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Un uomo, Ignazio Mortellaro 59 anni di Santo Stefano di Quisquina, è morto poche ore fa vittima di un’incidente stradale mentre era arrivato a bordo della sua potente moto alle porte di Alessandria della Rocca.

Per cause ancora incerte il geometra avrebbe perso il controllo della propria moto, dopo una curva, schiantandosi su un cumulo di terra. 

Sul gravissimo incidente stanno indagando i Carabinieri giunti immediatamente sul luogo della tragedia. 

Trasportato all’ospedale di Ribera è stato fatto un tentativo per salvargli la vita e a quel punto è risultato anche vano l’intervento dell’elisoccorso.

Ignazio Mortellaro lascia una giovane figlia.

Lei è Ilenia Di Liberto, specializzanda al quarto anna di Cardiologia. Lui è Gerlando Pilato ,cardiologo.

Entrambi sono in servizio presso l’Emodinamica dell’ospedale san Giovanni di Dio di Agrigento.

Sabato scorso, ad Acireale, presso la suggestiva chiesa di San Sebastiano i loro “cuori” si sono uniti in matrimonio e così Ilenia e Gerlando hanno potuto coronare il loro sogno. 

I novelli sposi hanno salutato parenti ed amici presso la sala ricevimenti “La casa del Grecale”.

Fra i testimoni dello sposo il primario del reparto di Cardiologia di Agrigento dott. Giuseppe Caramanno e gentile consorte.

La coppia passerà la loro Luna di Miele oltre oceano per poi ritornare in servizio presso l’Unità di Emodinamica presso l’ospedale di Agrigento.

 

Momenti di panico per una famiglia di turisti provenienti dal Belgio che hanno deciso di trascorrere parte delle loro vacanze ad Agrigento. Nella giornata di ieri il figlio della coppia, un bambino di cinque anni, si è perso per le strade di San Leone non riuscendo più a trovare la madre.

Il bimbo, vagando per la strada, ha incontrato una pattuglia della Guardia di Finanza che stava effettuando un servizio di controllo nella località balneare. Immediato il coordinamento con le altre forze dell’ordine e, in poco tempo, è stata rintracciata la madre presso la pista ciclabile di San Leone che disperata stava cercando il figlio.

Sarebbe dovuta essere una serata tranquilla da trascorrere in compagnia che, ben presto, si è trasformata in un incubo. Invitata in casa da un bracciante agricolo di Ravanusa di 56 anni, dopo aver bevuto qualche bicchiere, sarebbe stata minacciata prima e costretta a fare sesso poi.

E’ questo il racconto di una donna di 55 anni che, dopo la presunta violenza, è corsa immediatamente presso la locale stazione dei carabinieri a sporgere denuncia. Adesso quanto messo nero su bianco è al vaglio degli inquirenti che dovranno cercare i dovuti riscontri.

La donna, dopo aver sporto denuncia, si è recata nel presidio sanitario più vicino per farsi anche visitare.

Nella mattinata di oggi alle ore 10:41 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 e profondità 9.5 km a Sciacca.

La scossa è stata avvertita lievemente dalla popolazione ma non si sono registrati danni a persone o cose.

Nell’ultima settimana sono avvenuti eventi sismici di “poca rilevanza” anche a Menfi e Santa Margherita del Belice.

Lo sciame sismico registrato dall’INGV in questi giorni non desta particolari preoccupazioni in quanto le scosse registrate sono state di lieve entità.

Un 30enne marocchino, residente da tempo ad Agrigento, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia.

L’uomo avrebbe picchiato la sorella per futili motivi in una casa di via Garibaldi e si sarebbe anche ferito ad una mano in seguito ad un pugno scagliato contro una vetrata. Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione Volante della Questura di Agrigento guidati dal dirigente Francesco Sammartino.

