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Ad Agrigento più volte è stato annunciato che anche le strutture pubbliche avrebbero compiuto la raccolta differenziata. Trattandosi, infatti, di ingenti quantità di rifiuti, il costo dello smaltimento del non differenziato si traduce in un maggiore costo a carico dei contribuenti, incidendo negativamente sulla percentuale della differenziata, e con grave discriminazione e beffa dei cittadini privati che praticano la differenziata. Ebbene, a prescindere da tale nostra introduzione di carattere generale quanto attuale, il segretario provinciale della Uil Funzione Pubblica di Agrigento, Luigi Danile, segnala, e allega delle fotografie testimonianza, che da tre giorni enormi quantità di rifiuti giacciono nei cassonetti stracolmi di rifiuti verosimilmente indifferenziati sotto il pronto soccorso, all’ospedale di Agrigento. Pertanto Danile ne sollecita la rimozione.

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, ha ricevuto decine di video e fotografie del mare di San Leone infestato da chiazze nere galleggianti. Lo stesso Claudio Lombardo afferma: “La causa più probabile è l’abbandono in mare di olio esausto. Qualche criminale da terra o direttamente dal mare ha rilasciato l’olio esausto nella zona tra il porticciolo turistico di San Leone e il lungomare Falcone Borsellino. I primi rilevamenti sono stati in quelle zone. E poi le correnti hanno trasportato la macchia nera sulle spiagge del Viale delle Dune. Chi effettua queste operazioni rischia l’arresto per disastro ambientale: 1 litro di olio versato in uno specchio d’acqua è in grado di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio”.

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Un vero e proprio braccio di ferro tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’Europa, che ieri ha disposto il blocco di tutti i porti italiani, impedendo così, alla nave Acquarius, di approdare nelle nostre coste.
Una decisione che arriva dopo il pressing di Onu e Ue affinché le ragioni umanitarie prevalessero sulle tattiche politiche e la nave fosse fatta attraccare “subito”. Una linea dura, quella messa in atto dal neo Ministro Salvini, che ha avuto come conseguenza immediata, quella di “smuovere” l’indifferenza europea sul problema immigrati, ed obbligando altri Stati come la Spagna che ha “sempre rifiutato” di aprire le porte.
Sarà, quindi, la Spagna ad accogliere i 629 migranti a bordo dell’Acquarius . Lo ha annunciato il nuovo Premier Pedro Sanchez: “ E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha affermato . La nave, che ha a bordo le 629 persone salvate da Sos Mediterranée, è ferma a 27 miglia nautiche da Malta e 35 dall’Italia.
Il premier Giuseppe Conte da Accumoli dice: “Avevamo chiesto un gesto di solidarietà da parte dell’Ue su questa emergenza. Non posso che ringraziare le autorità spagnole per aver raccolto l’invito”. E ha spiegato che la decisione della Spagna va “nella direzione della solidarietà”.
Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos su Twitter.”Diamo il benvenuto alla decisione del governo spagnolo di permettere a nave Aquarius di sbarcare a Valencia per ragioni umanitarie. Questa è la vera solidarietà messa in pratica, sia verso questo queste persone disperate e vulnerabili, che verso Stati membri partner”.
L’ondata di migranti non sembra fermarsi. E’ in arrivo un’altra nave, Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, con 800 persone, recuperate in mare da navi battenti bandiere diverse.
Ma, il Ministro Matteo Salvini, non arretra di un passo. Così ha annunciato nel suo Twitter poche ore fa: “Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C’È CHI DICE NO”.#chiudiamoiporti
Lo stesso Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli: “È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare”. “Ieri il premier Conte ha inviato due motovedette con medici a bordo, questa mattina ne sono state inviate altre due: le condizioni a bordo sono buone, ci sono viveri e stiamo aspettando l’ufficialità della risposta di Malta”, ha detto Toninelli. Alla domanda se ci sarà una soluzione in tempi brevi, Toninelli ha risposto: “Certamente per alcuni giorni ci saranno viveri a sufficienza e a breve ci sarà evidentemente una risposta”.
Il Sindaco M5S, Filippo Nogarin, che aveva dichiarato di essere pronto ad accogliere i migranti della nave Acquarius, ha subito cancellato il post, resosi conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo.

