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A Ravanusa i Carabinieri della locale atazione e della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 32 anni, disoccupato, già conosciuto dalle forze dell’ordine. A lui è contestato il reato di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, allorchè, in occasione di una perquisizione domiciliare originata da un sospetto investigativo, è stato sorpreso in possesso di 2 chili di marijuana già essiccata, e di 17 piante di marijuana, in avanzato stato di vegetazione. La droga é stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnici per stabilire il quantitativo di principio attivo contenuto.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e della Guardia di Finanza di Palermo hanno arrestato 5 cittadini egiziani. Sarebbero stati loro gli scafisti del barcone approdato lo scorso 28 agosto a Lampedusa con 530 immigranti a bordo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal sostituto procuratore Gianluca Caputo. I 5 egiziani sono ritenuti il braccio operativo e terminale di una organizzazione criminale operante in Libia, oggetto del prosieguo delle indagini.

A Pantelleria, isola in provincia di Trapani, si è abbattuta una violenta tromba d’aria, e ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre quattro. La tromba d’aria è giunta dal mare e in pochi secondi ha trascinato in un vortice alcune case e sei automobili lungo la strada perimetrale dell’isola. Le vittime sono un pensionato, Francesco Valenza, 86 anni, rinvenuto morto nella sua auto, e un vigile del fuoco fuori servizio, Giovanni Errera, 47 anni, travolto dal crollo del tetto della casa fatiscente dove si è riparato. Entrambi sono stati colti nella zona di Campobello, dove la tromba d’aria ha sollevato diverse auto ribaltandole poi a terra. Il sindaco di Pantelleria, Vincenzo Campo, ha seguito e coordinato le operazioni di soccorso.

Nella pagina facebook del Comune di Pantelleria si legge: “A seguito della tromba d’aria che ha colpito Pantelleria e ha provocato due vittime e quattro feriti, oltre a danni gravissimi, l’amministrazione comunale proclama il lutto cittadino per oggi, sabato 11 settembre, e si stringe con affetto e sgomento alle famiglie delle vittime”.

Il Tribunale del Riesame di Agrigento ha confermato il sequestro preventivo di circa 6,5 milioni di euro alle società M Rinnovabili srl e Moncada Energy group srl, riconducibili all’imprenditore agrigentino denominato re dell’eolico Sakvatore Moncada.

Lo stesso Moncada aveva presentato ricorso dopo che lo scorso luglio la Guardia di Finanza di Agrigento aveva eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, chiesto dalla Procura agrigentina e disposto dal Gip Luisa Turco nei confronti delle società in questione.

Il Riesame che ha confermato il sequestro era composto  dal presidente Alfonso Malato e dai colleghi Giuseppa Zampino e Iacopo Manzullo.

Le indagini sono state avviate nel 2019 a seguito di una segnalazione originata dalla Banca d’Italia, che nel corso di un’attività ispettiva in un istituto di credito aveva rilevato delle anomale movimentazioni di denaro, che non erano state segnalate come sospette dall’istituto ispezionato, sui conti di società del gruppo ‘Moncada’ attivo da anni nel settore delle energie da fonte rinnovabile.

 

 

 

973 i nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola a fronte di 20.810 tamponi processati. L’incidenza scende di poco al 4,7 ieri era al 4,8%. La Sicilia rimane ancora una volta al primo posto per nuovi contagi giornalieri. I guariti sono 1.791 mentre si registrano 18 vittime che portano il totale dei decessi a 6.543. La regione Sicilia comunica che i decessi dichiarati in data odierna si riferiscono ai seguenti giorni: 3 l’8 settembre, 3 il 7 settembre, 1 il 6 settembre, 1 il 5 settembre, 1 il 4 settembre, 1 primo settembre, 1 il 31 luglio, 1 il 17 luglio. Sul fronte ospedaliero sono adesso 901 i ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 108.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 338, Catania 174 Messina 129, Siracusa 79, Ragusa 80, Trapani 96, Caltanissetta 1, Agrigento 39, Enna 37.

Supera la soglia delle 450 firme la petizione lanciata da Francesco Corrieri tramite la piattaforma Change.org per chiedere che la Regione riapra i punti nascita sulle isole minori, oltre a sollecitare l’amministrazione a versare il contributo partorienti destinato alle gestanti delle isole. L’appello si rivolge ai Sindaci dei comuni isolani e al Presidente Nello Musumeci.

