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Sindaco di Ribera Carmelo Pace
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L’auto del Comune di Ribera è stata coinvolta questa mattina in un incidente stradale sulla Sciacca-Palermo, nei pressi di San Cipirrello.

A bordo del veicolo c’erano il sindaco Carmelo Pace, il segretario comunale Leonardo Misuraca, l’ingegnere capo dell’ufficio tecnico Salvatore Ganduscio e il ragioniere capo Raffaele Gallo.

Dalle prime notizie in nostro possesso, i tre sono rimasti feriti. Il sindaco, da noi contattato, ha risposto al telefono e ci ha detto di essere leggermente contuso. Contusioni avrebbe riportato Raffaele Gallo, mentre fatture sarebbero state riscontrate in Misuraca e Ganduscio.

L’incidente avrebbe coinvolto tre vetture, un’Audi, una Fiat Stilo ed una Fiat Doblò.  L’incidente è avvenuto lungo la Fondovalle, all’altezza di San Cipirello. Secondo le prime ricostruzioni, a causare lo scontro sarebbe stata una vettura che viaggiava in senso opposto, invadendo la carreggiata occupata dall’auto del primo cittadino di Ribera. I feriti sono sette, tra cui i quattro di Ribera.

Il segretario comunale, Leonardo Misuraca, nel primo pomeriggio, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico alla milza. Il sindaco Pace ha riportato una lussazione alla spalle e collare. L’ingegnere Ganduscio è stato sottopoposto a Tac. Contusioni anche per il ragioniere capo Gallo.

La Uila-Uil di Agrigento comunica, con Gero Acquisto e Giuseppe Plicato, che il servizio antincendio nelle aree boschive nella nostra provincia partirà regolarmente il 15 giugno, dopo l’incontro che si è svolto ieri all’Ispettorato Ripartimentale delle foreste di Agrigento.
“Possiamo dare conferma ai lavoratori stagionali, continuano i due sindacalisti, che non ci sono problemi di sorta per il servizio antincendio in Sicilia e che i lavoratori, dal 15 giugno al 15 ottobre, potranno espletare sul territorio un lavoro utilissimo e indispensabile. Infatti la prevenzione e lo spegnimento degli incendi e la salvaguardia del bosco e della macchia mediterranea sono un patrimonio che va tutelato e preservato e, grazie a questa forza lavoro che opera con impegno e dedizione, continueranno a garantire sempre sicurezza ai siciliani.
Per quanto concerne le coperture finanziarie dell’antincendio sia i 151sti sia 101sti sono coperti per 91 giornate, le rimanenti 10 giornate saranno comunque finanziate alla fine del servizio con una manovra di assestamento di bilancio senza alcun allarmismo.”

Dopo esposto 8 Pm per incompatibilità ambientale

La terza commissione del Consiglio superiore della magistratura ha accolto la richiesta di trasferimento del capo della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, alla procura generale di Catania come sostituto procuratore generale. Il plenum del Csm si pronuncerà la prossima settimana e in caso di conferma sarà dichiarato estinto il procedimento di trasferimento d’ufficio. “Da settimane ho fatto domanda in via principale per essere trasferito alla direzione nazionale antimafia come sostituto procuratore antimafia dove ho esercitato funzioni negli anni 2004/2008, in linea subordinata alla procura generale di Catania come sostituto procuratore generale” ha spiegato lo stesso Giordano.
    Il procedimento d’ufficio per incompatibilità ambientale era scaturito in seguito all’esposto di 8 sostituti procuratori che aveva dato vita all’inchiesta sul Sistema Siracusa con l’arresto del sostituto Giancarlo Longo.
   

 

“Oggi il servizio di raccolta  ha  subito pesanti disservizi a causa di una ulteriore iniziativa di agitazione da parte dei lavoratori della nettezza urbana dipendenti  del raggruppamento di imprese che gestisce il servizio di igiene ambientale . Chiedo sinceramente scusa ai miei concittadini e ai turisti che numerosi stanno soggiornando nella nostra città. Il Comune non ha, ad oggi, nessuna  inadempienza nei confronti della ditta appaltatrice”. Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto a proposito dei disservizi registrati oggi nel servizio di raccolta dei rifiuti

Nel giugno 2011 abbiamo votato e vinto il referendum per l’acqua bene comune, bloccando le privatizzazioni ed eliminando il profitto.
Da allora sono cambiati tanti governi e tutti hanno ignorato e contraddetto la volontà popolare favorendo di nuovo la privatizzazione del servizio idrico e degli altri servizi pubblici locali, reinserendo in tariffa il profitto garantito ai gestori e promuovendo fusioni e aggregazioni con le 4 mega-multiutility A2A, Iren, Hera e Acea.

