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Individuata la Posizione Organizzativa per il dipartimento Lavori Pubblici.

Il professionista l’architetto Salvatore Di Vincenzo opererà a Licata in convenzione con il Comune di Palma di Montechiaro, un’altra genialata di Galanti oggi sindaco di Licata, della giunta e della sua maggioranza.

Sono le parole del deputato della Lega e presidente della commissione speciale all’Ars on. Carmelo Pullara.

“Mi verrebbe – commenta Pullara – da citare la celebre frase di Amleto: “Essere, o non essere questo è il dilemma”. Lasciando William Shakespeare a teatri più degni da quello messo su dal sindaco Galanti, dalla giunta e dalla sua maggioranza, leggere che, alla fine, dopo tre anni si è affidata la direzione dei lavori pubblici a una posizione organizzativa, oltretutto, proveniente da un altro comune, comunque non ha nessuna logica rispetto a quello che l’amministrazione ha fatto o meglio dire che non ha fatto in questi 3 anni.

Ci sono voluti 3 anni e la fuga dei nostri ex funzionari  verso la pensione per capire che la strada tracciata dalla prima giunta nel primo anno, cioè quella che credeva nella soppressione della dirigenza e la creazione di posizioni organizzative, sarebbe stata l’unica via d’uscita per l’ente considerato che era rimasto con un solo dirigente.

Oggi  -prosegue Pullara – il sindaco dovrebbe avere il coraggio e la dignità di spiegare perché dopo aver perso sei mesi, i primi sei mesi del suo mandato, per attuare appunto la soppressione della dirigenza, dopo la rottura con il sottoscritto, affermò che la soppressione dei dirigenti e l’affidamento degli uffici alle posizioni organizzative era stato un errore, ripristinando immediatamente dopo la dirigenza e concedendo la mobilità a l’unico dirigente in organico e, di fatto, trovandosi in questo modo, senza dirigenti e senza posizioni organizzative, e poi dopo tre anni di paralisi totale, affidare, in fine, i lavori pubblici a una posizione organizzativa, senza tener conto che tali comportamenti schizofrenici avevano spinto molti funzionari ad andare in pensione, gli stessi che avrebbero garantito una permanenza di almeno altri tre anni se si fossero state istituite  le posizioni organizzative.

Questa – conclude Pullara – è l’ulteriore conferma delle incapacità amministrative e politiche di  Galanti, oggi sindaco di Licata e della giunta e della sua maggioranza che hanno portato la totale distruzione della città di Licata e ai cittadini ne dovrà dare conto, insieme a tutti i coloro che con il loro mutismo ovvero con le prese di posizione contrari non hanno sposato l’idea della sfiducia lanciata da me insieme ai 5 consiglieri.

E’ finito il tempo dello scarica barile, Galanti, gli assessori e i suoi consiglieri sono ancora lì per volere di alcuni ma certamente non per il volere di Carmelo Pullara che ha proposto la sfiducia liberando Licata come già fatto in precedenza”.

“Il mio voto libero, sei Tu”, con questo slogan Rita Barbera ha aperto oggi, nel parco di Villa Tasca a Palermo, il suo primo incontro pubblico con la cittadinanza.

Davanti alle palermitane e ai palermitani intervenuti, Rita Barbera ha illustrato i perché della sua candidatura e le linee guida delle sue proposte. Ha voluto inoltre ribadire non solo di essere candidata ma di essere anche svincolata da qualsiasi schieramento politico e che la sua candidatura rappresenta una “pacifica Rivoluzione” mirata a mettere al centro i cittadini, sempre più insoddisfatti dall’attuale modello di gestione della città.

Non si è trattato di un tradizionale comizio elettorale ma di un incontro in cui l’interazione con i partecipanti ha permesso a Rita Barbera di parlare della sua visione di Palermo, dei punti programmatici del suo programma elettorale, dei problemi esistenti e della loro soluzione, per realizzare una nuova città policentrica in cui le esigenze e i bisogni della cittadinanza siano soddisfatti sul territorio.

“Puntare su una crescita, inclusiva e condivisa – ha dichiarato Rita Barbera – significa mettere a sistema tutte le risorse economiche per una gestione efficiente dei servizi per i cittadini, i senzacasa, gli anziani, i diversamente abili, i giovani, i bambini e le donne”.

