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Lia Sava si è insediata come nuovo procuratore generale di Caltanissetta.

La cerimonia si è svolta nell’aula magna “Saetta e Livatino” del palazzo di giustizia di via Libertà. Lia Sava assume il posto di Sergio Lari, in pensione dallo scorso 4 marzo. Negli ultimi 5 anni ha lavorato sempre a Caltanissetta come procuratore aggiunto. In occasione dell’insediamento, Lia Sava, tra l’altro, ha affermato: “Il mio impegno sarà quello di organizzare al meglio gli uffici requirenti del distretto. Si tratta di un territorio ad alto tasso criminale che comprende zone, oltre a quella di Caltanissetta, come Gela ed Enna. E le Procure devono sempre far fronte a carenze di organico che riguardano sia i magistrati che il personale amministrativo. Non è nemmeno possibile pensare, ad esempio, che la Procura minorile nissena, che ha competenza sull’intero distretto, possa reggersi solo sull’impegno del procuratore e dell’unico sostituto in organico”.

L’associazione ambientalista “MareAmico” di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, ha diffuso un video che testimonia la condizione di degrado in cui versa il boschetto del Viale delle Dune a San Leone. Recentemente si sono sollevate delle dispute sul soggetto istituzionalmente titolare del boschetto, e quindi competente ad intervenire. Anche lo stesso Lombardo spiega di avere rivolto tale quesito al Comune, e di essere ancora in attesa di una risposta.

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Il consigliere comunale di Agrigento, Salvatore Borsellino, interviene nel merito della perdurante chiusura del viadotto Morandi, e afferma: “Abbiamo richiesto già da tempo un Consiglio comunale straordinario affinché gli organi preposti ci diano notizie concrete per quanto riguarda il recupero sicurezza del viadotto. Attendiamo in Consiglio il sindaco Firetto affinchè relazioni sulle iniziative in itinere, i tempi di attuazione degli interventi, e, soprattutto, di conclusione. Il viadotto Morandi è un’arteria di collegamento essenziale e cruciale per il territorio. Non sono tollerabili ulteriori ritardi”.

Ad Agrigento fervono i preparativi in occasione della Festa di San Calogero, dall’uno all’otto luglio prossimi. Tra le novità, già annunciate in conferenza al Santuario, vi sarà il carrello con annessa guida al posto del mezzo a motore che finora ha trasportato il simulacro lungo le vie cittadine durante la sera. Dunque, non più il camion ma un carrello di ferro guidato da una persona, con due aste che saranno poggiate alla vara per consentire l’avvicinamento di famiglie e giovani tra la gente. E poi tante fiaccole che serviranno ad illuminare il tragitto fino all’ingresso del Santuario. Tra le altre novità di rilievo vi è il coinvolgimento di altre confraternite e associazioni di Agrigento. Per quanto riguarda il resto del programma è confermata l’uscita del Santo la prima domenica a mezzogiorno e alle ore 13 l’8 luglio. Per il 5 luglio, giovedì, è altresì confermata la preparazione della maxi torta che sarà offerta innanzi al Santuario. Poi protagonisti venerdì 6 luglio saranno l’attore Gianfranco Jannuzzo e i Tammura di Girgenti, con il patrocinio dell’Ente Parco dei Templi.

Beni per un valore di 2 milioni e 350mila euro sono stati sequestrati e confiscati dalla Guardia di Finanza, su ordine della sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, ad un imprenditore di Gela, Fabio Paolo Fasulo, consulente aziendale, coinvolto in procedimenti penali soprattutto di natura finanziaria. Il procuratore di Gela, Fernando Asaro, spiega: “Il provvedimento, richiesto dal pubblico ministero Antonio D’Antona, è il frutto di accertamenti capillari che hanno consentito di ricostruire i coinvolgimenti in illeciti di oltre un decennio di attività di Fasulo, appurandone la sua abituale dedizione ai traffici delittuosi nonchè la sproporzione delle ricchezze accumulate rispetto ai redditi dichiarati”. I beni confiscati consistono in 27 unità immobiliari adibiti a civili abitazioni e ad uffici, l’intero capitale sociale di due aziende immobiliari (una a Gela e l’altra a Parma dove l’imprenditore nel frattempo ha trasferito la sua attività) 6 autoveicoli (tra cui una Maserati) e 3 moto di grossa cilindrata. Il tutto è stato affidato ad un amministratore giudiziario. Il tribunale nisseno ha inoltre applicato a Fasulo il provvedimento della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 4 anni nella città di residenza.

