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La moglie sta per partorire e il giudice accoglie l’istanza presentata dalla difesa di Marco Davide Clemente, 26enne, coinvolto nella maxi inchiesta della Dia di Agrigento “Kerkent”.

Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Palermo Walter Turturici su istanza presentata dagli avvocati Salvatore Butera e Saverio Aloisio che hanno sostenuto l’ “eccezionalità ed insostituibilità” del diritto dell’indagato – anche se detenuto – a partecipare all’evento.

Clemente, attualmente detenuto nel carcere Pagiarelli di Palermo, è stato autorizzato ad essere trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove assisterà alla nascita del figlio.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Sara Varazzi ha iscritto nel registro degli indagati nove persone in seguito alla denuncia presentata da una coppia di Raffadali dopo l’estrazione con parto cesareo di un feto giunto alla trentesima settimana.

Si tratta di tre ginecologi, due ostetriche, un’infermiera e tre “portantini” dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. La vicenda risale a poche settimane fa. La donna, non sentendo da qualche giorno movimento del feto, ha deciso di recarsi in ospedale per gli accertamenti del caso.

Immediato il ricovero e l’aggravamento del quadro clinico decidendo così di intervenire con un cesareo ed estrarre il feto morto. I genitori sconvolti dell’accaduto hanno deciso di presentare denuncia alla Procura.

Il pm ha disposto l’autopsia sul feto che è stata eseguita ieri mattina dai medici legali Procaccianti, Naresi e Damiani. L’esito, che sarà fondamentale per lo sviluppo dell’indagine, si avrà entro due mesi.

Grande successo al centro commerciale vecchio di Villaseta per la manifestazione “Block party” promossa dalla Tierra, Techo, Trabajo (TTT) e realizzata con la collaborazione di Friday for Future Agrigento, Rap Dope e Break connection Klan. Evento che ha inteso valorizzare la difficile periferia agrigentina puntando sul talento dei suoi giovani: opere di street art, esibizioni canore di rap e hip hop, spettacoli di break dance e un contest finale di freestyle a chiudere una serata di grande festa all’insegna della partecipazione.
Come precisano i ragazzi della TTT, associazione di promozione sociale che proprio a Villaseta deve la sua nascita, la manifestazione sarà solo la prima di una serie di interventi per il coinvolgimento degli abitanti nella valorizzazione del quartiere. Perché (come recita l’hashtag lanciato per l’occasione) “#villasetaconta”.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, a seguito degli ultimi sbarchi clandestini di migranti a Lampedusa, hanno arrestato un tunisino già destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Bologna il 13 ottobre 2017 con divieto di reingresso nel territorio nazionale per 3 anni. Poi arrestato un altro tunisino, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Palermo l’8 novembre del 2018, con divieto di reingresso nel territorio nazionale per 3 anni. E poi in stato di arresto un terzo tunisino, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Varese il 19 giugno del 2017 con divieto di reingresso nel territorio nazionale per 3 anni.

Il Sig. A.A. di 65 anni di Agrigento aveva presentato una domanda di aiuto per la realizzazione di un impianto boschivo in località” Agrabona ” del Comune di Licata ma la domanda veniva esclusa per mancanza della “valutazione di incidenza ambientale” (cd. VINCA) . La ditta interessata proponeva un articolato ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, lamentando una pluralità di vizi inficianti la validità del provvedimento di esclusione; in particolare gli avvocati Rubino e Marino hanno tra l’altro censurato il provvedimento impugnato sia sotto il profilo dell’incompetenza, giacchè il provvedimento impugnato era stato sottoscritto dal Dirigente del servizio competente e non già dal Dirigente generale che aveva approvato la graduatoria provvisoria, sia sotto il profilo del difetto di istruttoria e della carenza di motivazione, giacchè il progetto della ricorrente era stato corredato del parere di conformità al Piano Forestale regionale, ed il Piano forestale, a sua volta, aveva ottenuto il parere favorevole alla Valutazione di Incidenza Ambientale, e quindi non occorreva una nuova valutazione ambientale relativa ai progetti presentati. Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso. Il TAR Sicilia, Palermo, Sezione Prima, ritenendo fondate le censure formulate dagli Avvocati Rubino e Marino ha accolto il ricorso , annullando il provvedimento impugnato, e condannando l’Assessorato resistente al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal TAR la ditta agrigentina verrà riammessa in graduatoria mentre l’Assessorato resistente dovrà pagare le spese giudiziali.

