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Nell’ambito di programmati servizi di controllo del territorio, la scorsa notte, a seguito di segnalazione pervenuta sulla linea 112 Nue, personale dipendente il Commissariato di Sciacca, si portava in questa via Cappellino, al civ. 59/A, per un’aggressione subita da una ragazza.

Nella ricostruzione dei fatti, la P.G. accertava che poco prima c’era stata una rissa tra minori e nel corso dell’atto criminoso un giovane faceva uso di un pezzo di legno. Il pezzo di legno, con atto a parte veniva sottoposto a sequestro penale.

Due giovani riportavano lesioni, ma nonostante ciò rinunciava a recarsi presso una struttura sanitaria per le cure.

A conclusione dell’attività investigativa venivano deferiti per i reati di rissa in concorso e possesso di oggetti atti ad offendere.

Nella giornata di ieri, martedì 21 gennaio, in Licata, la Polizia Di Stato ha segnalato due giovani del posto poiché trovati in possesso di sostanze stupefacenti.

Invero, nel corso dei potenziati servizi di controllo del territorio disposti dal Questore Iraci, gli Agenti del Commissariato di P.S. di Licata, in due distinte occasioni, fermavano le autovetture condotte dai predetti giovani, i quali avevano tentato di eludere il controllo di polizia, destando evidente sospetto.

La successiva accurata perquisizione personale, estesa alle autovetture in uso ai predetti, permetteva di rinvenire e sequestrare, ad entrambi, 1,5 grammi di sostanza stupefacente, verosimilmente del tipo marjuana che veniva sottoposta a sequestro amministrativo, poiché ritenuta in possesso per uso personale.

Analoga attività è stata espletata anche in Canicattì ove gli agenti di quel Commissariato di P.S. hanno fermato e controllato un giovane, alla guida di autovettura, trovato in possesso di quasi 3 grammi di sostanza stupefacente, verosimilmente del tipo marjuana.

Espletate le formalità di rito, i predetti giovani sono stati segnalati alla Prefettura di Agrigento quali assuntori di sostanze stupefacenti e sono state elevate sanzioni amministrative, con ritiro della patente per la successiva sospensione.

Infine, sempre il personale della Sezione Volanti del Commissariato di Canicattì, nel corso del servizio di controllo del territorio, ha fermato quattro persone riscontrando che gli stessi stavano conducendo un veicolo con patente scaduta ed addirittura uno con patente mai conseguita.

La Procura di Catania è stata impegnata nella requisitoria al processo per la morte di Nicole Di Pietro, nata nella clinica Gibiino e deceduta dopo alcune ore in ambulanza diretta all’ospedale di Ragusa, il 12 febbraio del 2015. Nel dettaglio sono stati chiesti 6 anni e 3 mesi di reclusione ciascuno per la ginecologa Maria Ausilia Palermo, il neonatologo Antonio Di Pasquale e l’anestesista Giovanni Gibiino, imputati di omicidio colposo. E poi 3 anni per l’ostetrica Valentina Spanò, imputata di falsa attestazione.

L’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, ha ribadito la irrinunciabilità dei termovalorizzatori in Sicilia. Cuffaro ha affermato: “E’ sempre poco elegante dire ‘io l’avevo detto’ o ‘avevo ragione io’, ma sul sistema dei rifiuti in Sicilia, la scelta dei termovalorizzatori è irrinunciabile. Un dato per tutti: nel 2019 la nostra isola risulta essere una delle regioni più care d’Italia per la Tari (394 euro spesa media contro 300 euro), e ciò è dovuto al fatto che i costi non possono che essere più elevati in quelle regioni che mantengono bassi livelli di differenziata e che non possono avvalersi di una impiantistica adeguata, e questo con riferimento ai termovalorizzatori, utili per il recupero elettrico e termico. Se la Sicilia oggi ha un sistema dei rifiuti a dir poco penoso, e se le discariche a cielo aperto sono una triste realtà in ogni provincia, lo si deve, fra le altre cose, alla decisione di non dotarsi dei termovalorizzatori: una scelta politica e strategica che politicamente il mio governo assunse e che venne bloccata in modo miope e colpevole”.

Ad Agrigento nei locali della Banca d’Italia, in via Crispi 6, è stata prorogata fino al prossimo 6 marzo la mostra, inaugurata lo scorso 14 dicembre, “La città aurea. Urbanistica e architettura ad Agrigento negli anni ‘30”, a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento diretta da Michele Benfari. L’esposizione è visitabile da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 13.

Ieri 21 gennaio, tavolo tecnico con l’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità Marco Falcone, per discutere le condizioni della viabilità interna ed in particolare della strada provinciale sp14 di collegamento dalla S.S. 640 al Centro commerciale le Vigne e Racalmuto – Montedoro, chiusa al traffico dal 2014, a causa del dissesto idrogeologico.

L’incontro con l’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità, si è tenuto nei locali del Comune di Montedoro, con la presenza del sindaco Renzo Bufalino, del sindaco di Milena, del sindaco di Mussomeli e dei rispettivi presidenti dei consigli comunali. Per il comune di Racalmuto, oltre al presidente del consiglio Sergio Pagliaro, che ha chiesto la progettazione esecutiva della sp 14, attraverso il Libero consorzio provinciale di Agrigento, era presente anche il neo vicesindaco Angelo Curto.

