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La Presidente dell’Akragas Sonia Giordano torna ad Agrigento dopo un breve periodo di riposo a casa. Il suo rientro in città è previsto per domani, domenica 15 agosto, il giorno di ferragosto. La Presidente Sonia Giordano aspetterà il rientro della squadra dopo la breve pausa ferragostana e lunedì 16 andrà subito allo stadio Esseneto per salutare i giocatori che da una settimana hanno iniziato la preparazione atletica. Sonia Giordano afferma: “Sono felice di tornare ad Agrigento e non vedo l’ora di vedere la squadra a lavoro e di conoscere i nuovi acquisti. Voglio complimentarmi con il nostro Direttore Sportivo, Giuseppe Cammarata, per l’eccellente lavoro svolto finora. In pochissimi giorni sta costruendo una grande Akragas. Grazie alla sua esperienza e professionalità è riuscito ad ingaggiare atleti importanti e di spessore che, sono certa, ci aiuteranno a disputare una grande stagione. Il nostro mercato è ancora aperto e la squadra sarà ulteriormente potenziata. Inoltre incontrerò l’imprenditore Giuseppe Deni per continuare a pianificare il presente ed il futuro dell’Akragas”.

Con sentenza resa nel novembre 2018, il T.A.R. Palermo aveva accolto il ricorso proposto, da una commercialistica, originaria di Naro, al fine di ottenere l’annullamento dei provvedimenti con i quali l’Università di Palermo le aveva annullato, dopo diversi anni dal suo conseguimento, il diploma di laurea per alcune asserite irregolarità rilevate negli statini e nei verbali relativi ad alcuni esami sostenuti dalla stessa sostenuti presso l’Ateneo palermitano.

Il T.A.R. accogliendo il ricorso proposto dalla commercialista di Naro, assistita in giudizio dagli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, aveva annullato il provvedimento giacché adottato in assenza di una approfondita istruttoria necessaria, invece, per poter adottare un così grave provvedimento qual è l’annullamento di un diploma di laurea.

Avverso la suddetta sentenza di accoglimento, ha proposto ricorso in appello l’Università degli Studi di Palermo, ribadendo la completezza dell’attività istruttoria posta in essere dall’amministrazione ed evidenziando le anomalie riscontrate nei documenti universitari relativi alla posizione della dottoressa e, in particolare, agli esami dalla stessa a suo tempo sostenuti.

Quest’ultima si è costituita anche in secondo grado, sempre con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, al fine di ribadire l’assoluta infondatezza dei sospetti avanzati dall’Università e l’illegittimità del provvedimento di annullamento del proprio diploma di laurea, producendo in giudizio anche le dichiarazioni del professore, all’epoca, titolare della materia oggetto di contestazione ed attestanti l’avvenuto svolgimento degli esami, da parte della ricorrente.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, confermando la sentenza resa dal T.A.R., ha respinto il ricorso presentato dall’Università degli Studi di Palermo.

In particolare, il C.G.A., richiamando le difese formulate in giudizio dagli Avv.ti Rubino ed Impiduglia ed il materiale probatorio prodotto a supporto, ha riconosciuto l’evidente carenza di istruttoria anche sotto il profilo della omessa audizione tanto dei professori componenti le relative commissioni d’esame – neppure identificati – quanto dei funzionari dell’Università addetti alla redazione ed alla conservazione dei verbali.

I Giudici amministrativi hanno, dunque, confermato l’illegittimità del provvedimento di annullamento della laurea e ciò anche in considerazione dell’intervenuto provvedimento di archiviazione a conclusione dell’indagine penale avviata, proprio su segnalazione di reato della medesima Università, nei confronti della commercialista della provincia agrigentina.

Per effetto della superiore pronuncia, la commercialista di Naro potrà, pertanto, continuare ad esercitare la professione, non potendo più esser messa in discussione la legittimità del titolo di studio dalla stessa conseguito.

Un turista francese è morto vittima di un malore durante la scalata del vulcano Stromboli, consentiva, a causa dell’attività del cratere, fino a quota 400 metri. L’uomo, 62 anni, è stato in compagnia della moglie e delle guide. Dopo aver iniziato la camminata verso la montagna, e aver raggiunto i 250 metri, il turista si è accasciato. Inutile è stato il tentato di rianimarlo, nonostante il trasporto alla Guardia medica dell’isola, nell’arcipelago delle Eolie, in provincia di Messina.

