Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 571)

Eolico, fotovoltaico, idroelettrico, biomasse, geotermico e non solo: è grande la potenza installata, eppure non sono neanche infrequenti i blackout. Due problemi su tutti: una rete vetusta e un «imbuto» da allargare

Arriva il grande caldo e, come sempre, porta con sé i blackout energetici. Quest’anno, però, Italia e Sicilia vivono l’arrivo del caldo con particolare apprensione. È di questi giorni l’allarme, pubblicato nel bollettino mensile di Terna, lanciato da Entso-E, l’associazione europea dei gestori di rete di trasmissione elettrica, riguardo «alcuni importanti segnali in termini di adeguatezza ». Entso-E evidenzia come «in Italia vi siano zone con un potenziale eccesso di capacità produttiva (Sud) e zone strutturalmente deficitarie (Centro Nord)». Il focus è chiaro: «Le simulazioni mostrano come, in caso di caldo intenso e basso apporto da rinnovabili, i margini possano essere sufficienti solo grazie all’Import dai Paesi confinanti».

«Le simulazioni probabilistiche condotte sulla settimana dal 23 al 30 luglio (quella ormai in via di conclusione, ndr) , quella potenzialmente più critica, hanno individuato, per l’aggregato Nord e Centro Nord, una soglia critica di temperatura media giornaliera pari a 26°C: oltre questa temperatura, l’import dall’estero diviene indispensabile a garantire margini di adeguatezza positivi».

 

Ne abbiamo avuto un assaggio il 14 luglio, prima ondata di caldo con oltre 30 gradi: a fronte di una potenza installata di 117,1 Gw in Italia, il fabbisogno nazionale quel giorno è sceso, con picco a 41,718 Gw, eppure si sono registrate parecchie interruzioni. Nel prosieguo, lo scenario mostra che «nella settimana centrale di agosto e nelle ultime settimane di settembre, sia di notte che di giorno, potrebbe essere necessario ridurre la produzione eolica al Sud e nelle Isole per garantire sicurezza al sistema».
Terna, che ha appena approvato la semestrale con ricavi a +3,3% e utile a +2,5%, prosegue gli investimenti spendendo nel primo semestre 338 milioni (+3,7%) e sta intensificando la costruzione delle nuove interconnessioni Italia-Francia e Italia-Montenegro (saranno completate nel 2019). Ma il sistema nazionale non sarà mai del tutto sicuro e il prezzo dell’energia non calerà granché se non sarà allargato l’ “imbuto” rappresentato dalla Sicilia. Infatti, arriva più energia dalla Calabria attraverso il Sorgente-Rizziconi e si produce tanta “rinnovabile”, ma né l’una né l’altra possono attraversare l’Isola, e varie zone restano carenti. E se prima esportavamo quasi 1 Twh verso Malta, ora ne inviamo meno della metà. Così, se la Strategia energetica nazionale prevede un collegamento sottomarino Sardegna-Italia via Sicilia e l’Isola sarà il terminale di un cavidotto Tunisia-Italia, occorre completare rapidamente la nuova rete da Est a Ovest della regione.

La Sicilia, frattanto, riduce i propri consumi (fabbisogno a giugno 1.554 Gwh, -2,1% rispetto a giugno 2017 e -0,3% rispetto al primo semestre dell’anno scorso), riceve 1,8 Twh a basso costo dalla Calabria e ne esporta solo 0,4 verso Malta. Eppure paga in bolletta un MWh 64,1 euro, cioè 4,8 euro in più del Prezzo unico nazionale, che a giugno è stato di 57,3 euro.

