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Questa mattina, nella sede di via Gaglio dell’Ordine degli Architetti, è stato firmato un protocollo d’intesa tra l’Ordine degli Architetti di Agrigento, presieduto da Alfonso Cimino, e l’ente di formazione e sicurezza per l’industria edilizia e affini,Esiea, presieduto da Tommaso Sciara.

Il protocollo sigla una collaborazione tra i due Enti a livello territoriale:

  • creazione di un archivio delle buone pratiche in edilizia, uno degli obiettivi stabiliti dal Piano nazionale di prevenzione in edilizia. Le “buone pratiche” di sicurezza assumono sempre più un ruolo strategico per la promozione della salute e della sicurezza dei cantieri e, se adeguatamente applicate, contribuiscono all’abbattimento degli infortuni e delle malattie professionali;
  • attivazione di percorso formativi rivolti ai professionisti sulla base delle richieste di mercato e sull’acquisizione di specifiche competenze;
  • creazione di un database contenente le specializzazioni dei professionisti, da mettere a disposizione delle imprese e degli operatori del settore;
  • condivisione degli spazi (aule, laboratori, auditorium) da utilizzare per scopi formativi e attività concordate.

Con la firma del protocollo d’intesa con l’Esiea di Agrigento, insieme al presidente Sciara diamo vita a una collaborazione che comincia fin da subito con il corso di formazione sul BIM (???),attivato con la Fondazione Architetti del Mediterraneo, in programma nei locali della Scuola Edile – dichiara Alfonso Cimino –Inoltre, con l’attivazione del protocollo, svilupperemo, insieme, le politiche per la nostra professione e per lo sviluppo del territorio. Obiettivo che rientra appieno in un percorso già avviato con Sicindustria e Ance Agrigento, perché riteniamo che la parte imprenditoriale sia fondamentale in un processo di rilancio del nostro territorio”.

Oggi formalizziamo un’intesa e un’amicizia che dura da anni – afferma Tommaso Sciara – tra l’Ordine degli Architetti di Agrigento, oggi rappresentato da Alfonso Cimino, e l’Esiea, con la firma di un protocollo finalizzato a una più ampia collaborazione nell’ambito sia di politiche e materiali di sicurezza che di formazione professionale. E’ un grande giorno perché attiviamo una convenzione molto importante sia per il proseguo della professione degli Architetti,sia nella formazione, in ambito edile, degli operatori delle imprese presenti sul territorio agrigentino”.  

 ” Siamo qui per promuovere”Il mandorlo in fiore” come festa della primavera, come incontro di patrimoni Unesco e come occasione per comunicare che questa “porta sul mediterraneo”, nei suoi 2600 anni di storia, ha rappresentato un incontro di genti in un segno primordiale che tenta di declinare armonia e concordia tra i popoli”. Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto nella sala stampa dell’ “Associazione Stampa Estera” a Roma ha aperto la Conferenza di presentazione dell’edizione 2019 del “Mandorlo in fiore –  Festival Internazionale patrimonio immateriale Unesco”. Presente il ministro plenipotenziario Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione nazionale per l’Unesco, l’assessore al Turismo della Regione Sicilia, Sandro Pappalardo, il presidente del Parco Archeologico Valle dei Templi, Bernardo Campo e i responabili di CoopCulture.

“La nostra è la città di Empedocle – ha proseguito il sindaco Firetto – che tra concordia e contesa ha rappresentato il motore di ogni attività umana. Quindi con un anno di anticipo abbiamo pensato di promuovere il nostro storico evento a Paesi esteri che guardiamo con grande attenzione in termini di flussi turistici che sono in crescendo a beneficio del comparto turistico che ad Agrigento sta funzionando in una logica di buona coesione”.

ùAlla Conferenza sono intervenuti, oltre ai giornalisti delle varie testate, anche diversi rappresentanti diplomatici tra cui l’ambasciatore inglese in Italia, Jill Morris. 

