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Anche a Catania ieri sera protesta di ristoratori, commercianti e semplici cittadini contro le ultime misure restrittive decise dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte.

La manifestazione lungo la via Etnea con una sosta davanti alla prefettura. I ristoratori hanno ribadito la loro preoccupazione per un provvedimento che li penalizza anticipando la chiusura dei ristoranti alle ore 18 e stabilendo il coprifuoco a partire dalle ore 23 fino alle 5 del mattino successivo.

Momenti di tensione si sono verificati quando qualcuno ha lanciato bottiglie e bombe carta contro la polizia; scontri si sarebbero verificati anche tra gli stessi manifestanti senza però ripetere la gravità delle scene già viste a Napoli e a Roma.

L’Asp di Agrigento ha notificato al sindaco Leo Ciaccio altri 4 casi di Covid-19.

I soggetti sono stati tutti avvisati e sono state avviate le procedure di messa in sicurezza. Due di loro sono familiari di persone già contagiate e sono a casa con lievi sintomi. Gli altri due sono stati individuati a seguito di tampone molecolare privato, ma stanno bene.

“Raccomando a tutti di chiamare il medico curante ai primi sintomi riconducibili al Covid-19 – dice il sindaco ai suoi concittadini – al fine di intervenire tempestivamente ed evitare l’aggravarsi delle condizioni di salute e nello stesso tempo interrompere lo sviluppo del virus”.

I carabinieri hanno fatto irruzione in un banchetto nuziale con troppi invitati. Le persone che hanno preso parte al matrimonio erano più di 50. Il nuovo Dpcm parla di un limite consentito fino a 30 persone. I militari sono arrivati intorno alle 21 e 30, proprio quando stava per iniziare il servizio. La cena, come da protocollo, è stata momentaneamente interrotta.

Il matrimonio degli agrigentini prevedeva un centinaio di invitati, poi il numero è stato ridotto ulteriormente. Ma nonostante ciò ha superato il limite consentito dal nuovo Dpcm. Potrebbero scattare delle multe, sia per gli sposi che per il titolare del posto.

Le disposizioni si applicano dalla data del 26 ottobre 2020 e sono efficaci fino al 24 novembre 2020.

È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, fatta eccezione per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo.
Vietati gli sport di contatto – salvo che per le competizioni professionistiche nonché dilettantistiche di livello nazionale – a livello dilettantistico.
Vietate le scuole e l’attività formativa di avviamento, le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale.
Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;
Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò.
Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.
Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.
Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose.
Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.
Sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.

A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00;
Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi.
Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.
Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio fino alle ore 24,00 compresa la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o adiacenze.

La questione riguarda, dopo più di mezzo secolo, che finalmente è stata messa la prima pietra per ultimare la strada Bivona Palazzo Adriano.

In merito a questa vicenda l’on. Savarino ha pubblicato una nota stampa attraverso la quale, sostanzialmente, si pone in prima persona (ma non solo lei) per avere risolto finalmente un problema che durava da troppo tempo. L’ex sindaco di Bivona nonchè parlamentare regionale Giovanni Panepinto, dopo aver letto le parole della Savarino, è montato su tutte le furie. Dice: “La deputata Savarino , che ha un lungo e anche travagliato curriculum politico ,essendo stata in qualche altra legislatura parlamentare all’ ARS oggi posando la prima pietra dell’ ultimo tratto della strada Bivona Palazzo ha perso l’occasione di sfoggiare un minimo di onesta intellettuale .

Come ha scritto qualcuno l’on. le Savarino eletta a sua insaputa ha spiegato che Lei e Musumeci stanno salvando la Sicilia .
Voglio ricordare alla Savarino che quella strada è stata progettata in anni in cui lei e i suoi attuali piccoli clientes, che stanno sempre con chi vince , facevano altro.
I primi lotti sono stati realizzati dalle amministrazioni comunali insediatesi dal 1987 al 2000 il progetto di ultimazione, oggi appaltato , è stato redatto  nel 2013.
È stato il governo Renzi ha finanziare con il patto per il sud nel 2015 la strada Bivona Palazzo Adriano.
Cosi come il depuratore di Bivona .
I finanziamenti per la progettazione della tanto attesa strada Mare Monti sono stati stanziati con il governo Crocetta .
Con i governi del Pd a Roma e a Palermo sono stati finanziate le aree interne SNAI e se mi permette la Savarino con le sue comparse al seguito la quinta area quella dei Sicani l’ho voluto io .
Sono trentasei i milioni che versano investiti nel territorio dei Sicani , Bivona compresa , grazie al lavoro mio e di tanti altri amministratori .
Tutto inizia l’8 settembre del 2014 a santo Stefano Quisquina a due passi dal teatro Andromeda e dagli atti della giunta del governo Crocetta. Si informi on.le Savarino è sempre in tempo .
Sulla vicenda, a difesa dell’on. Giusy Savarino, interviene il sindaco di Bivona Milko Cinà. Dichiara: “Oggi tutta la comunità della montagna non può che gioire per il risultato storico della Bivona Palazzo Adriano; resto basito, pertanto, davanti alle dichiarazioni polemiche dell’ex sindaco Panepinto, che oggi ha perso una buona occasione per tacere. In politica c’è una stagione per tutto, ivi compreso il silenzio. Il consiglio fraterno che voglio dargli, è quello di occuparsi dei Comuni dove è segretario comunale, al posto di inseguire un treno che è già passato. Delle sue 3 legislature da Deputato e 4 da Sindaco, poco o nulla di buono la gente ricorda. Dovrebbe piuttosto fare un mea culpa, e ammettere che quando ne aveva titolo ha totalmente abbandonato le problematiche della montagna, lasciando i nostri concittadini privi di servizi essenziali efficienti, come Sanità e Viabilità, e continuare oggi a fare per il territorio quello che ha fatto da Sindaco e Deputato: silenzio, così da non disturbare chi, come me e la Presidente Savarino, lavora con dedizione e caparbietà ed ottiene risultati concreti e tangibili per la nostra comunità.”

