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È stata diramata nella mattinata di oggi, 19 settembre, una lettera (testo integrale in allegato) dell’Arcivescovo con la quale il Card. Montenegro informa l’Arcidiocesi di Agrigento sui “fatti di Petralia Sottana” e sulle indicazioni emanate a riguardo dalla competente autorità ecclesiastica, ossia il Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante.
I “fatti” sono collegati a presunte apparizioni, locuzioni interiori e sogni dell’Arcangelo Michele, che un laico di Palermo — Salvatore Valenti — sostiene di avere già da qualche anno. In particolare riguardano incontri col Valenti e pellegrinaggi non autorizzati in una chiesa del comune di Petralia Sottana. La preoccupazione dell’Arcivescovo — come lui stesso spiega nella sua lettera — è dovuta al fatto che «anche nella nostra Arcidiocesi il fenomeno sta riscuotendo un certo interesse e da alcune nostre parrocchie sono partiti pellegrinaggi alla volta di Petralia Sottana per incontrare il sedicente veggente e assistere alle presunte apparizioni». Per contrastare tale fenomeno — che, secondo il giudizio dell’Ordinario del luogo e in conformità con le disposizioni della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, «non constat de supernaturalitate» — il Vescovo di Cefalù negli ultimi tre anni ha pubblicato tre note, nelle quali vieta l’organizzazione di pellegrinaggi e l’erezione di edicole votive per il culto pubblico.
Riprendendo queste disposizioni e invitando i fedeli dell’Arcidiocesi ad attenervisi, Mons. Montenegro conclude esortando «ad accogliere e a osservare queste indicazioni come atto di fedeltà al Magistero della Chiesa, al fine di integrare le espressioni personali e comunitarie della devozione popolare in un autentico cammino di fede, vissuto all’insegna della comunione ecclesiale»

Sono 98 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, nelle ultime 24 ore. Di questi solo uno e’ un migrante. Sono stati 4.344 i tamponi fatti, su un totale di 429.143 da inizio emergenza, come si evince dal bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Il totale delle persone attualmente positive in regione arriva a 2.232 (+75), mentre non ci sono stati decessi con il numero delle vittime complessive che rimane a 296. I casi totali da inizio pandemia, invece, passano a 5.846. Le persone al momento ricoverate con sintomi, in Sicilia, sono 191, di cui 13 in terapia intensiva, mentre sono 2.028 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 3.318 (+23).

Dei nuovi casi registrati, 21 sono nella provincia di Catania, 9 a Trapani, 48 a Palermo, 9 a Messina, 2 a Siracusa, 3 a Ragusa, 2 a Enna, 4 ad Agrigento.

Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, si è recato a Racalmuto per ricordare lo scrittore Leonardo Sciascia. Dopo una visita alla statua che raffigura l’autore, assieme al sindaco Vincenzo Maniglia, si rechera’ alla Fondazione Sciascia per inaugurare la mostra dedicata all’autore de “Il giorno della civetta” in occasione delle manifestazioni per il centesimo anniversario della nascita dello scrittore racalmutese. Successivamente, Fico si è recato al Palazzo di Giustizia di Agrigento per partecipare all’iniziativa organizzata per il trentesimo anniversario dall’omicidio del giudice Rosario Livatino.

Tre nuove persone di Sciacca sono risultate positive al coronavirus. A darne notizia questa mattina è stato il sindaco Francesca Valenti. Si tratta di una famiglia che già si trovava in isolamento.

Sale così a 21 il numero degli attuali positivi in città, un numero che si avvicina al record negativo di 23 dello scorso mese di aprile.

Sciacca è la città con il più alto numero di contagi in provincia di Agrigento.

Alla fine ha vinto la lunga malattia con la quale, fino a stanotte, ha dovuto lottare. All’età di 80 anni si è spento Diego Planeta, storico presidente delle Cantine Settesoli di Menfi e protagonista della viticoltura siciliana. Precursore della cultura del vino, è stato il primo a lanciarla nella Trinacria più di 40 anni fa.

E’ stato il fondatore del marchio Planeta, che esporta vini in tutto il mondo e da anni riceve premi per la qualità e dal 1960 curava l’amministrazione delle aziende della famiglia.

Dal 1973 al 2011 è stato Presidente di “Cantine Settesoli”, per molti anni la più grande cantina in Italia per capacità di produzione e presente nel mercato mondiale e dal 1985 al 1992 è stato Presidente dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino.

Tre sbarchi di migranti a Lampedusa e uno a Linosa, con complessivi, 80 tunisini, fra stanotte e stamattina. Sei tunisini fra cui un minore, stanotte, sono stati bloccati dopo un che erano approdati a Cala Pisana. Una motovedetta della Guardia costiera ha, nel frattempo, intercettato nelle acque antistanti a Lampedusa un’imbarcazione con 54 tunisini fra cui 5 minori. I carabinieri, a Linosa, hanno invece bloccato 9 tunisini, di cui 5 sedicenti minorenni. Il gruppetto, già all’alba, è stato trasferito, con una motovedetta della Guardia di finanza, a Lampedusa. Nuovo sbarco autonomo poi, in mattinata, sull’arenile della Guitgia di Lampedusa dove sono giunti 11 tunisini.