Inoltre, la crisi idrica, aggravata dal surriscaldamento globale e dai relativi cambiamenti climatici, ha fatto emergere le responsabilità di una gestione privata che risparmia sugli investimenti infrastrutturali per massimizzare i profitti.

Ribadiamo che oggi più di ieri è necessaria una radicale inversione di tendenza ed è sempre più importante riaffermare il valore paradigmatico dell’acqua come bene comune, ribadendo che: l’acqua è un diritto umano universale e fondamentale ed è la risorsa fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi; l’acqua è un obiettivo strategico mondiale di scontro con il sistema capitalistico-finanziario; la gestione partecipativa delle comunità locali è un modello sociale alternativo; è necessario giungere ad un sistema di finanziamento basato sulla fiscalità generale e su un meccanismo tariffario equo, non volto al profitto e che garantisca gli investimenti.

Intendiamo anche denunciare come oggi la privatizzazione dell’acqua passa attraverso processi più subdoli come le fusioni tra aziende e i pericolosi meccanismi tariffari predisposti da ARERA, la quale ha dimostrato di non tutelare né il servizio idrico né gli utenti, ma solo gli interessi delle aziende che dovrebbe controllare. Per cui ne chiediamo lo scioglimento e il ritorno delle sue competenze sul servizio idrico integrato al Ministero dell’Ambiente.

In occasione del 7° anniversario del referendum, forti di quella straordinaria partecipazione democratica rilanciamo il nostro impegno e la nostra mobilitazione, sfidando il nuovo governo M5S-Lega appena insediato a dare realmente attuazione all’esito referendario e a superare con iniziative legislative concrete la parte del “Contratto” relativa all’acqua in quanto del tutto insufficiente e inadeguata.

Marilù Caci
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Porto Empedocle versa ormai in una situazione di degrado, che non ha precedenti. Ammassi di spazzatura e strade sporche sono lo scenario che ogni empedoclino si trova davanti nel camminare per il proprio Paese, dalla periferia al centro, perché ormai nessun angolo è al riparo dallo scempio. Pur non avendo doti di previdenza, già nei mesi scorsi più volte sono intervenuta sul punto evidenziando l’importanza di affrontare la problematica temendo proprio che si potesse giungere ad una tale situazione.
Le ormai consuete prese di posizione, le solite dietrologie e le immancabili dirette sui social a cui stiamo assistendo ad opera del Sindaco non solo appaiano, francamente inutili ma peggio squalificano l’apparato amministrativo, lo allontanano dalla cittadinanza, che esige e merita una pronta soluzione.
Purtroppo, la percezione comune è quella di un Paese alla deriva, priva di un timoniere, competente e capace.
In quanto Presidente del Consiglio chiedo al Sindaco Carmina che si ponga fine a questa situazione di grave pericolo per i cittadini, chiedo fatti e proposte concrete, azioni mirate e non filosofie o discorsi “scarica barile”!
La salute dei cittadini, la salubrità dell’aria, l’igiene e l’immagine della nostra terra non possono essere ulteriormente lese.

Caruso: “Coltiveremo lenticchie, grani antichi e legumi locali che saranno poi venduti con il logo del Parco Archeologico. Stiamo ricostruendo il paesaggio ottocentesco nell’area archeologica. A Luglio inizierà la mietitura”

“A Luglio inizierà la mietitura. Coltiveremo la lenticchia, ma anche altri legumi che saranno poi venduti con il logo del Parco. Il ricavato delle vendite andrà a finanziare i progetti di valorizzazione del Parco. Stiamo ricostruendo il paesaggio naturalistico del Parco Archeologico di Selinunte, riportandolo all’Ottocento con l’avvio di coltivazioni nelle aree vocate dei grani antichi, dei legumi locali come il cece e la lenticchia. In una terra che ha visto dalla preistoria un continuo susseguirsi di genti e culture le quali hanno fortemente condizionato il paesaggio naturale che si è decisamente antropizzato, è difficile capire cosa si sia conservato dell’originaria copertura vegetale della Sicilia, ma ora la botanica e l’attività di ricerca condotta dagli esperti, stanno portando a dei risultati sorprendenti”. Lo ha annunciato Enrico Caruso, Direttore del Parco Archeologico di Selinunte, alla vigilia di due importanti eventi in programma al Parco Archeologico. Il primo  è il Meeting Internazionale 

