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Il diritto al riconoscimento del figlio naturale deve essere negato al padre violento. Lo ha chiesto – in adesione al ricorso presentato dall’avvocato Arnaldo Faro – il procuratore generale presso la Corte di Cassazione.

L’avvocato Faro, nell’interesse di una minore, ha chiesto alla Suprema Corte l’annullamento della sentenza della Corte d’appello di Venezia che aveva consentito il riconoscimento filiale al padre biologico che si era reso responsabile di atti violenti contro i familiari. Dopo la nascita della bambina, al padre M. A. H., di origine egiziana, era stato negato – dalla madre della piccina: F. V. di Raffadali – il riconoscimento della figlia. Una decisione importante, presa però a causa delle condotte violente dell’uomo che l’aveva indotta all’aborto. Dopo la nascita della piccina, l’uomo aveva anche programmato – ha ricostruito l’avvocato Arnaldo Faro – di impartirle un’educazione religiosa integralista, secondo rigidi canoni comportamentali, in contrasto con il contesto socio culturale della minore, manifestando anche l’intento di volerla condurre nel suo paese d’origine per affidarla alla propria madre.

Il procuratore generale ha censurato la sentenza della Corte di Venezia che non ha applicato il principio della prioritaria tutela del preminente e superiore interesse del fanciullo. La Procura generale ha anche richiamato il principio secondo cui se è diritto soggettivo dell’altro genitore quello di riconoscere il proprio figlio naturale, tutelato dall’articolo 30 della Costituzione, tuttavia tale diritto può essere sacrificato in presenza del rischio di compromissione dello sviluppo psico fisico del minore, con un bilanciamento tra l’esigenza di affermare la verità biologica, con l’interesse alla stabilità dei rapporti familiari e ciò impone uno scrupoloso accertamento di quale sia in concreto l’interesse del minore.

L’avvocato Faro investendo della tutela della minore la Corte di Cassazione ha evidenziato che i giudici di merito nel valutare l’interesse concreto della minore si erano posti in contrasto con la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e lotta contro la violenza domestica. Convenzione che ha definito la violenza domestica quella che si concretizzi in tutti gli atti di violenza fisica sessuale, psicologica o economica che si verifichino all’interno della famiglia o del nucleo familiare.

875 i nuovi casi di Coronavirus a fronte di 16.558 tamponi effettuati, su un totale di 3.582.328 da inizio emergenza.

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 10 decessi (ieri 24), che portano il totale delle vittime, in Sicilia a 5.162. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 25.758 (+281) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.212, di cui 187 in Terapia intensiva.

In isolamento domiciliare ci sono 24.359 pazienti.

I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 164.599 (+584).

I nuovi casi per province:

Palermo 246

Catania 206

Messina 79

Siracusa 93

Trapani 33

Ragusa 76

Caltanissetta 69

Agrigento 53 

Enna 20.

Migliaia di medici specializzandi e farmacisti ospedalieri in formazione verranno coinvolti dalla Regione nella campagna di vaccinazione anti Covid-19 in Sicilia. Ad annunciarlo il presidente Nello Musumeci, che ha firmato un accordo con le tre università statali di Palermo, Catania e Messina.
«L’obiettivo – sottolinea il governatore– è quello di estendere la copertura vaccinale della popolazione in funzione del prossimo aumento della disponibilità di sieri. Vogliamo creare una sinergia con gli atenei siciliani, mediante il coinvolgimento di giovani professionisti, dando così un’ulteriore accelerata alla somministrazione di vaccini».​ ​
La partecipazione avverrà su base volontaria, al di fuori dell’orario dedicato alla formazione specialistica e, per quanto concerne i medici specializzandi, in deroga alle incompatibilità previste dai contratti di formazione specialistica.
Saranno le singole università a verificare la disponibilità dei sanitari interessati, comunicandolo al dipartimento dell’Assistenza sanitaria e osservatorio epidemiologico dell’assessorato della Salute.​ Sulla base del fabbisogno di personale manifestato dai vari Centri vaccinali e dei criteri per garantire il percorso formativo e la compatibilità della campagna vaccinale con gli ulteriori incarichi conferiti agli specializzandi (Usca, reparti Covid, etc), la Regione provvederà ad assegnare i professionisti alle Aziende e agli enti del Servizio sanitario siciliano.
Gli incarichi non potranno avere una durata superiore ai sei mesi, prorogabili in ragione delle necessità del Piano vaccinale, e il monte ore settimanale massimo per ogni sanitario è di venti ore, con un compenso orario di 40 euro lordi omnicomprensivi.

