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Provate ad immaginare il senso civico di un primo cittadino uscente, nel caso specifico Alfonso Frisco, già (ed era ora!) sindaco di Alessandria della Rocca che fa un comizio molto poco autorizzato per prendere in giro anche una autorizzazione verbale da Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, oltre che i propri concittadini.

Di fatto, Frisco, fresco (scusate il gioco di parole) di condanna dalla Corte dei Conti e con un rinvio a giudizio alle spalle, prima del voto ha voluto comiziare da semplice cittadino (erano questi gli accordi con Sua Eccellenza il Prefetto) con la clausola, però, di non dover fare alcun riferimento alla propria attività amministrativa, o qualcosa di simile, in quanto non candidato alle elezioni.

Ed invece lui, Frisco, ha tenuto un comizio bello e buono dove ha parlato di tutte le attività svolte durante il suo mandato da primo cittadino. 

Abbiamo fatto questo, abbiamo fatto quello, abbiamo fatto questo altro. Insomma un comizio assolutamente politico per mettere in mostra il suo operato (ma quale?) durante la sua sindacatura.

E sotto la minaccia di querele (in perfetta sintonia con un ex sindaco di Agrigento pluripregiudicato che minaccia querele se si scrive di lui), lo stesso Frisco aveva minacciato nel corso di un’altra “adunata” il direttore del nostro giornale, Lelio Castaldo, reo di avere scritto forse qualche verità di troppo.

Con il giochino della mancata presentazione delle liste (un ritardo durato 5 anni…), nel corso del suo monologo il Frisco, in modo assolutamente anti civico, ha anche invitato i propri concittadini velatamente a non andare a votare visto e considerato che non c’erano avversari! Una mossa, questa, che rispecchia in toto il modo “civico” di amministrare del don Fofò di Alessandria della Rocca.

Perché non lo ha fatto 5 anni fa, quando lui stesso era candidato? Perché non ha invitato 5 anni addietro i propri concittadini a non andare a votare? Eh no, in quel caso il mondo intero doveva recarsi necessariamente nei seggi elettorali per esprimere il sacrosanto diritto del voto. E perché no, per votare lui!!!

Comunque, il peggio è passato. Frisco non c’è più e questa già è una bella notizia.

Il problema semmai rimane. Infatti le elezioni amministrative dello scorso 10 giugno si sono concluse con la non proclamazione dell’unico candidato a sindaco, la dirigente scolastica Giovanna Bubello, nonostante abbia ottenuto il 97% delle preferenze, e precisamente con 1.376 voti validi per la lista e 1.423 per la candidata a sindaco, a fronte di un numero complessivo di elettori residenti pari a 2.452.

I votanti sono stati 1.440, quindi il primo dei quorum previsti dall’art. 40 del Dlgs P. Reg. Sicilia (T.U) del 20 agosto 1960 n° 3 è stato raggiunto.

E’ stato, inoltre, richiesto all’Adunanza Plenaria dei Presidenti di Seggio, di scomputare dal secondo quorum previsto dall’art. 40 T.U. Reg. 3/1960, il numero degli iscritti AIRE pari a 1.858, in quanto tale inclusione non è prevista dall’art. 40 stesso, né dal T.U. Enti Locali Nazionali, né dall’OREL Sicilia. Inoltre, l’AIRE è stato istituito solo nel 1988.

In sostanza, la Regione Sicilia non ha mai recepito, ai fini della proclamazione degli organi comunali eletti, né l’art. 71 T.U. EE. LL. n. 267/2000, né l’istituzione dell’AIRE.

Detto ciò, non si capisce come non debba essere rispettata la volontà popolare scaturita dal risultato elettorale e nonostante un ex sindaco che, ahimè, forse unico caso al mondo, invita i cittadini a compiere e rispettare un loro sacrosanto diritto.

