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Dell’Italia non ci si può fidare. E’ come uscire in mare e non sapere come finirà. Certe mancanze, certe azioni, portano alla morte delle persone. Il bene e la vita delle persone devono essere sempre messe al centro”. Lo afferma Riccardo Gatti, comandante dell’Astral e capo missione di Open Arms all’ANSA. “In mare le persone devono essere soccorse e devono essere messe al più presto in un porto sicuro – aggiunge Gatti – Ma questo non avviene in Italia”.
    “La presa che fanno i messaggi che parlano delle ong accostandole a parole come ‘business’ o ‘trafficanti’, è purtroppo forte ed è una strategia che è stata costruita lentamente – aggiunge – Ma la gente continua a morire in mare – continua – e grida ‘No Libia’. Eppure qui abbiamo il salame sugli occhi, evidentemente ci sono interessi”.

Fise Assoambiente. L’imprenditore agrigentino Giancarlo Alongi confermato nel Consiglio direttivo nazionale

 

L’imprenditore agrigentino Giancarlo Alongi, è stato riconfermato, per il prossimo biennio, componente del Consiglio Direttivo nazionale, nel settore Servizi Rifiuti Urbani di FISE Assoambiente, l’Associazione Imprese Servizi Ambientali.
Alongi, attuale amministratore delegato di Iseda, azienda capofila del raggruppamento temporaneo di imprese del comparto rifiuti, è stato rieletto questo pomeriggio al termine dell’Assemblea nazionale di Fise Assoambiente in corso a Roma.
Nel corso della stessa assemblea, è stato eletto anche il nuovo presidente nazionale di Fise Assoambiente. Si tratta di Chicco Testa, tra i fondatori di Legambiente nazionale, deputato nazionale dal 1987 al 1994, dirigente industriale e giornalista.
Nei mesi scorsi, Fise Assoambiente, aveva scelto Agrigento e la Valle dei Templi, come scenario dell’iniziativa “Let’s clean Europe”, nell’ambito del progetto a favore della raccolta differenziata.“L’idea portante dell’Associazione in questo particolare momento di difficoltà del comparto rifiuti – spiega Alongi – è quella di riuscire a promuovere ogni iniziativa necessaria, non solo a dare soluzione alle diverse problematiche ambientali che riguardano il territorio, ma anche a garantire l’apertura del mercato dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e del riciclo delle raccolte differenziate, con l’avvio al recupero energetico delle frazioni non riciclabili”.

Ad Agrigento, a Fontanelle, tanti sacchi di rifiuti indifferenziati sono stati accatastati innanzi all’isola ecologica. Così è stato per alcune settimane, finchè non si è formata un’ampia e capiente discarica abusiva colma di rifiuti. Poi è stato appiccato il fuoco. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno domato l’incendio. Adesso si è in attesa che le imprese impegnate nel servizio di nettezza urbana bonifichino la zona, anche perché i rifiuti bruciati in tal modo sono tossici e nocivi. Appena sarà bonificata l’area, si inizierà di nuovo ad accatastare rifiuti di ogni genere innanzi all’isola ecologica. Così come accade innanzi all’isola ecologica di piazzale La Malfa. Del resto, “si tratta dell’economia circolare del riciclo!”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Gerlando Gibilaro, si è rivolto al segretario del Comune, Iacono, al sindaco Firetto, al presidente del consiglio comunale, agli assessori e dirigenti preposti, e ha chiesto provvedimenti urgenti per l’adozione del Regolamento per la raccolta differenziata in città. Gibilaro afferma: “Non è più tollerabile che ad Agrigento sia ancora praticata la raccolta differenziata in mancanza di un Regolamento aderente ai riferimenti normativi vigenti comunitari, nazionali, regionali e di settore. Le gravi criticità ambientali incombenti sulla città rischiano di compromettere la salubrità di intere zone, determinando nocumento alla salute dei cittadini, e provocando, per incapacità gestionale, un serio peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie”.

Ad Agrigento, nel locale “Quattroventi”, in contrada Maddalusa, si è svolto il convegno “Dalla mafia alle mafie, l’agenda della mafia che si rinnova. Conversazioni su un fenomeno senza volti e confini”, organizzato dal presidente della sezione agrigentina dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati, Giuseppe Miceli, e dalla segretaria dell’Anm di Agrigento, Simona Faga. E’ intervenuta la testimone di giustizia Piera Aiello, oggi deputata del Movimento 5 Stelle, che ha raccontato la sua storia, insieme al Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ed al giornalista e scrittore Attilio Bolzoni. Ha moderato l’incontro la giornalista dell’Adnkronos, Elvira Terranova, Il marito di Piera Aiello, originaria di Partanna, Nicolò Atria, figlio del boss Vito Atria, fu ucciso il 24 giugno del 1991 innanzi alla moglie. E Piera Aiello decise subito di denunciare i due assassini del marito. La donna iniziò a collaborare, con la cognata Rita Atria, confidandosi al giudice Paolo Borsellino. La cognata, dopo la strage di via D’Amelio, si suicidò per la disperazione.