Ad Agrigento è morto, all’età di 65 anni, Pasquale Matracia, conosciuto da tutti come don Pasquale, titolare, insieme al fratello Totuccio, della storica trattoria “Il pescatore”. Pasquale Matracia è ricordato come persona buona, solare e affabile, animato da tanta passione per la cucina, impegnato dal 1969 nella trattoria “Il pescatore”, una ‘istituzione’ per gli amanti del pesce ad Agrigento e provincia. Negli anni ‘80, ad esempio, il pesce non era ancora congelato a bordo, e don Pasquale lanciò altri piatti come la famosa “frittata di patate”. 

Ha trasmesso la stessa passione ai figli Alessandro e Giuseppe, che hanno seguito le impronte del padre avviando altri locali e proseguendo la tradizione. I funerali si svolgeranno oggi, nella chiesa di san Gregorio, alle ore 17. Alla moglie Carmela e ai figli Alessandro, Giuseppe, Antonella, Giovanna, al fratello Totuccio e ai nipoti le più sentite condoglianze dalla redazione@sicilia24h.it 

 

La scorsa edizione dello Sciacca Film Fest finanziata dall’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana insieme ai più importanti festival e rassegne di cinema della Sicilia.

Ha ricevuto grande attenzione la decima edizione dello Sciacca Film Fest che insieme ai più importanti festival e rassegne cinematografiche siciliane, ha ottenuto un finanziamento di quasi trenta mila euro da parte dell’Assessorato al Turismo e Spettacolo in base all’esito della graduatoria stipulata dal Comitato di Coordinamento dell’A.P.Q. “Sensi Contemporanei Cinema e Audiovisivo” nella riunione dello scorso 20 giugno di quest’anno.
Lo Sciacca Film Fest che nel 2017 ha festeggiato con un’edizione speciale il decennale della kermesse cinematografica saccense, è risultata essere la seconda rassegna di settore per entità del contributo subito dopo la dodicesime edizione del Sole Luna Doc Film Festival e accanto ad altre grandi manifestazioni cinematografiche siciliane come l’Efebo D’Oro e il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi.
“Una grande soddisfazione – commenta il patron della manifestazione Sino Carcappa – un contributo che inorgoglisce la Vertigo s.r.l e le associazioni Terramatta e Il Cortile che da anni investono e credono in questo festival che per la sua scorsa edizione sebbene in ritardo nella tempistica, riceve oggi un congruo riconoscimento economico. Questo finanziamento attesta che lo Sciacca Film Fest ha finalmente ottenuto la giusta considerazione da parte della Regione Sicilia ricomprendendola tra le più importanti manifestazioni di settore e riconoscendo il grande lavoro fatto in questi anni nella creazione di una iniziativa culturale che oggi rappresenta anche un intero territorio”.