Schietta l’analisi di Mario Pagliaro, primo ricercatore del Cnr di Palermo e coordinatore del Polo solare della Sicilia: «È un quadro del sistema energetico in profonda trasformazione, che ha tre cause: economica, tecnologica e meteo». In particolare, rileva Pagliaro, «il 2018 è l’anno del ritorno di piogge abbondanti e persistenti: ecco il riapparire in grande stile della produzione idroelettrica, che cresce del 36,5% e passa in soli 6 mesi dai 19,074 mld di kWh del 2017 ad oltre 26 mld. Maltempo significa anche maggiore ventosità: la produzione eolica sale di oltre il 9%, passando dagli 8,8 mld di kWh dei primi 6 mesi del 2017 ai quasi 9,62 mld del 2018. Pioggia e vento significano meno radiazione solare. Ecco il forte calo (-10,5%) della produzione fotovoltaica, che passa dai 12,75 mld di kWh del 2017 a 11,41 mld».

Di conseguenza, osserva il ricercatore, «crolla la produzione termoelettrica che passa da 96,88 mld di kWh nel primo semestre 2017 agli 86,18 mld di quest’anno: un calo dell’11%. Che è dovuta anche (e molto: +30%) dalle maggiori importazioni di elettricità dall’estero, essenzialmente dalle centrali nucleari di Francia, Svizzera e Slovenia, che passano dai 18,314 mld di kWh importati nel 2017 a 23,85».

La Sicilia, poi, è come un’immensa “centrale elettrica” mal collegata alla rete. Cuore pulsante di questa “centrale” sono ormai, e sempre di più, le energie rinnovabili. La parte del leone, manco a dirlo, la fa l’eolico con (dati Terna aggiornati allo scorso 15 luglio), 882 impianti per 1.830 Mw di potenza installata (il 10% del totale nazionale). Segue da vicino il fotovoltaico, con 51.257 impianti pari ad una potenza installata di 1.382 Mw (un quindicesimo del totale nazionale), poi l’idroelettrico con 26 impianti per 281 Mw, e le biomasse e il geotermico con 46 impianti per 93 Mw.

Ma ancora il settore, seppure in certe giornate riesce a coprire il fabbisogno facendo spegnere le vecchie centrali termiche, non riesce a reggere il confronto con la potenza installata di termoelettrico, che vede nell’Isola ancora 91 turbine della potenza nominale di 5.313 Mw. Il confronto, infatti, secondo il bilancio Terna 2017, vede in totale 50.727 impianti rinnovabili per 3.413 Mw. Il pareggio è ancora lontano. Però è un fatto che, secondo dati Anev, in Sicilia, ad esempio, la gestione degli impianti eolici occupa 6.800 persone. Però, come si apprende da fonti vicine all’Anev, i produttori lamentano che nell’Isola ci sono 1.498 aerogeneratori che lo scorso anno hanno potuto funzionare per poco più di 1.700 ore annue e che non intendono investire oltre se non ci sarà la possibilità dalla rete di “girare” per almeno 2.400 ore annue.

Il cittadino fa fatica a comprendere come mai, a fronte di una potenza installata complessiva di 8.726 Mw, più l’apporto di circa 2 Twh in media dalla Calabria, e un fabbisogno interno in calo (a giugno -2,1% su giugno 2017), ci sono black out (come se l’energia disponibile non fosse sufficiente) e in Sicilia la bolletta è la più cara d’Italia.

L’Isola, a questo punto, è ad un bivio. L’Ue ha aumentato dal 27 al 32% l’obiettivo al 2030 di consumi elettrici coperti da fonti rinnovabili, scavalcando la Strategia energetica nazionale che lo scorso anno aveva portato l’asticella al 28%. Questo, in teoria, dovrebbe significare più impianti “green”. In teoria, perché di fatto la vecchia rete isolana non consente di assorbire tutte le immissioni dai campi eolici e fotovoltaici, a causa della mancata chiusura dell’ “anello” a 380 Kv. Così, paradossalmente, quando c’è un surplus di produzione gli impianti devono essere staccati dalla rete. E quando c’è più bisogno di apporto a volte la produzione rinnovabile cala per effetto di variabili naturali.