“Da troppi anni molte famiglie delle Isole minori”, denuncia il testo, “si trovano ad affrontare il disagio di dover dare alla luce i propri figli lontani dalle loro abitazioni e dalle loro famiglie; venendo meno così il supporto morale, economico e tenendo in considerazione che manca anche la serenità e tranquillità di dover portare una gravidanza avendo il pensiero che ad un problema si corre il rischio di affrontare un volo in elicottero e non tutti all’idea ne sono tranquilli. Negli anni questo tema è stato affrontato molte volte dalle amministrazioni ma non sono arrivate mai soluzioni concrete.”

“Con questa petizione”, prosegue il promotore rivolgendosi ai decisori coinvolti, “rinnoviamo le solite richieste espresse dagli abitanti per ritornare ad avere un punto nascita efficiente (A Bronte (Ct) con più o meno lo stesso numero di parti che ci sono nelle isole il punto nascita è stato riaperto). E sollecitiamo la Regione Sicilia a versare alle famiglie interessate il contributo partorienti per le isole minori, sottolineando che sono mesi e in alcuni casi qualche anno, le famiglie che hanno affrontato spese e non hanno ricevuto nulla; precisiamo che questi bonus servono subito, perché le spese previste gravano nell’immediato ad una nascita, e il senso del contributo stesso deve indicare un aiuto sincero al momento del bisogno, e così purtroppo non è stato.”

“Le petizioni”, conclude il testo, “indicano la volontà di molte persone. Che sia dunque questo tema preso in esame una volta per tutte e con criterio di risposta. Perché di tempo per aspettare c’è n’è sempre meno. A fronte di un quadro sanitario regionale che lascia molto a desiderare, questa può essere la prima di altre petizioni che possono portare la popolazione a chiedere altre soluzioni, anche perché il diritto alla sanità è stato più volte negato, mancando di rispetto al fatto che le tasse vengono pagate dai cittadini, quindi ci si aspetta un ritorno nei servizi quanto meno dignitoso.”

«Il messaggio di Sciascia costituisce per noi un costante riferimento. Ha interpretato  il pessimismo della Sicilia, scavando fra le pieghe della rassegnazione, della sofferenza e del sacrificio dei più deboli. Quella di oggi è una iniziativa di grande significato anche perché sostenuta da cittadini emigrati, quindi un valore legato al radicamento e alla identità: un atto di omaggio al vostro grande concittadino Sciascia, al quale va l’omaggio di tutti i siciliani ovunque nel mondo».

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, stamattina a Racalmuto nel corso della cerimonia di riapertura di CasaSciascia nel centenario della nascita dell’intellettuale, lì dove ha vissuto parte della sua vita e sono conservati con cura arredi, accessori, libri ed effetti personali.

«Sciascia era convinto della irredimibilità della nostra terra. Noi dobbiamo lavorare per vincere lo spirito di rassegnazione ancora diffuso e restituire speranza ai più giovani». Il governatore ha iniziato la sua visita istituzionale nella cittadina agrigentina ieri pomeriggio, incontrando assessori e consiglieri comunali al Palazzo municipale – presenti anche l’assessore regionale Marco Zambuto e la deputata Giusy Savarino- dove è stato salutato dal sindaco Vincenzo Maniglia e dal presidente del civico consesso Sergio Pagliaro. Subito dopo ha fatto visita al teatro comunale, riaperto anche grazie ai fondi del governo regionale, e alla Fondazione Leonardo Sciascia, nella ex centrale elettrica, dove si è intrattenuto a visionare la mostra fotografica ed il copioso carteggio sciasciano custodito.

Stamane, infine, la cerimonia di riapertura di CasaSciascia, alla quale erano presenti, fra gli altri, oltre al sindaco di Racalmuto, il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa, il presidente della Associazione CasaSciascia Pippo Di Falco, Charles Criminisi e Joe Grimaldi, rispettivamente presidente e componente di The Sicilian Society of Hamilton, Felice Cavallaro, direttore Strada degli Scrittori, Giusy Savarino, presidente della Commissione Ambiente dell’Ars e il fotografo Giuseppe Leone.

“Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, a far data da oggi e con decorrenza immediata, ha disposto il commissariamento del Circolo territoriale di Favara.
Nella fattispecie, alcuni componenti del direttivo del Circolo, in maniera sleale, hanno personalmente e deliberatamente preso accordi politici, in vista delle imminenti amministrative, con un candidato a Sindaco diverso da quello individuato dagli organi provinciali del partito e con cui, unitamente ad altre forze di centrodestra, è stato ufficialmente sancito un apparentamento elettorale.
Nelle more dell’elezione di un nuovo direttivo, il Circolo sarà guidato dal portavoce cittadino, Adriano Barba, e dal commissario provinciale, Calogero Pisano”. Questo è quanto riportato dal comunicato stampa del provinciale di Fratelli d’Italia.

