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Consegnati i lavori relativi all’appalto per l’esecuzione dei “Lavori di intervento urgente sulle frane esistenti al km 10+000 sulla SP n. 21 Casteltermini-Passofonduto”. La consegna è stata effettuata, oggi, dal direttore dei lavori ing. Filippo Napoli al responsabile dell’ Impresam S.R.L. (Avvalente) con sede in Favara (AG) con l’impresa ausiliaria Indedil S.R.L.) con sede in Favara (AG).

I lavori inizieranno nei prossimi giorni una volta che saranno completati gli adempimenti amministrativi da parte dell’impresa aggiudicataria. Il termine di esecuzione dei lavori è di 240 giorni consecutivi e continui, a decorrere dalla data del verbale di consegna dei lavori

La gara era stata aggiudicata nelle scorse settimane con un ribasso del 17,281% sull’importo complessivo a base d’asta di 390.000,00, compresi gli oneri per la sicurezza che ammontano a 9.750,00 euro. La gara è stata gestita integralmente sulla piattaforma telematica del Libero Consorzio.

I lavori sono stati progettati dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradali e finanziati con i fondi della Regione Siciliana che riguardano l’Accordo di Programma Quadro, “Interventi sulla rete viaria secondaria siciliana”.

La Strada Provinciale n. 21 presenta diversi problemi, il più importante dei quali è stato individuato al Km 10+000 (contrada Calcara) vicino Casteltermini, per eventi franosi che hanno causato il cedimento di parte della carreggiata stradale.

Gli interventi previsti saranno composti dalla rimozione della frana, con rimodellamento e consolidamento della sede stradale, posa di gabbionate e nuove barriere di protezione, e altri interventi in punti diversi del tracciato.

Saranno rifatti alcuni muretti crollati per smottamenti di minore entità e creati nuovi punti per convogliare e fare defluire le acque piovane.

Non si ferma la generosità degli agrigentini dinanzi alla scelta di donare tessuti ed organi compiendo un grande gesto di altruismo nei confronti di chi attende da tempo un trapianto. L’ultimo esempio, in ordine di tempo, riguarda il consenso alla donazione delle cornee espresso dalla moglie e dai familiari di un uomo di settant’anni recentemente deceduto in seguito ad una grave patologia polmonare. La scelta della famiglia ha permesso di rendere possibile lo scorso 13 ottobre, presso l’ospedale di Agrigento, il primo prelievo a cuore fermo di tessuti corneali. Si è trattato di una procedura particolare che, in base alla legge, può essere realizzata solo dopo aver accertato la morte del soggetto con criteri cardiaci, attraverso l’esecuzione dell’elettrocardiogramma, per una durata di almeno venti minuti, che dimostri l’assenza completa di attività del cuore.

Soddisfatto della riuscita delle operazioni Gerlando Fiorica, direttore dell’Unità Operativa Complessa di anestesia, rianimazione e terapia intensiva del “San Giovanni di Dio”: “Il mio più sentito ringraziamento va alla famiglia del paziente per la grande sensibilità dimostrata. Sono grato anche alla direzione strategica aziendale ed alla direzione sanitaria di presidio per il supporto costante, al coordinatore locale per l’attività di procurement e trapianto di organi aziendale, Rosa Maria Provenzano, alla psicologa del CRT Sicilia che opera presso il nostro reparto, Emanuela Solombrino, al dottor Nicoletti, oculista che ha eseguito il prelievo, e a tutto il personale di medici ed infermieri afferenti alla UOC”.

L’imperversare della pandemia da COVID-19 ha creato problemi ingenti in campo cardiovascolare : alcuni direttamente determinati dal virus ma anche altri determinati indirettamente. Per affrontare tutt’e due le problematiche si terrà il 23/24 ottobre presso la sala congressi dell’hotel Dioscuri di Agrigento il Convegno ” Dalla palpitazione all’ablazione… e altro : la cardiologia ai tempi del COVID-19. Parteciperanno cardiologi ed anatomo-patologi provenienti da tutta la Sicilia sia di estrazione ospedaliera che extra-ospedaliera al fine di condividere le conoscenze finora acquisite per migliorare le prospettive di cura di questa malattia.