N.B. E’ doveroso da parte di chi scrive che il direttore di questo giornale sicilia24h.it, tirato in ballo inopinatamente dal Alfonso Frisco (il quale invece parlare e spiegare ai cittadini i propri guai giudiziari ha preferito parlare di Lelio Castaldo per ben dieci minuti) ha aspettato vanamente di confrontarsi con l’ex primo cittadino al quale aveva chiesto una bella chiacchierata dinnanzi alla popolazione alessandrina.

Nessuna risposta. Castaldo è rimasto in attesa.

Forse, Frisco, lo avrà dimenticato…


 

E’ avvenuto sabato scorso il tradizionale annuale “Passaggio della campana” tra il presidente uscente del Lions club Agrigento host, il geologo Antonio Calamita, e quello del prossimo anno, l’architetto Sebastiano Milazzo.

Per l’occasione Calamita ha compiuto una sintesi dell’attività svolta nel corso dell’anno sociale dal club agrigentino accennando, tra l’altro, agli interventi di attenzione e di condivisione per le suore salesiane, per la mensa della solidarietà, per il centro di aiuto alla vita e per i detenuti. Di rilievo anche le iniziative promosse nel campo della prevenzione (gli screening sulla vista, l’udito, il cuore e l’apparato scheletrico), dello sport (il 4 marzo la 15a edizione della Mezza maratona della concordia ed il 10 giugno il 2° Bike tour trophy Akragas), della cultura (la sensibilizzazione sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, la messa in scena di una commedia di Alfonso Gueli) e del protagonismo civico (l’illuminazione permanente della croce di Piano san Gregorio, la realizzazione di un campo di minibasket al Villaggio Mosè e l’intervento di valorizzazione urbana nella via Bentivegna).

Nel corso della cerimonia sono stati ammessi tre nuovi soci: la prof.ssa Kitty Bellia e l’imprenditore Giuseppe Mancuso di Palma di Montechiaro e l’architetto agrigentino Vincenzo Luparello.

Adesso spetterà all’architetto Sebastiano Milazzo guidare il sodalizio nel nuovo anno sociale durante il quale sarà collaborato, oltre che dai componenti del consiglio direttivo, dal segretario dott. Luigi Ruoppolo, dal tesoriere ing. Gaetano Gucciardo e dal cerimoniere dott. Antonio Sammartino.

Tarallucci e vino. Beati loro!

All’interno del Parco Archeologico della Valle dei Templi esistono ed insistono situazioni che meriterebbero maggiori ed ulteriori approfondimenti che fino ad oggi, purtroppo, non sono arrivati.

Si aspettavano delle risposte, da parte degli organi preposti che non sono ancora arrivate.

E’ doveroso ricordare che un paio di mesi addietro questo giornale ed altri quotidiani on line, assieme ad alcune testate televisive provinciali, avevano sollevato qualche perplessità (che certamente non sta a noi accertare) circa i soldi spesi sulla realizzazione della Sagra del Mandorlo in Fiore.

Si sollevò un polverone che costrinse gli editori di diversi mezzi di comunicazione ad incaricare i propri avvocati ad accedere agli atti (relativi alle spese e alla loro modalità) per capire meglio sono stati gestiti i soldi pubblici nel settore pubblicitario.

Se mal non ricordiamo intervenne nel marzo scorso la Corte dei Conti di Palermo per capire, a seguito delle lamentele mediatiche, come venivano gestiti quei soldi per realizzare il mandorlo in Fiore.

Non si è saputo più nulla. Cosa sia successo non è a conoscenza di nessuno. Se l’assordante silenzio calato su tutta questa vicenda regna sovrano vuol dire che tutte le carte saranno state in regola.

Le testate giornalistiche che avevano sollevato il problema non avevano accusato nessuno; chiedevano, attraverso i propri legali, l’avcesso agli atti per capire il movimento dei soldi soprattutto dopo una determina del direttore del Parco Giuseppe Parello che aveva scelto (non si sa con quali criteri e con quali metodi) un solo quotidiano on line a scapito di altre decine mezzi di informazione.