Ha appena dieci giorni ed è risultato positivo al Covid 19. Si tratta di un bambino nisseno giunto ieri all’ospedale di Caltanissetta, accompagnato dalla zia, con febbre alta. I medici dopo aver effettuato il tampone hanno purtroppo accertato che il piccolo era affetto da coronavirus e così hanno disposto il trasferimento all’ospedale Cervello di Palermo. Per fortuna non sembra essere in gravi condizioni.

Anche la zia è risultata positiva al Covid 19.

 

 

L’aver sollevato,  tra l’altro, grazie alla convocazione della commissione consiliare sanità da parte del presidente Sambito, nonché alla forte presa di posizione dell’assessore alla salute Carmelo Castiglione con le proprie dimissioni, il velo dell’ipocrisia e delle falsità sull’ospedale di Licata, portato avanti dal duo Galanti- Zappia, ha avuto l’effetto sperato.

E’ il commento del vice presidente della commissione sanità all’Ars on. Carmelo Pullara.

L’assessore Razza  – spiega Pullara – da me interpellato, con immediatezza e sensibilità, resosi conto della grave situazione venutasi a determinare si è visto costretto ad intervenire, personalmente, per risolvere le problematiche relativamente al personale medico degli ospedali della provincia di Agrigento a partire da quello di Licata per evitarne la chiusura. Per tamponare la situazione ha facilitato la stipula di apposita convenzione con l’ospedale di Cefalù e con il  policlinico di Palermo al fine di inviare personale medico a supporto degli ospedali della nostra provincia, Licata in testa.

Certo che se l’assessore è dovuto intervenire personalmente, di fatto sostituendosi alla direzione dell’Asp, ciò la dice lunga sulle capacità gestionali ed amministrative di questa direzione che, non solo io, continuo a non capire per quali inspiegabili motivazioni, anche dopo evidenti disfunzioni, quali la mancanza di condizionatori che con queste alte temperature nei reparti covid dell’ospedale San Giovanni di Dio ha reso la degenza dei pazienti molto difficoltosa e le grave carenze e disfunzioni di tutti gli ospedali nonché territoriali per citarne una su tutte in pronto soccorso dove si è arrivati ad una attesa sulla sedia, addirittura, di 30 ore per avere un letto, continui a mantenere questa direzione in sella.

Io non sarò mai – conclude Pullara -disponibile a girarmi dall’altra parte ovvero essere complice con il mio silenzio, continuerò a vigilare per avere un sanità in provincia di Agrigento per come ci meritiamo. Intelligenti pauca!

Agrigento e il Ferragosto. Istruzioni per l’uso. Dalle ore 9 del mattino di oggi, sabato 14, fino alle ore 6 di domani, domenica 15, a San Leone, al Viale delle Dune si marcia ad una sola corsia, verso est, dunque da piazzale Giglia, via Nettuno, Viale delle Dune, fino all’incrocio tra via Magellano e via degli Imperatori. Ovviamente coloro che fuoriescono dalle traverse del Viale delle Dune hanno obbligo di svolta a sinistra. E’ consentito il transito al contrario solo a coloro, residenti o domiciliari, diretti in via Lacco Ameno. E poi, come già pubblicato, il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha emesso un’ordinanza che vieta gli accampamenti in spiaggia, l’accensione di bivacchi, falò o fuochi d’artificio, compreso il trasporto, detenzione a qualsiasi titolo di legna, carbone e carbonella, la diffusione di rumori molesti dalle ore 8 del mattino di oggi 14 agosto alle ore 6 di lunedì 16 agosto, la vendita e la somministrazione di alcolici e superalcolici (compresa la vendita di bevande in bottiglia o lattina di qualunque tipo), e le emissioni sonore di svago o intrattenimento dalle ore 2 alle 6 delle notti tra il 14 e il 15 agosto, e tra il 15 e il 16 agosto. Più o meno si tratta della stessa ordinanza adottata dai sindaci della fascia costiera agrigentina, da Licata ad Agrigento, da Ribera a Sciacca.

