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Oggi per gli oltre 500 mila studenti che stanno affrontando l’esame di maturità è la volta della seconda prova che avrà inizio dalle ore 8.30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i Licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni. Greco per il Liceo classico, Matematica per lo Scientifico, Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane, Economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing degli Istituti tecnici, Scienza e cultura dell’alimentazione per l’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalita’ alberghiera degli Istituti professionali: sono alcune delle materie al centro della seconda prova scritta nella materia caratterizzante ciascun indirizzo.

Il via alle 8:30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore

La Procura di Ravenna ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per la morte di Pier Paolo Minguzzi, il 21enne di Alfonsine (Ravenna), studente universitario e carabiniere di leva alla caserma di Mesola (Ferrara), sequestrato il 21 aprile 1987 mentre stava rincasando e probabilmente ucciso quasi subito dai rapitori. Si tratta di un 54enne originario di Gela (Caltanissetta) da tempo residente a Pavia, di un 55enne di Ascoli all’epoca carabiniere nel Ravennate e un idraulico 62enne di Alfonsine. Tutti e tre, già formalmente avvisati, devono rispondere di sequestro di persona, di omicidio e di occultamento di cadavere. Minguzzi, rapito verso l’una di notte mentre rincasava, fu portato in una stalla abbandonata di Vaccolino, nel Ferrarese, dove fu ammazzato per poi essere gettato nel vicino Po di Volano dopo essere stato legato a una massiccia grata sradicata proprio dal casolare. Il suo corpo riaffiorò la mattina del successivo primo maggio.

Il giovane fu rapito e probabilmente assassinato nel 1987

Acquisto e Stella: “Sui rifiuti la rivolta degli empedoclini è l’indice di un sistema che non funziona, troppi attori protagonisti pochissimi risultati.”

La provincia di Agrigento, come un po’ tutta la Sicilia è in crisi sul settore della gestione integrata dei rifiuti e il sistema delle discariche comincia a franare.
Inizia così la disamina della Uil di Agrigento con Gero Acquisto e Nino Stella.

“I fatti di Porto Empedocle e la rivolta dei cittadini sono l’ultimo episodio di una situazione oggettivamente ingestibile. Non si può continuare così, il sistema non regge, si deve ripartire subito. La politica regionale negli ultimi 15 o 20 anni non è stata a passo con i tempi: l’ultimo piano regionale approvato è datato 2000 e la legge regionale n. 9 del 2010 che doveva riordinare il sistema è stato un altro flop. Il risultato oggi è di un’emergenza rifiuti con riverberi sanitari e di epidemia, mista a rabbia sociale a oggi sempre più incontrollata.
La differenziata doveva apportare novità sostanziali ma in tanti casi non ha prodotto i risultati sperati, perché non si è predisposto un piano realmente integrato di tutta la macchina organizzativa e logistica. Con l’aggravante che le discariche spesso non rispettano i requisiti e gli standard per abbancare il rifiuto, se poi gli investimenti vanno a rilento tutto il servizio si ferma e si creano distorsioni. In molti casi non c’è stato un giusto raccordo tra amministratori locali e vertici regionali: l’eterna liquidazione degli Ato e le Srr non hanno dato i frutti sperati. Il problema rifiuti deve essere affrontato realmente a livello politico regionale assieme ai Sindaci e alla burocrazia regionale in maniera costruttiva. I fatti di Porto Empedocle non possono essere sottaciuti e la Sindaca Ida Carmina deve individuare le cause e chiedere un mutuo soccorso al governo regionale. E’ chiaro che in questo gioco al massacro non possono pagare il conto i lavoratori e i cittadini, sarebbe aberrante e ingiusto: i primi non ricevono il pagamento degli stipendi da 5 mesi, i secondi pagano bollette fuori mercato. Per fortuna una buona notizia è arrivata: anche se non ancora sufficiente, il Comune di Porto Empedocle potrà conferire fino a 20 mila tonnellate in discarica, fermo restando che i lavoratori dell’igiene ambientale devono essere pagati normalmente come prevede il contratto”.