Una mossa tanto discutibile tanto che dopo gli articoli apparsi sulla stampa, il braccio destro del Parello, tale Giuseppe Presti, fece chiamare in fretta in furia (a Sagra iniziata) diverse testate giornalistiche per chiedere “preventivi pubblicitari” da inserire nei propri quotidiani.

Insomma, una mossa tanto strana quanto anomala, cosiddetta riparatoria, forse perché Parello&Presti si erano resi conto di non aver brillato in fatto di distribuire equamente le somme da destinare a diversi mezzi di comunicazione e non solo ad un sito on line (chissà perché questa scelta e questa preferenza).

Presti, uomo di Parco, aveva risposto a chi chiedeva lumi circa la discrezionalità della scelta di un quotidiano a scapito degli altri, “di non aver  tempo per dedicarsi a queste cose (mentre per quel quotidiano on line di tempo ne ha dedicato a iosa).

Fu per questo che alcuni legali sono intervenuti meglio per capire cosa stesse accadendo. Poi il silenzio assoluto.

Si confidava (e si confida anxcora sul lavoro della Corte dei Conti di Palermo) per un decisivo quanto opportuno intervento per capire come vengono gestiti i soldi pubblici del Parco Archeologico (almeno per quanto riguarda la comunicazione).

Certo, non può passare inosservato il fatto che c’è una ditta, di cui il proprietario è Cristian Vassallo, che è carica di attenzioni particolari da parte del Parco e del direttore Parello (ricordiamo che è già al suo secondo mandato). Si occupa di  luci e amplificazioni ma anche di organizzazione di eventi.

Sicuramente avrà tutti i requisiti per lavorare bene, nulla quaestio. Ma sono ormai alcuni anni che sia la Pro Studio che la Limited (con sede a Malta) a cui fa riferimento sempre lo stesso soggetto, Cristian Vassallo, sono al centro delle attenzioni del direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello. Una ditta, assieme a qualche altra, che beneficia di incarichi per svolgere il proprio lavoro ad occhi chiusi e con una cadenza assolutamente perentoria.

Per mancanza di spazio (solo per quello) non elenchiamo gli incarichi affidati alle ditte di Vassallo ma di certo sono sempre in prima linea ed in cima ai pensieri del Parco e del suo direttore Parello.

Nella scorsa Sagra, la stessa ditta di Vassallo, ha avuto affidato un incarico diretto di poco inferiore ai 40 mila euro (oltre quella somma occorre la gara) per amplificare e illuminare la Sagra. Per non parlare di altri incarichi sempre con affidamenti diretti da parte del Parello con oneri a carico della finanza pubblica sempre alle ditte di Vassallo. Per lo stesso importo è stata incaricata un’altra ditta per illuminare e amplificare la Sagra.

Noi non possiamo non fare i complimenti a queste ditte, evidentemente lavorano nel migliore dei modi.

Certo, senza alludere a chissà quale artifizio o qualcosa altro (non è compito nostro), fa un certo effetto oggi vedere lo stesso Parello con Vassallo ed altri, farsi immortalare a Pern (in Russia) ed in altri luoghi, che brindano e sorridono gioiosamente in questi giorni in un viaggio del quale non sappiamo da chi sia stato organizzato (e non vogliamo saperlo, almeno noi) né da chi è stato supportato economicamente.

Ancora oggi i legali delle testate giornalistiche “tagliate” fuori, nonostante l’autorizzazione all’accesso agli atti, non hanno avuto risposte. Probabilmente gli stessi legali erano e sono ancora convinti che qualcuno interverrà su questa vicenda.

Tra gli organi preposti, oltre a quelli di controllo, non escludiamo assolutamente anche la deputazione regionale. Non fosse altro per dare risposte ai legali delle numerose testate giornalistiche che in occasione di quell’evento sono state tagliate fuori senza ancora che nessuno riesce a dare una risposta.

Gli onorevoli sono stati eletti anche per questo.

Intanto, a Parello e Vassallo l’augurio di una buona vacanza!