Era arrivato dal Veneto in compagnia di un’altra persona per ammirare le straordinarie bellezze della splendida costa della Scala dei Turchi. Tutto potesse pensare tranne che il 51enne Ernesto Pilati potesse perdere la vita, annegando, nel luogo che a lui stava più a cuore.

Sembrerebbe che l’uomo dopo essersi tuffato in acqua, dopo qualche minuto avrebbe accusato un dolore e non ce l’ha fatta più a risalire. Ma questa è soltanto una di tante ipotesi.

Subito accorsi i militari della Capitaneria di Porto e una ambulanza del 118 ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Adesso la sua salma è all’obitorio del San Giovanni di Dio di Agrigento.

 

È Elisa Virone il nuovo segretario Comunale di Naro.
Succede a Giuseppe Vinciguerra (attualmente segretario generale di Aragona e sovraordinato in Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose), dopo un periodo di reggenza affidato a Giovanna Italiano, segretario titolare di Niscemi.
Erano tre gli aspiranti alla segreteria comunale di Naro, ma il sindaco Maria Grazia Brandara ha scelto Elisa Virone, in quanto -come si legge nel provvedimento di nomina- “la stessa vanta un curriculum di tutto rispetto, da cui risulta tra l’altro avere svolto la professione di avvocato, di direttore vicario della Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento e di assessore/vicesindaco del comune di Agrigento”.
Nominata la segretaria comunale titolare, adesso si potrà andare avanti con la speditezza necessaria nell’azione amministrativa dell’ente locale.
DICHIARAZIONE DEL SINDACO:
“Col definitivo affidamento dell’incarico di vertice nell’assetto organizzativo comunale, il Comune di Naro andrà avanti con maggiore celerità e sicurezza.
La nuova segretaria comunale   -che io conosco da tempo e di cui ho sempre apprezzato la preparazione, la serietà e la competenza- saprà certamente dare un impulso nuovo alla macchina amministrativa, definendone previamente l’organigramma. 
Grazie a lei, inoltre, potranno essere intraprese, con decisiva efficacia, le procedure per coprire i posti apicali di ragioniere/responsabile del servizio finanziario e di ingegnere/responsabile dell’ufficio tecnico comunale.
Auguro buon lavoro ad Elisa Virone e contestualmente ringrazio, per il lavoro sin qui svolto, i segretari comunali Giuseppe Vinciguerra e Giovanna Italiano che hanno con me collaborato nell’avvio di questa mia seconda esperienza quale sindaco della Città di Naro”.

Il sindaco di Agrigento Franco Miccichè, già a lavoro da giorni per contrastare innanzitutto la questione del Covid 19 ha fatto ieri sera il punto sulla situazione. Ecco cosa ha riferito:

“Continua a salire la curva di contagi nella nostra città. Oggi sono saliti a 26 i casi di agrigentini contagiati dal Coronavirus.

Sono tutti asintomatici e stanno trascorrendo in casa il periodo della quarantena evitando il contagio con gli altri congiunti che non sono nelle loro stesse condizioni.

Resta invece ricoverano all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta le cui condizioni di salute hanno imposto il ricovero in un reparto specializzato.

La nostra città, come le altre della Sicilia sta registrando una escalation di persone contagiate ed è per questo che il presidente della regione oggi ha emesso un’ordinanza dove aumenta le restrizioni nei rapporti sociali che più di altri possono causare occasione di contagio.

Io ho chiesto alla Polizia locale questa sera di monitorare la situazione nei luoghi della movida per scongiurare la possibilità di assembramenti e raccomando sempre a tutti di prestare la massima attenzione e di applicare tutte le norme anti contagio previste dalla legge”.

Ancora un triste primato in Sicilia. La curva dei contagi di Covid 19 non accenna a diminuire. Il bollettino del ministero della Salute comunica che nelle ultime 24 ore i nuovi casi positivi sono 886 e i tamponi effettuati sono stati 7147.

Il ministero della Salute segnala inoltre nove decessi e 124 guarigioni. Sull’Isola al momento ci sono 9.889 positivi e il numero dei ricoveri ordinari è in rialzo: dai 593 di ieri si passa ai 606 di oggi. Un ricovero in più in terapia intensiva.

Ecco i dati provinciali: 258 Palermo, 276 a Catania, 7 a Enna, 48 a Messina, 7 a Caltanissetta, 102 a Ragusa, 96 a Trapani, 55 ad Agrigento e 37 a Siracusa.