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A Licata i Carabinieri della locale Compagnia, a seguito di numerose segnalazioni da parte di genitori allarmati, hanno indagato e hanno sgominato una presunto pericolosa banda a lavoro in città nel vendere droga tra giovani e giovanissimi. Sono 6 le misure cautelari a carico di un gruppo di italiani ed extracomunitari. La droga sarebbe stata in viaggio in autobus, da Palermo fino a Licata, il “Capolinea”, e “Capolinea” è stata intitolata l’operazione dei Carabinieri. Lo stupefacente, soprattutto hashish, è stato trasportato tra i bagagli da corrieri compiacenti, e poi smerciato nei pressi di scuole e luoghi di aggregazione. E’ stato utilizzato, come luogo di spaccio, anche il centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo. Il giro d’affari è stato stimato in oltre 500 mila euro.

Ieri , nella seduta del Consiglio comunale, riunito dopo oltre 10 giorni per parlare esclusivamente di PRG, c’è stata la richiesta, da parte di un assessore, di rinviare la seduta di una settimana per permettere la riflessione sulle direttive generali.  Nella votazione del rinvio è caduto, però, il numero legale e quindi la seduta verrà riconvocata oggi: si presenterà qualcuno?

La seduta veniva da altri rinvii, sedute cadute, rimproveri della maggioranza all’opposizione che DEVE mantenere il numero legale con la palesata possibilità per la maggioranza  di chiudere gli interventi in mancanza del numero legale per passare direttamente al voto e mettere l’opposizione alle corde nella seduta di prosecuzione.

Ieri sera, dopo l’esposizione delle direttive da parte dell’assessore al ramo, sono apparsi i primi timidi segnali di perplessità, in particolare sulla parte della proposta che modifica la zona di viale delle Dune. Così, dopo avere cercato il voto, ora, anche e soprattutto da parte di chi DEVE votare, si cerca di capirne di più. Era possibilità del Consiglio aprirsi alla condivisione confrontandosi con associazioni e professionisti sugli argomenti del PRG, possibilità che non è stata colta e ieri, tanto per cambiare, sembrava che la presidenza mi desse la colpa, di non averlo detto prima in consiglio (e che me li leggo solo io gli atti?).

Quindi se fino a qualche giorno fa sembrava tutto bellissimo e si era pronti per il voto, ora spuntano le perplessità e non si può nemmeno dire che esistono, negli step della procedura di approvazione, occasioni di confronto.

Come al solito il consiglio non è mai coinvolto dall’amministrazione ma deve solo ratificare quanto deciso. A mio avviso il lavoro sull’approvazione delle direttive generali doveva coinvolgere i consiglieri anche fuori dall’aula ma, fin dall’inizio, è stato caratterizzato da un “al voto, al voto”.

Probabilmente qualcuno, per compiacere l’amministrazione, ormai anche abbastanza “spregiudicamente”, da questa impronta alle sedute, convocate solo al fine di approvare gli atti indispensabili per l’ente e/o che vengono dalla giunta. Gli ordini del giorno languono e non si allungano solo perché, ormai, si è capito che è inutile aggiungere atti che, probabilmente, non verranno mai votati.

A proposito di votazioni, ieri per la commissione sui debiti fuori bilancio, che si avvia ad essere una mera “contatrice” di debiti per indicare la proporzione fra le varie tipologie, si è votata presidenza e vice presidenza. Hanno  fatto saltare, la settimana scorsa, la prima votazione, invocando la democrazia perché eravamo solo 3 su 5, ma in realtà dovevano semplicemente trovare il tempo  di mettersi d’accordo. 

E così ho saputo del risultato della votazione prima della votazione, perché hanno anche fatto circolare la notizia. I nuovi presidente e vice presidente, hanno grossissime difficoltà a partecipare alle sedute (uno vive addirittura a 1000 km di distanza), però, dopo essersi proposti per l’elezione come membri ora sono “stati proposti” anche per “guidare” i lavori, come al solito si guarda all’onore piuttosto che all’onere che dovrebbe garantire un risultato.

Tanto sono tranquilli per la segretezza dei lavori che non permetterà nemmeno le sostituzioni .

Attenzione: il contenuto sarà secretato ma non lo sarà la mancanza di contenuto.

Ad Agrigento alla fermata degli autobus in Piazzale Rosselli, una coppia di romeni, un uomo di 28anni e una donna di 22 anni avrebbero picchiato una loro connazionale di 29 anni.

Finita in ospedale per le varie lesioni la giovane ha denunciato tutta alla Polizia di Agrigento, raccontando dell’aggressione ai poliziotti che hanno subito acquisito le immagini di video sorveglianza e sono riusciti ad individuare i due aggressori.

