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Una giornata importante per la Confcommercio della provincia di Agrigento. Francesco Picarella è entrato a far parte del Consiglio Nazionale di Confcommercio.

Un’elezione che premia la capacità e la professionalità dimostrata dal presidente Picarella e da tutta la dirigenza nel gestire l’emergenza coronavirus che ha colpito e messo a dura prova l’economia dei nostri territori, nella vicinanza ai colleghi che hanno perso tutto ed a quelli che hanno saputo ripartire.

L’Assemblea di Confcommercio-Imprese per l’Italia, in rappresentanza delle oltre 700 mila imprese associate del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e logistica e delle professioni, all’unanimità, ha confermato Carlo Sangalli alla guida della Confederazione per il quinquennio 2020-2025.

“Sono felice  – dice Picarella in rientro dalla capitale dove si è tenuto il congresso – per la conferma alla presidenza nazionale di Carlo Sangalli, ed orgoglioso per la mia elezione nel consiglio nazionale, perchè è sicuramente un risultato personale importante ma anche il riconoscimento di una gestione corretta, trasparente  e rappresentativa in ambito territoriale della Confcommercio Agrigento  che ha dimostrato di essere negli ultimi anni serio interlocutore per trovare soluzioni alle tante problematiche del nostro territorio, soprattutto in questa delicata fase del postcovid”.

Un 60enne di origine marocchine è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver, lo scorso 20 aprile, aggredito verbalmente il sindaco di Agrigento Lillo Firetto per strada e l’agente che lo accompagnava. Il fascicolo d’inchiesta è coordinata dal pm Sara Varazi.
Il fatto è accaduto nel mese di aprile, in pieno lockdown. Il sindaco era in giro per strada quando fu avvicinato dal 60enne senza fissa dimora noto in città per essere uno dei più “longevi” parcheggiatori abusivi.

Ancora sbarchi autonomi nell’Agrigentino. Un’intera famiglia di tunisini è giunta indisturbata fino alla spiaggia del Kaos, tra Agrigento e Porto Empedocle. A bordo di una barca hanno viaggiato padre, madre e quattro figli di cui uno minorenne. Sul posto è intervenuta la Guardia di Finanza che ha posto sotto sequestro il barchino. I tunisini sono stati intercettati già in strada e bloccati. Sono ospiti della tensostruttura della Protezione civile a Porto Empedocle per i primi controlli medico-sanitari e le procedure di identificazione.

Cambiano i dirigenti scolastici in provincia di Agrigento. Le novità sono state pubblicate sul sito dell’Ufficio scolastico regionale e riguardano molti istituti della provincia, sia di primo che di secondo grado.
All’istituto “Giovanni XXIII” di Cammarata arriverà Giuseppe Baldo; il Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento sarà guidato dalla dirigente dell’Iss “Madre Teresa di Calcutta” di Casteltermini Marika Helga Gatto; all’Istituto comprensivo “Manzoni” di Ravanusa è stata trasferita Marilena Giglia; all’Iis “Pirandello” di Bivona va Giuseppina Gugliotta; all’istituto comprensivo “Esseneto” di Agrigento s’insedierà Brigida Lombardi, già dirigente della “Bersagliere Urso” di Favara, scuola dove si insedierà Rosetta Morreale. All’istituto comprensivo “Pirandello” di Porto Empedocle in arrivo Maria Paola Raia, già dirigente del “Crispi” di Ribera, mentre all’Itc “Falcone e Borsellino” di Favara arriverà Sandra Scicolone. Al liceo “Martin Luther King” di Favara arriva Mirella Vella.

Momenti di apprensione a Favara, all’interno del suo gioiello ecclesiastico ovvero la Chiesa Madre. Da pochi minuti esce un fumo nero dall’interno della Chiesa e tutto lascia pensare che ci siano delle fiamme. Sono intervenuti i Carabinieri della locale Tenenza e i Vigili del Fuoco. Dalla foto sembra che le fiamme siano divampate dall’organo posto nella navata di destra.

Notizia in aggiornamento (siciliaonpress).

