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La caccia ai rifiuti organizzata dal Circolo Rabat di Legambiente e dal gruppo Retake Agrigento nell’area del porticciolo turistico “Cesco Tedesco” ha prodotto un bottino tristemente grosso, confermando che gli incivili sono purtroppo tanti e che però sussistono nella zona gravi carenze che favoriscono la proliferazione del degrado.

 

 

In appena tre ore scarse di lavoro volontario gli attivisti delle due associazioni hanno riempito un numero imprecisato di sacchi con rifiuti di ogni genere, cercando di raccoglierli per quanto possibile in maniera differenziata, in special modo per quanto riguarda il vetro, la plastica e l’alluminio.

“Non si è trattato di un lavoro facile – afferma Franco Tedesco, vice presidente del gruppo Retake Agrigento – perché in alcuni anfratti, soprattutto in prossimità dei due moli, si tratta di rifiuti accumulatisi nel tempo e quindi in evidente stato di deterioramento. Di fronte a questi spettacoli c’è da rabbrividire e viene spontaneo chiedersi cosa passa nella testa di gente che trova normale frequentare un posto e lasciare tracce così evidenti della propria maleducazione e della totale mancanza di rispetto per l’ambiente ed i beni comuni. Non è peraltro la prima volta che, con il nostro gruppo, ci diamo da fare per arginare in qualche modo l’imperante degrado di questa zona che dovrebbe rappresentare un fiore all’occhiello per il cosiddetto turismo da diporto e che invece si presenta ed offre della nostra città una immagine tutt’altro che edificante, per non dire penosa”. A Franco Tedesco fa eco Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia e presidente del Circolo Rabat, secondo la quale “se è vero come è vero che il problema principale è da ricondursi  ai comportamenti incivili ed irresponsabili della gentaglia che purtroppo frequenta gli stessi nostri luoghi offendendone la dignità e la bellezza, altrettanto innegabili sono le responsabilità di tipo amministrativo, perché da un lato siamo circondati da un esercito di villani della peggiore specie ma dall’altro lato chi dovrebbe attivarsi per contrastarne l’insano agire ci pare stia sostanzialmente a guardare, creando di fatto quelle precondizioni che fungono da alibi perfetto per tutti gli incivili che frequentano la zona. In ragione di ciò – conclude la dirigente legambientina – chiediamo pubblicamente che il Demanio marittimo e l’Amministrazione comunale di Agrigento battano un colpo deciso e decisivo per favorire la soluzione al problema da noi sollevato con questa attività di pulizia, di sensibilizzazione e anche di denuncia”.

Ad Agrigento il Rotary Club di Agrigento, presieduto dall’ingegnere Franco Vitellaro, ha assegnato il premio della settima edizione del concorso “Benedetto Aldo Timineri”, riservato agli alunni delle scuole media della città di Agrigento. Il tema proposto è stato: “Accoglienza sostenibile: si può?”. Prima classificata è stata Serena Pullara della terza A dell’Istituto Esseneto, “per aver ben rappresentato il dramma dell’emigrazione ed avere offerto suggerimenti sui comportamenti da adottare”. Secondo classificato, a pari merito, sono stati Gerlando Alaimo, Carmelo Montana Lampo e Alessio Vassallo, della seconda C dell’Istituto Quasimodo. Secondo classificato, ancora a pari merito, l’elaborato grafico di Filippo Cuffaro, della terza D della scuola Anna Frank.

Al Comune di Agrigento si è riunita la quinta commissione consiliare permanente, presieduta da Pasquale Spataro e composta dai consiglieri Giovanni Civiltà, Angela Galvano e Alessandro Sollano. Nel corso della seduta, la stessa Commissione ha chiesto alla dottoressa Anna Galvano, presente come interlocutore del Comune in ragione della trattazione di tale argomento, delucidazioni nel merito dei finanziamenti agli asili. Lo stesso Spataro, a conclusione, annuncia: “Si tratta di finanziamenti che il Ministero dell’Istruzione ha distribuito a tutti i Comuni, per asili e scuole dell’infanzia pubbliche e private paritarie. La Regione ha fatto da tramite attingendo dall’ufficio Anagrafe del Comune di Agrigento i dati sulla presenza in città di bambini di età compresa da 0 a 6 anni. E per l’anno scolastico 2017-2018 al Comune di Agrigento è stata attribuita la somma di 200mila e 70 euro, di cui 126mila e 537 euro per gli asili nido, e 73mila e 633 euro per le scuole dell’infanzia. Il ministero garantirà il finanziamento anche per gli anni scolastici 2018-2019, e 2019-2020”.

