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Tra fortificazioni monumentali e ruderi scenografici di antichi santuari, il tutto immerso nella macchia mediterranea che lambisce la città contemporanea. E’ un nuovo percorso quello che si scoprirà oggi e domani alle 16,30 con la visita specialistica gratuita che CoopCulture ha preparato. Si potrà accedere, solo se accompagnati da un operatore, al settore orientale dell’antica Akràgas e all’area archeologica dal Tempio di Demetra a San Biagio. Sarà un vero viaggio immersivo nel paesaggio, ai margini dell’insediamento urbano moderno; ma sarà anche un modo per ricordare la presenza dei coloni greci nell’antica Akràgas sin dalla prima metà del VI secolo a.C., pochissimo tempo dopo la fondazione della città. Il percorso si svilupperà come una piccola scalata con partenza dal parcheggio del cimitero di Bonamorone e arrivo al Tempio C “di Demetra”. Si seguirà l’antica via greca, che si snoda tra le aree archeologiche del Baluardo a Tenaglia e del Santuario Arcaico presso Porta I (scavi Fiorentini), e si chiude alla Chiesa di San Biagio.

Il nuovo percorso di visita è gratuito. È consigliata la prenotazione, fino ad esaurimento dei 15 posti disponibili.

L’ing. D.F. S., dipendente del Comune di Agrigento con la qualifica di funzionario dell’U.T.C., era stato nominato ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria dello stesso Comune; a seguito di tale nomina, era stata disposta, in suo favore, la liquidazione del relativo onorario del quale, tuttavia, successivamente, l’Amministrazione comunale richiedeva la restituzione.
Ed allora, con ricorso patrocinato dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, l’ing. D.F. ha adito il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, al fine di ottenere l’annullamento e/o la disapplicazione della determinazione dirigenziale a mezzo della quale era stata richiesta la restituzione della predetta somma, pari a 22.642.790 lire (oggi pari a 11.694,00 euro), corrisposta a titolo di onorario per la nomina di ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento; nonché, la declaratoria del proprio diritto a trattenere la suindicata somma di cui era stata chiesta la restituzione.
In particolare, gli avv.ti Rubino e La Loggia, richiamando l’ampia giurisprudenza consolidatasi in materia, hanno ribadito come, nel caso di specie, non operasse il principio di onnicomprensività del trattamento economico, sancito dall’art. 31 del D.P.R. n. 347/1983, sulla scorta del quale era stata adottata la determinazione dirigenziale impugnata con la richiesta di restituzione delle somme.
Secondo tale disposizione, è fatto divieto alla pubblica amministrazione di remunerare un proprio dipendente con compensi ulteriori per lo svolgimento di compiti rientranti nelle mansioni dell’ufficio.
Tuttavia, nel caso di specie, la nomina ad ingegnere capo disposta dal Sindaco e lo svolgimento, da parte del ricorrente, delle relative mansioni esulavano dalle ordinarie mansioni di ufficio attribuite al ricorrente in base alla categoria di inquadramento, rappresentando piuttosto l’adempimento di un ulteriore (e superiore) incarico conferito espressamente dall’Amministrazione comunale resistente.
Per tali ragioni, i legali Rubino e La Loggia ribadivano il diritto del proprio assistito a trattenere il compenso aggiuntivo per le funzioni di ingegnere capo dei lavori espletate, non potendo trovare applicazione al caso di specie il principio di onnicomprensività della retribuzione.
Il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, condividendo le tesi difensive articolate dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, ha accolto il ricorso, riconoscendo il diritto del ricorrente a trattenere il compenso aggiuntivo corrisposto a seguito della suddetta nomina ad ingegnere capo, in ragione del fatto che lo stesso era stato, per l’appunto, chiamato a svolgere compiti, mansioni e funzioni istituzionali diverse da quelle ordinariamente assegnategli, con conseguente inapplicabilità del principio di onnicomprensività della retribuzione
Per effetto della superiore pronuncia, pertanto, l’ing. D.F. S., funzionario dell’U.T.C. del Comune di Agrigento, non dovrà restituire all’Amministrazione comunale la somma, pari a 22.642.790 lire (oggi pari a 11.694,00 euro), per l’espletamento dell’incarico dallo stesso svolto quale ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento.

Un agrigentino di 23 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale in concorso, lesioni personali, danneggiamento, furto, spendita e introduzione di monete falsificate. M. G., aveva un ordine di carcerazione. Ordine che era stato sospeso ma che, lo scorso giovedì, è stato ripristinato. Il ventitreenne è stato, infatti, arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile, che sono coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, ed è stato portato alla casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di contrada Petrusa.