 

Quarant’anni fa sino sono presi cura di un giardino di fronte le loro abitazioni, al Villaggio Peruzzo e nel corso dei lustri hanno curato e sistemato a verde, con piante e fiori, piazzetta Lampedusa, un “angolo” del quartiere popolato da una settantina di famiglie. Alcuni di loro, Alfonso Salvatori, Rosario Cardia e Ilario Franco, tutti pensionati,questa mattina hanno incontrato il sindaco Lillo Firetto e la vice sindaco, Elisa Virone, per chiedere di essere aiutati a salvaguardare quell’ambiente verde che rappresenta un’oasi di pace per tanti e che hanno sempre curato a proprie spese. Oggi la piccola delegazione ha chiesto che l’Amministrazione si adoperi affinchè questo “angolo” verde venga mantenuto siano rispettate le aiuole, i fiori, si eviti di giocare a calcio sul seminato e sia mantenuto il giusto decoro raccogliendo le deiezioni degli animali. “Un grande esempio di protagonismo civico – ha detto il sindaco – che merita di essere preso ad esempio ed incoraggiato”.  

A seguito di un nubifragio a Canicattì 

Le immagini del l’allagamento

Strade allagate e quartieri isolati a Canicattì (Ag) a causa delle abbondanti precipitazioni. Le zone più colpite quelle tra il vecchio tracciato del fiume Naro che attraversa il centro abitato e che è stato cementificato a partire dall’immediato secondo dopoguerra. Diversi automobilisti sorpresi dalla pioggia battente sono stati costretti ad abbandonare le loro autovetture perché sommersi dall’acqua torrenziale accumulatasi sotto il cavalcavia tra via Vittorio Emanuele e via Carlo Alberto e tra quello tra via Cirillo e via Verga. Allagata anche la variante di via Giglia. I centralini di polizia locale, vigili del fuoco, carabinieri e polizia sono stati presi d’assalto. Anche la protezione civile comunale è all’opera. Il sindaco assieme ai suoi assessori e funzionari stanno monitorando la situazione. Al momento non si segnalano danni alle persone ma sono numerosi i locali a pianterreno e scantinati allagati. Le autorità invitano a non uscire da casa.

Caso Porto Empedocle. Come ho già riferito nel mio intervento in Aula, tengo a precisare che il Comune di Porto Empedocle ha dei problemi con il conferimento dei rifiuti anche a causa della sua situazione debitoria nei confronti delle discariche. Infatti, rispetto agli altri Comuni dell’agrigentino che a seguito della chiusura della discarica di Siculiana, sono stati dirottati nel catanese, il Comune di Porto Empedocle non ha potuto conferire come gli altri Comuni a causa della sua situazione di insolenza nei confronti della discarica di un precedente debito di circa 300 mila euro. Per questo motivo i dirigenti del dipartimento hanno dovuto celermente studiare una soluzione alternativa per il solo Comune di Porto Empedocle: Gela.
La discarica di Gela, però, per le sue dimensioni, non può farsi carico dei rifiuti accumulati in questi giorni sia a causa degli scioperi non autorizzati dei netturbini sia per l’impossibilità di conferire nel catanese a causa dei debiti maturati dal Comune in questi anni.
Il dipartimento è già a lavoro per trovare un rimedio al “caso Porto Empedocle” individuando un altro sito dove conferire. Già nelle prossime ore potrebbe arrivare il provvedimento amministrativo atto a liberare la cittadina dai rifiuti accumulati sia a causa degli scioperi sia della morosità del Comune. 

Al Comune di San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, l’assessorato regionale alle Autonomie Locali ha designato come commissario straordinario il dottor Filippo Guagliano, dirigente dell’ufficio ispettivo del dipartimento delle Autonomie locali. In occasione delle recenti elezioni amministrative del 10 giugno non sono state presentate liste e candidature e quindi il Comune di San Biagio Platani è privo di una guida amministrativa. Pertanto Guagliano sarà in carica, con i poteri di sindaco, giunta e consiglio, fino alla prossima competizione elettorale o – eventualmente – fino allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose.

