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I poliziotti del Commissariato di Licata hanno denunciato una donna napoletana di 53 anni, ritenuta responsabile del reato di truffa on line. Un uomo di Licata ha stipulato una polizza di assicurazione tramite internet. E ha pagato con una ricarica su carta pre-pagata Poste Pay. Con WhatsApp ha ricevuto il certificato di assicurazione di una nota compagnia assicurativa. Poi, consigliato da un amico, utilizzando un’applicazione su internet, ha riscontrato che la sua auto non è coperta da alcuna polizza assicurativa. Ha presentato denuncia. I poliziotti sono risaliti alla titolare della carta pre-pagata dove è stato effettuato il pagamento. Lei risulta già autrice con le stesse modalità di analoghi reati.

Quando parliamo di rinnovi contrattuali, viene in mente i “vecchi” Consigli di fabbrica. I lavoratori decidevano  quali erano i propri bisogni e programmi, per poi inviare un delegato che potesse divulgare e perseguire le richieste dei lavoratori. I delegati temporanei venivano eletti tra i lavoratori stessi, potevano  essere immediatamente revocati se infrangevano il loro mandato, e dovevano essere cambiati frequentemente. I delegati agivano come dei messaggeri, portavano e trasmettevano le richieste e le intenzioni dei lavoratori. Si respirava il “profumo” intenso delle discussioni, delle lotte. Ci si “incazzava” ed a volte volava qualche pugno. Alla fine però, si usciva con una linea comune. Oggi ci sono i “famosi” preaccordi , proposti  sempre dall’azienda, discussi e sottoscritti attorno ad un tavolo, dove il lavoratore la fa da fantasma. Preaccordi preconfezionati, da portare poi nelle riunioni, accompagnati da mille pregiudizi, difficoltà, lotte titaniche sostenute da questa o quella sigla sindacale ,la quale paladina dei lavoratori, ha portato a casa un importante risultato. Quello che sta accadendo in questi giorni, è la dimostrazione di quanto il lavoratori, in queste grandi contrattazioni, contino poco.

Mi riferisco ai lavoratori AIAS e CSR dei centri siciliani, i quali attendono il rinnovo contrattuale dal 2012. Una vergogna che si trascina da oltre 10 anni che ancora oggi, continua a  “rubare” ai lavoratori la dignità e i diritti. Lavoratori che dovrebbero avere gli stessi diritti e la stessa articolazione dei loro colleghi della  sanità nazionale e non certamente preaccordi assurdi, dove ad esempio la malattia viene pagata per intero soltanto dal ventiduesimo giorno di assenza consecutiva. Dove i preaccordi prevedono che dal terzo evento di malattia in un anno, i primi tre giorni non verranno più retribuiti. Dove i preaccordi prevedono che  l’infortunio viene  pagato per intero  solo dal quinto giorno. Dove i preaccordi configurano una assurdità : le future mamme, con il nuovo contratto, non avranno più la piena retribuzione nei cinque mesi di congedo obbligatorio, in quanto AIAS non integrerà il 20 per cento della retribuzione.  Va ricordato che per tutto il periodo del congedo per maternità, le lavoratrici hanno diritto ad una indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione. Molti orrendi contratti collettivi (da rivedere) pongono a carico del datore di lavoro il pagamento del restante 20%, così da assicurare alla lavoratrice l’intera retribuzione. Inoltre la legge tutela la lavoratrice madre nelle diverse fasi della gravidanza e nei primi anni di vita del bambino. Credo che si sia toccato il fondo, ribadisce Aldo Mucci del direttivo nazionale SGB. Bisogna scendere nelle piazze, per rivendicare e riconquistare il sacrosanto diritto alla dignità lavorativa.

A Grotte i Carabinieri, ad un posto di blocco, hanno sorpreso un bracciante agricolo in possesso, tra perquisizione personale e poi domiciliare, di 4 involucri di cellophane con all’interno cocaina, per un peso complessivo di circa 8 grammi. E poi un bilancino di precisione, un cucchiaio di metallo intriso di polvere bianca e tre pezzetti di carta stagnola, verosimilmente usata per confezionare dosi di stupefacente. E’ stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di reato di detenzione di droga a fine di spaccio.