 

 La gestione dei rifiuti è fuori controllo e rischia di peggiorare a causa di probabili scioperi e assemblee: i lavoratori, non solo i cittadini, sono esasperati.

Le scrivo anche perché una parte del disagio è dovuta a grandi strutture statali, regionali o provinciali che ancora non conferiscono correttamente la spazzatura differenziata. Ci sono foto di questi giorni dell’ospedale pieno di sacchi neri. Sicuramente il Comune doveva interagire con le grandi utenze tempestivamente, almeno un anno fa con l’ASP, con il carcere e con tanti uffici e caserme.
I sacchi di spazzatura sono sparsi in tutta la città e adesso si trovano anche direttamente sotto le abitazioni, si degradano per il caldo e si riempiono di insetti, con pericolo per la salute pubblica.
Inoltre sono praticamente spariti i netturbini che spazzavano la città e ne svuotavano i cestini. Le isole ecologiche sono spesso chiuse. Chi dovrebbe controllare la gestione del servizio non lo fa in modo efficace. Cominciano i roghi, anche in pieno centro, dei sacchetti non ritirati: è successo in via Garibaldi e in via Acrone. Il servizio, che procede a singhiozzo e nell’incertezza, sta portando onesti e volenterosi cittadini all’esasperazione con il rischio di aumentare del numero di quegli “incivili” che l’amministrazione individua quasi come unici responsabili dell’emergenza.
L’amministrazione ha annunciato che ci sono 4500 nuove utenze censite da cui si potrebbe ricavare nuova linfa economica, vitale per il piano TARI. Considerando che queste utenze dovranno pagare anche 5 anni di arretrato perché non si procede utilizzando questi soldi migliorando, come possibile, il servizio?
Un importantissimo presidio di cui il Comune non si è ancora dotato è il regolamento per la raccolta differenziata, previsto anche dal legislatore regionale.
Tale regolamento sarebbe utile per stabilire regole e disposizioni per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti cittadina, dando indicazioni alla cittadinanza su diritti e doveri e così anche agli operatori ecologici per la tutela del decoro e dell’igiene ambientale. Mi rivolgo a Lei in quanto rappresentante dello Stato, viste le gravissime criticità e le condizioni di pregiudizio per la salute pubblica, al fine di chiederLe di coordinare la gestione dei rifiuti in Città, sollecitando le azioni necessarie per ristabilire igiene e decoro.

Il consigliere comunale di Agrigento, Calogero Alonge, di Forza Italia, denuncia il grave stato di abbandono e di incuria in cui versano i quartieri di San Leone e Villaggio Mosè. Alonge, che allega delle foto testimonianza, afferma ” E’ vergognoso ed umiliante vedere la condizione di degrado in cui versa sia il lungomare del Viale delle Dune di San leone, molto frequentato sia da utenti che da turisti nelle calde giornate estive, ed anche, il quartiere del Villaggio Mosè, dove insistono diverse strutture ricettive e pertanto frequentato da visitatori provenienti da diverse parti del mondo ai quali si offre un’immagine della città indegna e poco decorosa. E come se non bastasse, poi, nella giornata di ieri, in alcune zone del Villaggio Mosè non si è provveduto a ritirare il secco residuo nonostante il comunicato da parte dell’amministrazione  comunale annunciante la raccolta straordinaria che avrebbe dovuto sopperire al mancato ritiro di giovedì scorso. I residenti della zona sono stati costretti a rientrare in casa i mastelli pieni, constatando che di straordinario c’e’ stato solo il fatto di aver lasciato ancora una volta gli utenti privi di un servizio pagato profumatamente. Si invita pertanto l’amministrazione comunale, assente e distratta, a provvedere con immediata urgenza al ripristino delle normali condizioni igieniche e sanitarie, per garantire, sia ai cittadini che ai visitatori della città dei Templi, il recupero di dignitose condizioni di vivibilità.

