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Ad Agrigento i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura hanno sequestrato la maxi discarica insorta nella Cittadella della Salute, l’ex ospedale psichiatrico al Viale della Vittoria che adesso ospita gli uffici dell’Azienda sanitaria provinciale. Già la stessa Azienda è stata coinvolta nel caso della discarica giacente all’interno dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, tra diffide a praticare la raccolta differenziata ed a bonifiche eseguite dal Comune a spese dell’Azienda sanitaria. Adesso allo stesso modo incombe il caso della Cittadella della Salute, che ha indotto i militari ad apporre i sigilli all’area interessata dai cumuli di immondizia.

15 marzo, dalle ore 9, sarà attivo l’hub vaccinale al PalaCongressi del Villaggio Mosè e saranno somministrate le prime vaccinazioni anti-covid ai cittadini che hanno effettuato la prenotazione secondo le modalità previste. Nel corso della mattinata, alle ore 12, si procederà al taglio del nastro, in presenza del presidente della Regione, Nello Musumeci, e dall’assessore Ruggero Razza, compatibilmente con gli impegni istituzionali legati principalmente all’approvazione in itinere della finanziaria regionale. Prevista per l’occasione anche la presenza delle massime autorità civili, religiose e militari della provincia. La struttura, allestita in maniera moderna e funzionale in tempi brevissimi, è stata resa disponibile dall’Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, gestore del prestigioso stabile, grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto alcuni giorni addietro dal commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, e dal direttore del Parco, Roberto Sciarratta.

Oggi 12 marzo 2021 l’avv. Calogero Termine è stato nominato come nuovo Presidente Provinciale di Agrigento dell’Un.I.Coop., Unione Italiana Cooperative, associazione di categoria presente su tutto il territorio nazionale.

Succede al compianto Domenico Marchica, anima storica del movimento cooperativistico siciliano, che ha retto con esperienza e professionalità per molti anni la sede provinciale di Agrigento, a seguito della sua improvvisa scomparsa avvenuta qualche mese fa.

L’avv. Calogero Termine è un professionista attivo nel territorio agrigentino da circa vent’anni, da tempo collaborava con la sede provinciale nella disamina di tematiche legali nella materia cooperativistica, era membro del Consiglio Provinciale e del Direttivo Provinciale, e dal 2020 era stato nominato commissario aggiunto al Presidente.

L’associazione provinciale vanta numerose cooperative aderenti, le cui attività spaziano dal sociale alla produzione diretta, alla formazione, alla trasformazione di prodotti agricoli.

Molto onorato della nomina ricevuta dall’Associazione, con il voto unanime dei membri del Consiglio Provinciale, il neoeletto Presidente, insieme al Coordinatore provinciale Joseph Zambito, promuoverà nei prossimi giorni la composizione di un nuovo Direttivo Provinciale che possa coadiuvarlo nell’attività e nel perseguimento degli obiettivi.

Gli scopi prefissati dall’avv. Calogero Termine sono, sempre di più, legati a fornire alle aziende associate un supporto di formazione e di informazione, con il potenziamento dei servizi offerti in ambito amministrativo, legale, tecnica e fiscale; una adeguata rappresentatività con gli enti locali e le istituzioni in genere; una continua promozione delle iniziative cooperative sul territorio.

L’Asp di Agrigento ha comunicato al sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, 21 nuovi positivi dei quali 16 nelle ultime 24 ore. Inoltre, si è in attesa di conoscere gli esiti di altre decine di tamponi.
Il Sindaco avverte che qualora si dovesse superare quota 50/55, si vedrà costretto ad applicare le misure restrittive previste dalla normativa vigente.
“Il comportamento sconsiderato e il menefreghismo – dice Castellino – mettono tutti in pericolo. Non occorrono controlli per comprendere che le feste e gli assembramenti di ogni genere sono vietati, occorre solo buon senso e rispetto della propria vita e quella degli altri.
Invito, pertanto, la cittadinanza di tenere altissima l’attenzione e a non avere comportamenti irresponsabili che possono mettere in pericolo tutti noi. Si ricorda a di uscire solo per necessità, di rispettare i divieti, i distanziamenti e di usare i dispositivi di protezione. Rispettiamo tutti i divieti e le raccomandazioni previsti sia dai DPCM, che dalle Ordinanze del Presidente della Regione Siciliana e del sottoscritto”.