Salvatore Borsellino, consigliere comunale di Agrigento e ricandidato con la lista Uniti per la città a sostegno del candidato Sindaco Francesco Miccichè, è partito in campagna elettorale con la convinzione di poter dare un contributo sempre maggiore ai cittadini per cambiare i cinque anni deludenti del Sindaco Firetto.

“Ringrazio i tanti amici che hanno fortemente voluto la mia ricandidatura con entusiasmo e vicinanza. Se c’è tanta voglia di fare dopo un lustro che ha visto grazie a una politica amministrativa inconcludente da parte dell’amministrazione uscente, lo si deve a un costante lavoro da parte mia e del mio gruppo nel solo interesse degli agrigentini.

Oggi i cittadini agrigentini hanno la grande occasione di poter dire basta alla chiusura politica attuata dalla squadra di Firetto.

Io assieme al progetto del Dott. Francesco Miccichè siamo pronti a governare questa città senza spocchia e con le idee chiare. Se questo comune ha speso lo 0.007% dei fondi del Fesr 2014/2020 è un dato reale e tangibile di come non abbia funzionato la squadra di governo.

E in cinque anni pur da consigliere di opposizione come Presidente delle attività produttive ho lavorato alacremente per portare a termine qualcosa di concreto per i miei cittadini.

Se oggi ad Agrigento ci sono 22 licenze taxi in più lo si deve alla commissione che ho presieduto con la creazione del bando e l’assegnazione di questi posti di lavoro.

Adesso è il momento veramente di cambiare rotta, Miccichè è un professionista che ha sempre lavorato e amato la sua città, abbiamo costituito in primis una squadra di uomini e donne determinati e ci proponiamo in questa competizione come alternativa e vera forza di governo.

Sono certo che gli agrigentini sceglieranno bene e saranno finalmente protagonisti di una stagione diversa dove tutti saranno indispensabili per dare un apporto a questo progetto. E  la città non sarà più abbandonata e ammantata solo di orpelli e di video sui social autoreferenziali,gli agrigentini alla fiction ribatteranno con la concretezza e con la politica che risponda ai veri bisogni del popolo”.

Un libro che insegni ai più piccoli, con un linguaggio semplice e diretto, la cultura della legalità attraverso la figura del giudice Rosario Livatino, “martire della giustizia e indirettamente della fede”.

È l’obiettivo della casa editrice “Il pozzo di Giacobbe” che, per la collana “Piccoli Semi”, ha appena pubblicato un volume dedicato al magistrato canicattinese, a trent’anni dall’uccisione in un agguato mafioso.

Il libro, attraverso testi e fumetti, vuole stimolare i bambini dai 5 agli 8 anni a scoprire e mettere a frutto i semi luminosi custoditi nella vita di quest’uomo per il quale è in corso il processo di beatificazione.

I testi sono stati curati dalla giornalista agrigentina Marilisa Della Monica, coordinatrice di redazione del settimanale diocesano L’Amico del Popolo di Agrigento e collaboratrice del quotidiano Avvenire, mentre le illustrazioni sono state realizzate da Francesca Carabelli.

«Ho accolto con gioia e impegno la sfida lanciatami dall’editore Di Girolamo – dice Marilisa Della Monica -. Credo che raccontando ai bambini la vita del giudice Livatino, quella meno conosciuta, l’infanzia, il periodo della scuola e l’adolescenza, sia possibile farlo intendere come un esempio “più facile” da seguire. Rosario Livatino era ed è stato un ragazzo come tutti gli altri, con gli amori giovanili, le paure, le insicurezze, i sogni e le passioni che tutti noi abbiamo provato nella nostra vita. Il suo essere speciale è racchiuso nel suo essere stato un uomo come tanti, ma con la capacità di mettere in pratica, nell’esercizio del suo lavoro, nelle relazioni del vivere quotidiano, il Vangelo. Rosario Livatino è stato testimone credibile del suo essere credente semplicemente con la coerenza in quello che credeva. Mi piacerebbe – conclude Della Monica – che i bambini, dopo avere letto questo libro, riuscissero a comprendere come la via per la santità, alla quale siamo tutti chiamati, è semplice da seguire e l’esempio di Rosario Livatino può essere la giusta guida per tentare di raggiungerla. Fare in modo che tutto ciò venisse spiegato con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile ad un pubblico di lettori in erba è stata un’impresa davvero ardua. Speriamo di esserci riusciti».

“Rosario Livatino”, collana “Piccoli Semi”, 24 pagine, illustrato, editore “Il pozzo di Giacobbe”, prezzo €3,90, argomento Santi, Agiografia, diffusione San Paolo.

di Cesare Sciabarrà, Direttore canicattiweb

 

Oggi vogliamo trattare un argomento che credo sia di attualità, o forse lo è sempre stato. E per trattare l’argomento partiamo dal lessico, dal significato delle parole, dalla differenza che spesso hanno le parole, differenza a cui capita di non dare il giusto peso. Sotto esame la differenza tra il politico e il politicante.

