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L’artigianato agrigentino raccontato attraverso gli scatti artistici. A proporre l’evento “I luoghi del lavoro” è la CNA Pensionati di Agrigento, in occasione della prima edizione del Premio per le “Arti Visive 2018”, a cura di Nello Basili e Angelo Pitrone. La mostra aprirà i battenti nel pomeriggio di domenica e potrà essere visitata fino al 20 maggio. Ad ospitarla il Circolo Culturale Empedocleo di via Atenea. La cerimonia di inaugurazione è in programma per le ore 18,30 con gli interventi del segretario della Cna Sicilia, Piero Giglione, con il segretario regionale dei Pensionati, Mario Filippello, del presidente provinciale di categoria, Francesco Curaba, della segretaria, Lia Spallino, e dei due curatori dell’esposizione. Previsto il contributo del presidente provinciale della Cna di Agrigento, Mimmo Randisi. Le foto, che documentano il lavoro di alcune aziende che operano nel territorio, sono state realizzate da Samantha Capitano, Giuseppe Cumbo, Francesco Novara, Kata Papp e Nuccio Zicari. I cinque giovani autori, affidandosi al proprio sguardo, alla propria sensibilità e alla propria poetica, hanno immortalato immagini emblematiche: obiettivo puntato, in particolare, su un cantiere navale nel Mediterraneo, a Licata, che produce pescherecci e yacht, su una azienda agricola, tra Ioppolo e Raffadali, su una giovane restauratrice di opere pittoriche a Canicattì, su un’artista della ceramica a Sciacca e su un falegname intarsiatore a Raffadali. “Vogliamo mostrare i “luoghi di lavoro” visti dai fotografi, da un punto di osservazione non usuale – afferma il presidente di CNA Pensionati Curaba – un’interessante iniziativa culturale rivolta alla valorizzazione del mondo lavoro, una realtà che coinvolge tutti, e all’approfondimento del reportage di indagine sociale ed economica e della fotografia contemporanea”. Il Premio si avvale dell’organizzazione del Centro Studi Erato e della collaborazione del Circolo Culturale Empedocleo e con la rivista “Office delle Arti” media partner.

“Lo scenario delineato dall’Istat sulla natalità è sempre più impietoso. Sei milioni di italiani in meno nei prossimi quarant’anni, con il Sud che va inesorabilmente spopolandosi, praticamente a rischio estinzione. In questo contesto, soprattutto nel Mezzogiorno, ci saranno sempre meno giovani e più anziani. Il Sud e la Sicilia rischiano di diventare la casa di riposo dell’Italia, altro che locomotiva della ripresa. Con l’aggravante che gli anziani benestanti preferiranno trasferirsi all’estero o seguire i loro figli, mentre al Sud rimarranno quelli indigenti. Non solo, aumenteranno gli immigrati. La desertificazione del capitale umano comporterà inevitabilmente un impoverimento generale, per cui ci sarà una guerra tra poveri, tra migranti e anziani. In sostanza è a rischio proprio il futuro della nostra stessa società. Meno tasse, sostegno vero alle famiglie, ai figli, alla maternità, più investimenti e più welfare con attenzione a disabili e non autosufficienti. La Lega di Salvini ha le idee chiare per contrastare questo inverno demografico”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano.

E’ arrivata nella notte della salma dello sfortunato giovane agrigentino Carmelo Tornabene, morto lo scorso 29 a Malta, dove lavorava come autista di autobus, per le ferite e i traumi riportati dopo un incidente stradale in cui è stato coinvolto.

La famiglia di Carmelo ha già fissato gli orari per i funerali: si terranno oggi alle dieci presso la Chiesa Evangelica di via Dante.

Grazie ai social network la famiglia dello sfortunato giovane continua a raccogliere fondi per dare un sostegno utile anche in occasione del trasporto in Italia della salma.

Uno dei colleghi di Carmelo ha ringraziato su facebook tutti coloro che si stanno prodigando per questa lodevole iniziativa di solidarietà.

Il Sindaco Ettore Di Ventura e l’intera Giunta Municipale manifestano la propria solidarietà ai colleghi Carmelo Pace, Primo Cittadino di Ribera, e Ida Carmina, che amministra la Città di Porto Empedocle, per gli spiacevoli episodi delinquenziali di cui sono stati oggetto.

“Purtroppo noi Sindaci ci troviamo a dover gestire diverse problematiche piuttosto pesanti – commenta il Sindaco di Canicattì – e siamo sempre più in trincea.