AnciSicilia: “Definito un quadro chiaro sulle risorse destinate agli enti locali”

“Dalla Conferenza Regione-Autonomie locali è emerso un quadro chiaro su tutti i trasferimenti destinati ai comuni per l’anno 2018 sia in termini di spesa corrente sia per investimenti”.
Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia a margine della Conferenza Regione-Autonomie locali, riunitasi stamattina, per trattare dei criteri di riparto dei 340 milioni dell’assegnazione regionale di parte corrente destinata ai comuni, per l’anno 2018, (art. 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. e s.m.i.); dei 15 milioni residui relativi alla spesa corrente 2017; dei 115 milioni destinati a spese di investimento residuo 2018; dei fondi del Piano di Azione e Coesione (PAC 2014/2020) destinato ai comuni (ai sensi del comma 22, art. 7, legge regionale n. 3/2016 e comma 7, art. 21, legge regionale n. 8/2018).
La legge di stabilità 2018, approvata dall’Ars lo scorso 30 aprile, ha previsto una oggettiva semplificazione dei criteri di riparto fissando come parametri di riferimento quello della popolazione e quello della spesa storica: oltre ai 340 milioni per la spesa corrente, ai 115 milioni destinati a spese di investimento, risultano anche 23 milioni riservati ai comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti (norma inserita a seguito di una richiesta di AnciSicilia come misura compensativa della penalizzazione subita, in sede di riparto delle risorse per il 2017) e 115 milioni di euro di risorse per investimenti per 2016 a valere sui Fondi PAC (comma 22, art. 7, L. r. 3/2016);
“Si definisce così- aggiungono Orlando e Alvano – un prospetto esaustivo che, nonostante le mille difficoltà e nonostante la permanenza di insufficienze finanziarie comunali, darà qualche certezza in più a tutti quei comuni che non hanno ultimato il bilancio di previsione 2018. Successivamente, in sede di approvazione della Legge di Stabilità 2018, saranno definiti i criteri di riparto di oltre 40 milioni di euro di riserve per il 2018”.
“Abbiamo, infine, rappresentato – ha concluso il presidente Orlando – la situazione di criticità degli enti di area vasta per i quali si rende necessario uno specifico tavolo anche per concordare il necessario coinvolgimento del governo nazionale”.
All’incontro erano presenti, tra gli altri: Luca Cannata, vice presidente vicario dell’AnciSicilia e sindaco di Avola, Salvo Pogliese, sindaco di Catania, Cateno De Luca, sindaco di Messina e Filippo Dolce, sindaco di Aliminusa.

 

 

Altra affermazione a livello nazionale del Gruppo dirigente di Confcommercio Agrigento. Alfonso Valenza, presidente provinciale di Federabbigliamento Agrigento, è stato eletto Componente Permanente del Collegio dei Probiviri delle Federazione Moda Italia. Un riconoscimento per l’impegno e la professionalità dimostrata nel suo modo di proporsi e mettersi al servizio delle categorie associate.

Un’assemblea molto partecipata in cui si sono discussi anche alcuni temi del settore Abbigliamento e Tessili.
Tra le altre cose, si è ribadita la contrarietà alla liberalizzazione dei saldi, l’esigenza di controlli mirati, l’esigenza di rafforzare il contrasto alla “contraffazione”, anche quella on-line e l’obbligo di chiusura per 12 festività annuali (di cui 6 con deroga).

 

 

La Funzione Pubblica Cgil esprime rammarico e disagio per la mancata approvazione del consuntivo del 2016 del Comune di Agrigento.
Non si vuole entrare nel merito delle scelte politiche maturate in seno all’organo assembleare, la cui autonomia delle forze politiche presenti non si vuole disconoscere, ma è a tutti evidente la ricaduta negativa sul futuro economico finanziario dell’Ente.
Spesso, nelle discussioni politiche, è evocato il dissesto finanziario per le difficoltà che il comune ha di onorare i propri impegni con i terzi ma, la mancata approvazione del bilancio consuntivo di due anni addietro, lo certifica come dato burocratico.
La non approvazione determina l’aggravarsi della carenza di liquidità per il protrarsi dei mancati trasferimenti dovuti dallo stato, non certo come deficit strutturale di disavanzo finanziario.
C’è da porsi la classica domanda: a chi giova?
I cittadini rischiano di non avere erogati i servizi ordinari di cui hanno diritto, i fornitori a non riscuotere quanto ad essi dovuto e al personale a non percepire lo stipendio a fine mese e il possibile ritorno indietro di qualche anno quando i netturbini si fermavano perché non ricevevano lo stipendio.
Come Organizzazione Sindacale guarderemo con attenzione i prossimi sviluppi e chiediamo:
• all’Amministrazione Comunale, con il Sindaco e la Giunta, al Presidente del Consiglio Comunale e ai Capigruppo Consiliari, di scongiurare con qualsiasi mezzo il rischio di una disastrosa deriva istituzionale e politica che rischia di lasciare sul campo solo macerie e rovina;
• a S. E. il Prefetto di alzare la soglia di attenzione su quanto accade nel Comune capoluogo per l’inevitabile valore simbolico che vicende di questo tipo hanno su tutti i Comuni della provincia.
Vincenzo Iacono

Dopo le anatre muoiono anche i pesci alla foce del fiume Akragas. A distanza di alcuni giorni dalla moria di anatre, lungo il tratto di fiume che dal ponte di Maddalusa va verso il mare si vedono sempre più pesci morti galleggiare o giacere ai lati del fiume.
Sebbene non sia stato comunicato l’esito dell’esame tossicologico che doveva essere effettuato sul campione di anatra morta e la conseguente incertezza sulle cause di quanto avviene, è necessario, urgente ed opportuno un intervento sia da parte dell’Asp che del Comune, a salvaguardia della salute delle persone e della tutela dell’ ambiente. La zona che dal ponte va verso il mare, infatti, quella più interessata al fenomeno, è frequentata da cittadini che ne fanno luogo di passeggiata e, poco più in là, di balneazione, da chi porta a passeggio i propri animali domestici e da molti che ne fanno zona di pesca. Questi ultimi, in particolare, possono essere stati già fortemente esposti ai pericoli legati alle cause della moria degli animali.
 
In allegato le foto inoltrate dagli stessi cittadini che segnalano.