Il Comune di Raffadali si dota di un defibrillatore automatico posto in piazza Progresso, in pieno centro della cittadina.

Sarà l’Associazione Gise che effettuerà un corso atto a conoscere i criteri di base di BLS-D destinato ad operatori laici che a loro volta otterranno il relativo attestato per l’uso del Dae.

Il sindaco Silvio Cuffaro e l’assessore ai Servizi Sociali Giovanna Vinti ritengono necessario l’addestramento di personale addetto all’uso del defibrillatore attraverso un corso di formazione di breve durata.

Il sindaco ha interpellato il direttore dell’UOC di emodinamica e cardiologia interventistica dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dott. Giuseppe Caramanno, il quale, grazie alla sua estrema sensibilità rispetto alla iniziativa non ha esitato un solo istante ad abbracciare il progetto organizzando immediatamente un corso.

Il brillante primario Caramanno, a tal proposito, ha incaricato il dott. Giovanni Vaccaro, cardiologo ed emodinamista, di effettuare unitamente alla Associazione Gise un corso sui criteri di base di BSL-D (Basic Life Support – Defibrillation) destinato, appunto, ad operatori laici.

Il corso di formazione è previsto per la giornata di giovedi 21 giugno alle ore 18 presso l’aula consiliare del Comune; nel frattempo al corso si sono già iscritti diversi militari dell’arma dei Carabinieri della locale stazione di Raffadali ed alcuni Vigili Urbani.

Le richieste di partecipazione rimarranno ancora aperte fino al prossimo 19 giugno indirizzandole all’assessore Vinti.

Superfluo sottolineare come il sindaco Silvio Cuffaro ha ringraziato il primario Giuseppe Caramanno e il dirigente medico Giovanni Vaccaro che hanno subito abbracciato il progetto che può salvare tante vite.

Tentato incendio al chiosco Giallonardo Q. Porto Empedocle
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Ieri, lungo la spiaggia tra Porto Empedocle e Realmonte, ignoti, verosimilmente con del liquido infiammabile, hanno tentato di appiccare il fuoco ad un chiosco balneare nella zona, il “Giallonardo Q”, di proprietà del fratello di un consigliere comunale di Porto Empedocle, Dario Puccio. Una parete esterna del locale è stata danneggiata dalle fiamme. I fratelli Puccio hanno sporto denuncia contro ignoti.

Chiesto il risarcimento danni all’Asp di Agrigento per una cifra di 1 milione e 750 mila euro. E’ la maxi richiesta fatta dopo la citazione in giudizio da parte di alcuni eredi di una donna morta per presunta colpa medica e presunte cure errate effettuate all’Ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì.

La donna sarebbe deceduta dopo essersi recata al Pronto Soccorso del nosocomio nel 2014.

Non è risposta giusta, si affida porta ingresso Ue a trafficanti

Il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho insieme al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro partecipano al seminario. Le nuove frontiere dell’immigrazione. Verso percorsi di legalità, inclusione e sicurezza, a Catania, 16 giugno 2018. 

 “Le Ong fanno parte di un sistema profondamente sbagliato, che affida la porta d’accesso all’Europa a trafficanti che sono criminali senza scrupolo.
    Questo è l’aspetto sbagliato delle cose che non risponde né a senso di umanità né di solidarietà. E non parlo di inchieste in corso, non lo farei con i giornalisti, ma di un fenomeno generale”. Lo ha detto il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro a margine del convegno su “Le nuove frontiere dell’immigrazione” dell’associazione Area Democratica per la Giustizia.
   Il centro di soccorso italiano in mare, ha ricordato Zuccaro, “interviene in un’area Sar che è stata estesa a 1,5 milioni di chilometri quadrati, circa, a causa del disimpegno delle autorità maltesi che pure dovrebbero presidiare un’area Sar di non modesta estensione lungo la rotta del mare Mediterraneo centrale, ma che, sistematicamente, rifiutano l’utilizzo dei loro porti per l’approdo”. “Dagli atti ufficiali – ha precisato Zuccaro – l’aera Sar italiana è di 500mila chilometri quadrati, e non è direttamente confinante con le acque territoriali libiche. Tra le due aree si interpone la Sar maltese, che è di 250mila chilometri quadrati, dove l’autorità di soccorso di Malta si rifiuta sistematicamente di intervenire alle richieste di soccorso”