Auspichiamo risposte forti da parte di Stato e Regioni affinchè scendano al nostro fianco e non ci lascino soli a fronteggiare queste emergenze sociali che si moltiplicano di giorno in giorno.

Mi auguro – conclude il Sindaco Di Ventura – che la voce di noi Primi Cittadini venga ascoltata il prima possibile nei Luoghi Istituzionali preposti”.

Continua incessante, da parte delle squadre di operai del Comune, il lavoro di bonifica di molte aree periferiche da qualche tempo trasformate in mini discariche da parte degli incivili che anzichè differenziare, proseguono nell’azione di abbandono dei sacchetti della spazzatura rischiando di essere individuati e pesantemente sanzionati.

Nelle ultime ore sono state bonificate le seguenti aree interessate dalla spazzatura: bivio Maddalusa, area retrostante il porticciolo, sottopasso di contrada Calcarelle e la strada di collegamento Fontanelle – Ospedale contrada Consolida. Man mano che viene segnalato il sorgere di piccole discariche, immediatamente vengono attivate le squadre per la bonifica. Nelle prossime ore verranno completamente bonificate altre aree tra cui il piazzale Ugo La Malfa accanto all’oasi ecologica. Sempre le squadre del Comune hanno proceduto alla diserbatura di alcune aree del centro città e delle periferie: via Napoleone Colajanni, via Esseneto, scalinata di via Manzoni, scalinata di collegamento tra piazza Metello e via Callicratide e gran parte della frazione di Montaperto.

La situazione è costantemente monitorata dal sindaco Lillo Firetto e dall’assessore comunale all’ecologia, Nello Hamel che hanno anche informato come nelle prossime ore si procederà alla bonifica completa delle strade interessate alla partenza del Giro d’Italia, e in particolare la bretella di collegamento tra lo stadio Esseneto e la Passeggiata dei templi. 

“Una sinergia tra aziende, imprenditori, professionisti: tutti insieme a vantaggiodella città”.

E’ stata definita così “Una fiera per costruire” che questa mattina, al centro commerciale Città dei Templi, ha battezzato la sua seconda edizione, insieme con le aziende che fino a domenica prossima esporranno nella galleria del Centro commerciale, con i presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali, con i rappresentanti di Inarsind e Cna, durante la cerimonia di inaugurazione guidata dalla blogger di Lettera D, Denise Inguanta.

“Questa Fiera – ha detto Elisa La Rocca, direttrice del Città dei Templi, presente alla cerimonia di inaugurazione insieme con Alessia Naccari, vicedirettrice del Centro commerciale –è per noi un evento insito nel piano marketing e sigla una sinergia con le imprese e i professionisti agrigentini per contribuire alla loro crescita e a quella del territorio”.

Opinione, quella di La Rocca, che ha trovato riscontro in Raimondo Zambuto, della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, che ha affermato: “Le fiere sono sempre state il volano per l’economia soprattutto quando, con in questo caso, si accompagnano da eventi formativi. Ecco che la fiera diventa un luogo di formazione e informazione”.

“E raggruppa in un solo evento liberi professionisti, Ordini professionali, categorie di settore – ha aggiunto Giuseppe Bellia, dell’Inarsind – Tutti attenti ai nuovi materiali e alle nuove proposte offerte dal settore”.

“La fiera come cuore pulsante di artigiani e imprese – ha detto Daniela Pisano della Cna – molti dei quali nostri associati che troviamo qui, oggi. Noi abbiamo organizzato un seminario formativo sull’Ecobonus e sul Sismabonus e un evento pratico sul montaggio e smontaggio dei ponteggi”.

Dalla Fiera intesa come sinergia a vantaggio dellacittà, ai problemi infrastrutturali che, purtroppo, attanagliano il nostro territorio.

“Come il viadotto Morandi – ha affermato Epifanio Bellini, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri – che occupa una posizione utile alla cittadinanza. Noi abbiamo chiesto l’intervento dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente per la razionalizzazione delle nostre infrastrutture. Grazie agli espositori e ai produttori che oggi sono qui, perché se oggi registriamo una crescita esponenziale di materiali, tecnologie, impianti, … lo dobbiamo a chi ha investito nella ricerca e nello sviluppo”.