Agrigento e degrado ambientale, igienico e sanitario: nel centro storico, innanzi alla chiesa di San Giacomo, un residente della zona, a fronte dell’indignazione di tanti turisti in visita alla chiesa nel constatare la piazza colma di rifiuti e di erbacce, perché non sono effettuati i servizi di spazzamento e di scerbatura, ha deciso di rimboccarsi le maniche e pulire lui stesso la piazzola San Giacomo, allegando le fotografie “prima e dopo”. Si tratta di un docente, che è anche uno scrittore e che ha pubblicato diversi libri, e che ha colto tale occasione per scrivere in versi quanto accaduto:
“Un cittadino in piazza San Giacomo abitante,
dopo che lamentele ne ha sentite tante,
a causa della sporcizia per la strada imperante,
da parte dei turisti che visitano la chiesa imponente,
in provetto netturbino si è dovuto trasformare,
per potere quello spazio un poco pulire e disacerbare,
visto che il Comune ad altro ha da pensare,
anziché le strade fare ben spazzare.
Di raccolta differenziata si parla da sera a mattino,
però un onesto e pulito cittadino
si deve approntare provetto netturbino,
se vuole che la strada pulita si trovi a sé vicino”.

Ad Agrigento, nella frazione di Zingarello, nonostante l’impegno assunto dall’amministrazione comunale di effettuare il servizio di raccolta differenziata porta a porta in occasione dell’avvento della stagione calda e del popolamento del quartiere, ancora nulla è stato compiuto. A Zingarello vi è solo un’isola ecologica, trasformata in discarica pubblica dell’indifferenziata, recentemente a fuoco. I residenti sono avviliti e indignati, rivendicano la raccolta differenziata porta a porta perché allo stesso modo degli altri pagano la tassa sui rifiuti, e hanno presentato un esposto.

 
 

Cottarelli
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Il Capo dello stato Sergio Mattarella ha incaricato Carlo Cottarelli di formare il nuovo governo. Un “governo tecnico” o un “governo del Presidente” a tempo limitato in cui la principale operazione sarà quella dell’approvazione della legge di bilancio per poi, a dicembre, sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni.
Cottarelli, economista e commissario della spending review, ha accettato con riserva: “Mi presento in Parlamento per presentare una legge di bilancio e in caso di fiducia mi dimetterò ad inizio 2019, in alternativa mi dimetterò subito per andare a elezioni dopo agosto”. Cottarelli ha poi assicurato la “completa neutralità” del governo rispetto al dibattito elettorale e il suo impegno a non candidarsi, che verrà chiesto anche a tutti i membri del futuro governo. La parte finale del discorso è stata dedicata ai conti pubblici e al rapporto con l’Unione europea: “Negli ultimi giorni sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari, lo spread è aumentato, tuttavia l’economia italiana è in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo. Un governo da me guidato assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici. Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento del ruolo essenziale dell’Italia”. Cottarelli ha infine confermato la “continua partecipazione all’area dell’euro”.
Molti partiti hanno già annunciato l’intenzione di votare contro questo esecutivo e non si ferma l’attacco al Presidente della Repubblica dopo che Luigi Di Maio e anche Giorgia Meloni hanno minacciato la messa in stato di accusa evocando l’impeachment.
Durissime le parole di Matteo Salvini in una intervista a Radio Capital: se Berlusconi lo appoggia addio alleanza! Ma Forza Italia annuncia: non daremo la fiducia. Sì invece del Pd.
Il nuovo governo a conduzione Cottarelli si presenterà direttamente in Parlamento, con i relativi Ministri, per ottenere la fiducia. Lega, M5S, FdI e FI hanno già dichiarato che non daranno la fiducia. Se così fosse, ad Ottobre si ritornerebbe a votare.

 Qualcuno ha confuso l’aula consiliare come qualsiasi luogo di incontro ed è bene ricordargli che dentro la sala si è consiglieri comunali e che tutti insieme formano l’assise cittadina, massima istituzione della città diretta espressione dell’elettorato. 

     Ci si aspetta, dunque, sia nella forma che nella sostanza un diverso modo di dibattere.