La complessità della rete della ricettività turistica, che caratterizza l’offerta della città di Agrigento – si legge nella nota stampa a firma dell’ass. Francesco Picarella- costituisce la causa primaria di proliferazione dell’abusivismo, e di elusione del pagamento della imposta di soggiorno. Occorre, pertanto, una costante azione di vigilanza diretta a garantire la regolarità delle dinamiche di leale concorrenza ed il rispetto delle norme in materia di turismo.

L’approssimarsi della stagione estiva, rappresenta il momento adatto a constatare le specifiche criticità del settore.
Nell’ottica di un’adeguata azione di prevenzione ed analisi, mirata a limitare il fenomeno dell’abusivismo, l’Assessorato Attività Produttive del Comune di Agrigento ha avviato un’attività di accertamento documentale delle autorizzazioni e concessioni, anche analizzando la presenza di strutture presenti nei principali motori di ricerca e prenotazione.

Francesco Picarella, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Agrigento, a tal proposito dichiara: “La concorrenza è quella condizione nella quale più imprese competono sullo stesso mercato, inteso come l’incontro ideale tra domanda e offerta, producendo gli stessi beni o servizi, per tale motivo abbiamo avviato una attività di controllo degli iter autorizzativi per analizzare e successivamente invitare gli operatori al rispetto della legge, al fine di tutelare le strutture che rispettano le regole ed a garanzia e sicurezza dei turisti.”

I carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno chiuso due attività lavorative, nello specifico, un bar e un chiosco, per violazioni delle norme anti Covid. Nel primo caso l’ispezione è scattata al Villaggio Mosè, precisamente lungo il viale Leonardo Sciascia. L’equipaggio di una gazzella, impegnato in un giro di perlustrazione, ha notato un via vai di avventori, in un bar della zona.

All’interno dell’attività sono stati sorpresi diversi clienti a consumare alimenti e bevande. I militari dell’Arma, accertate le violazioni, hanno multato l’esercente, e quattro avventori, con una sanzione da 400 euro a testa, e disposto la chiusura del locale per cinque giorni.

Dal quartiere commerciale a Villaseta. Qui i carabinieri hanno accertato il mancato rispetto delle regole del titolare di un chiosco. E’ scattata la sospensione dell’attività per 5 giorni, oltre alle multe, in quanto c’era un numeroso gruppetto di persone, in assembramento, davanti al pubblico esercizio, alcune stavano aspettando il turno per acquistare delle bevande, altre consumavano alimenti e alcolici, come se nulla fosse. Sono scattate cinque sanzioni da 400 euro ciascuna.

Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco che sono intervenuti a seguito di un incendio accidentale scoppiato questa notte nel magazzino del centro di accoglienza per migranti in contrada Petruso. I pompieri hanno lavorato alacremente per ore per poter sedare il fuoco, dopo averlo tempestivamente circoscritto.

Sono stati gli stessi ospiti della struttura a dare l’allarme dopo aver sentito puzza di bruciato, provenire dal magazzino.
Un po’ di paura tra i migranti, qualche danno, ma per fortuna nessun esito grave dall’evento accidentale

Carmelo Gagliano, sessant’anni, che ha problemi di salute,  si è allontanato da casa ieri mattina, ma non vi ha fatto ritorno né ha dato più sue notizie. Così dall’alba di questa mattina carabinieri, polizia e vigili del fuoco lo stanno cercando tra il centro abitato e le campagne dove si pensava l’uomo si fosse recato considerato che lì ha un’altra residenza.

Per ritrovarlo, si è mosso tutto un piano provinciale applicabile in casi come questo, ossia per la ricerca delle persone scomparse ad opera della Prefettura di Agrigento. Per ritrovarlo, le squadre di vigili del fuoco ma anche le squadre cinofili, oltre all’utilizzo dei droni, che stanno controllando dall’altro l’intero paese.

Per ora si tratta di un allontanamento volontario di una persona adulta, ma considerato che l’anziano ha dei problemi di salute, trascorse le 48 ore, si è attivata la macchina delle ricerche.