Salvatore Scondotto, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia è il nuovo coordinatore della Struttura sanitaria di supporto per l’emergenza Covid in Sicilia. A nominarlo è stato il governatore Nello Musumeci in qualità di soggetto attuatore dell’ordinanza di Protezione civile nell’ambito del contrasto alla pandemia. Scondotto, 61 anni, è dirigente del servizio di Sorveglianza ed epidemiologia valutativa presso il dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute e dal 2018 guida l’Associazione italiana di epidemiologia.

Nello stesso provvedimento, il presidente della Regione ha indicato i componenti del Comitato tecnico scientifico, di cui fanno parte anche il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, i dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute Maria Letizia Di Liberti e Mario La Rocca, i  commissari per l’emergenza Coronavirus delle Città metropolitane di Palermo e Catania, Renato Costa e Giuseppe Liberti, e 13 esperti.

Ecco gli esperti che compongono il Comitato tecnico scientifico: Antonella Argo (Medicina legale); Bruno Cacopardo (Malattie infettive e tropicali); Salvatore Corrao (Medicina interna); Massimo Farinella (Malattie ifettive e tropicali); Fabio Genco (Rianimazione e terapia intensiva); Agostino Massimo Geraci (Medicina e chirurgia di accettazione e urgenza); Antonio Giarratano (Rianimazione e terapia intensiva); Giuseppe Nunnari (Malattie infettive e tropicali); Giovanni Passalacqua (Pneumologia); Cristoforo Pomara (Medicina legale); Nicola Scichilone (Pneumologia); Emanuele Scarpuzza (Rianimazione e terapia intensiva); Stefania Stefani (Microbiologia).

Il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza ha funzioni consultive e di validazione tecnico-scientifica.

Inaugurato presso l’Unità operativa di oncologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento un moderno impianto di filodiffusione acustica. La nuova dotazione, già funzionante in tutti gli ambienti del reparto, rappresenta il frutto dell’ultima donazione compiuta da AMICO onlus in favore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro con i sanitari e gli operatori presieduto dal commissario straordinario ASP Mario Zappia. Obiettivo della donazione è stato quello di incrementare il livello di benessere psico-fisico e di confort dei pazienti e dei loro familiari in un reparto dove, grazie alla sinergia operativa tra ASP e AMICO, sono stati compiuti tanti passi in avanti lungo questa direzione. “La forte collaborazione con le associazioni – ha dichiarato il commissario Zappia – costituisce un elemento di grande importanza su cui incentrare le azioni di miglioria della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Questa partecipazione non si concretizza solo nel ricevere donazioni di strumenti e supporti, per i quali comunque la direzione strategica è estremamente grata a tutti i volontari, ma rappresenta un’occasione costante di dialogo e confronto finalizzata a concertare insieme nuovi scenari di sviluppo e crescita dei servizi”.

Presenti all’incontro anche il direttore sanitario di presidio, Antonello Seminerio, il primario del reparto, Antonino Savarino, la psico-oncologa Gabriella Vella ed il presidente di AMICO onlus, Riccardo Barrano.

Sono 399 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono a 5487 gli attuali positivi e passano a 520 i ricoverati in ospedale con un incremento di 22 ricoveri rispetto a ieri.

Di questi 52 si trovano in terapia intensiva, ben 3 in più rispetto a ieri, mentre sono 468 i ricoveri in regime ordinario; 4.967 sono i pazienti in regime isolamento domiciliare. I tamponi eseguiti sono stati 7444. Anche oggi si registrano 7 nuove vittime che portano il totale a 350. I guariti sono 92. I dati nei Comuni capoluogo: 154 a Palermo di cui 14 sono migranti ospitati all’hotspot di Lampedusa, 126 a Catania, 22 a Messina, 21 a Caltanissetta, 19 a Trapani, 19 a Siracusa, 15 a Ragusa, 14 a Enna e 9 Agrigento.