Le più belle foto del concorso “Fotografa il Mandorlo in Fiore” saranno premiate  martedì, 29 marzo, alle 10, ad Agrigento, nella sede del Distretto Turistico Valle dei Templi. L’iniziativa, che è stata ideata dal giornale internet “Agrigento Oggi.it”, in collaborazione con Federalberghi, è giunta alla sua undicesima edizione e quest’anno si è arricchita della collaborazione della Fijet-Flai (la Federazione internazionale dei giornalisti e scrittori di turismo).

Il concorso, sin dall’inizio è stato legato all’annuale Festa del Mandorlo in Fiore, ideata nel 1934 per celebrare la primavera, scandita nella Valle dei Templi dalla fioritura anticipata dei mandorli.

Dal 2020, a causa della pandemia, la festa è stata sospesa. Gli organizzatori del contest fotografico hanno voluto ugualmente celebrare la primavera, che come sempre ha rispettato l’appuntamento con la rinascita della natura.

“Anche quest’anno – afferma  Domenico Vecchio, direttore di AgrigentoOggi.it, con i fotografi che gravitano attorno al progetto e che ne hanno sposato appieno ispirazione e motivazioni, abbiamo voluto ugualmente cogliere quegli scorci di magnifica fioritura che offre nel mese di febbraio il suggestivo scenario della Valle dei Templi. Abbiamo stabilito di fotografare i mandorli in fiore  accanto ai monumenti”.

“Sono immagini che si prestano alla migliore promozione del territorio – sottolinea l’amministratore della DMO-Distretto Turistico Valle dei Templi, Fabrizio La  Gaipa – perché insieme ai monumenti esprimono una sintesi perfetta della bellezza del paesaggio agrigentino e si prestano ad essere utilizzate per scopi turistici”.

Al lancio del contest, anche in quest’edizione 2022, il riscontro è stato ottimo.

“Si sono aggiunti nuovi fotografi – spiega Domenico Vecchio –  In tanti e sempre più numerosi ogni anno, si mettono in gioco attraverso la pagina facebook ‘Fotografa il Mandorlo in Fiore’. Ora è giunto il momento di premiare la migliore foto in bianco e nero e la migliore a colori”.

Un premio speciale sarà assegnato dalla DMO e sarà attribuito a chi si è distinto, in particolare, nel coniugare la valenza turistica della destinazione.

Il concorso fotografico è abbinato a “Fotografa San Calogero”, nato per cogliere i momenti più emblematici e iconici della festa del Santo nero.

“Se sui social c’è chi ama cogliere la bruttezza attraverso le immagini – conclude Domenico Vecchio – noi, al contrario, ci concentriamo nell’esaltare la bellezza. Fotografare la bellezza significa anche comprendere il valore di uno scatto e la sua capacità di veicolare l’immagine migliore della città. Suscitare sentimenti positivi e di orgoglio in quanti  guardano questi scatti significa coinvolgerli attivamente in quel processo di comunicazione e promozione del territorio sul quale investono ogni giorno gli operatori turistici con tanti sacrifici e fiducia nel futuro”.

Nell’agrigentino, ma anche nel Trapanese, in Puglia e in Calabria, negli ultimi giorni in molti hanno notato una eccezionale bassa marea con scogli e fondali marini improvvisamente affioranti. In molti hanno temuto un maremoto in atto – memori delle scene viste nel 2004 nell’Oceano Indiano.

Ma si tratta di un fenomeno naturale che non deve far paura: né bradismo, né tsunami o maremoti in arrivo. L’evidente bassa marea che si sta registrando in questi giorni è solo un normale fenomeno causato da una forte alta pressione presente sul Mediterraneo che sta “premendo” sulla superficie del mare facendolo “arretrare”. Il fenomeno tra pochi giorni sparirà.

Addirittura a Sciacca a poche centinaia di metri dalla battigia, verso ovest, è affiorato l’isolotto di San Giorgio, la cui esistenza è documentata da una mappa del ‘700, e mai visto in questo e nel secolo scorso.

