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E’ attraccata nel porto di Pozzallo la nave Jonio della Mediterranea Saving Humans con 67 migranti a bordo, salvate ieri sera da un’imbarcazione a rischio naufragio a 48 miglia da Lampedusa. I migranti sono tutti in buone condizioni fisiche e verranno trasferiti nell’hot spot dove resteranno anche per il periodo della quarantena.
“Ci stiamo dirigendo verso Porto Empedocle dove le 211 persone soccorse da Sea Watch saranno trasbordate sulla Moby Zazá”. Lo fa sapere la ong tedesca. “Chiediamo che al termine della quarantena, nel rispetto dei loro diritti e dignità – aggiunge Sea Watch – possano finalmente raggiungere un porto sicuro”.

Roberto Di Mauro,parlamentare regionale del gruppo popolari e autonomisti,interviene dopo l’intervista dell’ex Presidente Crocetta sul mancato rinnovo al Civico di Palermo dell’allora Commissario Straordinario Carmelo Pullara,oggi collega parlamentare.

Leggere le interviste di colui che, per sventura della Sicilia, fu Presidente della Regione Rosario Crocetta è sempre divertente e a tratti la solita solfa senza nessuna verità.

Soprattutto per la innata capacità di mistificare la realtà per diventare Presidente della Regione sventolò la bandiera dell’antimafia che a posteriori tutti abbiamo capito essere uno straccio. Una delle formidabili bugie dell’intervista è l’affermazione di avere cacciato l’allora Commissario Straordinario del Civico,oggi deputato in carica,l’On.Pullara.Pe rinfrescargli la memoria, lo stesso Pullara negli anni del mandato fu giudicato tra i primi se non il primo in Sicilia per i risultati ottenuti nel vecchio ruolo sanitario.Il giudizio fu espresso dall’Agenas, ente del ministero della salute,deputato alla valutazione dei manager della sanità, sia dalla competente commissione parlamentare di merito. Per verità dei fatti fu l’allora Presidente Crocetta che tentò con i suoi metodi di addebitargli responsabilità che lo stesso Pullara ribaltò procedendo con un esposto nel gennaio 2014 per turbativa d’asta nei confronti del governo regionale di cui nulla si seppe. L’intero governo fu solo capace di non nominarlo, con le modalità che conosciamo nella scelta dei nuovi vertici apicali della sanità,cosa che è divenuta di dominio pubblico attraverso le intercettazioni riportate nei giornali. Lo stesso Pullara mantenne l’incarico fino a completamento mandato rifiutando altre collocazioni perché con quel governo, e non aveva tutti i torti, non voleva averci da fare. Per questo Rosario Crocetta invece di ripercorrere strade impervie e poco credibili,lasci stare l’On.Pullara, che paga oggi come allora il non essere uno dei tanti lacchè dei falsi moralizzatori del giorno dopo. Il collega Pullara lavora quotidianamente come tanti altri parlamentari regionali per dare un contributo per far ripartire la nostra regione,senza demagogia e spettacolarizzazione.Crocetta continui a stare lontano dall’Italia,ma non pensi di emulare in questo statisti di ben altra statura,perché il suo report e il suo governo,i siciliani lo hanno giudicato fallimentare.

“Prendiamo atto, con sgomento, delle dichiarazioni scomposte diffuse alle testate giornalistiche dal direttore dell’Unità operativa complessa di ginecologia ed ostetricia del presidio ospedaliero ‘San Giovanni di Dio’ di Agrigento, Maria Rita Falco Abramo, che purtroppo sembrano tradire nervosismo e scarsa propensione ad accettare le critiche”.

Così la segretaria della Cisl Funzione pubblica delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito e il coordinatore regionale delle professioni sanitarie Alessandro Farruggia replicano al contenuto di una nota stampa divulgata dall’Azienda sanitaria provinciale nei giorni scorsi, con la quale la medesima non risponde effettivamente alle criticità rilevate dal sindacato.

“Leggiamo che la dottoressa Falco Abramo ritiene che le legittime – e fondate – osservazioni da noi poste – dicono Russo Introito e Farruggia – fossero finalizzate a creare ‘un clima di terrorismo agli occhi dell’utenza’, e riteniamo grave che una dirigente dell’Azienda sanitaria possa così derubricare l’attività del sindacato, per quanto la cosa non ci stupisca particolarmente. Proprio in quella nota, che la dottoressa Falco Abramo sembra non aver letto, si contestava del resto un metodo di lavoro autoreferenziale, che non prevede il confronto con gli operatori anche quando le decisioni da prendere li riguardano”.

