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Il 27 aprile del 2018 il depuratore di Lampedusa è stato sequestrato dai Carabinieri del Centro anticrimine natura e dalla Guardia costiera.
Dagli accertamenti, disposti dalla Procura di Agrigento, emerse un inquinamento da batteri fecali 10mila volte superiori ai limiti imposti dalla legge. Ed il procuratore Patronaggio commentò: “E’ da tempo che attenzioniamo la situazione di Lampedusa. Dal 2012 il vecchio depuratore non funziona più. E’ una situazione che, nel tempo, si è sempre più aggravata, le opere che dovevano essere effettuate non sono state realizzate. Abbiamo una situazione di estrema gravità. I batteri fecali presenti in acqua sono 10mila volte superiori a quelli previsti dalle tabelle. E questo è un dato che ha comportato il sequestro preventivo. Abbiamo dovuto necessariamente inviare le informazioni di garanzia a tutti gli amministratori che si sono succeduti dal 2012 ad oggi, proprio perché vogliamo capire se ci sono state omissioni penalmente rilevanti”. Ebbene, adesso la Procura di Agrigento ha formulato le richieste di rinvio a giudizio, anche per il sindaco in carica Totò Martello.

Un centinaio di sindaci siciliani ha manifestato a Roma innanzi a Montecitorio e ha incontrato vari esponenti politici per sostenere la richiesta di una fiscalità di vantaggio per i paesi delle zone montane. Per tali aree è chiesta l’istituzione di “zone franche” per fronteggiare fenomeni di spopolamento e per favorire nuove condizioni di sviluppo. Le relative misure sono state già approvate da una legge-voto dell’Assemblea regionale, che però dovrà essere recepita dal Parlamento nazionale. A sostegno della rivendicazione è da tempo impegnato un comitato di sindaci, appoggiato anche dall’Anci, diretto dal sindaco di Castellana Sicula, Vincenzo Lapunzina. Il comitato organizza manifestazioni, incontri e mantiene un presidio nella località Irosa, nelle Madonie. Lo stesso comitato ha dunque promosso adesso la mobilitazione dei sindaci dei paesi delle terre montane siciliane per sensibilizzare il Parlamento all’approvazione della legge regionale.

A Catania, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Luigi Barone, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 7 anni e 2 mesi di reclusione ciascuno i giovani Roberto Mirabella e Salvatore Castrogiovanni, ed a 7 anni e 4 mesi Agatino Valentino Spampinato, tuttora agli arresti domiciliari perché imputati di violenza sessuale di gruppo che sarebbe stata commessa su una ragazza di 19 anni statunitense nel marzo del 2019. Il Giudice ha riconosciuto anche un risarcimento danni per la vittima e alle altri parti civili: il Comune di Catania e le associazioni antiviolenza Galatea e Penelope. La giovane sarebbe stata avvicinata in una zona della movida di Catania e poi condotta dai tre sul lungomare, dove avrebbe subito le violenze in automobile. Uno dei tre ha registrato un video con un telefonino, adesso agli atti del processo.

La consigliere comunale di Agrigento del movimento “Diventerà Bellissima”, Roberta Zicari, annuncia che dal prossimo 10 maggio fini al 30 sarà possibile presentare domanda ai Centri per l’impiego dell’Isola per l’inserimento nelle graduatorie dei soggetti da utilizzare nei cantieri lavoro. La riapertura dei termini, originariamente prevista per il 3 maggio, è stata prorogata di qualche giorno. La selezione si rivolge ai soggetti in possesso dei seguenti requisiti: età compresa tra i 18 e i 67 anni non compiuti, disoccupati o inoccupati che abbiano sottoscritto il patto di servizio nel centro per l’impiego competente per territorio e che non risultino già inseriti nelle graduatorie del 2018.

Il Tribunale di Palermo ha condannato ad 1 mese di reclusione una donna di 75 anni di Santa Margherita Belice, V C sono le iniziali del nome, per il furto di alcuni prodotti intimi dal valore di poco più di 30 euro nel centro commerciale Forum il 2 dicembre del 2015. E’ stato invece assolto, per “tenuità del fatto”, Fabio Bellanca, 41 anni, di Joppolo Giancaxio, già alla ribalta delle cronache per avere, nel centro commerciale a Villaseta, minacciato di morte il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. I due sono difesi dagli avvocati Daniele Re e Giulia Cristodaro.