Come si ricorderà alcuni dipendenti del Consorzio di Bonifica Agrigento 3, con in primis l’ex Direttore generale ing. Pieralberto Guarino, avevano proposto un ricorso giurisdizionale davanti ai giudici amministrativi per l’asserita declaratoria di nullità di alcuni provvedimenti afferenti l’approvazione dello schema tipo di Statuto dei Consorzi di Bonifica della Sicilia, l’approvazione delle schema tipo di regolamento di organizzazione, la nomina dei vice direttori generali del consorzio di bonifica Sicilia Occidentale, ed altri atti connessi e conseguenziali. Si era costituito in giudizio davanti al TAR , tra gli altri, il Consorzio di bonifica della sicilia occidentale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dai ricorrenti; ed il TAR Sicilia,Palermo, sezione Prima, condividendo l’eccezione formulata dall’avvocato Rubino circa l’assenza di danno grave ed irreparabile incombente sui ricorrenti, aveva respinto la richiesta cautelare dagli stessi avanzata. Ma questi ultimi, patrocinati dall’avvocato Leonardo Palagonia del foro di Sciacca, hanno proposto appello cautelare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana, per chiedere la riforma dell’ordinanza di rigetto della sospensiva emessa dal TAR. Anche in grado di appello si è costituito in giudizio il Consorzio di bonifica della sicilia occidentale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto dell’appello cautelare,reiterando l’eccezione inerente l’assenza di ” periculum in mora “, atteso che l’accorpamento dei vari consorzi di bonifica insistenti nel territorio siciliano non ha comportato alcuna modifica in merito alle posizioni giuridiche ed economiche di tutto il personale dipendente dei menzionati consorzi di bonifica. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana in sede giurisdizionale, condividendo le tesi dell’avvocato Rubino, secondo cui l’impostazione dell’ordinanza cautelare appellata si manifesta condivisibile, ha respinto l’appello cautelare proposto dai dipendenti del Consorzio di bonifica Agrigento 3; pertanto, nelle more del giudizio di merito, resteranno invariati gli assetti amministrativi e burocratici del consorzio di Bonifica della sicilia occidentale, ed in primis la nomina a direttore generale del dr. Giovanni Tomasino .

Ripartire dal Centro storico per avviare percorsi di sviluppo e riqualificazione che interessino tutta la città, fornendo a chi decide di investire nel cuore antico di Agrigento agevolazioni, incentivi e minori pastoie burocratiche.
Sono questi alcuni dei risultati emersi al termine del seminario “Ripartire dal Centro͟” promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, da quello degli Architetti e patrocinato dall’Amministrazione comunale del capoluogo. Un confronto lungo e articolato nel contesto del quale, grazie a numerosi contributi qualificati, si è cercato di comprendere cosa può essere concretamente fatto perché il centro storico torni ad essere cuore pulsante della nostra (e in altre) città.
“Gli ordini professionali hanno voluto organizzare questo momento di incontro, fuori dalla liturgia e dei riti che più volte si sono succeduti per celebrare una capacità di intervento in centro storico che poi in realtà ha mostrato tutti i suoi limiti – ha spiegato il vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri, Epifanio Bellini -. Crediamo che determinati processi debbano essere rivisti mettendo al centro la riqualificazione e la rivitalizzazione del centro storico. Questo passa ovviamente da processi normativi che semplifichino le procedure, che innalzino il valore del costruito in centro storico e consentano all’operatore privato di intervenire in sicurezza sfruttando alcuni strumenti già presenti come il cosiddetto ‘Sismabonus’, che però oggi hanno difficoltà ad essere applicati a causa di alcuni problemi endemici, ma risolvibili, del nostro centro storico”.
Il “Sismabonus”, lo ricordiamo, è una possibilità offerta dallo Stato di ottenere una riduzione significativa della tassazione sugli interventi che appunto prevedono l’adeguamento sismico degli edifici, con vari livelli di intervento e alcune opportunità specifiche. Uno strumento che rappresenta anche una opportunità ovviamente per aumentare la sicurezza del nostro centro storico.
“Se applicato a tappeto, il Sismabonus porta con sé l’effetto positivo di una diminuzione del rischio sismico dei centri storici – spiega Calogero Cucchiara, docente di Tecnica delle Costruzioni dell’Università di Palermo, consigliere provinciale dell’Ordine degli Ingegneri, relatore e promotore dell’iniziativa di ieri -, ma potrebbe anche creare lavoro, non solo per i tecnici e le imprese che sarebbero occupate nelle opere di messa in sicurezza, ma per tutto il tessuto: tanti centri storici hanno fatto la loro fortuna grazie a percorsi di riqualificazione. Il Sismabonus, inoltre, è sfruttabile anche da coloro che non possono usufruire dei vantaggi fiscali perché non presentano una dichiarazione dei redditi perché possono cedere il credito alle ditte.

