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In via Agrigento, viene giù un miro di sostegno vicino alla scala di ingresso di un palazzo, ed in via precauzionale le 16 famiglie – tra cui anche senegalesi con figli piccoli – sono state allontanante. Nessun danno a persona, la zona è stata messa in sicurezza ad opera dei vigili del fuoco. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri, la protezione civile e la polizia locale.

Presumibilmente, il cedimento del muro sarebbe avvenuto a causa di persistenti infiltrazioni dell’acqua piovana, e in giornata saranno effettuati dei sopralluoghi da parte dell’ufficio tecnico del comune.

 

 

Libertà vigilata in via precauzionale.
Questa la misura di sicurezza a cui la divisione Anticrimine della Questura ha sottoposto il 44enne che perseguitava senza tregua una persona. Questa misura di sicurezza, in esecuzione dell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento. La libertà vigilata, oltre ad indicazioni circa il divieto di avvicinarsi alla persona, per non commettere nuovamente reati persecutori

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione dei reati contestati nei confronti di Luigi Di Franco, 66 anni, di Canicattì, ex vice presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Credito cooperativo San Francesco di Canicattì, di Domenico Raneri, 67 anni, di Licata, direttore generale della stessa banca, e di Vito Augello, 77 anni, di Canicattì, ex presidente della banca. I tre, tra il 2001 e il 2011, avrebbero concorso, a vario titolo, nel falsificare i bilanci della banca per ingannare soci e risparmiatori, occultando svalutazioni e passività. E poi avrebbero ostacolato le attività di controllo e vigilanza da parte della Banca d’Italia.

L’imprenditore trapanese Vito Nicastri, conosciuto come “il re dell’eolico” per avere accumulato una fortuna con le energie rinnovabili, è stato assolto dall’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte d’Appello di Palermo, allorchè sarebbe stato uno dei finanziatori della latitanza de boss Matteo Messina Denaro. In primo grado, per la stessa imputazione, Nicastri è stato condannato a 9 anni di reclusione. I giudici d’Appello hanno invece confermato la condanna per intestazione fittizia di beni, irrogando all’imprenditore una pena di 4 anni.

I Carabinieri della Compagnia di Modica stanno dando esecuzione ad un’ordinanza cautelare a carico di 13 persone accusate di traffico e spaccio di stupefacenti L’operazione condotta nelle province di Ragusa, Catania ed Agrigento ha permesso di disarticolare importanti piazze di spaccio a Modica e Scicli, nel Ragusano.

All’operazione, tuttora in corso, partecipano oltre 50 militari, unità cinofile ed un elicottero.

Uno dei perni dello spaccio era rappresentato da un’anziana donna ultrasettantenne e da alcuni suoi parenti.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati in una conferenza presso il Comando Provinciale Carabinieri che si terrà alle 11.00 alla presenza del Procuratore della Repubblica.

“È vero, continua ad esserci una minoranza di cittadini che non rispetta le regole, ma da un presidente della Regione che agisce anche nella veste di commissario Covid ci aspettiamo qualcosa in più dell’ennesimo scaricabarile. Musumeci non può continuare ad accusare ‘l’altro di turno’ per tentare di nascondere le proprie inefficienze”. Lo dice Giuseppe Lupo, capigruppo PD all’Ars in merito alle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Nello Musumeci che ha ipotizzato una “zona rossa” in Sicilia con misure più rigide.

“È dovere di tutti rispettare le regole ed essere prudenti – aggiunge Lupo – ma invece di assistere immobile a ciò che accade, Musumeci si dia da fare ed avvii una nuova fase di collaborazione e confronto con l’Ordine dei Medici ed i medici di Medicina generale per una gestione condivisa della pandemia e per mettere la parola fine al caos della Sanità in Sicilia”.

“A meno che – conclude Lupo – Musumeci non sia convinto che l’unico modo per arginare il Covid sia chiuderci tutti in casa, ammettendo implicitamente di aver perso su tutti i fronti la sfida sanitaria ed organizzativa in Sicilia”.

“Un incontro positivo e costruttivo, durante il quale abbiamo discusso delle criticità e delle prospettive di rilancio della Pesca siciliana”. Lo ha detto Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa e presidente del Consorzio dei Pescatori delle Pelagie, dopo l’incontro avvenuto ieri con l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Toni Scilla insieme con il Dirigente Generale ed i funzionari dell’Assessorato. Con Martello era presente una rappresentanza di Pescatori siciliani (anche della Marineria di Mazara del Vallo, fra loro uno dei Pescatori da poco rientrati dopo il sequestro in Libia).
“Con l’assessore Scilla – prosegue Martello – abbiamo discusso anche delle calamità determinate dai relitti delle imbarcazioni di migranti affondati nelle acque antistanti Lampedusa, che continuano a provocare danni e rischi ei nostri Pescherecci”.

Quindici quadri realizzati dagli artisti-studenti dell’Accademia delle Belle Arti Michelangelo di Agrigento andranno ad arredare gli uffici del Comune di Agrigento. Per volontà del preside Alfredo Prado, sono stati consegnati al sindaco Franco Miccichè che ha provveduto a distribuirli ai suoi assessori. Le opere sono state create il 23 dicembre scorso in occasione di una estemporanea di pittura chiamata “Natale in via Atenea”. I giovani artisti si sono concentrati sulle bellezze della città, sia del centro storico che della Valle dei Templi. “Vorrei ringraziare – ancora una volta – il preside Prado per l’attenzione che rivolge alla città. Ogni intervento artistico della scuola si traduce in un valore aggiunto per Agrigento e i suoi abitanti. E per questo gli siamo tutti grati”.

Tutti assolti in appello l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta e gli ex assessori per la vicenda sul corso di formazione Spartacus. I giudici contabili hanno ribaltato la decisione dei giudici di primo grado.

Oltre a Crocetta la sentenza riguarda l’ex assessore al Lavoro Esterina Bonafede e la dirigente Anna Rosa Corsello a risarcire la Regione della somma di 2 milioni e 200 mila euro.
E’ stata confermata anche l’assoluzione in primo grado per gli ex assessori e dirigenti Antonino Bartolotta, Luca Bianchi, Lucia Borsellino, Dario Cartabellotta, Maria Lo Bello, Nicolò Marino, Egidio Ortisi, Luciana Rallo, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti e Linda Vancheri. La vicenda ruota intorno al progetto di formazione Spartacus, affidato al Ciapi di Priolo. A citare in giudizio l’ex presidente della Regione, gli ex assessori e i dirigenti era stata la procura contabile.

Erano accusati di aver dissipato 35 milioni di euro di fondi europei e statali – usandoli per 9 mila cassintegrati – che avrebbero dovuto essere impiegati per retribuire l’attività di formazione e di politiche attive del lavoro espletata, per 8 mesi, da circa 1.800 ex sportellisti. “Il finanziamento al Ciapi – dicono i giudici di appello nella sentenza – per la realizzazione del progetto Spartacus non è avvenuto con l’utilizzo di fondi regionale, come risulta dagli atti versati nel fascicolo processuale e da quanto sopra esposto con la conseguenza che nessun onore economici e venuto a gravare sull’ente territoriale”.