La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento emesso dal Gip che dispone il sequestro di 150mila euro nei confronti di Calogero Foti, dirigente della Protezione Civile Regionale, Gianluca Salvatore Galati Casmiro, già dirigente esterno della Regione siciliana e Pietro Lo Monaco, già dirigente di ruolo della Regione, oggi in pensione.
    Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle sotto la direzione della Procura di Palermo hanno consentito di accertare che sette dirigenti (sei di ruolo ed uno esterno) della Regione siciliana, tutti indagati per peculato, avrebbero percepito direttamente 590mila euro a titolo di compensi per incarichi “aggiuntivi” conferiti dall’amministrazione regionale, in violazione delle disposizioni che stabiliscono il principio dell’onnicomprensività del trattamento retributivo dei dirigenti pubblici. In particolare, all’epoca dei fatti, gli enti pubblici, le società partecipate ed i privati presso cui i dirigenti regionali svolgevano l’incarico “aggiuntivo” avrebbero dovuto versare il 100% del compenso nelle casse della Regione Siciliana che avrebbe provveduto per i dirigenti in posizione non apicale, a liquidare il 50% al dirigente e a destinare l’altro 50% al trattamento accessorio della dirigenza; per i dirigenti in posizione apicale, a destinare il 100% al trattamento accessorio della dirigenza. Il Gip di Palermo, ravvisando per alcune delle posizioni contestate il meno grave reato di “peculato mediante profitto dell’errore altrui”, con conseguente prescrizione delle condotte commesse tra il 2009 e il 2011, ha disposto il sequestro di 7.808 euro nei confronti di Calogero Foti, di 12.000 euro nei confronti di Gianluca Salvatore Galati Casmiro, e di 134.142 nei confronti di Pietro Lo Monaco.

Palazzo d’Orleans a Palermo, sede della presidenza della regione siciliana. WWW.SICILIA24H.IT 

 
 “Poche e semplici parole – dice Giorgio Assenza – i problemi ancora insoluti di questa Isola, difficoltà che il presidente Musumeci e la sua maggioranza stanno affrontando con senso civico e di responsabilità, non possono essere sponde sulle quali fare assurdi processi in contumacia al governatore della Regione. Anche perché – conclude – lo sappiamo, un certo clima può provocare anche strane ripercussioni e ridicole se pur deprecabili reazioni; e lo abbiamo visto quando sui social sono state scritte altrettanto ridicole e ugualmente indegne parole di maledizione più che vere minacce di morte. Ma, nell’interesse della Sicilia, non dobbiamo far altro, maggioranza e opposizione, che rimboccarci le maniche per annullare, per cancellare dal nostro vocabolario, un termine: emergenza. E questo faremo. E questo farà Nello Musumeci”.

L’onorevole Giusi Savarino esprime piena solidarietà al Presidente della Regione Nello Musumeci per le vili minacce subite sui social da parte di qualche “leone da tastiera” che gli “augura una morte lenta e dolorosa” .
Il fenomeno “haters” cioè degli “odiatori seriali” va affrontato e condannato con fermezza. 
Le minacce e le ingiurie anche se espresse da dietro uno schermo, non solo sono reati ma creano anche un clima di violenza generale che squalifica l’azione politica.
Invito tutti i miei colleghi ad essere molto cauti nell’esprimere le loro opinioni politiche. Il rischio è quello di agitare gli elettori, scatenando pericolosissimi sentimenti di rabbia e violenza che mi auguro si limitino alle invettive.
Chiedo ai miei colleghi di impegnarsi a tenere un atteggiamento costruttivo nei confronti di questo Governo.
La Sicilia è rimasta indietro rispetto alle altre Regioni italiane sotto diversi aspetti. In questa legislatura abbiamo tutti il compito di stringere un “patto per la Sicilia” e di pensare a salvare la nostra amata isola dal disastro in cui è stata lasciata.
Tutti nessuno escluso possiamo contribuire alla rinascita della Sicilia senza ricorrere più ai teatrini della politica che poco ci appartengono e che sono sicura non celano né veleni né tantomeno piccoli interessi di bottega.

