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Il Comune di Bivona e l’Associazione Primavera onlus attiveranno da domani, martedì 24 marzo 2020, il Progetto  BIVONA chiAMA: il Servizio telefonico d’ascolto per sostenere i cittadini in situazione di disagio causato dall’emergenza dovuta alla pandemia COVID-19 e dalla relativa condizione di isolamento.
Il servizio, completamente gratuito, sarà rivolto alle persone più fragili: donne, uomini, giovani e meno giovani che cercano un po’ di comprensione e/o la possibilità di condividere le loro paure.  L’iniziativa vuole garantire ai cittadini un confronto costante e un punto di riferimento rispetto agli importanti cambiamenti nello stile di vita che ci sta imponendo l’emergenza COVID -19, offrendo un aiuto concreto alle persone a gestire ansia, paura, tristezza, sconforto, senso di solitudine, causati soprattutto dalla mancanza di relazioni sociali per via delle prescrizioni normative che ci obbligano restare a casa e per il forte impatto emotivo della vicenda.
Il servizio sarà assicurato dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00.
Lo scorso 19 marzo è stato pubblicato l’avviso per il reclutamento dei volontari al progetto BivonachiAma e, in brevissimo tempo, all’appello hanno risposto tanti giovani volontari che hanno tanta voglia di spendersi per la propria comunità. Naturalmente, il supporto scientifico e organizzativo è fornito dall’Associazione PRIMAVERA onlus con il suo personale qualificato, che coordinerà i giovani volontari che parteciperanno all’iniziativa.

“In quanto vice presidente dell’associazione nazionale  dei Comuni di Sicilia ho condiviso con gli altri sindaci e col presidente Leoluca Orlando la preoccupazione per il mancato intervento del Governo nazionale a sostegno dei Comuni”.

A parlare è il sindaco della città di Agrigento, Lillo Firetto che spiega: “Il timore è stato espresso con la richiesta urgente di un decreto “Cura città” per venire incontro a tutti i Comuni, che già vivono enormi difficoltà di bilancio, e che tuttavia sono chiamati in queste settimane ad affrontare l’emergenza. Nessun aiuto infatti per i Comuni è stato finora previsto dal Governo malgrado gli enti locali  sul territorio siano  impegnati ad affrontare una situazione  grave e del tutto nuova e nel dare risposte in termini di servizi alla comunità, proprio quando le misure adottate per far fronte all’ emergenza comportano una radicale diminuzione delle entrate. Le conseguenze dell’attuale situazione stanno avendo profonde ripercussioni su  tutti i comuni d’Italia, ma ne avranno ancora di più in Sicilia e ad Agrigento così come in tutte quelle realtà già economicamente in sofferenza. L’Anci  ha già sostenuto la necessità di una serie di misure, come la modifica del limite al ricorso all’anticipazione di liquidità e all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Dovrebbe essere sospeso, inoltre, il pagamento della quota capitale dei mutui degli enti locali e del DL 35/2013 e andrebbero  semplificate le norme per l’acquisto di beni e servizi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Serve l’adozione di una serie di soluzioni per rendere possibile ai Comuni di continuare a dare risposte alla comunità in particolare in una condizione di crescente richiesta di servizi.  Da oggi e in futuro i Comuni dovranno essere messi nelle condizioni migliori per superare questa crisi senza precedenti”..

“Plaudo al Sindaco di Messina Cateno De Luca. Da cittadino siciliano in primis e da consigliere comunale della Città dei Templi in secundis; voglio sottolineare la mia vicinanza ed il pieno sostegno nell’azione eclatante del primo cittadino messinese volta a fermare  il transito dei non autorizzati  sullo stretto che da circa 30 giorni mettono a serio rischio non solo la salute dei messinesi ma anche di tutti i siciliani con annessa la città di Agrigento. Spero vivamente che il governo romano con a capo il Presidente Conte faccia suo questo forte grido d’allarme lanciato da De Luca e che finalmente venga bloccato il transito non autorizzato di chi mette a serio rischio la salute di tutti gli isolani per le scelte scellerate di alcuni italiani poco scrupolosi.Concludo affermando con estrema convinzione la vicinanza della mia città sperando che tutti i sindaci nessuno escluso si facciano sentire in tal senso”.

A dichiararlo il consigliere comunale e presidente della prima commissione consiliare permanente allo sviluppo economico-personale e servizi comunali della città di Agrigento Totò Borsellino.

I Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Sciacca hanno arrestato un uomo di 24 anni, di Ribera, sorpreso, ad un posto di blocco anti – coronavirus, nella sua automobile lungo la statale 115 in territorio di Sciacca, in contrada Bordea, in possesso di tre panetti di hashish nascosti nel filtro dell’aria dell’auto. La droga, del peso complessivo di 300 grammi e per un valore di mercato di oltre 2mila euro, è stata sequestrata. Il riberese, oltre l’arresto, è stato denunciato e risponderà all’autorità giudiziaria anche della violazione dell’articolo 650 del codice penale per non aver rispettato gli obblighi previsti per contrastare l’emergenza Covid-19. Ecco il video operativo dei Carabinieri…

Due Comuni siciliani, Agira in provincia di Enna, e Salemi in provincia di Trapani, da oggi martedì 24 marzo sono zona rossa. Così ha disposto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dopo avere ascoltato i rispettivi due sindaci. Il provvedimento si è reso necessario dopo che le Aziende sanitarie hanno segnalato ad Agira il contagio di 9 cittadini, di cui 3 deceduti, e ulteriori 6 a cui è stato effettuato il tampone e sono in attesa di risultato. Ed a Salemi la positività di 15 persone e ulteriori 21 in attesa dell’esito del test, oltre a un anziano già deceduto. Fino al 15 aprile ad Agira ed a Salemi vi sarà il divieto di accesso e allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, ad eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Potranno entrare e uscire dal paese solo operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nella assistenza dell’emergenza nonché gli esercenti le attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse.