A quanto pare – stando alle investigazioni realizzate dai poliziotti della sezione Volanti – la ventinovenne romena sarebbe stata picchiata perché aveva chiesto loro di restituirgli i soldi, qualche centinaio di euro, che gli aveva prestato in precedenza.

La coppia è stata denunciata, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, e dovranno rispondere, adesso, dell’accusa d’aver provocato lesioni lievi.

 
I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno arrestato un 17enne perché trovato, in seguito a perquisizione, in possesso di ben 77 dosi di hashish pronte per essere spacciate.
 
I carabinieri lo hanno sorpreso all’interno di uno stabile di sua pertinenza.

Il diciassettenne è stato così posto agli arresti e trasferito al carcere minorile Malaspina di Palermo. L’accusa a suo carico è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

 

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con decreto del 18 aprile scorso, ha sciolto il Consiglio comunale di Sommatino, in provincia di Caltanissetta, e ha nominato Giovanni Cocco quale Commissario Straordinario fino alla scadenza naturale del Consiglio, nel 2022. E ciò per la mancata e tempestiva approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Contro tale provvedimento di scioglimento hanno proposto ricorso, tramite gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, i consiglieri Angela Cocita, Simona Bennici, Salvatore Letizia, Giuseppe Cigna, Daniele Pirrello e Nicola Scarlata. Gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno censurato il Decreto di scioglimento perché adottato (a differenza di quanto avvenuto in casi analoghi per i Comuni di Aragona e Giarre) senza osservare le modalità delle norme dell’Ordinamento degli Enti locali secondo cui lo scioglimento del Consiglio comunale – per mancata adozione del bilancio di previsione o di atti equiparabili come il bilancio stabilmente riequilibrato – è solo eventuale ed è, comunque, preceduto dalla convocazione, da parte di un Commissario appositamente nominato, di una seduta consiliare e dall’assegnazione di un termine ai consiglieri “per la necessaria approvazione che deve avvenire entro il termine massimo di 30 giorni dalla convocazione”. Gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno inoltre rilevato l’illegittimità del provvedimento di scioglimento in quanto adottato in assenza delle opportune garanzie procedimentali e nonostante il ritardo nell’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato fosse giustificato da specifiche esigenze. Il Tar Sicilia, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Impiduglia, ha sospeso l’esecuzione del provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Sommatino. Pertanto i Consiglieri comunali di Sommatino potranno subito reinsediarsi nelle loro cariche.

In caso di circostanze delicate, come la morte di una persona cara, è importante riuscire a trovare le parole giuste per confortare la famiglia e gli amici del defunto, senza però essere troppo invadenti, quindi con tatto e sensibilità.

In queste occasioni tristi, molte persone si ritrovano a doversi rapportare con la stesura e l’invio di un telegramma, sebbene sia parecchio difficile molte volte riuscire a trovare le parole adatte da scrivere.

Il portale Ufficio Postale ha realizzato e messo a disposizione degli utenti una guida completa che offre parecchi spunti utili per scrivere un telegramma di condoglianze, fornendo consigli e suggerimenti e, in aggiunta, anche la possibilità di inviare direttamente il messaggio comodamente online dal sito stesso.

Tramite l’invio di un telegramma di condoglianze, il mittente vuole principalmente cercare di dimostrare la propria presenza e vicinanza ai cari del defunto, creando un messaggio che sia efficace, conciso, semplice e che arrivi dritto al cuore.

Tra le frasi più utilizzate comunemente, troviamo: “La notizia della vostra perdita ci ha veramente scossi. Vi siamo vicini”, “Il grave lutto che avete subito ci trova vicini alla vostra famiglia. Sentite condoglianze”, “Porgo alla sua famiglia, in questo momento di dolore, le mie più sentite condoglianze”, “Le sono vicino in questo momento di dolore. Giungano a lei e famiglia le più sentite condoglianze per questa grave perdita” o ancora “In una simile circostanza di lutto ci uniamo a voi con tanto affetto”.

Se fino a poco tempo fa per inviare un messaggio di condoglianze per mezzo di un telegramma era necessario recarsi presso l’ufficio postale della propria città, oggi è appunto possibile effettuare l’intero iter online e in modo autonomo, scrivendo e inviando il telegramma ovunque ci si trovi e in qualsiasi momento direttamente dal proprio smartphone, tablet o PC per mezzo di un servizio facile e della durata di pochi secondi.

Inoltre, la tempistica di invio è veramente rapida e il telegramma viene recapitato al destinatario nella stessa giornata, in forma cartacea.