di Architettura, “Architects meet in Selinunte”, dal 21 al 23 Giugno e che vedrà  tra gli altri, la presenza  degli architetti catalani Rafael Alanda,Carme Pigem e Ramon Vilalta, vincitori di Pritzker 2017,  mentre il secondo sarà il “Botany at the intersection of Nature, Culture, Art and Science” Meeting mondiale sulla botanica che vedrà arrivare a Selinunte personalità delle Università dell’Italia, Argentina, Marocco, Canada, Spagna, Francia, Inghilterra, Turchia, Grecia, Bulgaria, Stati Uniti, Svizzera, Germania, Slovacchia, Austria, Georgia. I due eventi si soffermeranno molto sul tema del paesaggio.

 

“A Selinunte, al Parco Archeologico stiamo riconducendo il paesaggio a come era nell’Ottocento – ha concluso Caruso – ed in questo paesaggio si svilupperà anche l’Ottavo Meeting Internazionale sull’Architettura Contemporanea che può trovare in questo luogo, ispirazione per procedere all’integrazione tra paesaggio storico e architettura moderna di qualità. Tuttavia a Selinunte, luogo principe per l’archeologia, la ricerca botanica sta iniziando a dare i suoi primi frutti grazie a delle ricerche condotte sulle piante esistenti all’interno del Parco Archeologico. I risultati di tali studi saranno illustrati dal 28 al 30 Giugno durante il Meeting Mondiale sulla Botanica. Piante esistenti solo in questo luogo non possono che essere un relitto vivente dell’originario manto verde, visto dai greci al loro arrivo”.

“Lampedusa è stata una Repubblica a sé dove non vigevano le leggi dello Stato italiano ma comandava un’organizzazione criminale con a capo il sindaco e due funzionari pubblici infedeli”. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella inizia con toni durissimi la requisitoria del processo alla cosiddetta cricca che, per almeno tre anni, a partire dal 2008, quando a capo del Comune c’era Bernardino De Rubeis, oggi in carcere per scontare una condanna a sei anni e nove mesi per concussione, avrebbe gestito lavori pubblici ed edilizia con un articolato giro di tangenti.“

La “cricca” del Comune verso il verdetto, il pm: “Lampedusa isola a sè per anni. Non comandavano le leggi ma un’organizzazione criminale”

“Lampedusa è stata una Repubblica a sé dove non vigevano le leggi dello Stato italiano ma comandava un’organizzazione criminale con a capo il sindaco e due funzionari pubblici infedeli”. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella inizia con toni durissimi la requisitoria del processo alla cosiddetta cricca che, per almeno tre anni, a partire dal 2008, quando a capo del Comune c’era Bernardino De Rubeis, oggi in carcere per scontare una condanna a sei anni e nove mesi per concussione, avrebbe gestito lavori pubblici ed edilizia con un articolato giro di tangenti.“Il simbolo di questo processo – ha detto Vella – è il video in cui il dirigente dell’Ufficio tecnico Giuseppe Gabriele incassa una tangente dall’isolano Francesco Cucina, incaricato della raccolta dei soldi dei vari imprenditori”“Vella, nella prima “puntata” della requisitoria che dovrebbe concludersi oggi con le richieste di pena per i venticinque imputati, si è soffermato anche sulla figura dell’architetto Gioacchino Giancone, incaricato da De Rubeis di dirigere lo Sportello unico delle attività produttive. “Giocava su due tavoli – ha detto – e si è inventato, insieme a Gabriele, la LabProject che serviva solo a fare confluire i soldi delle tangenti e far transitare le risorse che venivano sottratte al Comune”. 

 

Sono stati scelti i sottosegretari del governo Lega – Cinque Stelle. Sono 45. E i siciliani sono 5 anche se due di loro sono da anni al nord. Si tratta di Vito Crimi, Vincenzo Maurizio Santangelo, Alessio Villarosa, Michele Geraci e Manlio Di Stefano, tutti del Movimento 5 Stelle, ai quali si può aggiungere il siciliano d’adozione – di matrice leghista – Stefano Candiani. Crimi e Santangelo sono entrambi sottosegretari alla presidenza del Consiglio. Crimi con delega all’Editoria. E Santangelo con delega ai Rapporti col Parlamento. Sottosegretario agli Esteri è Manlio Di Stefano. Sottosegretario agli Interni è Candiani, che, peraltro, attualmente è il commissario della Lega in Sicilia. Poi Geraci è sottosegretario allo Sviluppo Economico. E Villarosa è alla Difesa.