 Ho provato a riscrivere la pagina PRECARIO su Wikipedia, la libera enciclopedia per la quale scrivo,ma basta entrare nella pagina per comprendere tutte le mie perplessità a distinguerlo dal lavoro nero“. Il dramma dell’incertezza,la violenza della precarietà che colpisce i diritti e la stessa dignità dei lavoratori,può essere definito come un rapporto di lavoro in un ambiente di mafia. Proviamo ad immaginare la precarietà all’infinito, quando con qualche gioco delle tre carte, manipolati dalla stessa legge si è precari a tempo indeterminato. Proviamo ad immaginare i cambi di funzionari generali alla provincia,di direttori generali,alle asl, di segretari generali ai comuni,di presidenti etc ai quali si devono presentare I LAVORATORI PRECARI per subire l’esame di lavoro per continuare ad essere sfruttati e vessati“.

“La precarietà del lavoro marcia a tappe forzate verso lo schiavismo e le leggi che da trent’anni l’hanno autorizzata, incentivata, diffusa, hanno la stessa portata sociale e morale di quelle che nell’800 disciplinavano l’Asiento. ( il termine asiento in origine indicava qualsiasi accordo stipulato tra il sovrano spagnolo ed un privato cittadino, un contratto per l’importazione di schiavi neri nelle colonie spagnole in condizioni di monopolio)“.

“Non si dice forse da trenta anni che le leggi sulla precarietà servono a far emergere il lavoro nero? Questo del resto sostengono tutte le istituzioni della Unione Europea, per le quali la merce lavoro non deve essere sottoposta a vincoli e controlli che ne impediscano la libera concorrenza. Se c’è disoccupazione è perché il lavoro costa troppo, bisogna che la concorrenza tra le persone ne abbassi il prezzo fino a che le imprese non trovino conveniente assumere. È la filosofia liberista della riduzione del costo del lavoro che dagli anni 80 ha ispirato tutte le leggi e tutti gli interventi sul mercato del lavoro delle istituzione europee e dei governi italiani“.

Negli anni 70 il contratto di assunzione era tempo indeterminato con l’articolo 18, salvo eccezioni che erano davvero tali. Il collocamento allora era pubblico e numerico, cioè le imprese dovevano assumere seguendo le liste pubbliche di chi cercava occupazione, non servivano curriculum o altro. E la pubblica amministrazione non era sottoposta ai vincoli massacranti del fiscal compact e ai conseguenti tagli al personale stabile, sostituito dall’appalto e dal lavoro precario. Poi, tutto è cambiato, nel nome del mercato, della modernità, dell’Europa, questo sistema semplice, giusto e anche efficiente è stato metodicamente smantellato da tutti i governi, senza distinzioni di colore, con la il silenzio di Cgil Cisl Uil. Un silenzio storicamente granitico. Oggi il collocamento è un affare delle agenzie interinali,una volta vietate come caporalato, i rapporti di lavoro precari sono una quarantina e lo stesso contratto a tempo indeterminato è una finta, visto che grazie al jobsact i nuovi assunti possono essere licenziati in qualsiasi momento, e se un sindaco di qualsiasi città o paesino di provincia, si azzarda a regolarizzare i dipendenti del suo comune, apriti cielo tutti addosso, per non parlare del rischio di finire in tribunale”.

