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È accaduto stamattina sulla strada statale 115, a Vincenzella, tra Monserrato e Porto Empedocle. Un sessantaisenne di Agrigento, residente nel quartiere di Giardina Gallotti, mentre alla guida del suo trattore che trasportava grano, per cause in corso di accertamento, si è scontrato con una Fiat Punto, guidata da un agrigentino di 26 anni. L’impatto è stato violento e l’anziano, che sembra sia caduto sull’asfalto, è rimasto gravemente ferito.Scattato l’allarme, sul posto sono arrivate le ambulanze del 118, oltre alla polizia Stradale e i vigili del fuoco del comando provinciale di Villaseta. Il sessantaisenne è stato trasportato al pronto soccorso  dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, dove i medici, dopo averlo sottoposto ai primi accertamenti sanitari, che hanno evidenziato un grave trauma cranico, hanno optato per il suo trasferimento in elisoccorso presso l’ospedale Civico di Palermo. La prognosi sulla vita è riservata. Gli agenti della Polstrada diretti dal vice questore Andrea Morreale hanno avviato le indagini per ricostruire le dinamiche dell’incidente. 

La somministrazione del fumigante prevedeva l’irrigazione del terreno che però non è avvenuta a causa di un guasto. I vigili del fuoco, dopo avere rilevato la sostanza, hanno contattato il proprietario riuscendo a fare ripartire l’impianto

 

Alle 23.31 del17 notte la sala operativa 115 è stata allertata, per intervenire in c.da Ciarciolo agro del comune di Modica, a causa di un malessere diffuso degli abitanti della zona. Avuto riguardo alla tipologia di richiesta la sala operativa ha disposto l’invio della squadra del distaccamento di Modica e l’invio di personale specializzato ed attrezzato per eseguire rilievi campali, finalizzati a verificare l’eventuale immissione in atmosfera di sostanze irritanti.

Sul posto gli strumenti in dotazione hanno indirizzato il personale vigilfuoco verso una serra per la produzione di prodotti orticoli nella quale era stato usato Vapem, fumigante per la disinfezione dei suoli, (le procedure operative prevedono dopo lo spandimento l’immediata irrigazione dei terreni) alla quale deve seguire l’irrigazione dei terreni trattati.

A causa di un guasto improvviso l’impianto di irrigazione non ha funzionato e il fumigante si è rapidamente diffuso in aria, causando fastidi respiratori ed irritazioni oculari ai residenti della zona, che per la notte hanno trovato altra sistemazione. Rintracciato il proprietari del terreno si è riusciti ad attivare l’impianto irriguo, ed in tarda mattinata è stata effettuato altro rilievo, a cura del personale VV.F., dal quale non è emersa presenza di fumigante in aria.

Ultimati i rilievi con personale dell’A.R.P.A. dell’Ufficio Igiene Pubblica dell’ASP, e del Comando di polizia Municipale di Modica, hanno convento sulla possibbilità di consentire il rientro dei residenti evacuati nel corso della notte. L’intervento è stato ultimato alle ore 13.30

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, ritengono che il tavolo di confronto sul caso viadotto Morandi convocato dal sindaco Firetto il prossimo 7 settembre “rappresenti – affermano – l’approccio concreto e pragmatico alla questione delle infrastrutture ad Agrigento, che dovrà trovare soluzioni operative con l’apporto reale di governo regionale ed Anas, nonché delle altre Istituzioni competenti in materia di infrastrutture. Dopo l’abbattimento del ponte Petrusa, che portava rapidamente a Favara, e la chiusura di un tratto del ponte Morandi, serve un sussulto di orgoglio delle amministrazioni coinvolte per recuperare il tempo perduto ed assicurare, intanto, una viabilità rapida e snella per arrivare e muoversi ad Agrigento, anche con percorsi alternativi. Il governo regionale faccia per intero la sua parte, investendo risorse per risolvere, tra l’altro, i perduranti gravi disagi lungo la Agrigento-Palermo”.

L’Akragas calcio è stata iscritta al campionato di Promozione. La nuova società è la “Olimpica Akragas”. Alla scadenza del termine, imposto dalla Lega nazionale dilettanti, il presidente della società, Giovanni Amico, che è anche assessore comunale allo Sport di Agrigento, ha versato la quota di iscrizione, 7.500 euro. Adesso si è alla ricerca di imprenditori disponibili ad investire nel calcio e sostenere le spese per affrontare il campionato di Promozione. Al mattino di oggi, al Palazzo Filippini, sono stati impegnati in conferenza il sindaco, Calogero Firetto, e l’assessore Giovanni Amico.