A Villafrati, in provincia di Palermo, sono adesso 69 le persone positive al coronavirus tra gli assistiti e il personale di una casa di riposo. Un anziano di 90 anni, già ospite della struttura, è morto ieri nell’ospedale di Partinico. Altri 9 sono ricoverati nello stesso ospedale trasformato in Covid Hospital. Anche Villafrati è zona rossa. Così ha disposto, con una propria ordinanza, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo avere ascoltato il sindaco di Villafrati, Francesco Agnello. Fino al 15 aprile, a Villafrati vi è il divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale, e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, ad eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Potranno entrare e uscire dal paese solo gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nell’assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché esclusivamente per la fornitura delle attività essenziali del territorio comunale.

La ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha replicato al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in riferimento ai rientri dal nord ed agli approdi incontrollati a Messina. La ministro Lamorgese ha dichiarato: “Non rispondono al vero le accuse del presidente Musumeci – mosse per di più in un momento in cui le Istituzioni dovrebbero mostrarsi unite nel fronteggiare l’emergenza – secondo le quali sarebbe in atto un flusso incontrollato verso le coste siciliane, tant’è che finora tutte le persone che hanno traghettato sono risultate legittimate a farlo”.

Nel corso delle ultime ore, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha rassicurato che il traffico sullo Stretto di Messina si è normalizzato. Musumeci ha commentato: “Finalmente a Roma si sono svegliati, ci voleva la protesta dura e determinata. Allo Stretto di Messina il traffico si è normalizzato. Passa soltanto chi ha il diritto di passare, esattamente come prevedeva la mia ordinanza, quella del presidente della Regione Calabria e quella del governo nazionale. Sono pochissime le persone che si sono presentate all’imbarco a Villa San Giovanni e che naturalmente sono state fermate e bloccate. E a Messina una decina sono state denunciate dall’autorità giudiziaria. E’ tornata una situazione di normalità e questo grazie a uno spiegamento di forze che nelle ultime ore, dopo la nostra protesta, è stato predisposto a Villa San Giovanni, mentre a Messina continuano a lavorare le guardie regionali del Corpo forestale che già avevamo mandato sin dal primo giorno. Sono contento. Mi ha chiamato il prefetto di Reggio Calabria per rassicurarmi, e la stessa cosa ha fatto il prefetto di Messina. Ci vuole la voce grossa per ottenere legittimi diritti. Andiamo avanti e intanto per questo momento il pericolo è scongiurato”.

Secondo caso di coronavirus a Canicattì.
Terzo caso di coronavirus a Palma di Montechiaro: si tratta di una persona, come il precedente, dello stesso nucleo familiare del medico di 70 anni primo caso positivo, attualmente ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Sant’Elia a Caltanissetta.
E’ positiva al coronavirus un’anziana di 92 anni di Montallegro, ricoverata all’ospedale di Ribera per sintomi influenzali.
Sciacca altri tre contagiati, tra cui il familiare di un operatore sanitario in servizio all’ospedale “Giovanni Paolo secondo” già positivo.
Ad Agrigento è positiva al coronavirus un’ausiliaria di Cardiologia al “San Giovanni di Dio”, dove già un medico emodinamista è risultato positivo. Inoltre è risultato positivo il tampone effettuato dopo la morte su di un paziente di 70 anni ricoverato in Cardiologia lo scorso 25 febbraio per scompensi cardiaci e poi deceduto. Il medico emodinamista positivo è colui che ha praticato la coronarografia al settantenne.
Favara è positiva una operatrice socio-sanitaria che ha prestato servizio all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La donna è in quarantena domiciliare.
Una donna di Ribera è risultata positiva al coronavirus. Lei avrebbe dovuto partorire al Punto Nascite dell’ospedale “Giovanni Paolo secondo” di Sciacca ma il feto è morto nell’utero. Il tampone è stato praticato dopo la morte endouterina. Il Punto Nascite di Sciacca, prima di essere nuovamente operativo, è stato accuratamente disinfettato. Accertamenti medici sono in corso al fine di risalire alla causa della morte del feto.
Raffadali primo caso di positivo al coronavirus in paese. L’uomo è già in auto-isolamento da 10 giorni.
Siculiana è positivo al coronavirus un anziano ultranovantenne ospite di una casa di riposo fino al 20 marzo e attualmente ricoverato a Marsala.

La Corte d’Assise di Palermo ha condannato quattro dei sei imputati dell’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà, aggredito a bastonate a pochi metri dal suo studio legale, nei pressi del palazzo di giustizia della città, e poi morto in ospedale il 26 febbraio del 2010. Sono stati inflitti 30 anni di reclusione al boss Antonino Abbate, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, poi 24 anni a Francesco Arcuri e 22 anni Salvatore Ingrassia. E poi 14 anni al dichiarante Antonino Siragusa a cui i giudici hanno riconosciuto l’attenuante speciale della collaborazione con la giustizia. Sono stati assolti Francesco Castronovo a Paolo Cocco. La Procura ha invocato invece per tutti i sei imputati la pena dell’ergastolo. La Corte ha riconosciuto una provvisionale di 100mila euro ciascuno alla moglie e ai figli del penalista. Poi 70mila euro sono stati riconosciuti alla madre di Fragalà, nel frattempo deceduta, 25mila alla Camera Penale e al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, e 10mila euro al Consiglio Nazionale Forense.