Con il sindaco di Montedoro Bufalino, abbiamo chiesto all’assessore regionale Falcone, di poter inserire all’ordine del giorno della giunta regionale, la SP14, tra le opere da finanziare, con i fondi disponibili dell’ufficio del commissario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico in Sicilia , dottore Croce, che, tra l’altro, abbiamo già incontrato il 18 dicembre scorso. Alla fine dell’incontro, il presidente Pagliaro ed il vice sindaco Curto,hanno invitato l’assessore regionale Falcone, a programmare una visita a Racalmuto per verificare lo stato della viabilità. L’ Assessore ha assicurato che sarà a Racalmuto nelle prossime settimane, anche per visitare la Fondazione Sciascia.

 

Ad Agrigento è stato recuperato al mattino di oggi, su iniziativa del sindaco, Lillo Firetto, nell’ex chiesa delle Forche sulla Rupe Atenea, il prezioso crocifisso ligneo policromo del 16esimo secolo, di proprietà del Comune e bisognoso di restauro. La Sovrintendenza di Agrigento ha autorizzato il trasferimento, compiuto da personale dell’assessorato comunale alla Cultura, dalla chiesa alla Pinacoteca comunale. Qui il crocifisso rimarrà in quarantena e successivamente sarà restaurato. L’opera cinquecentesca è destinata a rientrare nell’ex chiesa delle Forche non appena l’edificio, anch’esso di proprietà del Comune, sarà restaurato secondo il progetto previsto da tempo dall’Amministrazione Comunale.

Evoluzioni nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, sui panetti di hashish recuperati in diverse spiagge siciliane. I 50 pezzi di hashish rinvenuti lunedì scorso sulla spiaggia di San Leone ad Agrigento sarebbero parte – ed è un’ipotesi investigativa – di un carico naufragato a largo di Trapani. Da quel punto, le correnti avrebbero trascinato gli scatoloni contenenti i panetti di hashish, e che, verosimilmente, sono stati confezionati per eventualmente galleggiare. L’ipotesi del naufragio a largo di Trapani coincide con l’ipotesi di una nave “madre” straniera, ad esempio un peschereccio o una barca a vela, che avrebbe consegnato gli scatoloni a corrieri locali a bordo di motoscafi veloci. Inoltre, si sospetta che vi sia un legame tra la droga ritrovata in spiaggia e tre sub recuperati morti nelle ultime due settimane, a Tusa, Cefalù e Termini Imerese, e al momento senza identità. Si ritiene che i sub siano stati vittima del naufragio dell’imbarcazione, oppure durante il loro utilizzo per recuperare i pacchi di droga, con gps, che viaggiano ancorati con le reti nelle chiglie delle navi.

Risorgimento Socialista, tramite il coordinatore regionale, Nino Randisi, interviene nel merito delle elezioni Amministrative ad Agrigento, e afferma: “Coerentemente con il documento che il partito ha sottoscritto a livello regionale con le forze di sinistra ( Articolo Uno, Leu, Verdi, Sinistra Italiana) Risorgimento Socialista propone anche per la città di Agrigento la creazione di un campo largo in vista delle elezioni amministrative che comprenda anche i movimenti e le associazioni civiche presenti sul territori. Risorgimento Socialista intende costruire un percorso con quanti, forze politiche, sociali, produttive e soprattutto cittadini, si riconoscono nei valori progressisti e riformisti alternativi a quelli delle destre populiste e reazionarie. Per quanto riguarda la candidatura a sindaco, riteniamo di non potere convergere su quanti hanno già manifestato la volontà di scendere in campo, compreso l’uscente Firetto. Pertanto su queste basi intendiamo avviare un serio confronto tra i soggetti progressisti al fine di realizzare un programma di ripresa della città capoluogo, che possa esprimere una candidatura a sindaco, non legata al passato, largamente condivisa, nuova e alternativa”.

Il Sunia, il sindacato inquilini e assegnatari di alloggi, aderisce e parteciperà alla manifestazione di sabato prossimo 25 gennaio ad Agrigento contro l’isolamento viario e infrastrutturale della provincia. La segretaria provinciale Sunia di Agrigento, Floriana Bruccoleri, afferma: “Il solo modo per farsi sentire è scendere in campo per uscire dall’isolamento in cui la nostra provincia vive e che la costringe ad essere tra le ultime in Italia per qualità della vita. Gli infiniti lavori sulla Palermo-Agrigento e sulla Caltanissetta-Agrigento, la chiusura al traffico del ponte Morandi, di molte gallerie, di arterie primarie, strade statali piene di buche e causa di incidenti mortali, costituiscono un ostacolo allo sviluppo economico e sociale. Non possiamo più attendere, facciamo sentire la nostra voce ai governanti regionali e nazionali, all’Anas, alle Ferrovie dello Stato e a tutti gli enti e le istituzioni competenti”.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, ha scritto una lettera al presidente della Regione, Nello Musumeci, a seguito delle ingenti cartelle esattoriali notificate all’ex imprenditore di Bivona e testimone di giustizia, Ignazio Cutrò. Michele Catanzaro afferma: “Non è accettabile che lo Stato decida di infierire su chi, schierandosi dalla parte della legalità, ha già dovuto subire le logiche violente ed arroganti della criminalità organizzata. Intimare il pagamento di cartelle esattoriali per un’attività che ha chiuso i battenti a causa della mafia è l’ennesima beffa al coraggio di un imprenditore onesto. Ignazio Cutrò ha pagato un prezzo altissimo ed ora non deve essere lasciato solo. Il presidente della Regione mi ha confermato la volontà di intervenire, attivando tutte le interlocuzioni con gli enti competenti per risolvere la vicenda”.