Partirei dalla definizione che la TRECCANI da del termine “politicante: chi svolge attività politica con scarsa competenza, per lo più con mire ambiziose e per trarne vantaggi personali. È sorprendente come la definizione che ne dà la più famosa delle enciclopedie italiane. È sorprendente come faccia riferimento a due fattori che spesso diventano traduzione dei disagi, scarsa qualità della vita, precarietà, mancanza di servizi etc etc. uno dei quali è la scarsa se non addirittura la totale assenza di competenza, di visione, di autorevolezza, di programmazione di un’idea di comunità.

L’assenza di tutto ciò coincide con il secondo fattore a cui la Treccani fa riferimento, cioè la finalità con cui il politicante si affaccia alla politica, sono le ambiziose mire finalizzate a trarne vantaggi personali. L’identikit fatto dalla Treccani introduce un argomento di straordinaria attualità, oltre a darci uno strumento per il riconoscimento di taluni figuri. Per il politicante i risultati sono parimenti alle promesse e agli impegni presi con l’elettorato a cui chiede il voto, elementi di poca importanza dal punto di vista della moralità. La promessa come strumento d’ imbroglio, di estorsione del voto è imprescindibile dal suo modus operandi. Non ha timore nell’esagerare, nel disegnare o farsi disegnare scenari e prospettive di cui egli stesso non ne capisce il contenuto.

Ciò che conta per il politicante è l’effetto che quella promessa possa avere sulla gente, la capacità estorsiva della promessa. Benedetto Croce sintetizza il concetto in una frase: hanno sempre in bocca le grandi e nobili parole e la solenne indignazione. Per poi approfondire la definizione definendolo “persona faziosa e intrigante, dedita agli intrallazzi”.

Però a questi dotti ragionamenti va aggiunto anche un dato importante. Il politicante non è solo utile a sé stesso. Nella maggior parte dei casi è utile anche a chi lo ha aiutato, a volte scelto per occupare quel determinato ruolo politico. Un “utile idiota” consapevole, che cosciente del suo ruolo guarda al profitto personale, ai vantaggi che ne riesce a trarre. I politicanti nella maggior parte dei casi sono come le salviettine imbevute, utilizzate al momento, magari dopo essere andati al bagno su un treno e poi buttati via. E come le salviettine imbevute, lasciano quello strano odore senza personalità che va via non appena ci si lava le mani.

Detta così sembrerebbe che il politicante non abbia delle qualità, anche se declinate negativamente. Il politicante è cinico, talmente cinico che non distingue chi gli sta accanto, non si chiede mai chi gli sta accanto ma a cosa potrà servigli. È bugiardo, un vero professionista della bugia. Racconta fatti che non ci sono, manipola la realtà e la propone prodomo suo. Tende al vittimismo, e lo fa in maniera scientifica, con precisione chirurgica. Adora e pratica le tragedie, si inventa nemici e minacce inesistenti, facendo dimenticare che è la gente a doversi guardare da lui e non lui dalla gente.

Ciò che accompagna la sua esistenza è l’opacità. Ma non si è un buon politicante se non si ha un buon gruppo di supporto ci cui circondarsi. Anche quello da utilizzare e buttarlo nella indifferenziata al momento opportuno. Ma attenzione il buon politicante presta una maniacale attenzione a chi gli sta intorno alla scelta di chi lo deve collaborare. Non sia mai che egli possa avere un quoziente intellettivo superiore o abbia ambizioni di qualsiasi natura. Chi circonda il politicante deve essere suddito nel DNA , deve adorare gli ossi, guai ad aspirare a portate complete. E comunque sia, quella del politicante, al netto della definizione della Treccani o di Benedetto Croce, è una professione a tutti gli effetti, un mestiere per certi versi faticoso, impegnativo. Certo si potrebbe pensare ad un Albo, se non fosse che il politicante si guarda bene dall’essere definito tale, figuriamoci ad ammetterlo tramite l’iscrizione ad un albo.

Se siete arrivati a leggere fin qui, a questo punto vi aspettate la definizione di “politico”. Presto fatto: l’esatto contrario del politicante.

Cesare Sciabarrà

Il video parla da solo e fotografa una situazione che ad Agrigento e a San Leone accade un giorno si e due no. I posti sono sempre gli stessi, quelli della movida. Spesso ad essere coinvolti in queste violentissime risse sono uomini di colore, come i gambiani acciuffati questa notte dopo che hanno semidistrutto le vetrate e l’interno del ristorante Matra, in via Pirandello e quelle del bar San Pietro. Un africano è stato anche medicato per le ferite da taglio riportate.

La situazione è diventata raccapricciante. Attendiamo la prossima rissa.

Il video è di sabato notte; la devastazione dei locali, invece, è avvenuta questa notte.