     Non si può certamente licenziare l’opinione di un cittadino affermando semplicemente che “sono inaccettabili e pretestuose le critiche mosse  su qualche articolo web” o, peggio, cassare tradimento all’elettorato le dimissioni di un consigliere.

     Dica piuttosto a fronte di cosa sono inaccettabili e pretestuose le mie critiche, meglio, le critiche di un cittadino di Naro.

     A ben vedere, l’unico fatto inaccettabile è l’intervento infelice del consigliere.

     Andiamo avanti e precisamente sulle dimissioni che costituirebbero a suo dire un tradimento.

Si tradisce se stessi, l’elettorato e la città quando si è improduttivi, non certamente abbandonando la carica dopo approfondite valutazioni circa i fattori esterni che impediscono il percorso al miglioramento della qualità di vita della collettività.

     Tradirei me stesso, la mia famiglia, i miei amici e i miei concittadini, oggi standomene zitto, ma non starei in pace con la mia coscienza. 

     Nel gioco delle parti io, da tempo, ho scelto quello del cittadino, i consiglieri la loro parte, il sindaco la sua.

Intanto il gioco funziona solo se ognuno fa la sua parte.

     Sbaglia una cittadinanza che rinuncia al proprio ruolo e non esercita il diritto di critica verso la politica, sbaglia la politica a negare o a sminuire questo sacrosanto diritto. 

     E’ chiaro a questo punto che non rinuncio al mio stato di cittadino e invito tutti ad indossare la maglietta di narese per insieme essere stimolo critico dei nostri eroi della politica locale.

Piero Ragusa 

Il Comune di Agrigento rende nota l’operatività dello Sportello Unico per l’Edilizia a far data dal 1° giugno prossimo. Un risultato atteso dagli Ordini professionali di Agrigento che da tempo sollecitano l’Amministrazione,per l’attivazione del Sue e del Suap. Lo stesso, purtroppo, non si può dire per il Piano regolatore generale e per il Piano di utilizzo del demanio marittimo.

“Siamo contenti che dal prossimo 1° giugno, secondo quanto comunicato dal Comune di Agrigento, sarà operativo lo Sportello Unico per l’Edilizia – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento – Fino al mese di luglio dello scorso anno, era un argomento sconosciuto ai più e, dopo dieci mesi di incontri, richieste e sollecitazioni, avanzate dagli Ordini professionali, oggi il Sue sembra diventare una realtà.Ci auguriamo che, effettivamente, il Sue sarà operativo sia per i professionisti sia per le imprese anche se non sappiamo ancora se lo Sportello siaattivo negli enti preposti al rilascio dei pareri per i titoli concessori.Stessa cosa non possiamo dire per Piano regolatore generale e per il Piano di utilizzo del demanio marittimo – conclude Alfonso Cimino – Ancora, dopo un anno, nonostante diverse riunioni e altrettante richieste, attendiamo di conoscere quale futuro avranno il Prg e il Pudm, strumenti importantissimiai fini pianificatori e per rilanciare il tessuto economico e sociale e valorizzare il nostro territorio”.

A Porto Empedocle una maglia della catena del guinzaglio di un cane pitbull si è rotta, e il cane, slegato, ha iniziato a correre. Il nipote del proprietario, un ragazzo di 21 anni, si è lanciato all’inseguimento, e, quando ha tentato di bloccarlo, il cane si è scagliato contro di lui e lo ha morso in varie parti del corpo, tra la paura e il panico dei testimoni che hanno allarmato i soccorsi. Il giovane, ferito al collo e al torace, è stato trasferito all’ospedale “Civico” a Palermo, dove è stato stabilizzato ed è fuori pericolo di vita. I veterinari dell’Azienda sanitaria hanno disposto il sequestro precauzionale del pitbull e l’affidamento ad un’altra persona.

Il luogo delle accuse è facebook. Da una parte il mancato presidente del Consiglio Luigi Di Maio, dall’altra l’attuale ministro degli Esteri Angelino Alfano.

Di Maio, dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che di fatto ha bocciato la nomina a ministro di Savona, il leader grillino ha così dichiarato: “In questo Paese puoi essere un criminale condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione o indagata per mafia e puoi fare tutto; se invece hai criticato l’Europa non puoi fare nulla!”

Ed ecco la replica di Alfano: “Di Maio, prima di fare il mio nome sciacquati la bocca; niente laurea, niente professione nella vita civile, niente governo nella vita politica. Di Maio sei uguale a niente. Risponderai in tribunale di ciò che hai detto”.