Le interviste sono in onda oggi al Videogiornale di Teleacras.

Esprimo solidarietà e pieno sostegno all’assessore comunale di Ribera Francesco Montalbano per il vile atto intimidatorio subito, certa che la sua azione politica e amministrativa continuerà senza condizionamenti nell’interesse della collettività”.

Lo afferma in una nota il deputato regionale e sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo a proposito dell’incendio che a Ribera ha distrutto l’auto dell’amministratore comunale.

“L’auspicio è che le Forze dell’Ordine possano individuare gli autori dell’atto intimidatorio assicurando serenità all’assessore Montalbano e all’intera giunta comunale nello svolgimento dell’attività amministrativa. Purtroppo nella nostra provincia – aggiunge La Rocca Ruvolo – continuano a susseguirsi con una frequenza preoccupante intimidazioni ai danni di amministratori pubblici e questo non può che turbare le vittime, le famiglie e le comunità. E’ doverosa una risposta forte e corale delle istituzioni e della politica per respingere con determinazione ogni tentativo di condizionamento dell’attività amministrativa da parte di chi, con atti criminali, punta a minare il libero confronto democratico e a influenzare le scelte degli amministratori pubblici”.

Lo scorso 14 agosto la stampa ha segnalato la presenza di uno squalo presso una spiaggia di Sciacca in località Tonnara a pochi metri dalla riva. Successivamente si è saputo che lo squalo era stato allontanato ed aveva ripreso la navigazione. 
Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto, invece, un video che faceva vedere che lo squalo in questione era stato catturato, torturato ed ucciso.
Le associazioni Mareamico, WWF Sicilia Area Mediterranea scientifica e Marevivo (nelle persone di Claudio Lombardo, Domenico Macaluso e Fabio Galluzzo) hanno appena segnalato alle Autorità Competenti questa inutile crudeltà, nei confronti di una creatura indifesa.

Ecco il video:https://www.facebook.com/835808973122116/videos/237088726994867/

A Ribera ha subito un incendio l’automobile dell’assessore comunale a politiche sociali, sport e turismo, Francesco Montalbano, avvocato. L’auto è stata posteggiata in via Torricelli, e le fiamme hanno anche danneggiato l’auto a fianco, del fratello di Montalbano, Gaetano, ex presidente della Seus soccorso pubblico. Indagano i Carabinieri. E’ privilegiata l’ipotesi dolosa del fuoco. Il sindaco di Ribera, Carmelo Pace, afferma: “Tutta la solidarietà umana ed istituzionale mia e dell’intera giunta comunale all’assessore Francesco Montalbano e ai suoi familiari per il vile atto intimidatorio di cui è stato vittima. Non dobbiamo sottovalutare in alcun modo questo gesto. Al lavoro degli inquirenti occorre pertanto affiancare la netta condanna del gesto e la ferma solidarietà delle istituzioni e della politica, a tutela della legalità e di chi compie il proprio dovere nel gestire un bene pubblico”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, ritiene che in città sia stata superata oltremodo la soglia di tollerabilità della condizione di degrado ambientale. Spataro allega al suo intervento delle foto testimonianza scattate tra le vie Toniolo e Manzoni, e afferma: “Occorre subito rimuovere gli ammassi di rifiuti che incombono finanche sulla carreggiata stradale, perché costituiscono un grave rischio alla circolazione degli autoveicoli, con potenziale danno a carico dei cittadini transitanti e delle casse comunali. La zona necessita di un controllo a tappeto, punendo severamente quegli incivili che penalizzano l’ottimo lavoro di tutti gli agrigentini che pagano la tassa sui rifiuti, continuano a pagare e vorrebbero pagare di meno se pagassero tutti e tutti praticassero la raccolta differenziata. Rivolgo un appello al comandante dei Vigili urbani affinché garantisca un controllo serrato su tale porzione di territorio abbandonato a se stesso. Gli incivili – conclude Spataro – sappiano che non hanno altre possibilità che adeguarsi al progetto della differenziata. Il Comune intensifichi i controlli e punisca i trasgressori in modo esemplare, scoprendo gli evasori della tassa e garantendo equità sociale e decoro urbano”.