 

Lo stato di degrado in cui versa il vicolo Vella, una traversa della via Atena, è oggetto di una richiesta di verifica sanitaria da parte della consigliere Palermo che ha depositato, presso l’ufficio di presidenza, una segnalazione indirizzata tra gli altri agli assessori alla polizia municipale, viabilità, manutenzione stradale e all’ambiente. “Nella giornata di ieri, scrive la consigliere Palermo – su invito dei residenti ho effettuato un sopralluogo constatando le condizioni di degrado, poco decoro urbano e potenziale rischio sanitario in cui versa il vicolo Vella a pochi passi dalla via Atenea. L’odore nauseabondo proveniente dal vicolo per l’abbandono di immondizia, il mancato controllo al fine di evitare il verificarsi di tale problematica e la mancata bonifica, potrebbero comportare delle azioni legali da parte dei commerciati e dei residenti nei confronti dell’ente qualora si accertasse un danno di immagine o il rischio per la salute pubblica della quale ha diretta responsabilità il sindaco. Pertanto, chiedo all’amministrazione attiva, con immediata urgenza, di provvedere senza indugio al ripristino di una situazione di decoro e di sicurezza sanitaria nei luoghi indicati”.

La Commissione Sport al Comune di Agrigento, presieduta dal consigliere Pasquale Spataro, ha compiuto un sopralluogo al cantiere del palasport in piazzale Ugo La Malfa. A termine dei lavori, la stessa Commissione ha rilevato dei vizi di progettazione, elencati all’amministrazione in dettaglio nell’apposita relazione. Inoltre, ha invitato il sindaco ad attivarsi per una necessaria perizia di variante.

Lo stesso Pasquale Spataro afferma: “I lavori al palasport in piazzale La Malfa risultano in stato avanzato. E per tale ragione rivolgiamo un plauso all’impresa all’opera, la “Tomasino Metalzinco s.r.l”, che ha, inoltre, provveduto ad una serie di migliorie della struttura fuori dal capitolato di appalto, a proprie spese, al fine di rendere la struttura più funzionale, come ad esempio il campo di gioco di materiale diverso, il muretto posto all’ingresso della struttura, e la creazione delle ringhiere delle scale che portano sugli spalti posti al primo piano. La stessa impresa però è in attesa dell’autorizzazione ad una perizia di variante, la cui richiesta è stata presentata lo scorso gennaio presso il Ministero degli Interni. In mancanza di tale approvazione, i lavori non possono essere consegnati. Se, invece, il Ministero provvederà all’autorizzazione della perizia di variante in tempi brevi, i lavori saranno consegnati nel prossimo mese di giugno. Pertanto, invitiamo accoratamente il sindaco Firetto ad attivarsi affinchè il Ministero provveda ad autorizzare la perizia di variante in tempi brevi, al fine di rendere disponibile alla città di Agrigento il palasport”.

La giunta comunale di Montevago, presieduta dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo, ha varato ieri l’adozione del regolamento comunale sul baratto amministrativo, uno strumento che offre la possibilità ai cittadini in difficoltà di poter saldare i propri debiti con il fisco mettendosi a disposizione del Comune per eseguire lavori socialmente utili. In particolare, come viene spiegato nel regolamento approvato dalla giunta comunale su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Vito Saladino, al fine di agevolare e stimolare la partecipazione attiva, sono previste agevolazioni fiscali in termini di riduzioni o esenzioni dei seguenti tributi comunali: Tari e Tasi.

Il baratto amministrativo è rivolto ai contribuenti residenti, soggetti passivi dei suddetti tributi comunali che realizzeranno in forma volontaria specifici progetti di cura e valorizzazione dei beni di proprietà comunale  sulla base di criteri, modalità e condizioni disciplinati dall’apposito regolamento. Gli interventi che i cittadini, associazioni o enti senza scopo di lucro potranno realizzare in cambio delle agevolazioni previste sono: la manutenzione e la pulizia delle aree verdi; lo sfalcio e la pulizia dei cigli delle strade comunali; la pulizia di piazze e marciapiedi; la pulizia dei locali comunali accessibili al pubblico; la pulizia, tinteggiatura e manutenzione della pista ciclabile; lavori di piccola manutenzione dei beni demaniali e patrimoniali del Comune. Il limite individuale annuo massimo di agevolazioni tributarie riconoscibili per il contribuente che realizza il baratto amministrativo è fissato in 480 euro se singola persona, 480 euro per ogni socio o associato se associazione o altri soggetti senza scopo di lucro.

