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Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio Filippo Sciara, 54 anni, di Siculiana, già ergastolano e affiliato alla famiglia di Cosa Nostra di Siculiana, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio dell’imprenditore Diego Passafiume, assassinato il 22 agosto del 1993 perché non si sarebbe piegato alle regole e ai ricatti di Cosa Nostra. L’agrigentino Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dell’associazione ‘I cittadini contro le mafie e la corruzione’, ammessa come parte civile al procedimento, commenta: “Diego Passafiume non era un ‘amico’ dei mafiosi locali. Era un uomo che amava la sua famiglia, il suo lavoro e che con coraggio non ha accettato le imposizioni di uomini arroganti e spregiudicati. Il suo sacrificio non deve essere dimenticato e, insieme a quello di tanti altri imprenditori, deve diventare un simbolo di una Sicilia che si ribella all’arroganza e alla vigliaccheria del potere mafioso”.

L’Associazione Primavera onlus di Bivona ha donato 2mila siringhe all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento per la campagna vaccinale. E’ stato il presidente della “Primavera”, Fausto Bellomo, a consegnare personalmente le siringhe al commissario Mario Zappia. Lo stesso Bellomo commenta: “Sono mesi difficili e noi vogliamo dimostrare la nostra vicinanza a chi ogni giorno con grande dedizione lavora per sconfiggere questo insidiosissimo virus”.

Il personale stradale della Provincia di Agrigento ha provveduto allo spargimento di sale lungo la strada provinciale numero 24 Santo Stefano di Quisquina – Cammarata, a causa della presenza di gelo causato dalle basse temperature registrate nella nottata di ieri. Sono stati utilizzati i mezzi della Provincia per rendere sicura la transitabilità. Il Settore Infrastrutture stradali invita, comunque, gli automobilisti alla massima cautela specie nelle ore serali e notturne durante il transito lungo la strada provinciale con il rispetto dei limiti di velocità. Il fenomeno dovrebbe esaurirsi nei prossimi giorni grazie all’innalzamento delle temperature.

Ecco il bilancio dei controlli effettuati dalla Polizia Ferroviaria della Sicilia negli ultimi 10 giorni: 6 persone denunciate, tra cui 3 minori, 6 sanzioni elevate e 23 veicoli ispezionati. E poi 3.227 le persone controllate dalle 537 pattuglie impiegate in tutta la regione, di cui 350 in stazione, 54 nei servizi di pattugliamento a bordo di 105 treni e 133 lungo le linee ferroviarie nonché nel corso dell’operazione “Oro Rosso” contro i furti di rame. Inoltre, ad Agrigento gli operatori della Polfer hanno rintracciato un 16enne somalo allontanatosi arbitrariamente da una comunità per disabili psichici a cui è stato affidato, e a Palermo, un 17enne intenzionato a raggiungere Milano dopo essersi allontanato dalla casa del nonno a cui è stato affidato. Sempre a Palermo, due minori sono stati denunciati per danneggiamento, tentato furto ed interruzione di pubblico servizio.

L’andamento della campagna di vaccinazione in Sicilia: con 94.716 dosi somministrate su 132.035 consegnate la Sicilia è attualmente al 71,7% nel rapporto tra il quantitativo di vaccini inoculati e quelli arrivati. Si tratta più o meno della stessa percentuale della Lombardia. In Sicilia peraltro è imminente la fase del richiamo, dopo 21 giorni dalla prima inoculazione. Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, spiega: “La prima fase è in corso e durerà fino al mese di febbraio. Il cosiddetto richiamo, con la seconda somministrazione, come è noto, si fa dopo 21 giorni e il richiamo, comunque, si deve effettuare entro il trimestre. Al momento, così come previsto dal piano sanitario nazionale, sono stati sottoposti a vaccinazione gli operatori sanitari, il personale e i degenti delle residenze sanitarie assistite. Poi toccherà agli ultra-ottantenni. Per questa seconda fase, che prevede la somministrazione dei vaccini agli anziani, pensiamo e speriamo di coinvolgere i medici di medicina generale e le Aziende sanitarie del territorio”.