 

 

No alla scarcerazione per il boss palermitano di Pagliarelli, Settimo Mineo. Il tribunale del Riesame di Palermo ha respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute, presentata dai legali del presunto capomafia. Mineo, 81 anni, affetto da patologie cardiache, ha sostenuto di rischiare il contagio da coronavirus, ma secondo i giudici può essere curato in carcere o nelle strutture sanitarie penitenziarie. In prima istanza, Mineo ha chiesto gli arresti domiciliari al Giudice per le udienze preliminari, Rosario Di Gioia, che attualmente lo giudica, insieme ad altri imputati, nel processo cosiddetto “Nuova Cupola”. Dopo il rigetto, i suoi difensori si sono rivolti al Riesame in sede di appello.

I Carabinieri del comando provinciale di Enna indagano sull’omicidio di Andrea Paternò, 40 anni, il cui cadavere carbonizzato è stato scoperto in un’automobile, anch’essa bruciata. La vettura è stata trovata nelle campagne di Pietraperzia, ai confini con Barrafranca. Della vittima, che ha lavorato nell’azienda agricola del padre, non vi è stata traccia da alcuni giorni. Dei passanti hanno notato l’auto bruciata e avvertito i Carabinieri che hanno scoperto l’omicidio. Non è escluso che l’uomo sia stato prima ucciso, forse con un’arma da fuoco, e poi il corpo sia stato incendiato con l’auto.

A Castelvetrano, in ospedale, è morta una donna di 29 anni originaria della Tunisia, Najiwa Salhi, residente con il marito di 27 anni a Santa Ninfa. La Procura della Repubblica di Trapani ha disposto l’autopsia. La 27enne è deceduta all’improvviso dopo un parto cesareo. E’ nata una bambina. La madre, come da protocollo, è stata monitorizzata per due ore dopo il parto, ha trascorso la notte, e poi al mattino il personale si è accorto della morte. Indagini in corso.

Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, esprime il proprio disappunto sulla possibilità che il Governo ricorra all’utilizzo di altre navi-quatantena per fare fronte all’emergenza sbarchi ed afferma: “Continuano senza soluzione di continuità gli sbarchi nella Provincia di Agrigento, ormai tristemente diventata, grazie alla politica dei porti spalancati del Governo PD-Cinquestelle, il nuovo campo profughi d’Europa.

È finalmente chiaro a tutti che il noleggio della Moby Zaza, con soli 285 posti, è clamorsamente insufficiente (lo abbiamo detto dall’inizio) per fronteggiare l’approdo sulle coste agrigentine di migliaia di clandestini, numeri spaventosi per i quali non sarebbe sufficiente neanche noleggiare l’intera flotta militare americana.

Come detto ieri (per l’ennesima volta) dal Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, l’unica soluzione utile per fermare gli scafisti, ed il traffico di essere umani, è l’immediata predisposizione di un blocco navale al largo delle coste africane.

Nessun appello, nemmeno quelli provenienti da Sindaci appartenenti allo stesso colore politico, è riuscito a fare desistere il Governo Conte dalla sua azione e a fare comprendere, allo stesso, il grave rischio sanitario che stanno correndo i siciliani (decine di migranti sono, infatti, risultati positivi al coronavirus) e le ripercussioni catastrofiche che tutto ciò sta avendo sul turismo locale, con disdette continue di prenotazioni da parte di turisti che, impauriti, preferiscono trascorrere le proprie vacanze altrove.

Siamo di fronte ad una nuova forma di razzismo al contrario, in cui vengono abbandonati gli agrigentini e vengono aiutati i clandestini.

Siamo certi che già dalle prossime elezioni amministrative, gli agrigentini, stanchi di essere maltrattati, daranno un segnale forte dicendo basta al Governo PD-Cinquestelle, che ha riempito la nostra provincia di clandestini e centri di accoglienza, uccidendo il settore turistico, ovvero la principale, se non l’unica, risorsa economica del territorio agrigdentino”.

 

I Carabinieri della Tenenza di Ribera sono stati impegnati in serrati controlli stradali. Al setaccio un centinaio di automobili e di moto sulle strade di accesso alla località balneare di Seccagrande, con l’utilizzo costante dell’etilometro. 8 sono state le patenti ritirate a giovani conducenti indisciplinati e imprudenti. Per 4 degli 8 il tasso alcolemico è risultato addirittura superiore ad 1 grammo per litro. E sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sciacca, con la sanzione accessoria della sospensione della patente fino ad un anno. Nel corso dei controlli sono state elevate anche numerose sanzioni per veicoli sprovvisti della copertura assicurativa o con revisione scaduta.