La Guardia di Finanza della Compagnia di Partinico, in provincia di Palermo, ha denunciato un uomo che ha percepito fondi europei per oltre 47mila euro, per le campagne agricole 2015, ‘16 e ’17, nonostante fosse stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso allorchè esponente di spicco del mandamento di Partinico. Lui, nelle istanze di finanziamento, ha omesso di dichiarare la condanna irrevocabile, violando l’articolo 67 del Codice Antimafia. Si è proceduto dunque alla confisca “per equivalente” delle somme di denaro percepite indebitamente.

Lunedi 16 agosto alle ore 21 prende il via la XXI edizione del Pirandello stable festival, con la direzione artistica di Mario Gaziano- ideatore e curatore del festival dal 2001- unico festival dedicato al Nobel agrigentino da Roma in giù.
Direttore per le tradizioni popolari in canto Antonio Zarcone, sovrintendente Dino Barone.
Per la serata inaugurale la compagnia CGS-KAROL di Catania presenta “NON SI SA COME” il più importante dramma psicologico di Pirandello, interpretato e diretto da Mario Sorbello.
Ingresso gratuito con ritiro biglietto gratuito presso agenzia BOX OFFICE di Agrigento, o 2 ore prima dello spettacolo al botteghino del teatro per i posti disponibili.
Il Pirandello stable festival 2021 ha il patrocinio del Comune di Agrigento, assessorato alla cultura- progetto DESTINAZIONE AGRIGENTO- e dell’Ente Parco Valle dei Templi.

Fermare l’avvio della caccia in Sicilia, previsto già dal primo settembre e che appare del tutto inaccettabile alla luce dell’emergenza ambientale determinata dagli incendi, nonché incoerente ed irragionevole rispetto alla dichiarazione dello stato di “crisi ed emergenza” deciso dalla Giunta regionale proprio per affrontare la situazione determinata dai roghi devastanti di questi giorni.
Lo chiedono quattro parlamentari regionali, con prima firmataria Valentina Palmeri dei Verdi, al presidente Musumeci e agli Assessori
Cordaro e Scilla. I quattro parlamentari (oltre a Palmeri, ci sono Claudio Fava de I cento passi e poi Giampiero Trizzino e Salvatore Siragusa del M5S) hanno presentato una interpellanza, nella quale ricordano che il calendario venatorio è stato approvato a fine luglio, appena dieci giorni prima che la Giunta regionale decidesse di applicare per la prima volta le norme eccezionali della legge regionale 13/2020 sullo stato di emergenza.
Già a giugno, si legge nell’atto ispettivo, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel dare un parere fortemente critico sulla bozza di calendario venatorio predisposta dall’Assessorato all’agricoltura, ne aveva rilevato la “non coerenza” e “non condivisibilità”, sottolineando le modalità e tempi della caccia sarebbero “incompatibili” con la situazione ambientale, climatica ed ecologica. Lo stesso ISPRA ha quindi ribadito l’invito ad adottare “Limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi che hanno
colpito il Paese”. Stesse limitazioni per le quali, ricordano i quattro deputati, le associazioni ambientaliste hanno inviato al Governo Musumeci una formale diffida nei giorni scorsi.
Le associazioni hanno infatti chiesto di sospendere del tutto l’attività venatoria 2021-2022 o almeno di prevedere una sua interdizione per una superficie del territorio agro-silvo-pastorale, oggi destinata alla libera caccia, pari alle superfici naturali e seminaturali perse, oltre che a tutte le aree limitrofe a quelle incendiate, “dove hanno trovato e troveranno rifugio gli animali scampati agli incendi”. Sottolineando infine che il calendario venatorio siciliano appare in contrasto sia con le norme del Testo Unico sull’ambiente sia con le direttive comunitarie sulla tutela dell’avifauna, Palmeri, Fava, Trizzino e Siragusa chiedono quindi al Governo di sospendere con urgenza il provvedimento e, contestualmente, di istituire un “tavolo tecnico di monitoraggio e verifica” dell’esercizio della caccia con lo stato ecologico ed ambientale, coinvolgendo le associazioni di protezione, i dipartimenti regionali dell’ambiente, della protezione civile e dell’agricoltura, nonché rappresentanti del mondo scientifico/universitario.