Dieci Ispettori Capo del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Agrigento hanno proposto un ricorso , con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, davanti al Giudice del lavoro di Agrigento per il riconoscimento del diritto all’inquadramento nella categoria D del contratto collettivo di settore, nonchè per la condanna al pagamento delle differenze retributive, oltre interessi legali, ed al pagamento delle spese giudiziali. In particolare gli Avvocati Rubino e La Loggia hanno sostenuto che i ricorrenti, in possesso della qualifica di ispettore capo del Corpo di Polizia Municipale, 

hanno svolto le mansioni di coordinamento e controllo, percependo l’indennità correlata alle mansioni citate; ma il Comune di Agrigento, inopinatamente, ha mantenuto l’inquadramento nella categoria C, in luogo della categoria D. Si è costituito in giudizio il Comune di Agrigento, in persona del Sindaco pro tempore dr. Calogero Firetto, per chiedere il rigetto del ricorso. Il Giudice del lavoro di Agrigento, Dr.ssa Alessandra Di Cataldo, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e La Loggia, secondo cui lo svolgimento delle mansioni di coordinamento e controllo rientra non già nella categoria C, in cui i ricorrenti erano inquadrati, bensì nella categoria D, ai sensi del contratto collettivo vigente per il comparto Autonomie Locali, ha accolto il ricorso, riconoscendo il diritto all’inquadramento superiore, oltre al diritto alle differenze retributive, maggiorate degli interessi, e condannando anche il Comune di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa tra le parti, i dieci ispettori capo del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Agrigento hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’inquadramento superiore, oltre che al pagamento delle differenze retributive, maggiorate degli interessi,  mentre il Comune di Agrigento dovrà pagare anche le spese giudiziali.

Ad Agrigento, in occasione del 53esimo anniversario della frana nel centro storico di Agrigento, il 19 luglio 1966, nell’atrio del Seminario, in piazza Don Minzoni, l’Ufficio Beni culturali della Diocesi, la sezione di Agrigento di Italia Nostra, l’Ordine degli Architetti e il settimanale L’amico del popolo, hanno organizzato una tavola rotonda intitolata “La città sospesa”.

Le interviste

Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto di Agrigento Dario Caputo, ha deciso l’incremento dei dispositivi di sicurezza, con riserva di successiva valutazione a seconda dell’evolversi degli eventi, per il procuratore capo Luigi Patronaggio e per il gip Alessandra Vella.

Il comitato ha valutato l’esposizione mediatica dei due magistrati e – in attesa che arrivi la decisione della Cassazione sul ricorso fatto dalla Procura di Agrigento contro la mancata convalida dell’arresto del comandante della “Sea Watch3”: Carola Rackete e di eventuali nuovi eventi legati all’immigrazione clandestina – ha optato per un potenziamento dei livelli di protezione. “Ci siamo riservati di rivalutare e modificare a seconda di come evolveranno i fatti” ha spiegato il prefetto Caputo.

E’ ripresa, dopo il vertice in Prefettura, la raccolta dei rifiuti a Canicattì, ferma da un paio di giorni per lo sciopero selvaggio degli operatori ecologici che hanno incrociato le braccia per protesta contro i ritardi di alcune mensilità arretrate. “Da un punto di vista prettamente legato agli stipendi e non condividendo l’interruzione del servizio da parte degli operatori ecologici– spiega l’amministratore unico della Sea, impresa capofila dell’Aro Canicattì Camastra, Gianni Mirabile – è stata trovata l’intesa per pagare le mensilità arretrate entro la prossima settimana. Per il resto – aggiunge Mirabile – il prefetto Dario Caputo, che ringraziamo per il grande lavoro di mediazione fatto in questa delicata vertenza, ha invitato le parti ad una maggiore collaborazione per far tornare la città al decoro che merita anche attraverso una serie di controlli e di attività repressive nei confronti degli incivili che rendono nullo il lavoro degli operatori ecologici trasformando in discariche tutte le aree che vengono bonificate continuamente. La lotta agli incivili della differenziata deve continuare ed essere più incisiva se vogliamo ottenere risultati anche per rispetto di chi la differenziata la fa seriamente”. Le aziende del Raggruppamento di imprese Sea, Iseda ed Ecoin hanno da parte loro dato la loro disponibilità per ripulire il territorio ancora una volta letteralmente “massacrato” da chi scarica ai bordi delle strade e lungo i marciapiedi ogni genere di rifiuto.