679 i nuovi positivi al Covid19 su 25.677 tamponi processati, con una incidenza di positivi intorno al 2,6%, in leggera flessione rispetto a ieri.
La Sicilia resta undicesima nel contagio giornaliero di oggi. Le vittime sono state 13 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.318. Il numero degli attuali positivi e’ di 13.796, con un aumento di 274 casi rispetto a ieri. I guariti sono 392. Negli ospedali i ricoverati sono 772; 1 in piu’ rispetto a ieri, quelli in terapia intensiva sono 101, uno in piu’ rispetto a ieri.
i nuovi contagi per province:
Palermo 299, Catania 150, Messina 44, Siracusa 31, Trapani 23, Ragusa 49, Caltanissetta 34, Agrigento 46, Enna 3

Il gup del Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di 19 persone – tra dirigenti Unicredit, consiglieri di amministrazione e componenti del collegio sindacale – coinvolte nella costola dell’inchiesta “Discount” che ha fatto luce su una maxi bancarotta da 50 milioni di euro che vede protagonista l’imprenditore agrigentino Giuseppe Burgio. In questa fase compaiono coloro che secondo l’accusa avrebbe aiutato in qualche modo l’ex re dei supermercati a distrarre una somma del genere.

La prima udienza si celebrerà il prossimo 8 giugno davanti i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara. La posizione di Burgio, che per la bancarotta è stato condannato a otto anni di carcere e al quale la scorsa settimana sono stati confiscati 8 milioni di euro, è stata stralciata già in precedenza.

Le persone rinviate a giudizio sono: Calogero Burgio, 67 anni, di Porto Empedocle; Antonio Martoriello, 54 anni, di San Cataldo; Enzo Penna, 76 anni, di Agrigento; Salvatore Rizzo, 70 anni, di Agrigento; Costantino Verbari, 60 anni, di Agrigento; Francesca Burgio, 60 anni, di Agrigento; Angelo Nicastro, 58 anni, di Agrigento; Rosario Giordano, 46 anni, di Gela; Tiziana Ragusa, 47 anni, di Gela; Corrado Listo, 70 anni, di Agrigento; Ciro Sansone, 75 anni, di Agrigento; Leira Sansone, 49 anni; Luigi Gentile, 60 anni; Marcello Villa, 63 anni; Pasquale Pinio, 52 anni, di Palermo; Salvatore Malandrino, 58 anni, di Siracusa e Giovanni Previte, 68 anni, di Palermo.

Scatta la zona rossa in tutta Italia. Dal 3 al 5 aprile sarà in zona rossa (tranne la Sardegna che è in zona bianca), compresi quindi i giorni di Pasqua e Pasquetta, per arginare l’aumento dei contagi e dei ricoveri ospedalieri. Dopo la riunione con Regioni ed Enti locali, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con la nuova stretta anti Covid: sarà una Pasqua in rosso per gli italiani, sul “modello Natale”. Sarà comunque possibile spostarsi all’interno della propria regione verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, massimo due persone.

Tra le norme inserite anche quella che prevede che tutte le regioni in area gialla passino in arancione a partire da lunedì prossimo al 2 aprile (con ulteriore passaggio al rosso – come detto – il 3, 4 e 5 aprile). Anche la Sicilia quindi si appresta a cambiare colore. Il nuovo decreto legge sostituisce il Dpcm entrato in vigore solo pochi giorni fa, il 2 marzo.

Cambiano anche i parametri per l’ingresso dei territori in zona rossa. Secondo il nuovo provvedimento diventa automatico il passaggio se c’è un’incidenza settimanale superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti.