Erano sistemati nell’hotspot di Lampedusa e ieri sono stati trasferiti a Porto Empedocle per essere oggi smistati, una parte di migranti, nel centro di accoglienza di Augusta mentre un altro gruppo verrà trasferito sulla nave quarantena Azzurra.

In prima linea la Prefettura di Agrigento che ha coordinato tutte le operazioni. Si svuota, di conseguenza, l’hotspot di Lampedusa di contrada Imbriacola dove attualmente vi sono circa duecento migranti.

 

Non sarebbero stati coinvolti altri veicoli nell’incidente autonomo verificatosi ieri che ha visto uno scooter guidato da un 38enne agrigentino che si è andato a schiantare contro un palo della illuminazione pubblica.

L’uomo è stato trasportato in codice “rosso”, con un’ambulanza, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, dove attualmente si trova ricoverato con gravi traumi sparsi sul corpo. Il sinistro sarebbe avvenuto in via Esseneto, nel rione del Campo sportivo.

Il ferito, da lì a pochi minuti, è stato preso in consegna dal personale sanitario del 118, che gli hanno prestato le prime cure direttamente sul posto. Poi trasferito al presidio ospedaliero di contrada “Consolida”.

Mancano poche ore all’apertura delle Giornate Fai d’autunno 2020.

L’evento nazionale promosso dal FAI-Fondo Ambiente Italiano partirà domani, sabato 17 e domenica 18 e sabato 24 e domenica 25 ottobre in 400 città italiane.

È possibile partecipare iscrivendosi in loco. La sicurezza di tutti è al primo posto: mascherine, sanificazione, contingentamento e distanziamento.

Per l’occasione, il Gruppo FAI Giovani di Agrigento, guidato da Ruben Russo, aprirà La Biblioteca Lucchesiana e la Casa Museo dei Padri Liguorini ad Agrigento, Il Museo Diocesano della Chiesa Madre e della Chiesa del Rosario, la Chiesa della Provvidenza e la Casa dell’artista atelier Bellanca ad Aragona. Grazie ai tanti giovani volontari gli orari delle visite nei due weekend  saranno: dalle 9.00 alle 13.30  e dalla 15.30 alle 18.00.

Aperto, anche,  il bene FAI Giardino della   Kolymbethra che partirà domani con il laboratorio creativo: “Folia et Natura” a cura di Maria Ala. Si tratta di una visita guidata alla scoperta degli alberi del paesaggio storico del Giardino della Kolymbethra. Segue un laboratorio creativo dove si potranno realizzare originali creazioni con foglie di diversi tipi, colori, forme e dimensioni (orario delle visite alla Kolymbethra 10.15 – 18).

Per partecipare alle Giornate FAI d’Autunno è preferibile prenotare la visita sul sito www.giornatefai.it, ma è anche possibile recarsi sul posto, registrasi e godere in tutta sicurezza (saranno rispettate tutte le norme anti Covid) delle bellezze artistiche ed architettoniche del territorio.

A tal proposito la Delegazione FAI ed il Gruppo FAI Giovani ringraziano, per l’apertura straordinaria dei siti, l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento, diretto da don Giuseppe Pontillo, l’artista Salvatore Bellanca per l’atelier e l’arciprete di Aragona e Direttore della Lucchesiana, don Angelo Chillura che afferma: “Aragona è una comunità che custodisce un prezioso patrimonio storico, artistico ed architettonico. Ci sono le chiese che conservano statue e dipinti di grande valore. Ma anche argenteria: calici, ostensori ed ex voto che sono esposti nei musei diocesani della chiesa Madre e della chiesa del Rosario. Le stesse chiese serbano pregevoli tele di Fra Felice da Sambuca e statue del Bagnasco. Segnalo, poi, la Chiesa della Provvidenza che custodisce il cosiddetto Cristo Nero. Si tratta di una scultura lignea del 1600, tra le più belle conservate ad  Aragona. La scelta che il FAI ha fatto ad Aragona contribuirà, sicuramente, a far conoscere questo immenso patrimonio. Inoltre, in occasione dell’evento, ho disposto l’apertura della monumentale Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, che invito a visitare ed a votare nel censimento del FAI “I Luoghi del Cuore”. Come sacerdote oltre ad appezzare l’iniziativa, volta a far conoscere le cose belle del territorio, guardo alla manifestazione da un punto di vista religioso. Sono sempre convinto che la bellezza artistica, architettonica, musicale e paesaggistica è sempre riflesso della bellezza assoluta che è Dio. Tutto questo – conclude don Angelo – non solo diletta l’animo umano, ma porta ad elevarlo a Dio. Sono momenti, dunque, che arricchiscono umanamente e spiritualmente l’uomo e che troveranno  in me un appoggio incondizionato.  Un plauso al FAI per questa iniziativa di grande spessore che coinvolge tutta l’Italia”.

