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Gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, venerdì sera, hanno fermato due minorenni che hanno cercato di rubare parti di un ciclomotore ad una donna del luogo.

I poliziotti sono riusciti ad evitare il furto e hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minori di Palermo un ragazzino di 16 anni mentre un secondo. di appena 13 anni, è stato segnalato.

I due, in quel momento in azione nel centro storico della città, alla vista della polizia hanno cercato la fuga ma sono stati rintracciati dagli agenti. L’ipotesi di reato a loro carico è tentato furto aggravato.

La “Samara challenge” mania continua.

E questa volta ad Agrigento dove qualcuno travestito come la protagonista del film “The Ring” per seminare il panico nelle città e pubblicare foto e video virali sui social è stato avvistato poco fa al Viale della Vittoria proprio nei pressi della Villa Bonfiglio.

E’ stata allertata la Polizia che ha già mandato il personale delle volanti, agli ordini di Francesco Sammartino, nel tentativo di bloccarlo. Le ricerche sono in corso.

Ad Agrigento, gli agenti della sezione Volanti della locale Questura, hanno fermato, e segnalato alla Prefettura, due adolescenti di 16 anni.

I due sono stati trovati in possesso di due pezzetti di hashish, verosimilmente destinati ad uso personale.

La “roba” è saltata fuori dopo che gli agenti sono interventi visto il nervosismo dei due ragazzini che in quel momento si trovavano a passare nelle vicinanze della Questura.

La Procura della Repubblica di Sciacca ha iscritto nel registro degli indagati, per l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale, il minorenne coinvolto nella lite con il 74enne Calogero Sanzone, deceduto poco dopo tra i tavoli di un bar in piazza Saverio Friscia, a Sciacca.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo sarebbe stato protagonista di una diatriba, poco prima della tragedia, con il minorenne finita a botte. I due sono venuti alle mani dopo che il pensionato si era lamentato del fatto che il giovane non tenesse al guinzaglio il suo cane.

L’ipotesi di reato cui deve rispondere il minorenne è di omicidio preterintenzionale.Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia.

Gli investigatori, al momento, propendono per l’ipotesi che la morte dell’uomo sia stata causata da un malore causato probabilmente dalle circostanze.

La vittima era cardiopatica.

Dopo un’intensa ed attenta attività investigativa da parte degli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Canicattì un giovane di20 anni è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per aver messo a segno in soli cinque giorni, quattro furti, seminando paura tra la gente.

Il ventenne, forse aiutato in alcune rapine anche da un’altra persona, di cui ancora non si ha un nome, avrebbe rubato in un magazzino, da un condomino avrebbe rubato del materiale elettrico ed idraulico, e avrebbe sforzato una macchinetta snack portando via alimenti e soldi. Raccolte le testimonianze, i poliziotti sono riusciti a rintracciare e dare un volto al giovane ladro grazie anche alle telecamere di video sorveglianza, pubbliche e private, presenti nella zona di borgalino.

Otto persone sono state fermate dalla polizia su disposizione della Procura distrettuale di Catania per associazione per delinquere, furti e rapine.

Tra i destinatari del provvedimento, c’è anche un agente in servizio nelle Volanti della Questura etnea. Secondo quanto si è appreso i fermi sono stati eseguiti da personale della Squadra mobile che ha indagato.

Nessun commento da fonti ufficiali, probabilmente in attesa della decisione del Gip sulla convalida del provvedimento restrittivo.

Vanno in chiesa per un matrimonio e, al ritorno in auto parcheggiata in via Empedocle, hanno trovato l’abitacolo sotto sopra con i vetri del mezzo forzati.

Ignoti malviventi, approfittando della cerimonia religiosa, hanno scassinato l’auto di una coppia agrigentina – libero professionista lui, veterinaria lei – portando via soldi contanti per un valore di quasi cento euro.

Al ritorno, purtroppo, l’amara sopresa. Vetri in frantumi e borsa e borsello rubati. Ai due, un professionista e la moglie, veterinario, non è rimasto altro che rivolgersi alle forze dell’ordine che hanno avviato le indagini di rito.

A breve saranno i metal detector a controllare gli accessi della Cattedrale di Palermo. L’uomo che ha impugnato una pistola durante un matrimonio in Cattedrale ha sollevato delle riflessioni sulla sicurezza, e non solo a Palermo. Infatti, da lunedì prossimo al Duomo di Monreale vi sarà un vigilante armato. La prefetto di Palermo, Antonella De Miro, ha convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per affrontare il tema dei sistemi di sicurezza in Cattedrale. De Miro ha chiesto ai rappresentanti della Curia più vigilanza agli ingressi. Sabato prossimo, ad esempio, vi sarà l’ordinazione dei nuovi sacerdoti, sono attese centinaia di persone, e la Cattedrale sarà gremita”.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Giancarlo Cascino, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha rinviato a giudizio 18 imputati nell’ambito dell’inchiesta, sostenuta dalla Guardia di Finanza, sulla gestione presunta monopolistica delle escursioni sull’Etna. Tra i 18 vi sono l’imprenditore Francesco Morosoli, e il dirigente dell’area tecnica del Comune di Linguaglossa, Francesco Barone, che rispondono di turbata libertà degli incanti e corruzione. L’inchiesta ruota intorno all’affidamento del servizio di trasporti a fini turistici sul versante nord dell’Etna dal 2016 al 2018. Morosoli è imputato anche per estorsione ai dipendenti dell’emittente Ultima Tv, poi chiusa, di cui è stato editore. Prima udienza il 7 maggio 2020. Giudizio abbreviato, invece, il prossimo 17 gennaio, per il funzionario regionale Giuseppe Dentici.