 

Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che le scuole ad Agrigento rimarranno aperte. Il sindaco, Franco Micciché, ci aveva rassicurato che le avrebbe chiuse fino al sei aprile. Ma di certo c’è solo che tra l’autorità sanitaria della Provincia di Agrigento e le autorità locali, compreso il Presidente della Regione Siciliana, oggi competente alla chiusura temporanea degli Istituti in virtù del Dpcm del 6 marzo u.s. qualcosa è andato storto, anzi sembra proprio che non si siano sentiti. Eppure, con l’ordinanza n. 20 del 10 marzo u.s. il Presidente Musumeci ha avuto modo di intervenire per un vasto territorio della Regione, dichiarando zone rosse molti centri importanti, nulla invece di tutto questo per le scuole della Provincia di Agrigento, come se fossero un corpo estraneo di questa difficile e complessa emergenza epidemica. Gli chiediamo, quindi, di spiegarci cosa è successo e di intervenire con molto rigore affinchè poi non si dica che è troppo tardi. Abbiamo sentito diversi presidi, dirigenti didattici e docenti che ci hanno manifestato la loro preoccupazione, i loro timori visto che il virus sta circolando moltissimo. Facciamo presente che molti di loro non sono stati sottoposti a vaccino. Siamo convinti che in questo momento la Dad sia l’unica via di uscita anche se non siamo favorevoli a questa soluzione, ma il pericolo che i contagi continuino a crescere è altissimo”.
Lo dichiarano il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto e quello della Uil Scuola, Lillo Burgio.
“In ogni caso – continuano – bisogna in tutti i modi pressare le istituzioni affinché tutto il personale della scuola venga vaccinato rapidamente. Il fatto di non avere chiuso le scuole, potrebbe far aumentare i contagi nelle scuole e quindi nelle famiglie con tutti i pericoli connessi. Purtroppo, continuiamo a contare i morti. In relazione alla programmazione del piano vaccinale anti – Covid previsto dalle Regioni per tutto il personale in servizio le soluzioni esistono, basta solo la volontà politica per trovare gli strumenti più rapidi ed efficaci per rispettare il sacrosanto diritto alla salute del personale e degli alunni, un diritto della persona,che non può essere affidato ai gesti isolati, né può essere affidato ai Dirigenti Scolastici che, non riuscendo a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche, con determinazione e senso di responsabilità verso la comunità educante e la richiesta pressante di vaccinazione di tutto il personale scolastico”.

Dopo gli ultimi eventi che hanno visto sospendere il lotto di vaccinazioni di AstraZeneca nel frattempo che si faccia luce sulle due morti avvenute a pochi giorni di distanza dal vaccino, sono già 7 mila i siciliani che hanno deciso di disdire le prenotazioni per vaccinarsi contro il coronavirus.

A renderlo noto l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza che ha aggiunto: “Quello che è accaduto ieri ha determinato una comprensibile preoccupazione dei cittadini. Però ogni dato va letto anche nel suo inverso. A fronte di 7mila cancellazioni, 117mila conferme sono il segnale che i cittadini credono nella campagna di vaccinazione”.

Ha poi aggiunto: «Noi non possiamo permetterci in questa fase di fare passare il messaggio sbagliato che il vaccino possa determinare una condizione di criticità. Proprio perché non c’è alcuna evidenza scientifica che vada in questa direzione».

Una lussuosa villa a Favignana e beni per 5 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo a quattro persone indagate di aver favorito il controllo di Cosa nostra nel settore del gioco e delle scommesse. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal Tribunale nei confronti di Francesco Paolo Maniscalco, 58 anni, Salvatore Rubino, 60 anni, Vincenzo Fiore, 43 anni e Christian Tortora, 45 anni. I quattro sono indagati a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno nell’associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità di aver favorito la mafia. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, la presunta organizzazione criminale avrebbe acquisito la disponibilità di un numero sempre maggiore di licenze e concessioni per l’esercizio della raccolta delle scommesse infiltrata da Cosa Nostra attraverso dei prestanome. Il giro d’affari, come gestione di volumi di gioco, sarebbe progressivamente aumentato fino a circa 100 milioni di euro.