Oggi è dilagato il precariato, ma contrariamente alle giustificazioni ufficiali la disoccupazione è esplosa e il lavoro nero continua a espandersi. I devastatori del diritto però non hanno fallito, perché alla fine hanno realizzato esattamente ciò che volevano, riportare le lavoratrici e i lavoratori nella condizione di soggezione degli schiavi. Il sistema di lavoro fondato sulla precarietà è prima di tutto una organizzazione violenta e criminale dello sfruttamento e della schiavizzazione delle persone”. “La riforma dell’articolo 18 ha portato ad un clima peggiore nelle fabbriche e negli uffici. Dove si avrà sempre più timore a chiedere aumenti, a rifiutare gli straordinari, a protestare. Non c’è alternativa, la scelta oggi è tra condurre una vita di stenti, tra un lavoretto malpagato e l’altro, tra periodi di disoccupazione folli, senza stabilità o certezze, oppure scegliere di rompere il silenzio, l’isolamento, organizzarsi per lottare e riconquistare in prima persona la possibilità di decidere sulla propria vita”.

L’abbandono dei giovani, completamente lasciati a se stessi e senza la possibilità di costruirsi un futuro, costituisce senza dubbio uno dei tratti più inquietanti dell’attuale società capitalistica occidentale. Varie sono le responsabilità dietro a una situazione così drammatica, che vede oggi il dilagare di occupazioni precarie prive di sicurezza sociale e individuale. In primo luogo quella di governi come l’attuale e quelli che l’hanno preceduto, composti da ministri le cui politiche sciagurate hanno ingigantito la precarietà sopprimendo il futuro di milioni di giovani”.

 “A questo proposito voglio ricordare una frase dello scrittore Leonardo Sciascia “Il popolo, la democrazia […] sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole nel culo dell’umanità”

Ieri 14 Ottobre 2020 alle 22.02 con il peso di 3.280 kg, presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, è venuta al mondo una splendida creatura…Calogero Licata , frutto dell’amore tra la neo Consigliera Comunale Alessia Bongiovi’ (candidata nella lista Rinasce Agrigento di Firetto Sindaco), e di Biagio Licata (Presidente dell’Associazione I Tammura di Girgenti e membro del Direttivo Portatori San Calogero).

Il piccolo già da subito devoto al nostro amato San Calogero, è la rappresentazione di due giovani Agrigentini, che amano in maniera incommensurabile la propria terra e le proprie tradizioni. Da sempre hanno valorizzato i sani principi e valori di un tempo, e con la nascita del proprio figlio Calogero, ne hanno dato piena testimonianza.

I Padri Vocazionisti non dovranno alcun risarcimento all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. La congregazione religiosa “Divine Vocazioni” per tanti anni era stata titolare della concessione demaniale del complesso Roosevelt all’Addaura di Palermo. Nel 2003 la Capitaneria di Porto emetteva dapprima un’ingiunzione di sgombero nei confronti della Congregazione religiosa e, successivamente, ritenendo che i beni oggetto della concessione fossero stati utilizzati in difformità al titolo concessorio, l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana dichiarava la decadenza dalle concessione, richiedendo alla Congregazione religiosa il pagamento di oltre 1.600.000 euro, a titolo di indennità risarcitorie del danno conseguente alla privazione dei beni stessi, commisurate ai canoni concessori che avrebbero dovuto essere pagati per l’utilizzo di fatto dei beni in questione.
Ne scaturiva un contenzioso, che in primo grado vedeva la Congregazione religiosa soccombente; invero, con sentenza n°2293/2016 il Tribunale di Palermo riteneva fondata l’azione risarcitoria formulata dall’amministrazione regionale e condannava la Congregazione dei Padri Vocazionisti al pagamento della somma di 1.648.191,47 euro oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali.
A questo punto la Congregazione Religiosa Società Divine Vocazioni conferiva incarico all’avvocato Girolamo Rubino, il quale impugnava innanzi la Corte di Appello di Palermo la sentenza resa dal Tribunale.
Con sentenza n°1515/2020, la Corte di Appello di Palermo – Sez. I Civile -, ritenendo fondata l’eccezione formulata dall’avvocato Rubino ha dichiarato il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in ordine alla domanda proposta dall’Assessorato regionale riformando la sentenza di primo grado e condannando altresì il medesimo Assessorato al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa dalla Corte di Appello di Palermo nessuna somma dovrà essere sborsata dalla Congregazione religiosa Divine Vocazioni.