Emergenza sanitaria ed economica. In Sicilia già erogati 553 milioni di euro a fondo perduto tra decreto Rilancio e Ristori. Nel dettaglio, oltre 403 milioni di euro dal decreto Rilancio e 150 milioni e 300mila euro dai vari decreti Ristori che si sono succeduti dall’inizio dell’epidemia Covid. Sono i numeri degli interventi a fondo perduto erogati dallo Stato in Sicilia e che sono stati resi noti dall’Agenzia delle Entrate. La provincia di Catania è in cima alla classifica delle province siciliane per le risorse a fondo perduto del decreto Rilancio, con 93,5 milioni ricevuti, e per quanto concerne i decreti Ristori è ancora Catania, con 35,1 milioni, ad avere usufruito più delle altre degli aiuti.

I carabinieri hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di due imprenditori: Carlo Salvatore Sclafani, di 46 anni, e Mario Pecoraro, di 45, accusati di essere ai vertici della “famiglia” di Bolognetta, comune che fa parte del mandamento mafioso di Misilmeri. Il provvedimento è stato emesso dalle Dda di Palermo.

Secondo le indagini condotte dai militari del comando provinciale di Palermo, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, i due imprenditori nel periodo di reggenza di Stefano Polizzi all’indomani del suo arresto, il 4 dicembre del 2018 nell’operazione Cupola 2.0, si sarebbero messi a disposizione del capofamiglia assumendo un ruolo centrale a Bolognetta e grazie al sostegno della famiglia di Misilmeri, comandata da Salvatore Sciarabba, anche lui arrestato nella stessa operazione, avrebbero ottenuto il monopolio sul territorio nel settore delle agenzie funebri e dell’edilizia.
I militari, nel corso dell’operazione Domino avrebbero accertato anche “l’infiltrazione nell’amministrazione comunale – spiegano gli investigatori – che avrebbe affidato loro commesse pubbliche senza seguire i previsti iter amministrativi in violazione del principio di trasparenza ed imparzialità”. Sia Sclafani che Pecoraro avrebbero anche minacciato e intimidito un imprenditore per mantenere il predominio nella zona. Si sarebbero inoltre adoperati a redigere una documentazione falsa da presentate alla corte d’appello di Palermo per ottenere la revoca della dichiarazione di fallimento della società I.C. Servizi srl. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati aziende, conti correnti e il patrimonio immobiliare delle società per un valore di circa 4 milioni di euro

Una ‘piazza di spaccio’ nello storico rione San Cristoforo che fatturava 10mila euro al giorno è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip nei confronti di 22 indagati, 17 dei quali arrestati. Nell’ambito della stessa operazione, denominata Concordia, militari dell’Arma hanno disarticolato anche un gruppo specializzato nella vendita ‘a domicilio’ di cocaina e crack che veniva consegnata ai ‘clienti’ su ‘ordinazione’ utilizzando dei pusher motorizzati.

A gestire la ‘piazza di spaccio’ nella zona di via della Concordia era un 56enne agli arresti domiciliari aiutato dal suocero e dalla moglie: in un video girato dai carabinieri si vede la donna con in braccio un bambino piccolo mentre aiuta il marito a raccogliere una busta contenente droga. Tra gli indagati anche due tassisti che rivendevano la cocaina ai clienti di un locale notturno. Dalle indagini è emersa la presenza di un altro gruppo, attivo nella zona della stazione ferroviaria, che vendeva la droga soltanto con la tecnica del ‘domicilio’, consegnando la cocaina a casa dei ‘clienti’ o in posti con loro concordati. Dieci degli indagati risultati percettori di reddito di cittadinanza saranno segnalati all’Inps per la sospensione del beneficio. L’inchiesta della Dda si è conclusa in tempi brevi: l’informativa finale dei carabinieri è stata depositata a fine maggio del 2020 e la richiesta cautelare è stata avanzata dalla Procura al Gip il mese successivo