“Le nuove infrastrutture tardano ad arrivare e quelle esistenti non sono per nulla sicure”. CNA Agrigento, nel giorno del lutto nazionale per i drammatici eventi luttuosi di Genova in cui è rimasto coinvolto anche un imprenditore grottese, lancia una iniziativa per provare ad onorare, al di là delle parole, le persone che hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi. “Le strade non possono e non debbono trasformarsi in trappole mortali – sottolinea il presidente della Confederazione agrigentina, Mimmo Randisi – e per scongiurare altre possibili stragi occorre acquisire la piena consapevolezza che la sicurezza e l’ammodernamento del sistema viario rappresentino una priorità assoluta, anche per il rilancio del sistema economico. Nelle prossime settimane è nostra intenzione, visto che su questo terreno siamo stati sempre particolarmente attenti e vigili, organizzare in provincia di Agrigento un momento di confronto, alla presenza di tutti i soggetti interessati, per fare il punto della situazione sulle principali criticità e sui progetti e impegni concreti da realizzare, finalizzati a tutelare l’incolumità pubblica, ma anche a salvaguardare le attività che utilizzano le strade per competere sul mercato. Ad Agrigento, due ponti, la cui funzione di collegamento è strategica, da tempo sono al centro di disagi e polemiche: il viadotto “Petrusa” è stato abbattuto, ma senza avere preventivamente realizzato un percorso alternativo, mentre il “Morandi” è a mezzo servizio. L’omonimo di casa nostra, a questo punto c’è da chiedersi, che fine farà? In queste ore – aggiunge Randisi – si è aperto un serrato dibattito, alla luce di quanto accaduto in Liguria e rispetto all’annunciato vertice programmato nei prossimi giorni al Comune di Agrigento. Poi ci sono altri ponti sotto osservazione: quelli che attraversano Porto Empedocle lungo la Statale 115, ma anche il Carabollace sul versante di Sciacca. Che non fanno certamente dormire sonni tranquilli”-puntualizza Randisi. “Lo scenario, sia nell’agrigentino, ma anche in altre parti della Sicilia – evidenzia il segretario regionale della CNA, Piero Giglione – è piuttosto desolante e grave, appesantito da una viabilità interna lasciata da tempo al proprio destino, abbandonata nel segno del degrado, dell’incuria, con tutti i rischi del caso. I lavori di manutenzione, gli interventi di messa in sicurezza sono diventati un miraggio. Ecco perché chiediamo alle Istituzioni competenti, il tema sarà poi rilanciato in modo dettagliato in occasione del Focus, che venga realizzato – conclude Giglione – un piano straordinario per verificare la stato di salute, sia dei viadotti presenti nel territorio, sia di tutte quelle arterie, ad alta densità di traffico, che danno segnali di cedimento. Fermo restando che dovranno essere poi reperiti i soldi per fare fronte alle criticità emerse. E’ arrivato il tempo delle azioni, dei fatti”.