   “Le dimensioni del traffico organizzato dei migranti – ha sottolineato il procuratore di Catania –  non sono una variabile dipendente soltanto dal volume della domanda, che potenzialmente è inesauribile, e da quello dell’offerta. Ma sono in buona misura condizionate dalle risposte a livello politico, e in minima parte giudiziario, che vengono adottate dalla controparte che più di tutte è coinvolta, e cioè l’Italia”. 

Sanchez ringrazia Macron, è la cooperazione che serve all’Europa

La vicepremier spagnola Carmen Calvo ha annunciato che la Francia collaborerà all’accoglienza dei migranti dell’Aquarius. Lo riporta La Vanguardia. Calvo, responsabile del coordinamento per l’accoglienza, ha accettato la proposta presentata dal governo francese, dopo una conversazione con l’ambasciatore francese in Spagna. Il presidente Pedro Sanchez, riferisce il quotidiano, ha ringraziato il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando che questa è la cooperazione “con cui l’Europa deve rispondere”.
   

Abbiamo letto con soddisfazione l’articolo sul quotidiano “La Sicilia” sul Palasport “Nicolò Fragapane” il cui titolo cosi recitava: “appaltato nuovo impianto elettrico”. Ci è subito venuto in mente il vecchio detto “tanto tuonò che piovve”, nel senso che dopo tante insistenze e battaglie da parte dell’associazione ADIC e delle cinque associazioni sportive interessate all’utilizzo del Palasport, si è finalmente arrivati alla fase finale, superata la quale può essere riaperta la struttura sportiva, ossia l’adeguamento dell’impianto elettrico alle norme vigenti. 
Adesso, dato che i lavori sono stati appaltati, si deve passare all’inizio dei lavori. Dopodiché, entro 105 giorni, l’imoresa appaltatrice dovrà ultimare i lavori e consegnare la struttura.
E’ evidente, quindi, che entro settembre del corrente anno il Palasport potrà essere restituito alle cinque associazioni aventi diritto, ai 500 ragazzi ed alle famiglie che vi orbitano attorno, ponendo fine ai patimenti dello scorso anno.
Detto questo, promettiamo di seguire con molta attenzione l’andamento dei lavori appaltati e, se dovessimo accorgerci di ritardi o anmoalie ( ma siamo sicuri che tutto procederà senza intoppi) denunceremo la cosa all’opinione pubblica e, se necessario, anche alle competenti autorità.

 

LA FEDERAZIONE INCONTRA FAMILIARI E PERSONE DISABILI.
IL “DOPO DI NOI” È POTER CONTINUARE A VIVERE NELLA PROPRI CASA.
VITA INDIPENDENTE E LIBERTA’ DI SCELTA.
LIBERI DI SCEGLIERE DOVE VIVERE, DOVE ANDARE E DA CHI FARSI ASSISTERE.
LA LIBERTÀ È UN DIRITTO INVIOLABILE.