Approderà all’alba di domani a Mazara del Vallo il peschereccio “Aliseo”, con sette uomini d’equipaggio, ed il cui comandante, Giuseppe Giaccone, è stato ferito dai colpi d’arma da fuoco sparati da una motovedetta militare libica. L’assalto è avvenuto 35 miglia a nord della costa di Al Khums, all’interno della zona di protezione di pesca nelle acque della tripolitana, così come ha accertato la Marina Militare intervenuta sul posto in soccorso con la fregata Libeccio. E’ un tratto di mare riconosciuto ad elevato rischio. L’arrivo dell’unità militare italiana ha indotto i militari libici ad all’allontanarsi dall’imbarcazione che ha subito invertito la rotta verso Mazara del Vallo. Le condizioni del comandante Giaccone, ferito lievemente anche alla testa da alcune schegge del vetro della cabina e medicato a bordo dai militari italiani, non destano preoccupazioni.

“In questa città c’è chi ha visto e sa come è scomparsa Denise ed è a queste persone che mi rivolgo: adesso basta, fatevi coraggio e l’ora di parlare, non potete tenervi sulla coscienza questo peso”. È l’accorato appello lanciato con un’intervista all’ANSA da Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, la bambina scomparsa misteriosamente il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo, quando aveva 4 anni.

“Denise è figlia di questa città – aggiunge Piera Maggio – e dobbiamo proteggerla. La mia piccola merita verità e giustizia”.
L’abbraccio dei mazaresi in piazza della Repubblica, ieri sera, ha colmato d’affetto il cuore di Piera, dopo i “momenti terribili” vissuti nel pomeriggio. “Apprendere in tv che cercavano i resti di Denise nell’ex casa di Anna Corona mi ha fatto molto male – racconta – è stato un colpo inaspettato”.
Stanchezza e speranza ma mai rassegnazione: “Finché non saprò la verità su mia figlia non mi fermerò di lottare. Chi sa parli ora. Questi 17 anni sono stati un tempo lunghissimo che abbiamo vissuto con Piero sperando di poter riabbracciare Denise e, dall’altro lato, vivendo i processi in cui abbiamo scoperto cose clamorose che oggi, grazie ai media, sono diventate di dominio pubblico”, conclude

Il peschereccio “Aliseo” della flotta di Mazara del Vallo, che era impegnato in una battuta al largo delle coste di Bengasi, è stato mitragliato da una motovedetta militare libica. I colpi d’arma da fuoco hanno ferito il comandante, Giuseppe Giacalone.

Lo ha confermato all’ANSA il figlio Alessandro, aggiungendo che al momento non conosce le condizioni del padre.

La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato “contro” pescherecci italiani ma ammesso che sono stati esplosi “colpi di avvertimento in aria” per fermare imbarcazioni da pesca che a suo dire avevano sconfinato in acque territoriali libiche. “Non ci sono stati colpi esplosi contro imbarcazioni, ma colpi di avvertimento in aria”, ha detto al telefono all’ANSA il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica senza fornire per il momento ulteriori dettagli sull’incidente.

“Quando i pescherecci arrivano, la nostra guardia costiera prova a fermarli”, ha aggiunto il portavoce promettendo maggiori dettagli  e insistendo nel sostenere che “non ci sono stati spari diretti contro l’imbarcazione”. “C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico”, ha riferito ancora il portavoce: “La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca”, ha ricordato.

1.202 i nuovi positivi al Covid19 su 26.265 tamponi processati, con una incidenza del 4,6%, in aumento rispetto a ieri.

La Sicilia è per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 24 e portano il totale a 5.516.

Il numero degli attuali positivi è di 23.878 con decremento di 651 casi.

I guariti oggi sono 1.829.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.212, 61 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 149, tre in meno rispetto a ieri.

I nuovi positivi per province:

Palermo 207

Catania 467

Messina 76

Siracusa 117

Trapani 22

Ragusa 100

Caltanissetta 162

Agrigento 46

Enna 5.

A Licata la Polizia ha denunciato a piede libero un giovane alla guida di un ciclomotore e sfuggito all’alt degli agenti provocando gravi pericoli per i poliziotti e i passanti. Durante l’inseguimento è stata letta la targa del mezzo, e il proprietario è stato rintracciato. E’ stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, e multato per numerose violazioni al codice della strada.