Ufficio Postale consente inoltre all’utente di controllare i costi e di verificare e modificare il messaggio di condoglianze prima dell’invio. Infine, tra le dritte fondamentali per inviare un perfetto telegramma, è necessario ricordare di inserire il nome e il cognome del mittente e del destinatario e di fare attenzione a scrivere correttamente l’indirizzo.

Il Tribunale del lavoro di Palermo ha intimato all’Inps di rilasciare il durc alla Cmc, anche se in concordato preventivo. In questo modo, la società può tornare ad operare sbloccando i finanziamenti che servirebbero per pagare i fornitori e, pertanto, i lavori sulla 189 e sulla 640 potrebbero riprendere.
“La Uil, a questo punto – dice il segretario provinciale Gero Acquisto – torna ad essere ottimista per la ripresa dei lavori. La nostra speranza è che le due opere vengano ultimate in tempi brevi per evitare che la provincia agrigentina continua ad essere sempre più isolata. Si avvicina anche il 2020 e con esso la grande opportunità che la città dei templi, ma anche l’intera provincia in generale, possano calamitare l’attenzione di centinaia di migliaia di turisti per i 2600 anni di Akragas, sarebbe come partire con il piede sbagliato se la 189 e la 640 non venissero ultimate. Inoltre, finirebbe questa sorta di via crucis in cui sono ridotti migliaia di automobilisti che per raggiungere il capoluogo palermitano o il catanese necessitano di oltre tre ore”.
Inoltre, il sindacato diretto da Acquisto in merito alle parole del ministro Toninelli che ha promesso, in particolare, per la Ss 640 il finanziamento di 12 milioni di euro entro il prossimo mese di ottobre e altri 33 e mezzo entro il 2020, prima di sbilanciarsi intende attendere.
“Le promesse del ministro – conclude Acquisto – sono importanti, ma alle parole devono seguire i fatti. Proprio per questo motivo monitoreremo a 360 gradi la vicenda”

n conclusione oggi ad Agrigento, nella sala conferenze del Monastero Santo Spirito, la tre giorni del confronto intitolato “Incipit Lab. Geografie della didattica. Coordinamento nazionale dei laboratori di progettazione architettonica del primo anno”. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, diretto da Andrea Sciascia.

Le interviste

Ad Agrigento le ultime notizie sul secondo tratto del viadotto Morandi chiuso al transito risalgono allo scorso 20 maggio, quando il Genio Civile di Agrigento, diretto dall’architetto Rino La Mandola, ha annunciato l’approvazione, ad opera dello stesso Genio Civile, del progetto esecutivo per il consolidamento, rilasciando l’autorizzazione “sismica” all’Anas, che avrebbe potuto così avviare immediatamente i lavori. Ebbene, dallo scorso 20 maggio, e sono trascorsi due mesi, intorno al viadotto Morandi non si è mossa foglia. Le opere progettate consistono nel consolidamento dei piloni in cemento armato, mentre proseguirà contestualmente, a cura dell’Anas, il monitoraggio delle condizioni di stabilità degli impalcati in cemento armato precompresso, che saranno oggetto di un successivo intervento. Al momento però nulla è stato compiuto. Ieri l’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, a difesa anche degli interessi commerciali in tante strade limitrofe al viadotto, ha sollecitato l’amministrazione comunale di Agrigento a pressare sull’Anas. Oggi il coordinatore dell’associazione ambientalista “MareAmico”, Claudio Lombardo, ha diffuso una foto testimonianza del progressivo deterioramento a cui è soggetto, in mancanza di interventi, il viadotto Morandi. E Lombardo commenta: “Sono passati inutilmente 850 giorni dalla chiusura del ponte Morandi senza che sia stato fatto nessun passo avanti per il suo abbattimento, e non decolla neanche il presunto e assurdo progetto di manutenzione ordinaria, dal costo incredibile di 30 milioni di euro. Tutto è fermo ed ogni giorno che passa la struttura, senza uso e senza manutenzione, si sta distruggendo da sola a vista d’occhio!”.

Il gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco ha convalidato l’arresto di Massimiliano Piraneo, ingegnere agrigentino di 40 anni, arrestato lo scorso weekend con l’accusa di rapina ai danni di una prostituta sudamericana.

Secondo la versione di quest’ultima Piraneo, dopo aver fissato un appuntamento, l’avrebbe minacciata con un coltello e rapinata di circa mille euro. Soldi che i carabinieri hanno ritrovato in casa dell’ingegnere che, nell’ambito dell’udienza di convalida assistito dall’avvocato Carmelita Danile, ha respinto le accuse affermando che i soldi fossero suoi e che non avrebbe alcun motivo per rapinare qualcuno. 

Il giudice ha applicato gli arresti domiciliari. La difesa ha già annunciato ricorso al Riesame di Palermo per l’annullamento della misura cautelare.