Sul tema delle agevolazioni economico-burocratiche è intervenuto anche don Giuseppe Pontillo, direttore dei Beni culturali ed Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento e del Mudia, il museo diocesano. “Il futuro del centro storico – ha detto – è certamente legato all’asse di via Duomo, dove insiste la cattedrale, segno di speranza e punto di arrivo sicuro nei percorsi di visita turistica, e l’itinerario ‘Arte e fede’, ma accanto a questo servono percorsi nuovi che se da un lato possono portare al recupero dell’esistente da un punto di vista urbanistico, dall’altro debbono fornire agevolazioni ai privati che vogliano investire nel centro storico. Per fare un esempio concreto, oggi spesso non si possono aprire dei locali in centro storico perché l’area, per propria conformazione urbanistica, non è adeguabile alle norme sulle barriere architettoniche”.
Della necessità di affiancare a questi percorsi di agevolazione economica ad un ragionamento complessivo su infrastrutture e strumenti urbanistici è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti Alfonso Cimino.
“Agrigento ha un centro storico meraviglioso, ma cinquant’anni di cattiva pianificazione urbana di questa città, vuoi anche per l’evento franoso, hanno svuotato quell’immenso patrimonio artistico, sociale e culturale. Recuperarlo, come? Innanzitutto riaggregando le periferie al centro, fermando l’ormai inutile consumo di suolo per la costruzione di nuovi edifici, stilando un piano economico e commerciale dedicato alla città perché le vetrine di via Atenea tornino ad essere aperte e defiscalizzando al massimo i cittadini e gli imprenditori che vogliono investire nel centro storico. Mettendo tutti questi elementi a sistema, e recuperando la viabilità comunale e provinciale, sono convinto che il centro storico potrà ripartire”.
Al seminario presente anche il sindaco Lillo Firetto, che oltre a portare i saluti ha raccontato la genesi e la struttura del progetto “Girgenti”, che porterà alla riqualificazione di ampie parti del centro storico, visto però come “periferia degradata”, stante che il bando Statale che ha finanziato l’iniziativa era appunto dedicato ai territori in cui fossero presenti fenomeni di marginalità sociale.
“Ricordo che discutevamo di quale quartiere periferico candidare, visto che, appunto, si parlava di periferie – ha spiegato -. Non si facevano i conti con la filosofia di quel bando voluto da Renzo Piano, che esprimeva cioè la necessità di creare dei rammendi alle città. Cioè, trovare quelle aree che si trovavano particolarmente compromesse sul piano non solo infrastrutturale e urbanistico, ma anche sociale, e metterci una pezza. A questo punto abbiamo detto: dove se non in un centro storico, come quello di Agrigento, mortificato negli anni da tante cose, a partire da una mancanza di risorse che, a volte, non sono arrivate per ragioni da attribuire solo a noi stessi. Un fatto per tutti: il dotarsi di un piano particolareggiato del centro storico quando la messe importante di risorse finanziarie erano già finite altrove. Adesso l’idea che avevamo messo in campo è risultata vincente: le risorse stanno arrivando e stiamo iniziando con i cantieri”.

Lillo Firetto, sindaco di Agrigento.

La Provincia di Agrigento ha classificato 5 nuove strutture turistico-ricettive nel mese di giugno. Si tratta di 52 posti letto in più nel territorio provinciale. Nel dettaglio, le nuove strutture autorizzate sono bed and brakfast:
“La casa di Anthea” ad Agrigento in via Callicratide 64.
“Belvedere sulla Valle” ad Agrigento in via Dante 5. “Batara” Agrigento in via Ficani 34.
“Vistamare” ad Agrigento in via Belvedere 96.

E poi “Holiday Home Seccagrande”, a Ribera in via Raffaello Sanzio, come Casa per Ferie.

Inoltre è stata riclassificata la struttura ricettiva “Villa Sole” a Siculiana in contrada Torre Salsa, nella tipologia B & B.

La provincia di Agrigento dispone attualmente di 18.835 posti letto.