Il ponte Morandi di Genova è crollato ed il Sinalp Sicilia si unisce al dolore degli italiani, dei genovesi e dei siciliani che purtroppo annoverano delle vittime in questa immane tragedia.
L’uso spregiudicato da parte dello Stato dell’elargizione delle concessioni autostradali a società private senza aver preteso chiarezza e certezza sulla programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nei tratti da loro gestiti deve essere immediatamente interrotto onde evitare altre immani tragedie.
Ci rendiamo conto che questo non è il momento delle accuse e dei distinguo ma non è possibile non evidenziare che da tempo il Sinalp Sicilia denuncia l’abbandono totale della rete stradale ed autostradale siciliana.
Il Sinalp Sicilia è stato in prima linea contro il tentativo incosciente, maldestro, stupido ed assurdo messo in atto dal Governo Crocetta di voler “regalare” il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) all’ANAS con la presunta motivazione illusoria della sua maggior capacità organizzativa, tecnologica e progettuale.
Fortunatamente la nostra ferma opposizione con denuncie pubbliche, condivisa da alcune forze politiche presenti nel Parlamento Siciliano, è riuscita a bloccare questa regalia.
Ricordiamo a chi non ricorda, che l’autostrada A19, dove il ponte all’altezza di Scillato è “casualmente ed inaspettatamente” crollato, è gestita e manutenuta proprio da quell’ANAS che il Governo Crocetta ne elogiava le capacità gestionali e tecnologiche.
Fatta questa doverosa premessa e visto i sempre più evidenti e frequenti crolli e frane che si susseguono su tutta la rete stradale del territorio nazionale, il Sinalp torna a chiedere al Governo Musumeci che si attivi per dare vita ad un programma omogeneo di interventi e messe in sicurezza della rete stradale ed autostradale Siciliana.
L’intera rete stradale siciliana si compone di 570 chilometri di autostrade, 3.591 chilometri di strade statali e altri 16.660 gestiti da altri enti come Comuni e Province.
Tralasciamo per pietà di cronaca di elencare le criticità della rete stradale gestita dai Comuni e dalle ex Province che con l’ormai “mantra” della cronica mancanza dei soldi non solo non fanno più manutenzione ordinaria ma nemmeno quella straordinaria ed invitiamo il Presidente Musumeci a percorrere per qualche chilometro una qualsiasi strada gestita dai comuni o dalle ex provincie ed avrà modo di rendersi conto in che condizioni i siciliani sono costretti a viaggiare nella propria terra.
In Sicilia ormai da tempo abbiamo ponti caduti, chiusi al traffico o chiusi al traffico pesante e su tutti l’unica azione visibile ai cittadini è il semplice transennamento del tratto in disfacimento ed il relativo smistamento verso una qualsiasi strada che comunque risulta anch’essa sempre in condizioni a dir poco “pietose”.
La Sicilia vanta anche il primato della caduta del ponte Scorciavacche sulla statale 121, la Palermo Agrigento, che in appena 10 giorni dalla sua inaugurazione è crollato, e fortuna volle che in quel momento nessuno transitava su di esso.
Sfidiamo qualsiasi altro territorio italiano a poter vantare un tale primato ed ad oggi nulla si sa sul futuro di questo ponte.
Il Ponte sul fiume Belice nella S.V. Castelvetrano Agrigento è perennemente in manutenzione e visti i precedenti, i siciliani che ogni volta debbono transitare su di esso prima fanno testamento.
Del ponte Himera sulla A19 caduto il 10 aprile 2015, ad oggi non si sa quando e se verrà ricostruito. La certezza è che la frana che ne ha provocato il crollo era conosciuta da almeno 10 anni e nessun ente interessato aveva mai ritenuto necessario intervenire per scongiurarne la tragedia, poi, come tutti sappiamo, comunque verificatasi.
Il viadotto Akragas, progettato dallo stesso ingegnere Morandi del ponte crollato a Genova, che doveva smaltire il traffico della città di Agrigento con le sue periferie, ormai risulta chiuso da anni e nessuna opzione sul suo futuro è stata ad oggi presa.
Lo stesso ingegnere ha progettato anche il ponte sul fiume Salso a Licata e visti i precedenti ci permettiamo sommessamente di invitare il Sindaco di Licata ad effettuare dei controlli sulla sua staticità.
Con questo elenco di ponti e cavalcavie in condizioni critiche potremmo riempire un intero libro e le pagine non sarebbero purtroppo mai sufficienti.
La stessa capitale della Sicilia, Palermo, risulta perfettamente in linea con le criticità riscontrate nei diversi ponti del sistema viario siciliano. Il ponte Corleone che risulta inserito in un progetto di ristrutturazione, ad oggi tale intervento non è stato completato e quindi riteniamo plausibile pensare che si possa correre il rischio di un suo collasso in qualsiasi momento.
Il ponte sul fiume Oreto ancora aspetta di essere ammodernato e ristrutturato eliminando le tante criticità denunciate ed evidenziate dai cittadini che vivono nei suoi pressi.
Invitiamo tutte le autorità competenti ed in primis il Presidente On. Musumeci a dar vita tempestivamente ad un dettagliato ed omogeneo grande programma di interventi manutentivi e ricostruttivi di tutta la rete viaria siciliana, con l’obiettivo di ottenere la messa in sicurezza della rete e dare vita ad un importante impulso lavorativo ed occupazionale per tutta l’Isola.
Creare lavoro deve essere l’obiettivo primario di ogni politico ed amministratore della res pubblica e ciò a maggior ragione quando contestualmente questi interventi faranno aumentare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini rappresentati.