 

152 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nelle ultime ventiquattro ore. Il dato emerge dal bollettino dell’Asp che fa riferimento alla giornata del 17 aprile. Sono stati 429 i tamponi eseguiti che portano il totale di test processati da inizio pandemia a 79.373. Ci sono 8 nuovi ricoveri in ospedale, 35 guarigioni accertate. Si registra una nuova vittima a Canicattì, la diciannovesima da inizio pandemia. Attualmente ci sono 150 persone assistite a domicilio.

70 le persone ricoverate negli ospedali: 46 si trovano al San Giovanni di Dio di Agrigento, 10 all’ospedale di Sciacca e 14 all’ospedale di Ribera. Cinque le persone ricoverate all’hotel covid di Sciacca. Sono 13 le persone in terapia intensiva: 10 all’ospedale di Agrigento e 3 a Sciacca.

I nuovi positivi per comune:

Agrigento: 169 ; Alessandria della Rocca 17; Aragona 4; Bivona 28; Burgio 12; Calamonaci 9; Caltabellotta 11; Camastra 1; Cammarata 17; Campobello di Licata 46; Canicattì 302; Casteltermini 16 (2 sono migranti); Castrofilippo 11; Cattolica Eraclea 77; Cianciana 8; Comitini 10 (3 sono migranti); Favara 209; Grotte 11; Joppolo 0; Licata 99; Lucca Sicula 0; Menfi 14; Montallegro 41; Montevago 13; Naro 2; Palma di Montechiaro 224 (11 migranti); Porto Empedocle 66; Racalmuto 19; Raffadali 74; Ravanusa 40; Realmonte 7; Ribera 217; Sambuca 15; San Biagio Platani 13; San Giovanni Gemini 13; Sant’Angelo Muxaro 8; Santa Elisabetta 3; Santa Margherita Belice 47 ; Santo Stefano di Quisquina 2; Sciacca 75; Siculiana 28 (1 sono migranti);Villafranca 2; 5 sono i migranti Contagiati dal Covid-18 ospiti delle navi quarantena che si trovano a largo del porto di Porto Empedocle.

Sono di ieri i comunicati del Prefetto di Agrigento e del Sindaco di Favara che hanno istituito Favara in “zona rossa”.

Ciò significa che dovrà essere compito anche degli Agenti della Polizia Municipale di Favara, garantire giornalmente i controlli anticovid tramite proprie pattuglie.

Ebbene, Codesto Sindacato UGL con la presente comunica alla Cittadinanza di Favara ed alle Autorità Pubbliche competenti sul suo territorio, che gli Agenti di Polizia Municipale di Favara a tempo determinato (che rappresentano più del 50% dell’organico), non possono essere applicati in questo tipo di pattugliamento non essendo stati dotati della nomina di agente di Pubblica Sicurezza il Comando di appartenenza, dopo alcuni anni di inerzia ha presentato l’istanza in Prefettura da poco tempo. Tale qualifica è essenziale per l’espletamento di tale servizio.

I Vigili del Comando di Favara, da tempo stanno battagliando con il Sindaco di Favara e con il loro Comandante, sensibilizzando anche la Prefettura di Agrigento, anche tramite il loro legale di fiducia, affinchè li doti di tale qualifica, senza la quale non possono garantire alla cittadinanza molti servizi essenziali, tra i quali rientrano i controlli anticovid.
Inoltre immotivatamente non sono più inseriti nei turni di reperibilità, con le conseguenze che ne potrebbero derivare considerando le continue emergenze che si presentano sul territorio.
Per non parlare che da tempo gli Agenti di Polizia Municipale operano in condizioni di sottorganico, privi di tutela e dei necessari strumenti per lavorare sul territorio.

1.301 i nuovi casi di Coronavirus a fronte di 28.927 tamponi effettuati, su un totale di 3.565.770 da inizio emergenza.
Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 24 decessi, che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 5.152. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 25.477 (+602) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.216, di cui 189 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 24.072 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 164.015 (+675).

I nuovi contagi per province:

Palermo 458,

Catania 186,

Messina 105,

Caltanissetta 53,

Trapani 74,

Siracusa 96,

Ragusa 131,

Agrigento 172

Enna 26.