Puntuale è arrivata la replica dei componenti del circolo di Favara. Ecco il testo: “Per correttezza nei confronti della città e degli elettori favaresi è giusto chiarire che  la comunicazione di oggi del Signor Pisano (tra le altre cose siamo venuti a conoscenza di questo pseudo commissariamento dai giornali e non con una comunicazione ufficiale) è del tutto fuori tempo in quanto il 90% del direttivo (quello legittimato dallo statuto nazionale) si è autosospeso il 25 agosto 2021 dandone comunicazione ufficiale al Coord Regionale On. Cannella e al responsabile organizzazione On. Donzelli.

Al commissario provinciale rimandiamo l’aggettivo “sleali” perché tali non siamo stati, anzi abbiamo sempre cercato un confronto democratico all’interno delle sedi del partito e nella diatriba politica abbiamo anche mantenuto alto l’orgoglio di essere Fratelli d’Italia e come imposto dal nostro codice etico non abbiamo diramato alcuna nota a riguardo (fino ad oggi).
Smentiamo un’altra falsità scritta dal commissario, non abbiamo fatto alcun accordo in sordina con nessun’altro candidato Sindaco; i dirigenti del circolo sono e sempre resteranno (almeno fino a quando gli organi superiori del partito lo riterranno opportuno) membri del partito della Meloni.
Il circolo fondato da noi nel gennaio 2020 aveva un solo obiettivo, riportare al centro della scena politica favarese una classe dirigente giovane e preparata. Al netto dell’emergenza sanitaria il direttivo si è speso ed è intervenuto per il regolamento tari, il piano triennale delle opere pubbliche ect. Ha anche instaurato un confronto con le associazioni di categoria. Si erano create le condizioni per crescere territorialmente.
Purtroppo le irragionevoli prese di posizione del Pisano, le nomine perpetrate disattendendo pure lo statuto nazionale hanno annullato l’autonomia locale e hanno fatto scemare anche il confronto in vista delle elezioni amministrative di ottobre.
Alleghiamo copia della lettera mandata ai responsabili regionali e nazionali”.
Antonio Moscato
Antonio Piazza
Mariagrazia Alongi
Stefano Nobile
Antonio Scalia

 

 

Ad Agrigento i Carabinieri della Stazione del Villaggio Mosè sono intervenuti presso un immobile in costruzione in Via Eraclito dove hanno segnalato la presenza sospetta di un soggetto. Giunti sul posto i militari hanno sorpreso un uomo di 28 anni residente a Favara, già noto alle Forze dell’Ordine, intento ad impossessarsi di materiale in rame custodito nel cantiere. Accortosi della pattuglia, lui ha tentato la fuga in sella al proprio ciclomotore ma dopo uno spericolato inseguimento è stato raggiunto nei pressi della propria abitazione dove è stato bloccato. Nel corso della perquisizione personale sono stati rinvenuti anche attrezzi atti allo scasso. Il giovane è stato arrestato ai domiciliari per furto aggravato. La refurtiva è stata riconsegnata all’avente diritto.

Operatori di primo soccorso che operano con malati Covid costretti a cambiarsi e disinfettarsi in uno stanzino vuoto, senza sedie o lavandini e tra gli scatoloni di rifiuti Covid, mentre i nuovi e tecnologici tunnel di sanificazione, costati migliaia di euro ai contribuenti attendono da 10 mesi di essere messi in funzione.

 

 

 

E’ questa la vicenda stigmatizzata oggi dalla Cisl Funzione Pubblica di Agrigento, Caltanissetta ed Enna che ha tenuto un sit in davanti al Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” per denunciare le condizioni in cui oggi lavorano gli operatori del 118.

 

“Questa manifestazione – spiega il segretario provinciale della Cisl Fp Salvatore Parello – ha lo scopo di far conoscere a tutti la problematica che ormai vivono quotidianamente questi lavoratori da più di un anno. Oggi, nonostante le proteste, il tunnel di sanificazione non è mai entrato in funzione e non abbiamo alcuna contezza dei motivi ostativi che non permettono di utilizzarlo. Chiediamo a chi ha la responsabilità, sia l’Asp che il management della Sues di intervenire e di raccogliere la protesta dei lavoratori, anche perché le operazioni di sanificazione, svolte in queste condizioni, rischiano di essere poco efficaci con tutti i rischi connessi”.