La Città è al collasso, sommersa da immondizia , mentre dal territorio si alza un grido unico dove si chiedono le dimissioni immediate dell’Assessore Nello Hamel seguito da un Sindaco, Lillo Firetto, che non sembra intervenire su un problema gravoso qual è quello sul rischio sanitario consequenziale al disastro del servizio rifiuti. A chiederlo non è più solo l’opposizione ma un’intera città .
“La volontà popolare si è ormai prepotentemente palesata ed oggi, qualsiasi amministratore – scrive il Consigliere Indipendente, Nuccia Palermo, da sempre critica nei confronti dell’operato della giunta Firetto ed in particolare dell’attuale Assessore ai rifiuti del comune di Agrigento, Nello Hamel – non potrebbe far altro che rispettare tale volontà rassegnando le dimissioni da un assessorato visivamente fallimentare”.
“Più volte ho pungolato Nello Hamel imboccando, in sede consiliare, qualche non accettato suggerimento per sterzare da un percorso deleterio e costoso per la città di Agrigento che la vede intrappolata tra cumuli di rifiuti e scuse volte a prender tempo. Più di trent’anni di storia politica del consigliere Hamel sfociati in una fallimentare azione politico amministrativa che lascia senza parole chi inerme continua ad assistere ad un cavalcante degrado cittadino sia in termini di immagine che di salute pubblica”.
“L’azione amministrativa non è altro che l’esame più importante sulla capacità amministrativa e politica del consigliere, a maggior ragione per l’Assessore Hamel che porta con se un bagaglio più che trentennale, di trasformare le battaglie politiche in risposte concrete. L’esito di questo esame- scrive Nuccia Palermo – è totalmente negativo. Insomma, BOCCIATO”.
“E’ inutile, evidentemente, continuare a presentare e a votare in consiglio atti volti ad indirizzare ed impegnare l’attuale Assessore. L’unica strada sono le dimissioni. Quindi non possiamo che fare due appelli – conclude Nuccia Palermo – il primo a Nello Hamel invitandolo ad ascoltare la volontà popolare che lo boccia categoricamente chiedendone le dimissioni ed il secondo al Sindaco Firetto che sembra guardare con distacco la sofferenza della città ricordandogli che la responsabilità sulla salute pubblica cade pesantemente sulla sua testa poichè primo cittadino. Sindaco Firetto tolga Nello Hamel dalla carica di Assessore ai rifiuti, lo faccia per la città”.