“Falco Abramo – continuano Russo Introito e Farruggia – nel maldestro tentativo di smentirci, ammette la rimodulazione dell’operatività del reparto, schermandosi dietro una, temporanea, riduzione dell’attività chirurgica ordinaria (che era sospesa nel periodo di punta dell’emergenza Covid, fase che è però adesso rientrata) e, quel che è peggio, utilizzando il sacrificio dei lavoratori nei giorni di diffusione del Coronavirus (che hanno sempre avuto accanto i sindacati, raramente i dirigenti medici) come ‘scudo’ per ridurre la portata delle nostre critiche, che altro non erano la traduzione delle necessità consegnateci dagli operatori. Risulta invece matematico, andando ai fatti – continuano – che lo stesso personale (tra l’altro non conforme alle esigenze dell’unità operativa stessa poiché si parla di una dotazione organica datata e non in linea con i Lea regionali), deve essere separato e singolarmente dislocato presso altra locazione nella gestione delle pazienti gravide e ginecologiche. Inoltre, le pazienti vengo isolate nel rispetto delle direttive regionali e poi i mariti e le assistenti possono entrare in reparto senza tampone. Ci chiediamo come mai Falco Abramo non rilevi, come denunciato dai lavoratori, la presenza quotidiana di parenti assembrati dietro le porte d’ingresso dell’unità operativa. Inoltre  ci spieghi come, in caso di parti contemporanei nei due reparti, il personale infermieristico e ostetrico dislocato in aree diverse possa rispondere ad un’ eventuale consulenza contemporanea.  Falco Abramo, inoltre – continuano – ci risponda sul perché, da quando si è attivato questo stravolgimento organizzativo, venga sistematicamente richiesta la reperibilità agli operatori, nonostante si tratti di una possibilità prevista nel contratto solo in situazioni di emergenza. Questo dimostra che ci sono delle criticità di organico e organizzative che l’Azienda sta sopperendo chiedendo sacrifici ulteriori ai lavoratori”.

“Se anche rispetto a queste vicende fossimo stati interpellati – commenta la segretaria Russo Introito – avremmo avuto delle proposte da fare per risolvere le gravi carenze organizzative. Se l’Amministrazione fosse disponibile al confronto, invece che arroccarsi su posizioni autocratiche, potrebbe ascoltare anche le nostre proposte. Non vorremmo replicare le stesse situazioni di qualche mese fa, quando dopo aver  ricevuto risposte negative sull’individuazione dell’ospedale di  Ribera come luogo deputato alla cura delle malattie infettive, la Governance dell’Asp ha dichiarato solo adesso che un centro Covid in un ospedale monoblocco come il San Giovanni di Dio è inopportuno”.

“Nell’inchiesta sulle stragi di Capaci e via D’Amelio  rimangono punti oscuri che ancora impediscono di fare luce sulle ambiguità, sui misteri che ancora permangono nonostante i tanti processi celebrati nella ricostruzione di queste vicende. Forse sarebbe il momento di dire la verità.

Sono state queste le parole pronunciate a Caltanissetta, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise, dal Pubblico Ministero, Gabriele Paci, impegnato nella requisitoria al processo a carico del latitante Matteo Messina Denaro, imputato di essere stato tra i mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio”.

Lo afferma Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei Familiari di vittime innocenti di mafia, dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.

“Il magistrato ha citato l’ex pentito Vincenzo Calcara, illustrando le ragioni per le quali, nonostante avesse chiesto di essere escusso nel corso del processo, non è stato sentito.

<<Perché Calcara è il signore che tace per anni il nome di Matteo Messina Denaro – ha sostenuto il Procuratore aggiunto Gabriele Paci – È un collaboratore che nasce 91 come collaboratore come collaboratore di Borsellino. Spiega, dà tante indicazioni, ma non fa mai il nome di Matteo Messina Denaro al tempo in cui Matteo Messina Denaro uccideva e poi faceva le stragi. Sarebbe stato utile, se egli fosse effettivamente a conoscenza delle  gesta di Matteo Messina Denaro, sarebbe stato molto utile se ne avesse parlato nel 92 anziché  dire che il capo di ‘Cosa nostra’ era, neanche il padre Francesco , ma Agate Mariano>>

Poche parole – continua Giuseppe Ciminnisi – per mettere a nudo una verità che non si comprende per quale ragione debba essere coperta dall’omertoso silenzio di quell’antimafia parolaia – e da una certa stampa che si autodefinisce antimafia – che delle passerelle ha fatto la propria ragione di esistere: l’ipotesi di un depistaggio antecedente alle stragi!