Dopo l’intervento di Bellini, si è alzato forte il grido di Elisa La Rocca, agrigentina d’adozione da sette anni: “Date valore a questa città – ha detto – perché è un diamante grezzo. Amo Agrigento pur non essendo agrigentina e per questo sposo questa causa e invito voi tutti a fare altrettanto”.

“Tutela del territorio e recupero dei fabbricati: aspettiamo risposte dalla classe politica che, però, non presta la giusta attenzione alle nostre esigenze – ha dichiarato Roberto Lo Cicero, dell’Ordine dei Geologi – E’ giunta l’ora che ognuno di noi dia il proprio contributo alla crescita di questa terra”.

Vincenzo Bellavia, presidente del Collegio dei Geometri, ha fatto riferimento all’importanza dei seminari formativi “che trattano temi di grande importanza. Prendiamo, ad esempio, la sicurezza sui luoghi di lavoro: ogni giorno muoiono 3 persone per incidenti sul lavoro; oppure il decoro e l’arredo urbano non tenuti in debita considerazione o anche il recupero del patrimonio. Noi ci crediamo e per questo abbiamo aderito all’istituzione dell’Osservatorio provinciale sui centri storici, promosso dall’Ordine degli Architetti, perché si lega al recupero e al riuso”.

“Noi lavoriamo su tutti i fronti – ha detto Giuseppe Grimaldi, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti –per la rigenerazione urbana, certo, ma anche per incentivare la semplificazione dell’iter burocratico. Prendiamoil Sue, ad esempio, a parte il “taglio del nastro”, i Comuni non si sono ancora attrezzati per lo Sportello Unico dell’Edilizia. Nel frattempo, le aziende sono in crisi anche se si notano timidi segnali di risveglio”.

La cerimonia di inaugurazione è proseguita con l’aperitivo di benvenuto e alle 17 con il primo seminario formativo sul tema “Arredo e decoro urbano” con le relazioni degli architetti Lillo Giglia e Daniele Gucciardo.

Il secondo seminario, previsto domani, sempre alle 17, verterà sul tema “Riqualifichiamo il territorio – Recupero del patrimonio edilizio, un’opportunità di sviluppo” a cura della Cna mentre sabato si discuterà di “Sicurezza nei luoghi di lavoro Conoscere per prevenire…” insieme con l’architetto Lorenzo Violante e l’esperto in sicurezza Salvatore Galiano.

L’ingresso per visitare la Fiera è gratuito ed è previsto negli orari di apertura del centro commerciale Città dei Templi.

Erano quattro i malviventi che sono entrati nella notte di mercoledi nell’abitazione di due coniugi 64enni di Grotte, in contrada Mandra, con il volto travisato e armati di accetta.

Il marito è un noto imprenditore del settore carni con attività a Canicattì. I coniugi, dopo essere stati percossi dai malviventi, sono stati costretti a consegnare loro il denaro presente in casa (duemila euro) e diversi gioielli di famiglia.

Lanciato l’allarme sul posto sono immediatamente arrivati i carabinieri che intanto hanno recuperato l’accetta utilizzata dai delinquenti, usata dal proprietario per lavori di giardinaggio.

Sono stati istituiti posti di blocco mentre marito e moglie sono dovuti ricorrere alle cure mediche per alcune lievi ferite.

La Corte d’Appello di Palermo emette la sentenza contro il presunto vertice del mandamento di Corleone. Parte civile diversi Comuni.

La Corte d’Appello di Palermo, a parte alcuni minimi sconti di pena, ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Palermo il 3 marzo del 2017 contro il presunto vertice del mandamento di Corleone: Rosario Lo Bue, 65 anni, di Corleone, 15 anni di reclusione, Vincenzo Pellitteri, 65 anni, di Chiusa Sclafani, 9 anni e 8 mesi, poi 9 anni ciascuno a Roberto Pellitteri, 27 anni, di Chiusa Sclafani, e Salvatore Pellitteri, 25 anni, di Palazzo Adriano. E poi 8 anni e 8 mesi per un altro Salvatore Pellitteri, 41 anni, di Corleone, e 6 anni e 8 mesi per Pietro Pollichino, 76 anni, di Contessa Entellina.

