliminando le trappole dei formalismi normativi esasperati che, da un lato, ostacolano le imprese e, dall’altro, scoraggiano i burocrati nell’assumere le decisioni. Le norme per snellire e semplificare ci sono. Non è più tempo di tergiversare”.