/07 nuovi positivi e un decesso, a Naro. Lo riporta il bollettino dell’Asp che conteggia anche due ricoveri in ospedali. I guariti sono 24.

In ospedale risultano essere 47 ricoverati, di questi, 42 sono in degenza ordinaria. 16 si trovano al “San Giovanni di Dio”, mentre 26 sono ricoverati al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Sono 2 i degenti in terapia intensiva al “Fratelli Parlapiano”. Fra i ricoverati ci sono anche 3 persone non residenti nell’Agrigentino e per questo non ricomprese nel totale.

Icco i numeri Comune per Comune: Agrigento 2.230 (+46); Alessandria della Rocca: 87 (-1); Aragona: 331 (+19), con 7 migranti (dato invariato) che sono ospitati in un centro di quarantena; Bivona: 115 (-1); Burgio: 20 (+1); Calamonaci: 13 (+2); Caltabellotta: 34 (stabile); Camastra: 84 (+7); Cammarata: 196 (+21); Campobello di Licata: 389 (-5); Canicattì: 1.755 (+36); Casteltermini: 271 (+9); Castrofilippo: 115 (-4);  Cattolica Eraclea: 80 (+6); Cianciana: 177 (+3); Comitini: 37 (dato stabile); Favara: 1.736 (+30); Grotte: 193 (-9); Joppolo Giancaxio: 32 (-1); Licata: 897 (+47); Lucca Sicula: 30 (+2); Menfi: 511 (+28); Montallegro: 70 (stabile); Montevago: 61 (+4); Naro: 210 (stabile); Palma di Montechiaro: 1.059 (+18); Porto Empedocle: 838 (+12); Racalmuto: 276 (+4); Raffadali: 445 (+3); Ravanusa: 389 (-1); Realmonte: 222 (+6); Ribera: 373 (+13); Sambuca di Sicilia: 60 (+1); San Biagio Platani: 101 (-1); San Giovanni Gemini: 203 (+10); Sant’Angelo Muxaro: 67 (stabile); Santa Elisabetta: 131 (+4); Santa Margherita di Belìce: 180 (+19); Santo Stefano Quisquina: 97 (+5); Sciacca: 1.157(+34); Siculiana: 262 (+8) di cui 3 migranti (dato stabile) ospitati nel centro di accoglienza di Villa Sikania ed infine Villafranca Sicula con 27 (+2) positivi.

Sulle navi quarantena in rada della costa Agrigentina ci sono 16 (-2) migranti positivi.

L’Automobile Club Agrigento, sostenendo l’iniziativa dell’Automobile Club d’Italia, ha deciso di aderire all’ Earth Hour 2022, iniziativa simbolica promossa annualmente dal WWF sul tema della sostenibilità e vincere la sfida del cambiamento climatico.

L’Aci Agrigento ha sostenuto il WWF attraverso lo spegnimento delle insegne degli uffici dell’Ente siti in Agrigento Via San Vito, ieri sabato 26 marzo 2022 dalle ore 20,30 alle 21,30.

In particolare, l’Earth Hour nasce come evento per evidenziare l’urgenza e la necessità di contrastare il cambiamento climatico e l’Aci Italia e l’Aci Agrigento intendono offrire il proprio contributo per far riflettere sull’importante questione.

Abbiamo voluto aderire– ha dichiarato l’Avv. Salvatore Bellanca, Presidente dell’Automobile Club di Agrigento – alla più grande mobilitazione globale promossa dal WWF: L’Ora della Terra. Un gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora teso a sensibilizzare  e stimolare la partecipazione individuale per vincere la sfida climatica e chiedere un futuro di benessere più sicuro e sostenibile. Auspichiamo che, sabato 26 marzo dalle ore 20:30 alle ore 21:00, tutti i cittadini possano unirsi alla lodevole iniziativa per testimoniare l’urgenza e la necessità di contrastare il cambiamento climatico”.

Anche un gesto simbolico apparentemente semplice, come spegnere la luce per un’ora, è un contributo ad un futuro di benessere per le persone e per il Pianeta.