Questo era il sorriso di Luzzo Antico, uno dei personaggi marinisi più simpatici. Di fede juventina, Luzzo circolava con una grossa radio montata sul motorino, sorridente come lo ha immortalato Cesare Brucale che dei tanti personaggi empedoclini possiede un affettuoso archivio fotografico.
Ed è così che, grazie a Cesare, lo salutiamo: con un sorriso e con affetto.
Tratto da facebook

Ad avvertire le forze dell’ordine sono stati alcuni testimoni che hanno assistito alla scenda dai balconi di alcune abitazioni vicine. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale, che hanno salvato altri due cagnolini dalla stessa sorte, carabinieri e veterinari dell’Asp.

E’ stato solo denunciato.

Firmato un protocollo d’intesa tra l’Associazione “Nuove Ali” di Agrigento, il Comune di Agrigento,l’Holiday Park, il Rotary club e l’assessore Valeria Proto.
“Una spiaggia per tutti “ garantisce alle persone con disabilità motoria l’accesso in spiaggia e in mare senza alcuna barriera e lo svolgimento di attività sportive, turistiche e ricreative.
Il servizio si svolgerà presso l’Holiday Park tutti i giorni (eccetto i festivi) dalle ore 9.00 alle ore 13.00 fino al 31 agosto e prevede l’installazione di una passerella per disabili, postazioni dedicate (ombrelloni, gazebo e sdraio), possibilità di utilizzo gratuito della carrozzina jobs e l’assistenza gratuita di due tecnici specializzati (istruttore di nuoto e aiuto istruttore).
La finalità del progetto è quella di migliorare la fruibilità, l’autonomia, l’integrazione e la partecipazione sociale dei soggetti con disabilità, nonché quella di migliorare il benessere ed incrementare la cultura dell’accoglienza turistica.

Il Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha imposto l’imputazione coatta per il direttore sanitario dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Antonello Seminerio e del primario di Medicina (all’epoca dei fatti) Giuseppe D’Anna, respingendo una richiesta di archiviazione presentata dalla Procura.

Gli imputati dovranno difendersi dall’accusa di omicidio colposo per avere provocato la morte di un paziente di 83 anni, Carmelo Cimino, morto il 22 ottobre 2015 al “San Giovanni di Dio” (dove era stato ricoverato il 2 settembre di quell’anno) a causa di un batterio, l’Acinetobacter baumannii.

L’ottantatreenne Carmelo Cimino, dopo una serie di accertamenti e cure rivelatesi poco efficaci, moriva, dunque, in ospedale ed i familiari (oggi parti offese) presentarono denuncia e fecero scattare un’inchiesta, corredata da più perizie mediche, che oggi portano a processo Seminerio e D’Anna. Archiviata la posizione di una terza indagata, la neurologa Rosa Maria Gaglio.

Il gip sottolinea anche che altri tre compagni di camera di Cimino, secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini, sono deceduti per la stessa infezione.

Adesso il pubblico ministero dovrà procedere con l’imputazione coatta e chiedere il rinvio a giudizio di Seminerio e D’Anna.

2.189 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.513 tamponi processati. Ieri erano 3.737. Il tasso di positività è al 16,2%, in aumento rispetto al 16% ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 119.546 con un decremento di 6.696 casi. I guariti sono 8.862 e 23 le vittime, che portano il totale dei decessi a 11.857. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 822, in terapia intensiva sono 44.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 387, Catania 469, Messina 433, Siracusa 159, Trapani 234, Ragusa 149, Caltanissetta 95, Agrigento 219, Enna 44.

“Basta con questo interminabile mercato nero dei nomi. Cercatevi un candidato che risponda alle vostre esigenze. Mi rendo conto di essere un presidente scomodo. Ringrazio di vero cuore Giorgia Meloni e Ignazio La Russa per il convinto e tenace sostegno datomi. Torno a fare il militante”.

Così il governatore della Sicilia Nello Musumeci scrive sul proprio profilo Facebook, comunicando di fatto il ritiro della sua candidatura alle regionali del 25 settembre, sostenuta da FdI, ma osteggiata dal resto dei partiti di centrodestra.

Ad Agrigento, dopo decenni di abbandono e di progressivo e dannoso degrado, adesso è stata affidata al Parco Archeologico la chiesetta cimiteriale delle Forche, nella zona di Rupe Atenea. Il passaggio di consegne tra il Comune e il Parco archeologico è stato deliberato dalla giunta comunale che ha ceduto in comodato d’uso gratuito all’ente regionale il bene risalente al sedicesimo secolo. Ceduta allo stesso modo anche la strada di collegamento adiacente al cimitero di Bonamorone. E’ stato il Parco dei Templi a manifestare interesse all’acquisizione dei due beni per avviare un progetto di riqualificazione ed inserirli in un circuito turistico – culturale.