E poi risarcimento per le parti civili, i Comuni di Corleone, di Chiusa Sclafani, e il Centro Pio La Torre per i danni di immagine e per la turbativa dell’ordine pubblico provocati dall’azione del gruppo criminale. In particolare, al Comune di Chiusa Sclafani, costituito parte civile e difeso dall’avvocato Salvino Caputo, è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro, oltre al pagamento delle spese sostenute per il giudizio di appello. E l’avvocato Caputo commenta: “Anche in questa fase viene confermato il principio giuridico del risarcimento per i danni subiti dagli Enti territoriali per le azioni criminose degli affiliati a Cosa nostra”.

Rosario Lo Bue, condannato più severamente, sarebbe stato il reggente del mandamento che fu di Riina e Provenzano. I sei imputati sono stati arrestati dai Carabinieri all’alba del 20 novembre del 2015 dopo essere stati sotto controllo per mesi, seguiti e intercettati.

E dalle intercettazioni sono emersi anche progetti di morte eccellenti ed eclatanti. Infatti, alcuni degli arrestati e condannati sono stati sorpresi a tramare un attentato al ministro dell’Interno dell’epoca, Angelino Alfano, colpevole dell’aggravamento del 41 bis. E gli avrebbero voluto riservare la stessa morte di John Fitzgerald Kennedy, il presidente degli Stati Uniti ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963 da un tiratore solitario. Peraltro, nel corso dell’intercettazione i presunti mafiosi di Corleone sostengono che sarebbe stata Cosa nostra a sentenziare la morte di John Kennedy, per punirlo di un suo voltafaccia. Il progetto dell’ omicidio Alfano è stato meditato e non solo paventato, tanto che si è ipotizzato il luogo dove compiere l’attentato: in Sicilia, durante una campagna elettorale, quando Alfano sarebbe stato più vulnerabile. I Carabinieri di Monreale e di Corleone sono intervenuti in tempo a freno delle volontà sanguinarie, e non solo contro Alfano. Infatti, un altro omicidio sarebbe stato architettato per risolvere una controversia legata alla riscossione di una eredità.

A.R. (teleacras)

La Squadra Mobile e la polizia 

Non ci sarebbe una rivalità in amore tra Antony Mangiapane, di 23 anni, e Salvatore Fidone, di 19 anni, l’uomo che lui stesso ha ferito con un colpo di pistola a un piede, per poi suicidarsi sparandosi alla testa.
    Lo dichiara ai cronisti il dirigente del commissariato di polizia di Niscemi, Felice Puzzo.
    Secondo questa nuova versione dei fatti Mangiapane sarebbe stato innamorato di una ragazza di 16 anni, vicina di casa di Fidone, che risulta sposato. La giovane sarebbe infatti amica della moglie di Fidone, che Mangiapane avrebbe fermato per strada chiedendole, in virtù di una vecchia amicizia, di aiutarlo nella corte che lui stava facendo alla giovane perchè accettasse di fidanzarsi.
    Irritato dal racconto di questa insolita richiesta, Fidone ha duramente rimproverato, stasera, Antony Mangiapane, nel quartiere San Giuseppe. Ne è nato un alterco conclusosi nel sangue. Mangiapane ha estratto una pistola 9×21 e gli ha sparato tre colpi, ferendolo a un piede. Quindi sarebbe fuggito a bordo della sua utilitaria, ricercato da polizia e carabinieri in una sorta di caccia all’uomo che lo ha spinto a togliersi la vita. E’ stato ritrovato agonizzante nella sua automobile, in contrada Canale, a pochi km dalla Catania-Gela. Ma per lui ogni soccorso è stato vano. Fidone, invece, guarirà in pochi giorni

Ancora aggressioni “sanitarie”, tra virgolette: a Palermo, all’ospedale “Cervello”, al pronto soccorso, durante la notte, un infermiere che assegna i codici di priorità ai pazienti in arrivo è stato colpito con diversi pugni in testa da tre persone. La vittima sotto shock è stata sottoposta a una Tac. Sul posto è intervenuta la polizia che ha identificato gli autori dell’aggressione. Al mattino di oggi l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha visitato l’infermiere aggredito e ha commentato: “Ho voluto personalmente portare la mia vicinanza all’infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo rimasto vittima di una brutale quanto ingiustificabile aggressione. È l’ennesimo caso di violenza che si consuma ai danni del personale sanitario, il primo dopo la manifestazione organizzata dall’Ordine dei medici nel capoluogo siciliano e a pochi giorni dalla sentenza di condanna nei confronti dell’aggressore di una dottoressa. E’ il triste segnale di una inaccettabile indifferenza da parte di alcuni inqualificabili che non rispettano il lavoro dei camici bianchi”.