Il sig. L.L. fin dal 1995 è titolare di un’attività di cava regolarmente autorizzata e sita nel Comune di Sciacca.
Il padre del titolare della cava, nel 1996 era stato destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale disposta dal Tribunale di Agrigento  per la durata di quattro anni dal 1996 al 2000, ma dopo tale precedente ha osservato una condotta specchiata e lontana da frequentazioni controindicate.
Nondimeno, la Prefettura di Agrigento, a seguito di una verifica disposta dal distretto minerario nei confronti dei soggetti proprietari di talune aree su cui sorge la cava del sig. L.L., ha adottato un provvedimento interdittivo nei confronti del padre, soggetto che, se pure comproprietario di uno dei terreni interessati dall’attività di cava, non esercita alcuna attività di impresa e non ha alcun ruolo nella gestione dell’impresa del figlio.
A seguito del provvedimento interdittivo adottato nei confronti del padre del ricorrente, il Distretto Minerario di Caltanissetta, competente territorialmente, senza  attivare il necessario contraddittorio procedimentale ed in assenza di un provvedimento interdittivo diretto nei confronti dell’impresa del figlio, ha disposto l’immediata decadenza dell’autorizzazione di cava .
A questo punto il sig. L.L. si è rivolto agli Avv.ti Girolamo Rubino, Lucia Alfieri e Vincenzo Airo’, al fine di proporre ricorso innanzi al TAR Palermo.
In particolare, gli avv.ti Rubino, Alfieri ed Airo’ hanno sostenuto l’illegittimità del provvedimento di decadenza per l’assenza del preventivo contraddittorio e l’assenza dei presupposti in quanto secondo le previsioni del codice antimafia,
l’effetto interdittivo delle comunicazioni antimafia riguarda soltanto le imprese nei cui confronti sono rese, e non anche nei confronti di soggetti diversi che con esse hanno eventuali rapporti commerciali o parentali.
I legali del sig. L.L. hanno, altresì, contestato la fondatezza degli assunti posti a fondamento del provvedimento interdittivo adottato nei confronti del padre, il quale, proprio grazie alla propria buona condotta e la presa di distanza dagli ambienti criminali, nel frattempo ha ottenuto la piena riabilitazione dalla misura di prevenzione adottato oltre vent’anni addietro.
Il TAR Palermo, Sez.I, presieduto dal dott. Salvatore Veneziano e relatore la dott.ssa Maria Cappellano, ha accolto la domanda cautelare proposta e sospeso il provvedimento di decadenza dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cava.
Il particolare, il TAR Palermo ha ritenuto che le censure dedotte dagli avv.ti Rubino, Alfieri ed Airo’: “presentano profili di fumus boni iuris avuto riguardo, in particolare, al provvedimento di decadenza, in quanto tale provvedimento – il quale non pare costituire di per sé un atto vincolato rispetto alla comunicazione antimafia, avente come destinataria una ditta terza – è stato adottato a distanza di molti anni dal rilascio dell’autorizzazione senza garantire il previo contraddittorio con il privato, pur incidendo in maniera definitiva sull’esercizio dell’attività lavorativa”.
Per effetto della pronuncia cautelare, il sig. L.L. potrà continuare ad esercitare la propria attività lavorativa nelle more della definizione del merito del giudizio ove, peraltro, verrà approfondita anche la questione dell’estensibilità degli effetti delle comunicazioni/informazioni antimafia a soggetti diversi dai diretti destinatari.

In provincia di Palermo, la Guardia di Finanza della compagnia di Partinico, in collaborazione con l’Inps, hanno scoperto tra Palermo, Partinico, Balestrate, Borgetto, Cinisi, Monreale, San Giuseppe Jato e Trappeto 24 furbetti del reddito di cittadinanza. Non avrebbero comunicato dati e informazioni che avrebbero bloccato la concessione del beneficio. Ad esempio, 10 avrebbero dichiarato il falso sostenendo di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo. Altri 9 non avrebbero dichiarato di essere agli arresti o destinatari di altre misure cautelari personali. Altri 3 sono stati sorpresi, durante gli ordinari controlli a contrasto del sommerso da lavoro, a svolgere attività lavorativa in maniera irregolare, senza comunicazione all’Inps. Tutti sono stati segnalati alla Procura. Contemporaneamente sono iniziate le attività per recuperare 160 mila euro, versati dallo Stato.