Ma i progetti per completare l’anello, tranne il Paternò-Priolo sbloccato lo scorso mese di dicembre, attendono da anni le autorizzazioni. Di contro, all’assessorato regionale Energia giacciono richieste di autorizzazione di nuovi impianti rinnovabili per svariati Gw di potenza. Ma, fra perplessità di “grillini” e ambientalisti e incertezze nelle regole da seguire, la Sicilia potrebbe impiegare molto tempo a dare una spinta alle rinnovabili.

 

 

Un gravissimo incidente stradale si è verificato  questa sera intorno alle 19.00 sullastrada statale 115 Licata Gela in contrada Safarello in prossimità del ristorante El Sombrero. 

Per cause in corso di accertamento una Bmw serie 3 ed un’Alfa 147 si sono scontrate causando il ferimento di 6 persone, 2 di Riesi e due di Modica.

La Bmw , a causa del fortissimo impatto, si è accartocciata piegandosi a metà. Nell’auto era presente un’intera famiglia, formata da 4 persone, tre queste una bambina che per fortuna, dopo il trasferimento in ospedale,  sembra essere fuori pericolo. I genitori invece sono in gravi condizioni.

Gli occupanti dell’Alfa 147, dopo le cure del caso , sono stati dichiarati fuori pericolo.

Sul posto sono giunte le ambulanze del 118 ma viste le gravi condizioni di due dei feriti è atterrato l’elisoccorso che ha trasferito i feriti per le cure del caso.

Polizia e carabinieri stanno tutt’ora lavorando per ricostruire la dinamica del sinistro. I vigili del fuoco hanno dovuto utilizzare le cesoie per estrarre i feriti dall’abitacolo.  Forti disagi al traffico.

 

Intervenuta ad un evento avente tema la legalità, il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia, Teresa Principato, parla dei rapporti fra il boss dell’agrigentino e il superlatitante Matteo Messina Denaro. Tra loro la mafia agrigentina quella trapanese, ha detto il magistrato, c’è sempre stata vicinanza. Oggi mafiosi hanno deciso di non colpire con azioni violente perché hanno compreso che questo attira sul loro l’azione della polizia e della magistratura. In mafiosi sono come camaleonti, cambiano pelle e impiegano i soldi raccolti nella corruzione. All’evento a partecipato tra gli altri anche l’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli che ha parlato della sua esperienza in Sicilia definita” un pezzo della mia vita”.

Un Paese dove non nascono bambini è destinato a morire. Alla fine di questo mandato il Governo sarà valutato sul numero di nuovi nati più che sul suo debito pubblico”. In gioco “c’è la nostra tradizione, la nostra storia, la nostra identità” e la sinistra sta usando la bassa natalità come una “scusa” per “importare migranti”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervistato dal Times.

    In un’altra intervista al Sunday Times il ministro parla di Brexit: “La mia esperienza nel Parlamento europeo mi dice che o ti imponi o loro ti truffano”, ed esorta la premier britannica Theresa May ad adottare una linea più dura nei negoziati con la Ue sulla Brexit. Per Salvini, May dovrebbe prepararsi a lasciare il tavolo senza un accordo. “Perchè – aggiunge – su alcuni principi non c’è bisogno di essere flessibili e tu non dovresti fare passi indietro”.

Fontana: grande Salvini, stesse idee per bene Italia – “Grande Matteo Salvini sul Times: ‘Un Paese dove non nascono bambini è destinato a morire’. Stesse idee per il bene della nazione. Avanti tutta!”. Lo scrive oggi sul suo profilo facebook il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana. Nel corso della Commissione Affari sociali sulle linee di indirizzo del suo dicastero, Fontana tre giorni fa aveva espresso lo stesso concetto: “La famiglia deve essere considerato un investimento e non una spesa. Il capitale famiglia rappresenta infatti un investimento per il welfare, per il futuro e in termini di Pil. Ogni anno perdiamo in termini demografici una città come Padova. Un problema non certo risolvibile solo allargando le maglie dei flussi migratori”.