La Federazione Movimento Noi Liberi Regionale giorno 15 giugno 2018 ha organizzato un incontro con famiglie e persone disabili poiché nell’ultimo periodo sono pervenute segnalazioni da parte di familiari e persone con disabilità, che a seguito delle richieste per accedere al beneficio del Fondo del DOPO DI NOI “legge 22 giugno 2016, n. 112 “, riferiscono che non sono stati messi a conoscenza delle possibilità di scelta previste dal decreto ministeriale 23 novembre 2016, ossia la libertà di scegliere dove vivere, da chi farsi assistere , tenendo conto dei desideri della persona con disabilità , aspettative e preferenze , restituendo alla persona disabile il potere contrattuale.
Alcuni Distretti Socio Sanitari appartenenti alla regione Sicilia , invece decidono loro cosa sia più giusto per il proprio territorio presentando un unico progetto che rappresenta il territorio ma non la volontà dei cittadini, le segnalazioni arrivano dal distretto di Sciacca che comunica ai propri utenti che il Comitato dei sindaci ha deciso per la soluzione della apertura di una casa famiglia (co-housing), cosi come ci viene segnalato anche dal distretto di Licata e di Agrigento , prospettiva che viene solo sottoposta ad alcuni familiari che si trovano costretti a rinunciare, poiché la loro volontà era quella di continuare a vivere presso il proprio domicilio.
Canicattì, invece priva i propri cittadini di poter usufruire del beneficio del fondo Dopo Di Noi poiché non avvia nessuna procedura propedeutica per accedere al fondo, come se non ci fossero presso il proprio distretto disabili interessati .
La Federazione ritiene urgente un intervento risolutivo alle sopra citate segnalazioni che ledono la persona con disabilità , impedendo allo stesso di poter vivere una vita libera e dignitosa presso il proprio domicilio, sottolineando che , a una persona disabile per poter svolgere le attività quotidiane della propria vita è solo necessario sostituire le abilità mancanti, senza togliere allo stesso la sua autodeterminazione , volontà e desideri , elementi fondamentali per poter garantire alle persone disabili le “PARI OPPORTUNITA”, essere al centro nella costruzione del proprio progetto di vita con una partecipazione diretta restituendo al soggetto fragile il “potere contrattuale per produrre i propri servizi, restituendo, altresì, allo stesso la libertà di scegliere dove vivere, dove andare e da chi farsi assistere, secondo i principi e i criteri del decreto interministeriale del 23 novembre 2016, dell’articolo 19 della Convenzione ONU.
Inoltre, veniamo a conoscenza che il 17 gennaio 2018 , l’assessorato della famiglia , delle politiche sociali e del lavoro con nota prot. n. 1552 , invita i distretti appartenenti alla Regione Sicilia a presentare progetti di “Vita Indipendente”, programma anno 2017, destinate a soggetti disabili, dando una data perentoria del 22 gennaio 2018 per la presentazione. Ebbene, molti Distretti non aderiscono all’avviso è pertanto i soggetti disabili appartenenti a quei distretti non hanno potuto godere del beneficio del Fondo per progetti di Vita Indipendente. Tutto questo succede perché la regione non riconosce come attore principale la persona disabile, quest’ultima capace di decidere e volere, ma riconosce ai distretti il potere decisionale sulla vita della persona con disabilità. Di fatto la persona con disabilità non ha potuto godere del beneficio del fondo per la “ Vita Indipendente”, non per volontà propria, ma perché il proprio distretto non ha manifestato l’interesse. La Regione Sicilia ha dimenticato che Vita Indipendente e libertà di scelta sono strettamente connesse all’inclusione delle persone con disabilità nella società.

La Federazione Movimonto Noi Liberi Regionale continuerà a dare le informazioni necessarie per conoscere e difendere il proprio diritto, organizzando altri incontri in diverse province e distretti, inoltre abbiamo già inoltrato richiesta di audizione alla VI commissione del ARS Sicilia e all’Assessore Mariella Ippolito informandola tempestivamente dei fatti accaduti.
Alla richiesta di essere auditi abbiamo anche allegato un modello di richiesta, soluzione che semplifica e uniforma l’azione della Regione Sicilia nei confronti delle persone con disabilità.
Visto l’assordante silenzio dei sopra citati destinatari, alle nostre richieste e segnalazioni, scriveremo anche al Presidente Musumeci per sottoporre la questione e trovare una soluzione che possa garantire alla persona disabile grave la libertà che merita, il tutto racchiuso in una unica soluzione, riconoscere anche alla persona disabile grave un ASSEGNO DI CURA.