Quindici giorni fa si era reso protagomnista di una fuga per la libertà dall’ospedale di Agrigento dove era stato ricoverato per Covid. Rocombolesca e la più classica la sua fuga: lenuola, nodi e giù dal secondo piano del San Giovanni di Dio.

Aveva fatto perdere le tracce ma da lomento della fuga le Forze dell’ordine non hanno mai smesso di cercarlo, fino a quando, ieri, personale delle Volanti della Questua di Agrigento, lo hanno rintracciato; è stato trovato all’interno di una abitazione, assieme ad un altro connazionale, occupata abusivamente da loro e di proprietà di alcuni fratelli agrigenti i quali, nel corso di un ritorno ad Agrigento (vivono al nord) hanno fatto l’amara scoperta.

Il tunisino protagonista della fuga, è un 20 enne che è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

 

 

 

Il prossimo 27 marzo il servizio di urgenza ed emergenza territoriale festeggerà i suoi primi 30 anni. Era il 1992 quando il presidente della Repubblica Francesco Cossiga firmava il decreto presidenziale “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”, istituendo così una attività che in tutta Italia ha contribuito quotidianamente a salvare numerose vite. Anche quando si è trattato di eventi calamitosi o in questi ultimi due anni di pandemia, con gli operatori che sono stati sempre in prima linea per aiutare la popolazione. La celebrazione di questa importante ricorrenza non sarà però organizzata da un organismo statale, ma da alcune realtà associative di settore che nell’intero paese daranno vita ad iniziative nelle varie regioni, mentre faranno rete per un grande evento nazionale che si terrà il 20 marzo con una sfilata nel centro di Roma. “Dopo così tanto tempo è paradossale come un servizio fondamentale per la salute del cittadino non abbia avuto un inquadramento unico tra le funzioni del Ministero preposto, ma sia demandato alle competenze delle singole Regioni – fanno notare il segretario nazionale della federazione Ugl Salute, Gianluca Giuliano, ed il coordinatore nazionale del Coordinamento emergenza – urgenza della Ugl Salute, Giuseppe Catalano. Come organizzazione sindacale, fortemente rappresentata all’interno della categoria, crediamo che i tempi per una riforma del sistema italiano siano ampiamente maturi e che, ad ogni livello (dai sindacati, alle Amministrazioni regionali, dal Parlamento, fino al Governo), si possa iniziare a discutere sull’opportunità di ricondurre l’ordinamento del sistema stesso sotto un’unica struttura ministeriale. Allo stato attuale, infatti, in Italia per il servizio 118 è gestito in 20 modi diversi: alcuni di questi sono simili tra di loro ed altri invece presentano caratteristiche totalmente differenti. Questo obiettivamente – evidenziano i sindacalisti della Ugl Salute – implica livelli di gestione, costo ed efficienza non omogenei tra le varie realtà regionali. A volte anche nell’ambito della stessa Regione ci sono modelli di conduzione del 118 non uguali tra le aree provinciali. In più, nel contesto dell’emergenza – urgenza non esiste ancora oggi una figura professionale di categoria riconosciuta dalla Legge, tant’è che sosteniamo con forza la proposta di istituzione della figura dell’operatore esperto dell’emergenza 118 che comprende le figure dell’autista – soccorritore, del soccorritore e dell’operatore tecnico specializzato. Ciò consentirebbe – aggiungono Giuliano e Catalano – anche una maggiore professionalizzazione di chi opera in questo campo, che andrebbe completata anche con l’inquadramento contrattuale corrispondente al comparto pubblico. In questo modo si andrebbero ad evitare tante situazioni insane, portate spesso alla ribalta da servizi giornalistici e televisivi, che hanno mortificato l’intera categoria fatta da lavoratori per bene e preparati. È l’occasione quindi – concludono dalla Ugl – per l’avvio di una riflessione volta a garantire un ulteriore salto di qualità al servizio di emergenza – urgenza 118, motivo per cui auspichiamo una convergenza tra tutti gli attori coinvolti, perché si possa riformare presto l’intero sistema, nell’interesse di chi ci lavora e dell’utenza”.