In occasione delle Giornate FAI d’Autunno è possibile usufruire di alcune agevolazioni per iscriversi al FAI.

Ci sarà, infatti, la Delegazione FAI di Agrigento, guidata ad interim dal Presidente FAI Sicilia, Giuseppe Taibi, che illustrerà le tante iniziative che il FAI ha posto in essere per la salvaguardia e la tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del territorio. Un esempio, la salvaguardia della Scala dei Turchi.

Negli anni Ottanta, infatti,  un piano di lottizzazione permise l’avvio di un cantiere per la costruzione di un complesso alberghiero proprio sulla spiaggia ai piedi della Scala dei Turchi.
I lavori, però, vennero bloccati nel 1992 ed il luogo fu vincolato perché riconosciuto “di particolare pregio”.
Nel 2013 l’ecomostro è stato abbattuto, dopo una lunga battaglia giudiziaria che ha visto le associazioni ambientaliste,  Legambiente e FAI, a fianco del Comune di Realmonte.
Nell’ottobre 2015, grazie alla sinergia tra FAI e Comune, è stato abbattuto un altro ecomostro che sorgeva su un piccolo terrazzo roccioso e da tempo deturpava significativamente la scogliera.
Alla demolizione, resa possibile dal contributo di 20.000 euro de “I Luoghi del Cuore” e all’azione del Comune, è seguita la riqualificazione dell’area, trasformata in belvedere pubblico.
La Scala dei Turchi oggi è un esempio dell’impegno del Fondo Ambiente Italiano per il territorio agrigentino.

La provincia di Agrigento sembra essere una delle zone più colpite negli ultimi giorni dal coronavirus. Oltre ai casi già noti, con il triste dato di Sambuca di Sicilia, il sindaco di Palma di Montechiaro ha comunicato che nella sua città ci sono tre nuovi casi positivi facendo salire a otto il numero complessivo degli ultimi giorni.

A Favara c’è un nuovo caso. Anche questa circostanza è stata comunicata dal primo cittadino Anna Alba. Ovviamente sono stati già attivati tutti i protocolli necessari che necessitano i casi.

 

 

 

Continuano a salire i casi positivi al Covid-19 anche in Sicilia,come in tutta Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati comunicati dal ministero della Salute, i nuovi contagiati sono stati 578. Dato che scaturisce da oltre 7.700 tamponi effettuati. È aumentato anche il numero di decessi, che oggi sono stati 10. Nove le persone ricoverate, 6 delle quali in Terapia intensiva. Sono stati comunque 121 i guariti.

A livello nazionale la situazione dei contagi continua a salire, oggi sono stati più di diecimila.

Carlo Aonzo mandolinista che ha collaborato con prestigiose istituzioni di tutto il mondo. Concertista, ricercatore, docente e, dal 2006 fondatore e direttore dell’Accademia Internazionale Italiana di Mandolino che vanta un’ampia discografia sia in ambito classico che in diversi altri generi musicali. Domani 17  Ottobre ore 17,30 sarà presente ad Agrigento al Circolo Culturale Empedocle per una speciale lezione sul mandolino di cui è il maggiore esperto. Carlo Aonzo è l’Autore dell’Italia di mille mandolini uno studio enciclopedico sul mandolino nelle regioni italiane e nelle principali città del mondo. Carlo alla presenza dei principali mandolinisti agrigentini e della provincia, racconterà la storia del mandolino e l’uso che viene fatto nelle culture europee: dalla musica folk,  jazz, classica, rock, popolare e colta. La presenza di Carlo Aonzo ad Agrigento è l’occasione prestigiosa per esporre i mandolini d’epoca di Antonio Zarcone, Mimmo Pontillo, Giovanni Lo Brutto, Dario Mantese , Enzo Genco, i quali alla fine dell’incontro suoneranno un brano per mandolino con il maestro. L’ingresso è gratuito e saranno rispettate tutte le norme Covid.