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Aggredito alle spalle, con calci e pugni e poi rapinato dei due telefoni cellulari da 2 malviventi.
E’ quanto accaduto ad un giovane afghanistano, attualmente domiciliato a Canicattì, proprio dove è avvenuta la rapina, in piazza IV Novembre.

Allertati i poliziotti del cammissariato di Canicattì, che sono giunti sul posto, hanno raccolto la testimonianza del 26enne ed hanno avviato le indagini, passando al setaccio i filmati delle telecamere della zona.

Il giovane aggredito è stato poi condotto all’ospedale “Barone Lombardo”, dove i medici gli hanno diagnosticato lievi ferite al volto, giudicate guaribili in pochi giorni.

Anche in Sicilia riparte oggi alle 15 la somministrazioni dei vaccini AstraZeneca, così come da indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco, per quei cittadini aventi diritto e per i quali è previsto questo tipo di vaccino.

Si inizierà proprio dai cittadini che erano già prenotati per oggi pomeriggio alle ore 15, negli stessi poli vaccinali precedentemente individuati e scelti per questo genere di operazione sanitaria.

Poiché molte dosi di vaccino AstraZeneca risultano ancora sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, gli uffici dell’assessorato regionale alla Salute stanno già provvedendo a riprogrammare gli appuntamenti, inviando dei messaggi sms ai cittadini che hanno diritto alla vaccinazione AstraZeneca e che avevano effettuato la prenotazione per i giorni 15, 16, 17, 18 marzo e fino alle ore 15 del 19 marzo, cioè coloro che non hanno potuto vaccinarsi a causa della sospensione, in via precauzionale, disposta dalle autorità nazionali.

Così come si legge nella nota dell’Aifa “la raccomandazione del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), nella riunione di ieri, ha confermato il favorevole rapporto beneficio/rischio del vaccino anti-Covid19 AstraZeneca, escludendo un’associazione tra i casi di trombosi e il vaccino. Ha inoltre escluso, sulla base dei dati disponibili, problemi legati alla qualità e alla produzione”.

Non si conosce la natura dell’incendio consumatosi a Licata ma non si esclude la pista dolosa.
In fiamme un furgone utilizzato da una ditta che commercia prodotti ittici che ha preso fuoco nel centro di Licata tra corso Argentina e via Egitto.
Sono stati i passanti ad allertare i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio e messo poi in sicurezza i luoghi.
Sul posto anche i carabinieri di Licata che su richiesta della Procura di Agrigento hanno avviato le dovute indagini per far luce sulla vicenda accorsa

 

 

Il sig. D.S., agrigentino, figlio dell’ex guardia giurata deceduta, nel 1991, nel corso di una tentata rapina ad un furgone portavalori per il quale stava effettuando il servizio di scorta, a seguito dell’accertamento della matrice mafiosa del suddetto omicidio, aveva ottenuto, per se ed i suoi familiari, la concessione, da parte del Ministero dell’Interno, dei benefici previsti dalla normativa in favore dei familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Successivamente, lo stesso chiedeva la concessione degli ulteriori benefici assistenziali previsti dalla legge; istanza che, tuttavia, nel 2013, veniva respinta dal Ministero dell’Interno che, contestualmente, disponeva la sospensione immediata – e poi la successiva revoca – anche dei benefici e dell’assegno vitalizio in precedenza concessi sul presupposto dell’asserita insussistenza in capo allo stesso dei requisiti soggettivi previsti dalla legge e, in particolare, la non estraneità del sig. D.S. ad ambienti delinquenziali.

Quest’ultimo, allora, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, decideva di proporre ricorso giurisdizionale al fine di ottenere l’accertamento del suo diritto all’erogazione dell’assegno vitalizio e degli altri benefici già in precedenza goduti e, per l’effetto, la condanna del Ministero alla loro corresponsione, previa disapplicazione e/o annullamento dei suddetti provvedimenti di diniego e di revoca.

In particolare, gli avv.ti Rubino e La Loggia, censuravano l’operato dell’amministrazione, lamentando l’ingiustizia del mancato riconoscimento, in favore del ricorrente, dei benefici previdenziali ed assistenziali richiesti e riconosciuti per legge in favore dei familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, attesa l’assoluta estraneità dello stesso alla vita malavitosa.

Il Tribunale di Palermo, in funzione di Giudice del Lavoro, in pieno accoglimento delle doglianze formulate dai difensori del sig. D.S., gli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, previa disapplicazione dei decreti ministeriali impugnati, ha dichiarato il diritto del sig. S.D. ad ottenere l’elargizione dell’assegno vitalizio e degli ulteriori benefici assistenziali, condannando, per l’effetto, il Ministero convenuto ad erogare i relativi benefici.

La superiore sentenza è stata, da ultimo, confermata dalla Corte d’Appello di Palermo, sezione controversie di lavoro, previdenza ed assistenza che, così definitivamente pronunciandosi sulla vicenda, ha respinto il ricorso in appello proposto dal Ministero dell’Interno avverso la sentenza di primo grado, condannando altresì l’Amministrazione appellante anche al pagamento delle spese del giudizio.

Per effetto della suddetta pronuncia, dunque, il sig. D.S. potrà finalmente ottenere l’elargizione dei benefici previdenziali ed assistenziali riconosciuti dalla legge a chi, come lui, ha subìto incolpevolmente la perdita di un proprio caro per mano della criminalità organizzata.