La “Samara mania” imperversa anche nel Nisseno. A Niscemi una donna di 30 anni, travestita da “Samara”, è stata identificata dalla Polizia e denunciata per procurato allarme. Alla sala operativa del Commissariato di Polizia di Niscemi sono giunte numerose segnalazioni da parte di cittadini allarmati per la presenza nelle strade cittadine di una persona travestita da “Samara”, noto personaggio di alcuni film dell’orrore. I poliziotti hanno individuato la responsabile dell’azione in una giovane trentenne che per spirito di emulazione e goliardia si è travestita da “Samara”, indossando una lunga parrucca nera ed un camice bianco, ingenerando timore tra i presenti e rischiando di provocare incidenti stradali.

In Sicilia la Guardia di Finanza ha sostenuto una maxi operazione anti – contrabbando, ha arrestato 9 persone – un italiano, due libici e sei egiziani – e ha sequestrato due motopescherecci, uno tunisino ed uno mazarese, e circa 6,5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri. Il blitz è scattato il 24 agosto scorso dopo che un aereo ATR42 del gruppo di Esplorazione marittima della Guardia di Finanza, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, si è accorto del trasbordo di numerosi colli tra un peschereccio d’altura ed uno più piccolo, poco a largo della costa trapanese. Terminato il trasbordo il natante più piccolo è entrato nelle acque territoriali dirigendosi verso la costa siciliana. La Guardia di Finanza ha bloccato il peschereccio più grande e ha scoperto 3,1 tonnellate di sigarette. Poi le Fiamme Gialle hanno bloccato l’altra imbarcazione più piccola dove sono state scoperte altre 3 tonnellate di sigarette. Gli uomini degli equipaggi sono stati condotti nella casa circondariale di Trapani, a disposizione della Procura di Marsala.

La Procura di Ragusa ha iscritto nel registro degli indagati il comandante e il capo missione della nave Eleonore dell’ong tedesca Mission Lifeline, entrata nel porto di Pozzallo con 104 migranti, dopo avere dichiarato lo stato di emergenza, forzando il divieto imposto dalle autorità italiane. Per i due l’ipotesi di reato contestata è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli atti del sequestro amministrativo da parte della Guardia di Finanza sono stati trasmessi al prefetto di Ragusa che poi ha provveduto a notificarli al comandante per le eventuali contro-deduzioni. Oltre alla sanzione, il rischio è la confisca della nave.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Marco Gaeta, ha respinto la richiesta della Procura di Palermo di archiviazione delle indagini sulla scomparsa, il 3 agosto 2007, degli imprenditori palermitani Antonio Maiorana, 47 anni, e del figlio, Stefano Maiorana, di 22 anni. Il gip ha ordinato nuove indagini in particolare su alcune impronte digitali trovate nell’automobile Smart dei due scomparsi, posteggiata nel parcheggio dell’aeroporto di Palermo. La Procura ha ritenuto di non avere gli elementi sufficienti per sostenere l’imputazione di omicidio a carico di due indagati, il costruttore Paolo Alamia e l’imprenditore Giuseppe Di Maggio. La richiesta di archiviazione è stata notificata anche a Rossella Accardo, ex moglie di Antonio Maiorana, che un anno e mezzo dopo la scomparsa dei congiunti ha perso anche l’altro figlio Marco morto suicida. La donna lo scorso luglio ha chiesto di non archiviare l’inchiesta e di concentrare l’attenzione proprio sulle impronte digitali.

E’ morto l’arciprete di Grotte, Giovanni Castronovo, originario di Palma di Montechiaro, giunto a Grotte nel gennaio del 1969, giovanissimo sacerdote nominato dall’allora vescovo della diocesi di Agrigento, Giuseppe Petralia, quale Parroco della chiesa della Madonna del Carmelo, dove adesso è stata allestita la camera ardente. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio, giovedì 5 settembre, alle ore 16, nella Chiesa Madre. Oggi su Teleacras, intorno alle ore 15, e poi intorno alle ore 21, sarà in onda un’intervista speciale di Egidio Terrana a don Giovanni Castronovo registrata nel 2015 in occasione dei 50 anni di sacerdozio.