Come familiari di vittime innocenti di mafia, ci sentiamo traditi. Ci sentiamo traditi dal fuoco amico di chi in questi anni ha evidentemente fatto finta di chiedere verità e giustizia, e oggi, con un’assordante silenzio, continua a rendersi complice di un eventuale depistaggio più grave di quello messo in atto dal falso pentito Vincenzo Scarantino. Un depistaggio funzionale al compimento delle stragi.

<<Perché – ha proseguito il Dott. Paci nella sua requisitoria  – il signor Calcara  abbia voluto indirizzarci verso qualcosa che non era  storicamente preciso e perché non abbia voluto riferire del signor  Matteo Messina Denaro quando era il momento di riferire,  questo forse potrebbe essere la spiegazione di tante vicende e anche un punto d’ interesse per le future indagini>>

Nell’esprimere la nostra vicinanza ai familiari del Giudice Borsellino, in particolare alla Dottoressa Fiammetta Borsellino che con grande coraggio e determinazione continua a chiedere che venga fatta piena luce sul depistaggio sulla strage di via D’Amelio e sulle responsabilità di chi se ne rese complice, vogliamo auspicare che le parole pronunciate dal Dottor Paci, siano prodromiche alla spiegazione di quelle tante vicende e a quel punto d’interesse per future indagini alle quali ha fatto riferimento il magistrato.

 

Sono proseguite fino a tarda notte le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha avvolto il parco boschivo di via Papa Luciani.

Insieme ai vigili del fuoco hanno operato sul posto la Forestale e la Protezione civile. In volo, per spegnere le fiamme, anche due canadair che hanno lavorato fino alle 20,30 circa effettuando diversi lanci.

Come detto in altro articolo il forte vento che tirava ieri non solo facilitava l’espandersi delle fiamme ma anche minacciato che queste potessero raggiungere le abitazioni circostanti.

Le operazioni di spegnimento sono proseguite fino a notte inoltrata con le squadre da terra che hanno spento diversi focolai ed hanno poi effettuato la bonifica dei luoghi.

E’ in preda alle fiamme, dalle 17, il boschetto in via Papa Luciani ad Agrigento. Non si conoscono le cause che hanno scatenato l’incendio ma le fiamme stanno divorando i numerosi alberi che sono presenti nella zona boschiva.

Sul posto ci sono tre squadre tra Vigili del fuoco, 14 addetti delle squadre antincendio boschivo della Forestale e autobotte, personale della Protezione civile che stanno cercando di domare le fiamme, sempre più alte a causa del vento. E’ stato anche chiamato a supporto un Canadair che in questi momenti è in azione per limitare i danni che, comunque si presentano notevoli.

L’incendio e soprattutto il fumo provocano molta apprensione perché interessa anche private abitazioni.

«Quanto accaduto a Favara è gravissimo, spero si faccia chiarezza sull’accaduto». Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle alla Camera e componente del comitato Schengen condanna con forza quanto accaduto al centro di accoglienza di Agrigento-Favara, dove un poliziotto ha picchiato un migrante, dopo avergli imposto di schiaffeggiare un altro ospite della struttura, umiliando i due davanti a un nutrito gruppo di persone. «Episodi del genere lasciano esterrefatti e vanno– dichiara Cimino – questa non è accoglienza. Voglio però elogiare il gesto di Giorgia Butera, presidente dell’associazione Mete onlus, che ha denunciato in Questura l’episodio. Abbiamo bisogno di persone con il suo coraggio e la sua forza. Voglio esprimerle inoltre solidarietà per gli attacchi che ha ricevuto dopo la denuncia». L’episodio, filmato con uno smartphone e che ha portato la Procura di Agrigento ad aprire un’inchiesta, precede una missione già stabilita nei centri di accoglienza siciliani. «La situazione all’interno dei centri di accoglienza e la loro gestione vanno monitorate con attenzione – afferma Cimino – per questo la prossima settimana saremo in missione in Sicilia per verificare le condizioni all’interno delle strutture di accoglienza». Da martedì 23 a giovedì 25 giugno la deputata, insieme con altri componenti del comitato Schengen si recherà a Pozzallo, Porto Empedocle e Lampedusa, poi negli altri centri minori dell’isola. «La situazione dell’emergenza sanitaria e la necessità di assicurare agli ospiti la quarantena – spiega ancora Rosalba Cimino – ha portato diverse problematiche, denunciate dai Comuni. Per questo motivo abbiamo deciso di intervenire». Nei giorni della missione la delegazione incontrerà i rappresentanti istituzionali, le forze dell’ordine e la capitaneria di porto, oltre alle amministrazioni comunali dei vari Comuni.