In occasione di “I7IO”, la rassegna cinematografica dell’associazione Nicodemo, la proiezione del film “Il grande blu” di Luc Besson, lunedì 30 luglio alle 21 presso il Chiostro dei frati minori a Favara.

Il tema scelto per questa edizione è il blu, con la direzione artistica di Toni Trupia. Dalle 20 sarà possibile gustare un aperitivo.

Trama: Enzo e Jacques si conoscono sin da piccoli, quando insieme si immergevano nelle acque del Mediterraneo. Dopo la morte del padre di Jacques, anche lui esperto subacqueo, i due ragazzi smettono di frequentarsi. Jacques lavora in Perù per un gruppo di scienziati, dove si immerge nelle acque ghiacciate per alcuni minuti, in modo che i ricercatori possono raccogliere dati sulla sua condizione fisica, che sembra essere più simile a quella dei delfini che a quella degli esseri umani. Enzo invece è diventato un famoso campione di immersione in apnea. Un giorno i due si rincontrano per partecipare ad una gara di immersioni a Taormina. La sfida tra i due potrebbe diventare molto pericolosa per entrambi.

Giornalista e scrittore, originario di Milano, classe 1963, Marcello Foa è il nuovo presidente indicato della Rai. Nomina che ora dovrà passare al vaglio della Commissione di Vigilanza, al momento convocata per il 1 agosto

Giornalista e scrittore, originario di Milano, classe 1963, Marcello Foa è il nuovo presidente indicato della Rai. Nomina che ora dovrà passare al vaglio della Commissione di Vigilanza, al momento convocata per mercoledì primo agosto. Allievo di Indro Montanelli, Foa è stato per molti anni caporedattore Esteri e inviato speciale del Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, che però ha lasciato nel 2011. In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook Foa ha cosi commentato la notizia: ”Sono orgoglioso ed emozionato per la nomina a presidente Rai, che è giunta inaspettata nell’arco di pochissime ore. Ringrazio di cuore il primo ministro Giuseppe Conte, i vice premier Matteo Salvini e Luigi di Maio, il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’economia Giovanni Tria per la fiducia accordatami”. ”Mi impegno sin d’ora per riformare la Rai nel segno della meritocrazia e di un servizio pubblico davvero vicino agli interessi e ai bisogni dei cittadini italiani”.
    Sette anni fa il neo-presidente indicato della tv di Stato è diventato prima direttore generale e poi anche ad del gruppo editoriale Timedia Holding SA di Melide (Svizzera) e del quotidiano Corriere del Ticino, controllato da una Fondazione che dal 1891 ha come mandato la difesa della libertà di stampa e del pluralismo nella Svizzera italiana. Paese nel quale peraltro Foa cominciò la sua carriera giornalistica, da giovane studente lavoratore, nel lontano 1984.
    Dal 2014 è vicepresidente di Asimmetrie, l’associazione italiana per lo studio delle asimmetrie economiche fondata e presieduta dal leghista Alberto Bagnai.  ”Sin dai tempi del mio maestro Indro Montanelli – aggiunge Marcello Foa su Fb -, mi sono impegnato per un giornalismo intellettualmente onesto e indipendente e da oggi rinnovo questo impegno morale nei confronti dei giornalisti e di tutti i collaboratori della Rai”. ”Grazie di cuore al Gruppo Corriere del Ticino – conclude – per questi splendidi anni trascorsi assieme. E’ stato un onore, lascio con commozione una squadra meravigliosa”.