“Uno strumento utile che stiamo adottando – ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – per andare incontro ai cittadini che hanno difficoltà a pagare tasse e tributi locali, un’iniziativa che si aggiunge ad altri progetti che stiamo portando avanti sul fronte delle politiche sociali, tra cui il servizio civile degli anziani ultrasessantenni. Come amministrazione comunale stiamo cercando in tutti i modi di cogliere le opportunità offerte da norme nazionali e regionali per poter dare, nei limiti del possibile, risposte ai cittadini in un periodo di grave crisi economica che non accenna a placarsi”. Il regolamento varato dalla giunta approderà in consiglio comunale per l’adozione.

 
 

 

L’ex commissario europeo Frits Bolkestein, da cui prende il nome la direttiva sulla liberalizzazione dei servizi, invitato mercoledì a Montecitorio per un confronto con i balneari fornisce pubblicamente la sua interpretazione: “Le spiagge sono beni e non servizi, pertanto rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva”. 
Federturismo Confindustria, insieme ad Assobalneari Italia, ad Assomarinas e ad altre componenti della filiera sostengono questa tesi da anni, ribadita nel corso di audizioni parlamentari, incontri con i vertici europei e in anni di riunioni istituzionali sul tema.
Soddisfazione nelle parole del Presidente di Federturismo Gianfranco Battisti che dichiara: “Siamo ovviamente contenti che Bolkestein abbia chiarito una volta per tutte che le spiagge sono fuori dal perimetro di applicazione della direttiva servizi in quanto beni. Noi lo ripetiamo da anni. Magari sarebbe stato opportuno già nel 2006, quando la direttiva è stata adottata, chiedere e avere questo autorevole chiarimento, piuttosto che abrogare la legge Baldini e l’art. 37, c. 2 del Codice della navigazione. Si sarebbe così evitato di mettere a rischio oltre 30mila imprese”.
Sulla stessa linea il Presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio, che afferma: “Il turismo costiero e quello nautico, fondamentali per l’intero comparto, sono paralizzati da anni a causa dell’incertezza normativa derivante dall’applicazione della Bolkestein o meno. In assenza di chiarezza sulla questione delle evidenze pubbliche è impensabile programmare investimenti economici di medio-lungo periodo”.
Il Presidente Fabrizio Licordari di Assobalneari Italia, intervenuto durante l’evento di mercoledì, ribadisce che: “Il patrimonio demaniale italiano è un asset strategico del tessuto economico del Paese, come tale dovrebbe essere tutelato e non svenduto dal Governo. I casi spagnolo e portoghese dimostrano che quando c’è la volontà politica è possibile proteggere l’interesse nazionale. Pertanto chiediamo la reintroduzione della Legge Baldini e dell’art. 37, c. 2 del codice della navigazione, dopo l’errata applicazione della Direttiva”.
Nell’ultimo anno il sistema di Federturismo si è opposto con fermezza al ddl delega sulle concessioni demaniali portato avanti nell’ultima legislatura, utilizzando come argomenti giuridici gli stessi affermati due giorni fa dall’ex Commissario olandese.
Federturismo, Assobalneari Italia e Assomarinas auspicano a questo punto che tanto a Roma, quanto a Bruxelles si metta nero su bianco l’esclusione dalla Bolkestein delle imprese balneari, dei porti turistici e della nautica.