La Procura di Catania ha proposto al Tribunale il rinvio a giudizio di due imputati di prostituzione minorile, uno di Favara di 45 anni e l’altro di Augusta di 46 anni, allorché avrebbero adescato un ragazzo di 17 anni di Catania su messenger e gli avrebbero proposto di praticare sesso orale a pagamento, inviando loro anche delle foto intime. La madre del ragazzo si è accorta dei messaggi sul telefonino del figlio ed ha denunciato l’accaduto alla Polizia Postale. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto materiale video e foto di carattere pedo-pornografico.

Nelle campagne tra Agrigento e Palma di Montechiaro una mano ignota, al momento, ha sparato una decina di colpi di pistola, di medio calibro, contro il prospetto esterno di una struttura ricettiva in costruzione, di proprietà di un imprenditore agrigentino componente dell’associazione antiracket “Libero futuro”. Sul posto per il rilievi di rito è intervenuta la Polizia Scientifica. Nessun dubbio sul carattere intimidatorio del gesto. Indagini in corso.

Ad Agrigento prosegue la campagna di vaccinazione, dove è stato inaugurato l’hub provinciale al palacongressi.
Circa 600 le dosi quotidiane che – a parte la sospensione momentanea dei vaccini AstraZeneca – sono state somministrate.

Assembramenti che hanno necessitato della polizia locale, e disagi alla viabilità lungo viale Sciascia, che è arteria importante di Villaggio Mosè.

L’ex sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, si è così espresso: ““Ecco un bruttissimo esempio di Sanità pubblica. Ecco il super hub vaccinale delle inaugurazioni in pompa magna. Il diritto al vaccino viene così garantito. Intanto continuiamo ad ammalarci. A mettere ordine ci pensa la polizia locale per far rispettare le distanze e le regole del turno.

789 nuovi positivi al Covid19 su 26.163 tamponi processati, con una incidenza di positivi di quasi il 3%, in salita da due giorni consecutivi. La Sicilia resta undicesima per i dati sui contagio in base al bollettino odierno nonostante l’aumento dei nuovi casi.

Le vittime sono state 14 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.397. Il numero degli attuali positivi è di 15.461, con un aumento di 496 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 279.

Negli ospedali i ricoverati sono 848, due in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 117, uno in piu’ rispetto alle 24 ore precedenti.

I nuovi contagi per province:

Palermo  225

Catania 202

Agrigento 75

Siracusa 50

Enna 28

Ragusa 43

Caltanissetta 45

Messina 63

Trapani 58 .

In una nota il procuratore Carmelo Zuccaro: ” non si constano elementi che consentano di ipotizzare che gli eventi sui quali sta indagando siano sintomatici di un pericolo nell’utilizzo del vaccino dì AstraZeneca, e neanche di alcuni suoi lotti, da parte della generalità dei soggetti nei cui confronti tale utilizzo è consentito”. Lo afferma in una nota il procuratore Carmelo Zuccaro, sottolineando che “la fermezza di tale convinzione è dimostrata dal fatto che lo scrivente e la stragrande maggioranza dei magistrati e del personale di questo ufficio si sono recati a ricevere la somministrazione del vaccino” AstraZeneca quando l’inchiesta era già aperta”

 

Nella nota si legge che “va altresì premesso che, per quanto concerne il decesso dell’agente di polizia Davide Villa, l’accertamento della causa mortis costituisce oggetto di un procedimento di competenza della Procura di Messina, con la quale sin dall’inizio si è stabilito un collegamento investigativo per evitare sovrapposizioni di attività”.
“Fatte queste doverose premesse – prosegue la nota del procuratore Zuccaro – si rappresenta che i primi accertamenti medici effettuati, seppur parziali rispetto ai quesiti proposti, consentono tuttavia di affermare che, in base alle caratteristiche genetiche riscontrate in relazione ai quesiti proposti, non sussistono fattori genetici predisponenti ad eventi trombotici a carico del Villa, mentre invece dalla storia clinica pregressa dello stesso risulta che questi rientrava nelle categorie per le quali è raccomandata la somministrazione di un diverso vaccino”. “Ciò tuttavia – sottolinea il procuratore di Catania – non comporta di per sé l’esistenza di un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino di Astrazeneca e il decesso del Villa, valutazione per la quale sono necessari numerosi altri accertamenti di competenza, come si è detto, di altra Procura”

E’ stata notificata dall’amministrazione la rappresentatività dei sindacati di Polizia di Agrigento. Ebbene, la federazione FSP – MP risulta il primo sindacato in assoluto per numero di iscritti. In proposito, il segretario provinciale MP, Alfonso Imbrò, commenta: “Siamo grati e consci di aver fatto sempre il nostro dovere in qualità di tutori dell’ordine e di rappresentanti del personale della Polizia di Stato. Un affettuoso ringraziamento al nostro Segretario Generale Nazionale Antonino Alletto che, malgrado le mille incombenze dettate dalle molteplicità di intervento su scala nazionale, non ha mai fatto venire meno l’attenzione della Segreteria Nazionale e del Dipartimento della Polizia di Stato sulle molteplici ed importanti criticità nella nostra martoriata provincia agrigentina”.