Allerta caldo, turisti si rinfrescano 

Tempo soleggiato sull’Italia in questo fine settimana, con temperature che toccheranno punte intorno ai 35 gradi. Caldo e afa – affermano i meteorologi del Centro Epson Meteo – si intensificheranno la prossima settimana durante la quale si potranno raggiungere i 38 gradi soprattutto nelle regioni del Centronord. Questa ondata di caldo potrebbe persistere per tutta la prima settimana di agosto; in seguito il caldo anche se lentamente, dovrebbe iniziare ad attenuarsi. 

Il nucleo di aria fresca che dai Balcani ha favorito negli ultimi giorni lo sviluppo di temporali anche forti, infatti, si allontanerà verso la Grecia, precisano gli esperti lasciando il posto all’anticiclone nordafricano a metà settimana porterà ad un ulteriore lieve aumento delle temperature, sia nei valori massimi diurni, sia in quelli notturni.

Nelle località della Val Padana, nei fondovalle alpini e nelle zone interne del Centrosud e delle Isole – spiegano i meteorologi del Centro Epson – i termometri toccheranno i 35 gradi con punte di 36-37 gradi con afa specie al Nord. La prossima settimana vedrà solo una locale instabilità pomeridiana su Alpi e Appennino settentrionale. 

LA SITUAZIONE TRAFFICO

Il caldo peggiora le malattie, i consigli dell’Oms

Traffico sostenuto e code di alcuni chilometri sulle strade e autostrade italiane per questo ultimo fine settimana di luglio contraddistinto da previsioni di traffico da “bollino rosso”. E’ quanto emerge dal monitoraggio di Viabilità Italia, che ricorda come dalle ore 8 di oggi fino alle 22 è in vigore il divieto di circolazione per i mezzi pesanti che sarà nuovamente attivo dalle 7 di domani, domenica, fino alle 22. 

Le previsioni meteo prevedono per oggi tempo stabile e soleggiato ovunque salvo isolati temporali il pomeriggio sui rilievi montuosi e su alcune zone interne. Le temperature si manterranno su valori elevati o molto elevati.  

Rocco Chinnici era un uomo coraggioso e onesto, ucciso per mano della mafia”, nell’anniversario dei 35 anni della morte del Magistrato Chinnici, Ficarra e Picone hanno presentato al Giffoni Film Festival “Processo a Rocco Chinnici”, un cortometraggio da loro prodotto, diretto dal ventottenne regista Marco Maria Correnti e sceneggiato da Giovanni Furnari. Un’opera coraggiosa e provocatoria che inscena un processo al capo del pool antimafia, qui accusato di essersi permesso di contrastare la pratica diffusa di avere rapporti amichevoli con Cosa Nostra. La storia intervalla la messa in scena del processo, in cui gli attori sono tutti ragazzi adolescenti, con dichiarazioni inedite dei figli del Magistrato. Possessori di una comicità intelligente e impegnata, Ficarra e Picone il prossimo autunno saranno anche protagonisti di una prima serata su Rai1 che trasmetterà lo spettacolo Le rane di Aristofane, portato in scena al Teatro Greco di Siracusa. Attualmente stanno scrivendo il nuovo film.

A Montallegro, in provincia di Agrigento, su incarico dell’amministrazione comunale, la società di consulenza Geoservice di Favara ha compiuto degli accertamenti tecnici sull’Istituto scolastico “Ezio Contino”, e ha rilevato che la struttura è stata costruita utilizzando anche cemento depotenziato. La sindaca di Montallegro, Rina Scalia, ha disposto l’immediata chiusura della scuola, risalente agli anni ’70, e che fino a giugno ha ospitato una cinquantina di bambini dai 3 ai 5 anni, insieme a docenti e personale scolastico. L’amministrazione comunale di Montallegro ha affidato tale incarico di verifica perché necessario per la presentazione di un progetto di ristrutturazione della stessa scuola nell’ambito del bando regionale per i finanziamenti destinati all’edilizia scolastica in Sicilia. Ed è in tale bando che adesso la sindaca Scalia confida per reperire le risorse necessarie a demolire l’immobile e a ricostruirlo.