 

“il PSI avvia una petizione contro la chiusura del CUA”
“L’università di Palermo abbandona il CUA di Agrigento”
Queste le notizie prevalenti diffuse dalla stampa in questi giorni. E’ ben strano che le voci di una chiusura del CUA si diffondano proprio nel momento in cui si sta procedendo a far rialzare un organismo che si sta riprendendo.
Cioè ci si sta rendendo conto delle difficoltà in cui versa il CUA proprio nel momento in cui si sta lavorando alacremente per riprendere un cammino virtuoso.
Ed allora voglio intervenire dopo un lungo periodo di silenzio , dichiara il neo presidente del CUa prof. Pietro Busetta. “ la crisi del Cua nasce da una volontà della Università di Palermo di volerne avere la governance, come peraltro è avvenuto a Trapani.
Il ricorso al decreto Baccei del CUA, sotto la presidenza di Armao e la successiva presa di posizione del Governo regionale, hanno stoppato le mire di governo della Università di Palermo ed ora si è in attesa di un nuovo decreto , concordato tra Regione, Università e territorio che dovrebbe sciogliere tutti i problemi derivanti da un contrasto , ampliato dalle recenti elezioni regionali che hanno visto il rettore Micari candidato per il centro sinistra e quindi in una posizione contemporanea di parte politica e di parte tecnica.
In realtà l’università di Palermo con motivazioni relative al contenzioso in atto con il Consorzio, ha deciso di tirare i remi in barca per quanto attiene al corso di Architettura, Giurisprudenza e incredibilmente di Archeologia, con la motivazione relative al credito , peraltro in contenzioso, vantato dalla stessa.
L’altro problema importante è stata la pseudo abolizione delle Province , che hanno fatto venire meno importanti risorse.
Per questo le voci di una chiusura del CUA.
Invece posso assicurare, continua Busetta, che, anche se l’anno 2018-2019 sarà l’anno della massima crisi, stiamo lavorando per un rilancio sostanziale del consorzio di Agrigento., insieme peraltro alla importante struttura del polo universitario, diretto egregiamente dal Prof Castorina e con il quale si lavora in sinergia, che occupa oltre 30 addetti dell’università e che si colloca a villa Genuardi .
E’ noto che l’università di Palermo sta ristrutturando il palazzo….. e quindi che le voci di un disimpegno della stessa da Agrigento sono false e pretestuose.
A breve avrete notizie molto interessanti sulle nuove iniziative del CUA, che è un organismo vivo e vegeto , in piena attività, che sta lavorando alacremente per incassare i crediti, per pagare i debiti, per avere nuove iniziative di formazione che interessino gli studenti agrigentini.
riunione, da noi promossa, di tutti i consorzi siciliani ha portato ad un incontro con gli assessori La Galla ed Armao che hanno assicurato che i consorzi avranno certezza di risorse e quindi potranno programmare il loro lavoro, magari evitando abbracci fatali che si sono rivelati potenzialmente mortali.
Intanto quest’anno parte un processo formativo in mediazione culturale, sotto il coordinamento del prof Marcello Saija, e vi sono contatti molto interessanti che evito di dichiarare per evitare che l’informazione possa essere dannosa per la chiusura dei rapporti.
Chiedo alla comunità agrigentina, a quella della provincia, alle istituzioni locali, di essere vicini a questa fondamentale istituzione che deve essere il fulcro , e siamo certi che lo sarà, del rilancio della provincia, insieme al Parco, ed alle realtà imprenditoriali del territorio.
Noi , il consiglio di amministrazione, il personale tutto stiamo facendo la nostra parte sino in fondo e siamo profondamente convinti che riusciremo a portare il CUA agli splendori del periodo iniziale di Melisenda e La Galla nel solco del lavoro recentemente svolto da Gaetano Armao per essere pronto per i 200 anni dalla fondazione della città

 

Massiccio intervento da parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento per incrementare gli standard di sicurezza negli ospedali e nei presìdi di continuità assistenziale. La direzione strategica Asp, con un provvedimento immediatamente esecutivo, ha deliberato l’adesione ad una convenzione “Consip-Fastweb-pubbliche amministrazioni” per la fornitura di un sistema di videosorveglianza altamente tecnologico e dotato una vasta gamma di servizi connessi. Attraverso un investimento di oltre due milioni e settecentomila euro saranno incrementate le condizioni di sicurezza del personale al lavoro nei reparti ospedalieri di Agrigento, Sciacca, Canicattì, Licata e Ribera, nei presidi territoriali di tutta la provincia, nelle guardie mediche e nei centri di salute mentale adibiti a Sert (servizi tossicodipendenza) con installazioni e migliorie rese particolarmente necessarie dai recenti episodi di cronaca che hanno evidenziato alcuni elementi di criticità presso diverse strutture sanitarie regionali. Saranno ovviamente anche utenti e cittadini a fruire dei nuovi dispositivi di sicurezza che prevedono una corposa dotazione di telecamere IP, sistemi di connettività con rete wireless esterna ad alta velocità, un network di videoregistrazione, la realizzazione di una centrale di monitoraggio presso cui opererà personale tecnico Asp adeguatamente formato, la gestione delle utenze geolocalizzate per mezzo di una pagina web dedicata e strutturata attraverso una mappa interattiva e l’esecuzione di tutte le opere edili necessarie all’installazione dei sistemi.
A giorni il Servizio tecnico dell’Asp darà luogo alle procedure per formalizzare l’incarico alla ditta specializzata e avviare lavori.