Francesco Picarella, Presidente di Confcommercio Sicilia, interviene in merito alla necessità di riunire “Il Comitato di Sorveglianza del Po Fesr”, organo che vigila sull’efficienza, l’efficacia e sulla qualità d’esecuzione del Programma Operativo, monitorando l’avanzamento della spesa e approvando eventuali modifiche ai documenti.
Nel corso del Comitato di Sorveglianza del PO-FESR 2014-2020, tenutosi lo scorso 15 marzo a Palermo e presieduto dal Presidente Nello Musumeci, la Regione ha presentato lo stato di avanzamento del programma di spesa dei fondi in termini di procedure attivate. In quella occasione, la Regione, ha evidenziato dati non confortanti sulla eventuale rischio di non centrare gli obiettivi di dotazione finanziaria al 31/12/2018 e per scongiurare tale eventualità ha presentato alcune proposte di accelerazione della spesa, tra cui l’incremento della dotazione delle risorse destinate alle misure di aiuto alle imprese e l’accelerazione degli iter di spesa per le misure già pubblicate, riproponendosi di monitorare l’effetto di tali azioni correttive entro metà anno. Picarella sostiene che le imprese hanno fatto la loro parte, progettando nuovi investimenti per quasi 2,5 miliardi di euro per innovare il sistema produttivo dell’isola al fine di aumentare la produzione di beni e servizi e incrementare l’occupazione creando nuovi posti di lavoro. Prosegue Picarella che purtroppo, le dotazioni attualmente disponibili sono sufficienti a soddisfare non più di un terzo dei progetti presentati, per cui abbiamo accolto con particolare favore la proposta di incrementare le risorse disponibili e ne attendiamo l’attuazione. Allo stesso tempo non possiamo non essere preoccupati per la lentezza degli iter istruttori, rilevando che la maggior parte dei bandi chiusi tra luglio e novembre dello scorso anno, ad oggi non hanno prodotto le graduatorie. Picarella invita il Governo Musumeci a intervenire mediante l’attuazione del Piano di Rafforzamento Amministrativo, che renderebbe disponibili risorse e strumenti per adeguare la struttura regionale all’enorme sforzo che comporta la spesa dei fondi comunitari. Confcommercio Sicilia chiede al Presidente della Regione di convocare quanto prima l’annunciato Comitato di Sorveglianza di metà anno per il monitoraggio delle azioni correttive. Confcommercio Sicilia, infine, si attiverà per una pre riunione del partenariato socio-economico necessaria a concordare con le altre associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali una posizione comune sull’attuazione del programma, esercitando le prerogative consultive e, quando necessario, di censura, che il Codice Europeo di Condotta sul Partenariato assegna alle organizzazioni di rappresentanza.

 

“Il centrodestra – aggiungono gli onorevoli Gallo e Giambrone – vince e si radica ancora di più nel territorio e nelle amministrazioni comunali. A Catania al primo turno è stato eletto il nostro candidato sindaco Salvo Pogliese, che ha doppiato il sindaco uscente del centrosinistra Enzo Bianco. A Messina il candidato del centrodestra Placido Bramanti è al ballottaggio. E così anche a Siracusa con il candidato sindaco del centrodestra Ezechia Reale, e a Ragusa con il candidato di centrodestra, Giuseppe Cassì. E poi altrettanto gratificante è il risultato elettorale in parecchi Comuni agrigentini al voto, tra cui spicca la vittoria al primo turno, con ampio margine, del nostro candidato Pino Galanti. Intendiamo pertanto perseguire lungo il tracciato vincente dell’unità e della compattezza del centrodestra, uno schieramento ormai di governo, sia a Roma che a Palermo, ritenuto affidabile dal voto libero e democratico degli italiani e dei siciliani. A noi incombe il dovere di non deluderli, e non li deluderemo”.

 

 

A dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto sul territorio regionale gli esponenti del sindacato ottengono una netta ed importante affermazione nelle amministrative 2018.
La responsabile dell’ufficio legale di Sinalp Sicilia, Avv. Stefania Virga, alla sua prima esperienza elettorale ottiene un prestigioso successo nella sua città di origine San Giovanni Gemini e ciò a corollario di un importante lavoro svolto a difesa dei cittadini e dei lavoratori che hanno subito in prima persona la profonda crisi che colpisce l’Italia intera e la Sicilia in particolare.
La Dr.ssa Delia Mangiaracina, coordinatrice Sinalp Sicilia dei lavoratori comparto sanità ed importantissimo esponente dell’Osservatorio sulla Malasanità e della Fondazione Einaudi di Roma è stata eletta al Consiglio Comunale di Menfi certificando la qualità dell’attività sindacale svolta su tutto il territorio Regionale e la bontà dei programmi di sviluppo e crescita dei sistemi di tutela sanitaria messi in campo che permettono di ridare la dignità di esseri umani, di persone e non soltanto quella di “malati” a tutti coloro che purtroppo vengono fagocitati dal Sistema Sanitario Nazionale.
Il Sig. Vincenzo Daidone responsabile Sinalp Sicilia dei lavoratori enti locali di Marineo è stato eletto nel suo comune con una affermazione che certifica quanto di buono ha saputo svolgere su tutto il territorio palermitano, aiutando a riacquistare la dignità di lavoratori e di persone a tutti quei cittadini che si sono rivolti con fiducia al Sinalp.
Il Segretario Regionale del Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone si congratula con tutti loro per aver dimostrato la bontà del lavoro svolto e l’altissimo livello raggiunto dalla squadra dei dirigenti sindacali Siciliani, portando loro anche i saluti del Segretario Nazionale Avv. Orazio Sorece.