Nelle ultime settimane sono giunte da parte di decine di utenti numerose segnalazioni di malfunzionamento del portale “Alloggiati Web” per la comunicazione dei dati degli ospiti delle strutture ricettive.
Dagli accertamenti effettuati direttamente dal C.E.N. di Napoli si è appurato che la problematica ha interessato solamente gli utenti che utilizzavano il predetto portale collegandosi alla rete internet mediante il browser “Google Chrome” e che per superare il disservizio basta il browser “Internet Explorer”.

Si ricorda, inoltre, a tutti i gestori di strutture ricettive della provincia e a tutti gli utenti interessati ad ottenere le credenziali per il servizio Alloggiati Web che sul sito ufficiale della Questura di Agrigento, nell’apposita area “Sportello Virtuale Alloggiati Web”, è presente tutta la modulistica per interagire con gli Uffici della Polizia di Stato dislocati su tutto il territorio della provincia, ognuno per la propria competenza territoriale.

A seguito del particolare periodo di emergenza sanitaria che, certamente, ha frenato tutto il settore turistico a livello internazionale, si coglie l’occasione per augurare a tutte le strutture ricettive presenti in provincia un particolare in bocca al lupo per una piena ripresa delle proprie attività lavorative.

Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi comunica che nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea sono stati pubblicati, lo scorso 18 giugno, i bandi di gara per l’esercizio di servizi aerei di linea in conformità agli oneri di servizio pubblico, serie  2020/C 204, ai sensi del regolamento CE 1008/2008. Per partecipare ai bandi, il termine ultimo per la presentazione delle offerte, sarà il 18 agosto, così da consentire l’avvio dei collegamenti dal 1 novembre 2020. Le rotte in continuità territoriale sono da Trapani verso Trieste, Parma, Perugia, Brindisi, Ancona e Napoli. La procedura, che aveva subito una battuta di arresto durante l’emergenza epidemiologica, va ricondotta ad un finanziamento di oltre 23 milioni di euro garantito dalla Regione siciliana, unitamente al governo nazionale, e ad un’attenta istruttoria portata avanti da Airgest, insieme agli uffici del dipartimento Regionale delle infrastrutture e Trasporti e dal MIT, ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

«Viene quindi confermata una procedura di primaria importanza che rende l’aeroporto di Trapani, unico in Europa, per numero di rotte autorizzate in continuità territoriale, ben sei a cui si aggiunge quella per Pantelleria – afferma il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – contribuendo in maniera rilevante al soddisfacimento delle esigenze del territorio di tipo sanitario, economico, universitario e di mobilità in generale. La nostra soddisfazione è enorme, siamo ripartiti a spron battuto, senza più fermarci, visto che riprendono anche i collegamenti con Ryanair. Dopo il lockdown la Compagnia torna a volare dal 21 giugno, ripristinando i voli su Bologna. Quello su Pisa verrà riattivato dal 1° luglio, Bergamo dal 2 luglio e il collegamento con la Germania Baden-Baden dal 3 luglio. Andando avanti così si riavvicina il nostro primo obiettivo di 800 mila passeggeri entro il 2021».

Airgest, inoltre ha stabilito che, per tutta la stagione estiva che va dal 1 luglio al 28 ottobre 2020,  per venire incontro all’utenza in partenza e arrivo da Trapani Birgi effettuerà per chi parcheggia in aeroporto una tariffa scontatissima di € 3,50 al giorno. Il passeggero dovrà presentare il biglietto e la carta d’imbarco all’ufficio dei servizi aeroportuali di Airgest per averne diritto.

Ammontano a 61.694,67 euro i ruoli ordinari relativi a sanzioni amministrative e pecuniarie per violazioni al Codice della Strada accertate dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento, e non pagate nei termini di legge che si riferiscono all’anno 2016. Questi atti sono divenuti titoli esecutivi per la riscossione coatta mediante iscrizione a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossioni.

Si tratta di 164 infrazioni al codice della strada accertate dalla Polizia Provinciale che risultano ad oggi non pagate, nonostante siano state debitamente contestate o notificate ai trasgressori/obbligati entro i termini di legge.

Le imposte e tasse, soprattasse e spese di notifica ed altri oneri accessori, a qualsiasi titolo dovuti, sono state affidati in riscossione agli Agenti della Riscossione Sicilia S.p.A. – Agenzia delle Entrate-Riscossioni.

Le somme che saranno introitate in virtù dei ruoli in questione, ai sensi dell’articolo 208 del codice della strada, potranno essere utilizzate per la manutenzione delle strade di proprietà dell’ente e per l’installazione, l’ammodernamento, il potenziamento, la messa a  norma e la  manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle strade provinciali.  Inoltre queste somme potranno essere destinate per la segnaletica stradale e l’acquisto di veicoli per i servizi di polizia stradale.