 

Eletti i quindici componenti dell’organismo di Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’Ente che resteranno in carica per tre anni.
La lista n. 1 UILFPL ha ottenuto 8 seggi riportando 280 voti. Gli eletti sono stati Luigi Bottone, Lorena Midulla, Biagio Aurelio Bruno, Domenico Busuito, Francesco Barbello, Angelo Di Mauro, Totò Cacciatore e Vincenzo Dainotto.
La lista n. 2 DICCAP con voti 27, ha ottenuto un seggio: Giuseppe Spoto. La lista n. 3 CISL FP, 141 voti, ha avuto quattro seggi: Salvatore Cipolla (detto Totò), Pasquale Sorce, Anna Capizzi e Raffaele Campione. Infine la lista n. 4 CGIL FUNZIONE PUBBLICA con 64 voti ha ottenuto due seggi: Luigi Di Benedetto e Carmelo Bruno.
I dipendenti più votati sono stati Luigi Bottone con 93 voti e Lorena Midolla con 71 voti. I votanti in totale sono stati 522.

POPOLARI E AUTONOMISTI:
INTERROGAZIONE DEL CAPOGRUPPO CARMELO PULLARA ALL’ASSESSORE ALLA SALUTE RAZZA
“VERIFICA SU GESTIONE MANAGERIALE ARNAS CIVICO PALERMO
E SU NOMINA NEUROCHIRUGO INFANTILE PROVENIENTE DAL MEYER DI FIRENZE”

Una verifica sul procedimento e sugli atti che hanno portato al comando all’Arnas Civico di Palermo di un neurochirurgo infantile dell’Ospedale universitario Meyer di Firenze, e sulla gestione manageriale dell’Arnas Civico.
A chiederla è il capogruppo dei Popolari e Autonomisti, Carmelo Pullara, in un’interrogazione all’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
“Vogliamo conoscere i provvedimenti assunti dal Governo regionale – sottolinea l’Onorevole Pullara – dopo le procedure ispettive già richieste e gli esposti delle organizzazioni sindacali sulle gravi criticità della gestione manageriale dell’Arnas Civico in merito agli sprechi, all’organizzazione degli spazi assistenziali e del lavoro”.
Si rileva “il singolare e disinvolto modus operandi della direzione generale dell’Arnas – si legge nell’interrogazione – con riguardo ad assunzioni in posizioni di comando a fronte del diniego reso a precedenti richieste di mobilità, talora in assenza della stessa unità operativa da ricoprire, oltre che delle strumentazioni idonee a consentire l’attività diagnostica e terapeutica specifica, come è avvenuto nel caso del neurochirurgo infantile proveniente dall’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze, rispetto al quale, lo scrivente, con proprio atto ispettivo il 24 gennaio scorso aveva sollecitato l’Assessore per la Salute a riferire sulla legittimità del relativo provvedimento”.
Nell’interrogazione si chiedono chiarimenti, inoltre, “sull’attuale stato dell’iter procedurale in ordine al conferimento degli incarichi ai nuovi dirigenti generali, il cui bando risulta scaduto il 2 aprile scorso, per superare l’attuale stato di commissariamento e per evitare la cristallizzazione di situazioni poste in essere da soggetti temporaneamente in carica rispetto a soggetti legittimati da contratti almeno triennali”.