 

 

Trivelle alla foce del Platani per la ricerca di sali potassici.
La posizione di Legambiente Sicilia: “Siamo totalmente contrari a questo ennesimo attacco al patrimonio naturalistico siciliano che dimostra una volta di più le gravi lacune in termini di conoscenza dello stesso da parte della Regione Siciliana.
Per questo annunciamo che impugneremo il provvedimento assunto dall’ARTA”.

È questa la veemente reazione dei vertici di Legambiente Sicilia alla recentissima comunicazione dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente relativa all’assentita procedibilità dell’istanza di valutazione di impatto ambientale presentata da General Mining Research Italy srl, relativa al permesso di ricerca per sali potassici ed alcalini ad Eraclea nel territorio dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera.
“L’area di riferimento – sottolinea Giuseppe Amato, responsabile Aree Naturali Protette di Legambiente Sicilia – è quella della foce del fiume Platani, protetto da una vasta Zona Speciale di Conservazione (ZSC) comprendente al suo interno le due Riserve Naturali di Torre Salsa e di Foce del Platani ed il Parco Archeologico di Eraclea Minoa e Capo Bianco. Sempre l’area presenta proprio alla base del promontorio di Capo Bianco un geosito di interesse mondiale. Laddove non bastassero queste particolarità scientifiche e di protezione – continua Amato – chiunque abbia visitato quei luoghi saprebbe come la unicità delle altissime scogliere di candida marna gessosa, unitamente alla presenza di quello che può definirsi come il più spettacolare teatro antico del Mediterraneo, sono inconciliabili con scelte che vadano in direzione della apertura di miniere e cave”.
A Giuseppe Amato fa eco il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, sottolineando a sua volta che “i Sali potassici e soprattutto magnesiaci sono oggi una risorsa strategica e rappresentano una inestimabile ricchezza, il che giustificherebbe l’appetito della General Mining Research Italy che ha richiesto diverse concessioni di ricerca non solo lungo il litorale agrigentino ma anche a Sutera e a Nicosia. Peccato però che la Regione Siciliana sia già proprietaria non solo del sottosuolo, che è tutto di proprietà regionale ai sensi dello Statuto, ma anche di almeno tre grandi siti minerari ed industriali per lo sfruttamento di altrettanti giacimenti alcalini. Si tratta dei siti di Corbillo, nei territori comunali di Enna e Calascibetta, la cui miniera dell’ISPEA venne chiusa ed abbandonata nel 1980/81, il sito di Bosco Palo, a San Cataldo, e del gigantesco e famigerato sito di Pasquasìa, ad Enna. Quest’ultimo, con una superficie di ben 70 ettari occupata dagli stabilimenti di lavorazione dei minerali alcalini, venne chiuso nel 1992 e oggi è teatro di una serie di indagini e procedimenti giudiziari sia per il suo degrado come per fatti avvenuti a seguito del primo progetto di bonifica. Immaginare che si possa procedere a creare nuovi luoghi di estrazione compromettendo probabilmente in modo definitivo uno sviluppo sostenibile di aree di altissima potenzialità turistica, senza invece immaginare un impegno che porti al recupero dell’enorme patrimonio industriale inopinatamente dismesso in questi ultimi decenni, è pura miopia o forse peggio. Ce n’è abbastanza – conclude Zanna -per annunciare la nostra ferma opposizione e la conseguente impugnazione di questa incomprensibile scelta dell’ARTA”.