 

Diventerà Bellissima: “Basta offese ed attacchi. Siamo al fianco di Musumeci. Si lavori per la Sicilia altrimenti tutti a casa.”

“Assistiamo quotidianamente a continui attacchi che vengono rivolti sui social network e tramite organi di stampa da autorevoli esponenti e da militanti di altri partiti e movimenti, al Presidente della Regione. Un continuo di offese e attacchi velati, che hanno come unico obiettivo quello di inasprire i toni e aizzare la gente, e che nulla hanno a che fare con la buona politica e con la risoluzione dei problemi.” Queste le parole di Domenico Bonanno ed Eduardo De Filippis, componenti dell’assemblea regionale di Diventerà Bellissima. I giovani esponenti del movimento guidato da Nello Musumeci, fanno riferimento ai post sui social network e ai comunicati diffusi, anche da autorevoli esponenti della maggioranza. “Adesso la misura è colma, ogni limite è stato superato, se si arriva anche alle minacce di morte sui social. Siamo al fianco del Presidente Musumeci, cui va la nostra piena solidarietà per i vili attacchi ricevuti ma anche per la convinta e seria azione di riforma e di bonifica della Regione che sta portando avanti, tra non poche difficoltà. I deputati delle opposizioni facciano il loro mestiere, senza mai dimenticare che sono stati eletti per difendere i Siciliani e non interessi di bottega. Ai deputati della maggioranza vogliamo ricordare che sono stati eletti al fianco del Presidente Musumeci per portare fuori dalla palude la nostra terra. Lavorino pertanto in sinergia con il governo, per portare avanti un serio programma di riforme e non giochino sottobanco solo per mettere sotto pressione la giunta. I Siciliani” concludono “si aspettano cambiamenti seri e scelte coraggiose, in caso contrario, come dice Musumeci, meglio tornare tutti a casa.”

Pullara

Non posso e non voglio rimanere indifferente di fronte alle minacce ricevute dal Presidente Musumeci, attraverso i social media. Esprimo con forza e decisione tutta la mia solidarietà nei suoi confronti.
Trovo che minacciare di morte tramite un profilo virtuale un uomo sia un gesto estremamente vile e deprecabile, ancora di più se indirizzato a chi rappresenta i Siciliani con grande dignità e onestà.
Gesti come questo vanno condannati e attenzionati dalle autorità competenti per evitare che i “webeti” si trasformino in criminali, anche internet deve rispettare le regole minime della decenza e della legalità.
Contestualmente all’incondizionata solidarietà nei confronti del Presidente, lancio un appello all’opposizione perché si impegni insieme a noi deputati di maggioranza a costruire un clima che abbandoni i toni da campagna elettorale e favorisca, al contrario, il lavoro e le riforme.
Proprio quest’ultime devono essere il nostro obiettivo, ed io in qualità di Capo Gruppo di Popolari e Autonomisti all’Ars, ribadisco la volontà della compagine politica che rappresento a sostenere l’azione riformatrice del Governo Musumeci.

 

 

Attacchi on line a Musumeci. La solidarietà dell’assessore Ippolito

“Condivido le coraggiose dichiarazioni pubbliche del presidente della Regione Siciliana ed esprimo sdegno e condanna per i pesanti commenti di minaccia e ostilità pubblicati sulla sua pagina facebook”. Lo ha detto l’assessore regionale della Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro Mariella Ippolito dopo i pesanti attacchi che Musumeci ha subito dopo la sua diretta da alcuni haters. “I social non siano zona franca per seminare odio e diffamare le istituzioni – ha aggiunto l’esponente della Giunta Regionale -. Certa che le autorità preposte sapranno individuare e perseguire responsabilità dei profili autori di queste aggressioni on line, al presidente Musumeci dico di andare avanti, senza tentennamenti, con la sua strenua opera di risanamento e riforma della Sicilia perché al suo fianco troverà me e gran parte di quelle siciliane e di quei siciliani che, davanti ai problemi – ha concluso l’assessore Ippolito -, non si rifugiano nella facile offesa da click”.